Tanto da solo non ce la fai. Dammi la tua password che lo faccio io.


Tanto da solo non ce la fai. Dammi la tua password che lo faccio io.


e invece ho sistemato.
Bastava dirlo subito che bisognava entrare nelle opzioni utente, senza buttarla in politica come ogni bravo bananas educato da berlusconi all'odio ha imparato fin da piccolo.
Grazie a tutti della collaborazione, amici, in particolare a Silvia, ma anche a O'Rei, Naitmer, Tolomeo e al nuovo censuratore del forum delle libertà e del buongoverno.


Ci ha messo un ora e 28 minuti.![]()


Voglio vedere se fra 6 mesi ci riesce.


Il Naitmer stamattina è particolarmente antibrunikkiano.
Vai Naitmer.
Ma è vero che di faccia somigli a Niccolai?


E chi sarebbe?Originariamente Scritto da brunik




Originariamente Scritto da Naitmer
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questo è sardo ma manco sa chi è Comunardo Niccolai, il famoso stopper del Cagliari dello scudetto, famoso per gli autogol a raffica.


A me basta sapere che l'atalanta è in serie B(runik), mentre il magico Cagliari è in Serie (n)A(itmer)


Un' autorete di Comunardo Niccolai
di Carlo Nesti
Il cielo di Cagliari, sopra lo Stadio Amsicora, era di un azzurro denso, come mai lo aveva visto prima. Quel pallone arrivava dall'alto, poco oltre il centro del campo, e chiedeva di essere addomesticato senza affanno, controllato senza frenesia. Lui lo lasciò rimbalzare, con la spalle rivolte alla porta altrui, e lanciò un'occhiata laggiù in fondo, verso la rete di Albertosi. Sentì, dietro, il fiato di un paio di avversari che rincorrevano la sfera, ma lontani, a distanza di sicurezza, e gli sembrò di poter vedere oltre i pali del suo portiere. Laggiù, al di là dei limiti del vecchio impianto, i ragazzi erano saliti sugli alberi, e guardavano la partita seduti sui rami, senza bisogno di pagare il biglietto. Niccolai pensò che avrebbe potuto azzardare una rovesciata, e spedire il pallone verso gli attaccanti, verso il grande Gigi Riva in agguato nella metacampo altrui. Pensò anche che avrebbe potuto tentare uno stop, ma con il rischio di perdere frazioni di secondo e favorire la rincorsa degli avversari verso il pallone. Ebbe appena il tempo di ragionare e di scegliere una terza via, quella che in quel momento gli sembrò la più prudente e la più accorta al servizio della squadra. Dopo il rimbalzo, decise di allungare la sfera verso Albertosi, liberissimo di rimetterla in gioco e trovare la soluzione più corretta per rilanciare il Cagliari in fase offensiva. Toccò il pallone, ma immediatamente sentì di avere impresso allo stesso una potenza eccessiva, tanto da disegnare una traiettoria rapida, più veloce del previsto. Si fermò, e rimase per qualche istante immobile, atterrito, con quel maledetto pallone che scavalcava Albertosi e si insaccava nella porta. Laggiù, sui rami degli alberi, gli parve di non scorgere più nessuno, come se i ragazzi fossero franati al suolo abbattuti dall'infausta visione. Davanti a lui, un uomo solo, Albertosi, che prima lo guardava, e poi spalancava le braccia, senza riuscire a urlare una parola ammutolito dalla scoramento dell'autogol. Dietro di lui, una squadra intera, l'umiliazione di sentirsi braccato da sguardi inferociti senza avere il coraggio di replicare, perché non poteva esistere replica. Solo in quel momento, risucchiato da un boato di disappunto, Niccolai capì esattamente quello che aveva fatto: comprese di essere entrato nella storia, ma sicuramente passando dalla porta (la sua) sbagliata
SEMBRA LA STORIA DI UN THREAD DI NAITMER