











Ti ho già dato più volte una risposta.
Innanzitutto è da vedere quanti saranno. Ci saranno, è vero.
Ma se non sai QUANTI saranno è inutile fare ragionamenti.
Perchè se sono un centinaio o - toh - un migliaio, puoi anche assimilarli.
Se sono milioni, già la questione è molto diversa.
Inoltre, non sappiamo nè quali norme ci saranno nè se, come e quando le norme sulla cittadinanza verrano riformate e/o cambiate.
In linea di principio, deve valere il criterio secondo cui chi è compatibile con noi - culturalmente, spiritualmente ed etnicamente - può essere assimilato. Chi invece non lo è, no.
Come attuare questo criterio? E' stata proposta la 'cittadinanza a punti' apposta per trovare un modo migliore per testare la cosa.
C'è il modello svizzero che può benissimo essere applicato da noi.
Anche perchè ORA, oggi come oggi, allogeni con passaporto italiano sono - per fortuna - ancora ben pochi.
E' il domani che spaventa.
Inoltre, continuate a spostare il punto della questione: il problema sono gli allogeni che hanno GIA' la cittadinanza - cioè quattro gatti - o quelli che avranno la cittadinanza - secondo voi - ma nel frattempo sono regolari sic et simpliciter? Decidetevi. Per i primi, il problema quasi non si pone, dato che si tratta di una piccolissima parte della popolazione italiana, per i secondi il discorso è già diverso e vale quanto detto sopra.
Ultima modifica di Giò; 10-01-10 alle 04:19






In Italia ci sono, pare, una cosa tipo quattro milioni di immigrati. Secondo te lo Stato italiano cosa ne farà? Li segregherà? Gli darà il permesso di soggiorno senza cittadinanza per quindici generazioni? Farà in modo di incrementare le nascite degli italiani e sterilizzerà gli immigrati? Non so, dimmi tu. Ti sembrano ipotesi realistiche?
Gli Arya seggono ancora al picco dell'avvoltoio.

