
Originariamente Scritto da
Spartaco
ammetto di avere usato toni troppo offensivi, e chiedo scusa ai militanti del progetto eurasia, contro i quali non ho nulla di personale, e verso cui, al di la delle mie divergenze ideologiche, va il mio rispetto umano, anche nel caso di quelli di loro che scrivono su orion, ma quello che ho scritto, non era rivolto tanto ai militanti del progetto eurasia, ma era una risposta all'attegiamento a mio parere arroante di ultor, ed alla sua pretesa che i compagni siano tenuti a collaborare ed invitare alle proprie iniziative, le persone che gravitano nel suo ambiente, facento finta di non vedere che queste persone sono le stesse che chiamano i compagni zecche, borhesucci figli di papà, servi del sistema finaziati da soros, spuptando puntualmente sulle loro iniziative, quando poi loro che si difiniscono gli unici coerenti rivoluzionari contro il sistema, sono quasi completamente incapaci di agire senza lo stato che gli pari il culo, e di prendere iniziative che non siano diverse da quelle nostalgicorevivalistiche, o da quelle fatte per ottenere facili consensi in maniera demagogica, senza attacare i potenti, o prendendosela con categorie di persone, come gli immigrati e gli zingari o con pagliacciate come le osa, a parole rivoluzionarie, nei fatti pienamente inserite nel sistema di potere clientelare, a dimostrazione di questo ci sono le manifestazioni di questi giorni in Francia, dove i fasci a parole contro il precariato ed il capitalismo, invece di porsi il problema di come mai, il loro tanto amato fronte nazionale di le pen, ed i loro referenti francesi siano rimasti estranei alle lotte, hanno preferito soffermarsi sull'agressione di alcuni compagni da parte di casseurs di origine extracomunitaria.
Alle proprie iniziative, ognuno è libero di invitare chi vuole ed in base ad i propri criteri ed alle circostanze in cui si agisce, ma questo non impedisce agli altri di prendere iniziative sulle stesse tamatiche per conto proprio, assumendosene le proprie responsabilità, dietro la scelta di non collaborare con qualcuno, non necessariamente devono esserci pregiudiziali di tipo fedeistico, ma divergenze ideologiche, brutte esperienze passate, paura di deteriorare i rapporti con altre realtà con cui si manifesta insieme, e tante altre motivazioni, che possono essere giuste o sbagliate, ma che se non si condividono, vanno discusse senza avre la pretesa che sia un obliggo morale cambiarle.