«Quando ha avuto origine questo nostro lavoro, tu vuoi sapere, non è vero? come si determinò e dove e quando? Bene, a dirti la verità, sembra che abbia avuto inizio dopo un certo evento chiamato Guerra di Secessione. Ma il nostro Regolamento sostiene che la milizia del fuoco sia sta, ta fondata anche prima. Il fatto è che la società non ha vissuto bene che quando la fotografia ha cominciato a vi vere di vita propria. Poi... il cinematografo nella prima metà del ventesimo secolo. La radio, la televisione... Le cose cominciarono allora ad avere massa.»
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«E poiché avevano massa, divennero più semplici» prese il capitano. «Un tempo, i libri si rivolgevano a numero limitato di persone, sparse su estensioni imme Ed esse potevano permettersi di essere differenti. Nel mondo c'era molto spazio disponibile, allora. Ma in seguito il mondo si è fatto sempre più gremito di occhi, di gomiti, di bocche. La popolazione si è raddoppiata, triplicata, quadruplicata Film, radio, riviste, libri si sono tutti livellati su un piano minimo, comune, una specie di norma dietetica universale, se mi intendi. Mi intendi?»
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«Immagina tu stesso: l'uomo del diciannovesimo secolo coi suoi cavalli, i suoi cani, carri, carrozze, dal moto generale lento. Poi, nel ventesimo secolo, il moto si accelera notevolmente. I libri si fanno più brevi e.sbrigativi. Riassunti. Scelte. Digesti. Giornali tutti titoli e notizie, le notizie praticamente riassunte nei titoli. Tutto viene ridotto a pastone, a trovata sensazionale, a finale esplosivo.»
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«Le opere dei classici ridotte così da poter essere contenute in quindici minuti di programma radiofonico, poi riassunte ancora in modo da stare in una colonna a stampa, con un tempo di lettura non superiore ai due minuti; per ridursi alla fine a un riassuntivo di non più di dieci, dodici righe di dizionario. Ma eran molti coloro presso i quali la conoscenza di Amleto (tu conosci certo questo titolo, Montag) sì riduceva al "condensato" d'una pagina in un volume che proclamava: Ora finalmente potrete leggere tutti i classici. Non siate inferiori al vostro collega d'ufficio! Capisci? Dalla nursery all'Università e da questa di nuovo alla nursery. Questo ('andamento intellettuale degli ultimi secoli.
«Basta seguire l'evoluzione della stampa popolare: Clic!Pic! Occhio, Bang! Ora, Bing! Là! Qua! Su! Giù! Guarda! Fuori! Sali! Scendi! Uffl Clac! Cic! Eh? Pardon! Etci! Uh! Grazie! Pim, Pum, Pam! Questo il tenore dei titoli. Sunti dei sunti. Selezioni dei sunti della somma delle somme. Fatti e problemi sociali? una colonna, due frasi, un titolo. Poi, a mezz'aria, tutto svanisce. Il cervello umano rotea in ogni senso così rapidamente, sotto la spinta di editori, sfruttatori, radiospeculatori, che la forza centrifuga scaglia lontano e disperde tutto l’inutile pensiero, buono solo a farti perdere tempo».
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«La durata degli studi si fa sempre più breve, la disciplina si allenta, filosofia, storia, filologia abbandonate, lingua e ortografia sempre più neglette, fino ad essere quasi del tutto ignorate. La vita diviene una cosa immediata diretta, il posto è quello che conta, in ufficio o in fabbrica, il piacere si annida ovunque, dopo le ore lavorar Perché imparare altra cosa che non sia premere bottoni girar manopole, abbassar leve, applicar dadi e viti?»
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«La chiusura lampo ha spodestato i bottoni e un ha perduto quel po' di tempo che aveva per pensa mattino, vestendosi per andare al lavoro, ha perso un` meditativa, filosofica, perciò malinconica.»
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«La vita diviene così un'immensa cicalata senza costrutto, Montag, tutto diviene un'interiezione sonora e vuota...»
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«Basterà vuotare i teatri, Montag, di tutto ma non dei pagliacci, e fornire ogni stanza di pareti di vetro (apparecchi tv), con bei disegni policromi che salgono e scendono su queste pareti, come coriandoli, o sangue, o sherry, o borgogna. Ti piace il baseball, non è vero, Montag?»
«Il baseball è un bellissimo gioco.»
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«E ti piace giocare alle bocce, vero, Montag?, «Oh, le bocce, sì, molto.»
«E a golf?»
<Anche.»
«Pallacanestro?»
«Un gioco bellissimo.»
«Biliardo! Boccetta? Palla ovale?»
«Giochi magnifici, tutti!»
«Più sport per ognuno, spirito di gruppo, divertimento, svago, distrazioni, e tu così non pensi, no? Organizzare, riorganizzare, superorganizzare super-super-sport! Più vi ghette umoristiche, più fumetti nei libri! Più illustrazioni ovunque! La gente assimila sempre meno. Tutti sono pre più impazienti, più agitati e irrequieti. Le autostrade le altre strade d'ogni genere sono affollate di gente che va un po' da per tutto, ovunque, ed è come se non andasse in nessun posto. I profughi della benzina, gli erranti del motore a scoppio. Le città si trasformano in auto-albi ambulanti, la gente sempre più dedita al nomadismo località in località, seguendo il corso delle maree li passando la notte nella camera dove sei stato tu oggi la notte passata.»
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Noi dobbiamo essere tutti uguali. Non è che ognuno nasca libero e uguale, come dice la Costituzione, ma ognuno vien fatto uguale. Ogni essere umano a immagine e somiglianza di ogni altro; dopo che tutti sono felici, perchè non ci sono montagne che ci scoraggino con la loro altezza da superare, non montagne sullo sfondo delle quali si debba misurare la nostra statura! Ecco perchè un libro è un fucile carico. Diamolo alle fiamme! Rendiamo inutile l’arma. Castriamo la mente dell’uomo. Chi sa chi potrebbe essere il bersaglio dell’uomo istruito?
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«Devi ricordarti che la nostra civiltà è così va: non possiamo permettere alle nostre minoranze di in uno stato di turbamento e agitazione. Domàndatelo anche tu: che cosa ci preme, in questo paese, avanti e soprattutto? Gli esseri umani vogliono la felicità, vero? Non è quello che sentiamo dire da quando al mondo? Voglio un po' di felicità, dice la gente. Ebbenene, non l'hanno forse? Non li teniamo in continuo movimento, non diamo loro ininterrottamente svago? Non è per questo che in fondo viviamo? Per il piacere e per i più svariati titillamenti. E tu non potrai negare che nella nostra civiltà ne abbiamo in abbondanza di titillamenti...”.
Stralci tratti da “Fahrenheit 451” di Ray Bradbury, Oscar Mondadori, Milano 1989.





Rispondi Citando
), vedi un po' se questo libro ti può interessare, io credo di sì. Può essere infatti utilissimo per compendiare le, giuste, pulsioni guerriero/rivoluzionarie attuali con quelle poetico/spirituali future , magari ora un po' sopite, ma certo presenti. E che comunque, prima o poi, se già non accade, reclameranno il loro giusto spazio...
