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    Predefinito Difendere e promuovere la vita

    Difendere e Promuovere la Vita!

    Centinaia di persone hano partecipato alla decima edizione della Via Crucis Pordenone-Aviano, momento di preghiera e impegno contro ogni forma di violenza. Un cammino di conversione, a partire dalle 50 testate nucleari presenti nella base militare Usaf in provincia di Pordenone... fino alla violenza di ogni nostra scelta quotidiana.

    BEATI I COSTRUTTORI DI PACE – CENTRO “E.BALDUCCI ” ZUGLIANO (UD)–


    COMUNITA'DI S.MARTINO AL CAM O (TS)– COMUNITA''ARCOBALENO (GO)–


    EMERGENCY – BILANCI DI GIUSTIZIA – MISSIONARI COMBONIANI DI PADOVA –


    ACLI REGIONALI E ACLI PROVINCIALI DI PORDENONE,UDINE,GORIZIA,TRIESTE –


    AZIONE CATTOLICA – DIOCESI DI CONCORDIA PORDENONE





    10a VIA CRUCIS


    PORDENONE – BASE USAF DI AVIANO


    DIFENDERE E PROMUOVERE LA VITA





    Continuiamo il cammino insieme agli impoveriti, alle vittime, agli esclusi di questa società e, in modo più evidente e drammatico, del mondo intero. Camminiamo anche per la nostra conversione al vangelo di Gesù di Nazaret e perché tutti gli uomini si aprano alla misericordia, alla fraternità, alla pace.


    Una tappa particolarmente significativa di questo procedere insieme nella storia è stata ed è per noi la Via Crucis Pordenone -base Usaf di Aviano,quest'anno alla 10a edizione.


    Le date cronologiche segnano il tempo dell'esistere e della sua organizzazione nella storia e possono esprimere,anche in questa nostra esperienza,l'importanza e il significato della perseveranza e della continuità.


    I primi cristiani venivano considerati atei anche perché preferivano essere uccisi piuttosto che impugnare la spada e uccidere in nome della sacralità dell'Impero.
    La corrente calda e luminosa della profezia ha sempre animato donne e uomini a coerente testimonianza, nonostante tanti compromessi e tradimenti...: la Pacem in Terris di Giovanni XXIII nel 1963 ha chiamato all'impegno della costruzione della pace tutte le donne e gli uomini di buona volontà, superando la concezione e la pratica della deterrenza e giudicando immorali ed espressione di follia quelle armi atomiche che poi il Concilio Vaticano II ha definito “crimine contro Dio e contro l'umanità ”;


    Giovanni Paolo II ha definito la guerra “via senza ritorno ”.


    È perciò nella profondità dell'essere illuminato e orientato dalla Parola profetica di Gesù di Nazaret e dal Magistero millenario della Chiesa che ne è interprete,che avvertiamo l'urgenza di non poter fare a meno di esserci,di denunciare,di proporre,di coinvolgerci in una conversione alla non violenza attiva a partire da ciascuna/o di noi.


    Il prendere a cuore la condizione degli impoveriti e degli uccisi dalla fame ci porta a guardare la base di Aviano come una fortezza armata che pretende di conservare e difendere questa situazione di ingiustizia strutturale del Pianeta.


    La partecipazione al dolore per la morte e il ferimento fisico e psichico di innumerevoli persone per le tante distruzioni,compresa quella dell'ambiente vitale,ci induce a guardare la base Usaf di Aviano come un'assurdità umana proprio per la concentrazione di armi che uccidono le persone e la vita.
    La memoria dei sopravvissuti ai bombardamenti, con particolare riferimento a Hiroshima e


    Nagasaki,diventa giudizio inappellabile di una base che custodisce con tragica sicurezza 50 bombe atomiche di cui si conosce il terrificante potere distruttivo.


    Eppure in Friuli-Venezia Giulia, nelle nostre diocesi e comunità parrocchiali per lo più si vive come se la base Usaf di Aviano con le sue testate atomiche non ci fosse.


    Il mistero di Dio si è rivelato nelle parole e nei gesti di Gesù;tutta la sua vita è segno di amore misterioso,incondizionato e concreto,tanto che il potere politico-religioso-militare, riconoscibile in quel momento storico, decise ed eseguì la sua morte.


    Camminiamo da Pordenone alla base Usaf di Aviano per essere coinvolti dalla luce e


    dalla forza del Vangelo a vivere la giustizia, la legalità, la cooperazione, la sobrietà della vita e dei consumi come segni alternativi al neoliberismo, alla massimizzazione dei profitti, al consumismo, che riducono tutto e tutti a merce, a numeri e a cose.


    Camminiamo da Pordenone alla base Usaf di Aviano per essere coinvolti dal Vangelo della non violenza attiva e della costruzione della pace; per essere obiettori di coscienza a tutte le guerre, ai diversi terrorismi, alla produzione e al commercio delle armi; per vivere e diffondere la spiritualità e la cultura dell'incontro, del dialogo, del superamento dell'inimicizia. In un momento storico di particolare difficoltà, il nostro cammino è anche penitenzialeristiani e musulmani sono chiamati a chiedersi reciprocamente perdono, a ripartire nell ’attenzione, nella conoscenza, nel dialogo reciproci.


    Il crocefisso ci accompagna e mai può essere utilizzato a simbolo di una identità di


    contrapposizione e di esclusione.


    Camminiamo da Pordenone alla base Usaf di Aviano per sentirci compagni di viaggio di ogni persona, specie di chi fa più fatica a vivere in questa società e nel mondo; per rinnovare la sensibilità e la pratica dell'accoglienza e superare ogni forma di indifferenza, xenofobia, razzismo, con attenzione particolare agli uomini e alle donne che vengono da noi dai diversi paesi del mondo.


    Camminiamo da Pordenone alla base Usaf di Aviano per dire No ai CPT, a partire da quello di Gradisca d ’Isonzo. La denuncia deve diventare proposta di luoghi e di modi per un'accoglienza che sia espressione di umanità. Il No più fermo ai muri, ai fili spinati, ai luoghi separati e inaccessibili, diventi Sì all ’incontro nel rispetto, nel dialogo, nel sostegno reciproci.


    Camminiamo da Pordenone alla base Usaf di Aviano contemplando le montagne, il cielo, i prati, gli alberi, gli uccelli, le tante forme di vita che in questo tempo si risvegliano, per essere davvero responsabili di tutti gli esseri viventi, dell'intero eco-sistema che il Signore ci ha affidato perché li custodiamo con premura e cura.


    Camminiamo da Pordenone alla base Usaf di Aviano perché stare fermi significherebbe resa al mondo esistente, tradimento del Vangelo e della vita.





    Invitiamo con fiducia e amicizia tutte le donne e tutti gli uomini di buona volontà a camminare con noi, particolarmente quanti hanno responsabilità istituzionali, nella Chiesa e nella società civile, per un ’umanità giusta e fraterna.






    --------------------------------------------------------------------------------


    GESÚ DI NAZARET CROCEFISSO E RISORTO




    Riflessione davanti alla base Usaf di Aviano

    di don Pierluigi Di Piazza





    Le nostre riflessioni il più delle volte sono segnate dalla condizione esistenziale e storica in cui viviamo. Se questa situazione può circoscrivere, certamente risulta sempre più veritiera.


    Anche i luoghi parlano e ci interpellano. E noi ci incontriamo e ci esprimiamo nei luoghi della vita e della storia..: oggi in questo luogo.





    Siamo di fronte ad una base militare Usa, pare la più grande d’Europa; a poche centinaia di metri da noi sono custodite armi sofisticate, caccia bombardieri, cinquanta testate atomiche pronte ad essere usate per colpire, uccidere, ferire, distruggere.


    Per la loro custodia e il loro utilizzo sono coinvolti migliaia di persone, donne e uomini, per lo più convinti dell’ideologia della guerra, del dovere di colpire il nemico, della necessità della vittoria.


    Non siamo contro di loro: ci preoccupano e ci intristiscono la seduzione e la convinzione della necessità delle armi e della guerra.


    La base ci mostra il suo volto tranquillo, laborioso: in questi anni all’interno si è ampliata con l’edificazione di nuovi alloggiamenti, della chiesa e di altre strutture.


    Non si può entrare: c’è il filo spinato a delimitare la segretezza misteriosa e inaccessibile del luogo e di tutto quello che vi è contenuto; non si possono nominare, tanto meno conoscere, gli strumenti di morte, si devono solo constatare gli effetti disastrosi.


    Regna la calma apparente, ma in noi emergono alcune nitide immagini: i cacciabombardieri che in coppia si alzavano in volo carichi di bombe per andare a colpire le regioni della ex-Jugoslavia con un rumore così assordante che, rapportato agli imminenti bombardamenti, straziava il cuore; la tenda della pace collocata qui di fronte, segno della forza e della perseveranza dell’utopia della pace, oggi unico realismo da vivere; l’Eucaristia celebrata qui davanti a riaffermare che solo la forza della com-passione, della non violenza attiva, della giustizia, della costruzione quotidiana della pace può salvare il mondo.


    E ancora le immagini di un gruppo di persone raccolte in meditazione e preghiera, provenienti da diverse parti del mondo: Suzuko Numata, vittima e testimone di Hiroshima, pregava perché Dio le conceda vita ed energia per poter ancora denunciare la follia delle guerre, di tutte le armi, a cominciare da quelle atomiche e l’assurdità di basi militari come questa; i rappresentanti delle comunità degli Indios del Chiapas, della Colombia e dei neri del Nordest del Brasile dichiaravano la follia di una simile struttura militare rapportata all’impoverimento della loro gente, alla mancanza di cibo, di istruzione, di salute, di condizioni di vita dignitose, riproponendo drammaticamente il rapporto fra impoverimento, fame e armi, strumenti di morte…





    E Gesù di Nazaret cosa ci dice, qui, ora, davanti a questa base, mentre lo contempliamo crocefisso…?


    Ci comunica due dimensioni: l’iniquità del potere religioso, giuridico, politico, che uccide il Giusto, l’Innocente, perché ne rifiuta la vita e il messaggio che chiamano a profonda conversione, a cambiamento reale nella vita e nella storia; e insieme l’amore incondizionato, la fedeltà e la coerenza vissuti fino a dare la propria vita per il riscatto e la liberazione.


    Nel volto e nel corpo del Crocefisso colpito, tumefatto e sanguinante; nel suo respiro affannoso, nello strazio della sua anima, nell’esperienza dell’abbandono totale e nell’esigenza dell’affidamento noi contempliamo con com-passione e coinvolgimento profondi tutti i crocifissi, bambine, giovani, donne, uomini, anziani dell’umanità: gli impoveriti, gli affamati e gli assetati, i colpiti dalle armi, gli ammalati, tutti coloro che diversamente fanno più fatica a vivere perché soli, discriminati, sfruttati. Contempliamo intere comunità e interi popoli crocifissi dalla logica e dalla pratica del capitalismo, dell’accumulo dei profitti, delle diverse forme di violenza e di terrorismo, della guerra che di per sé produce terrore mentre pretende di sconfiggerlo…


    Contempliamo piangendo la condizione di tanta umanità, per le morti e le sofferenze e insieme per la dissennatezza, la protervia, la durezza di cuore dei potenti e dei prepotenti; anche Gesù aveva pianto di fronte a Gerusalemme perché la città non aveva ascoltato le parole della pace…


    Sentiamo nel profondo che solo questo amore compassionevole per le vittime, i crocifissi, può salvarci e salvare l’umanità se muove il cuore e illumina la ragione, se sollecita energie, disponibilità alla dedizione e all’impegno, se sostiene coerenza, perseveranza e speranza.


    In Gesù innalzato sulla croce contempliamo tutte le donne e tutti gli uomini martiri che hanno dedicato la loro vita, guidati dall’amore, alla giustizia, ai diritti umani e alla pace; concretamente alle vite di bambini, di donne e uomini delle loro comunità e dei loro popoli…





    E’ una folla innumerevole che attornia questa base, di ogni popolo, cultura, religione; sono qui con Gesù di Nazaret e con noi: scorgiamo Gandhi, Bonhoeffer, Luther King; ci viene incontro il vescovo Romero con il coraggio conquistato dalla sua profezia forte e amorevole e ci raccomanda: “La gloria di Dio è che il povero possa vivere”; i sei padri gesuiti dell’Università di San Salvador ci esortano pensierosi e sorridenti a continuare a percorrere con le vittime, con i poveri, il cammino della librazione e della vita….


    Ci esortano Falcone e Borsellino insieme alle 700 vittime delle mafie; ci sorride amichevolmente don Pugliesi e p. Roger Schuz ci incoraggia alla fiducia e alla riconciliazione.





    E ci sono tantissime altre persone; donne e uomini del popolo, una parte vittime consapevoli, altre ignare, colpite impunemente dentro alla logica del profitto e della violenza.


    La luce che promana da Gesù e da tutte le donne e tutti gli uomini martiri illumina la nostra vita e la storia dell’umanità; svela e denuncia il male e l’iniquità e incoraggia e rafforza l’amore che si fa concreta dedizione…


    Questo amore così profondo non può essere sconfitto dalla morte brutalmente eseguita, non può restare rinchiuso nel sepolcro, nella terra… “Per questa fede e questo amore il Padre ha resuscitato Gesù dalla morte”.


    Gesù di Nazaret, Vivente oltre la morte, si incontra nella profondità del cuore che cerca una ragionevole speranza, nell’incontro con lui che ci stimola e ci incoraggia a vivere il Vangelo delle beatitudini: beati i poveri, i non violenti, i giusti, i sinceri, i costruttori di pace, i misericordiosi, i coerenti….; nell’incontro con i segni di vita e di risurrezione della storia, frammenti della nuova umanità e sementi di altre presenze, progetti, iniziative, concrete esperienze….


    Il Vivente ci accompagna, anche se alle volte intristiti per il male del mondo, per le infedeltà della chiesa, per le nostre incoerenze rischiamo di non accorgerci e di ripiegare su noi stessi, in dimensioni chiuse, asfittiche, sterili…


    Il Viandante misterioso di Emmaus ci accompagna: è fondamentale la sua compagnia, la nostra reciproca compagnia, il camminare insieme; la decisione personale è certo la prima, indispensabile; però da soli non ce la facciamo, senza di Lui e senza la reciprocità fra di noi, fra le comunità e i popoli del Pianeta.


    Ci parla: la sua parola ci riscalda il cuore, rende presente la memoria dell’amore e della dedizione di tante persone, dello straordinario patrimonio a cui attingere per vivere intensamente il presente, per umanizzare la storia di oggi e di domani…


    Sono importanti anche le nostre parole: quelle forti di denuncia, quelle delicate e piene di tenerezza dell’accoglienza, quelle calde e incoraggianti dell’esortazione a non cedere, a riprendere sempre e di nuovo forza e coraggio.


    Il Vivente spezza il pane della condivisione e della fraternità, segno dell’umanità riconciliata e fraterna, fra tutti i popoli, fra tutte le culture e le fedi religiose…





    Siamo qui, davanti alla conclusione del 10° cammino della Via Crucis; ci siamo detti sempre che si tratta di un itinerario quotidiano…


    Le immagini si richiamano: la base, le armi, le atomiche; il crocefisso, i crocifissi; il Vivente, coloro che – donne e uomini- vivono diffondendo e promuovendo la vita; le donne e gli uomini martiri che anche se morti nel corpo, vivono nel Mistero del Dio della vita e, insieme al crocefisso-Vivente, ci comunicano luce, forza, coraggio per vivere giorno dopo giorno scegliendo concretamente la non violenza attiva, la costruzione della giustizia e della pace.


    Avanti, dunque, il nostro cammino continua con ragionevole speranza, con rinnovato impegno per rendere più umani noi stessi, per umanizzare il mondo.








    --------------------------------------------------------------------------------


    “Fino in fondo…”

    Via Crucis Pordenone – Aviano: Seconda stazione, la Passione

    (a cura di Giovani Impegno Missionario – Missionari Comboniani)








    Siamo giovani che cercano di non chiudere gli occhi.


    Per questo camminiamo, per allungare la vista al di fuori di noi, resistere alla tentazione del sonno delle passioni, incontrare la passione dell’umanità e di un Dio che l’ha amata fino in fondo.


    Non possiamo fare a meno di camminare, per tenerci vivi, per stare insieme, per raggiungere chi è stato escluso, per portare il nostro corpo là dove la vita è minacciata dalla violenza.


    Nel cammino incontriamo testimoni, che confermano: “questa è la strada!”.


    Nel cammino ci sentiamo messi in questione: c’è una violenza e un egoismo che ci stiamo portando dentro, che ci ha già contaminati, che dobbiamo lasciar cadere.


    Così, abbiamo scritto questa tappa della Via Crucis dopo aver ascoltato tre testimoni. Abbiamo confrontato le loro storie di passione con il Vangelo: ne nasce un invito alla conversione e all’impegno, da cui non vogliamo sfuggire.








    Cindy Sheehan




    Dopo questi fatti, Giuseppe D’Arimatèa, che era discepolo di Gesù, ma di nascosto per timore dei Giudei, chiese a Pilato di prendere il corpo di Gesù (Gv 19,38)





    Vogliamo camminare assieme a coloro che decidono di esporsi.


    Giuseppe d’Arimatèa ha rischiato: con il suo gesto poteva apparire complice del Nazareno, sobillatore di folle. Ma si è esposto davanti a Pilato, per amore e rispetto di Gesù.


    Siamo compagni di viaggio di tutte le donne e gli uomini che, davanti ai potenti, non hanno paura di esporsi e gridare il dolore per il corpo perduto dei loro cari. Ascoltiamo la lettera di Cindy Sheehan.





    Cari amici,


    mio figlio Casey, di appena ventiquattro anni, è stato ucciso a Baghdad il 4 aprile 2004. È


    sconvolgente per me sapere che Casey è morto inutilmente, che così tante altre famiglie affrontano questo stesso dolore, e che altre famiglie si aggiungono ogni giorno. Fin dal 6 agosto rimango seduta fuori del ranch del presidente Bush a Crawford, su di un marciapiede cui abbiamo dato nome Camp Casey, per cercare un incontro ed un dialogo su una guerra illegale ed immorale. Altre madri e famiglie si sono unite a me, la maggior parte delle quali hanno perso i loro figli in guerra, altri hanno figli in servizio nelle forze armate, ed altri ancora che, in un modo o in un altro, sono stati toccati da questa guerra.
    Il presidente non ha voluto incontrarmi; continua a sostenere che quegli americani coraggiosi come mio figlio Casey sono morti per una nobile causa.


    Ora chiedo a voi: cos’è una nobile causa? Quanti altri figli siamo disposti a sacrificare per renderci conto che le guerre sono ingiuste?


    Casey è stato ucciso in un’imboscata. Se potessi parlare con questa gente direi loro che mi dispiace per quello che gli è stato fatto. Direi loro: “Non siete voi responsabili della morte di mio figlio, lui è stato mandato a combattere una guerra inutile, mio figlio è morto per niente”


    Io sto viaggiando in vari luoghi del mondo per dare il mio contributo, affinché ciò che è accaduto in Iraq non si ripeta. E voi cosa state facendo? Cindy Sheehan





    Cindy non si lascia vincere dal senso di impotenza nel vedere degli uomini morire per nulla.


    Sulla via della croce, noi ci impegniamo:


    ad esporci in prima persona, per esercitare pressione politica contro dinamiche di morte e di violenza. Cominciamo, ad esempio, con la Campagna contro il traffico di armi leggere, rivolta all’ONU nel prossimo luglio.







    Il dolore e la rabbia li trasforma in tenacia, coraggio di mettersi in gioco, ricerca del dialogo e denuncia della guerra.










    “IO NO !”


    Il velo del tempio si squarciò in due, dall'alto in basso.
    Allora il centurione che gli stava di fronte, vistolo spirare in quel modo, disse:


    «Veramente quest'uomo era Figlio di Dio!». (Mc 15,38s)


    Un soldato e un uomo che dona la vita…


    Molto spesso ci troviamo di fronte ad un bivio, all’improvviso si spalancano gli occhi e il cuore, e ci accorgiamo che tutto potrebbe essere diverso, e dipende da noi!


    E’ l’esperienza di chi sceglie l’obiezione di coscienza. Ascoltiamo la storia di questo ‘Refusenik’, in Israele:



    “Fino a poco tempo fa io ero a mio modo partecipe dell’occupazione, che è illegale e immorale. Ero una parte essenziale dell’intera macchina dell’esercito. È incredibile per me pensare che c’è voluto tanto tempo per rendermene conto e pensare che mi piaceva tanto guidare l’elicottero… Era difficile cogliere la relazione tra il lavoro che mi piaceva così tanto e l’occupazione che odio così tanto.


    Ti assicuro che, quando sei dentro l’ingranaggio, sei del tutto convinto che quello che fai è per il bene del tuo Paese e per difendere la tua gente. È un lungo percorso di consapevolezza.


    Vai avanti a sbagliare e alla fine decidi che quel sistema è corrotto e non devi più eseguire gli ordini!”


    Sono parole di Yonatan Shapira, pilota israeliano, firmatario dell’appello per il “rifiuto di partecipare a esecuzioni mirate nei Territori Occupati”.
    Con un coraggio straordinario e pronti a veder sconvolta tutta la loro vita (famiglia, amici, posto di lavoro…), queste donne e uomini “refusenik” stanno diventando sempre più numerosi: si stima che siano circa 1300-1400 i refuser che rifiutano in molti modi di collaborare all’occupazione.


    Sulla via della croce, noi ci impegniamo:


    a riconoscere la violenza che riversiamo nelle relazioni con gli altri e su noi stessi.


    Ci impegniamo ad essere obiettori di coscienza in ogni conflitto violento.


    “Dobbiamo cominciare a cambiare. Non è tempo di aspettare. È ora di agire e subito.”










    Faustin…


    I soldati, quando ebbero crocefisso Gesù, presero le sue vesti e ne fecero quattro parti, una per ciascun soldato, e la tunica. Ora quella tunica era senza cuciture, tessuta tutta d’un pezzo da cima a fondo. Perciò dissero tra loro: Non stracciamola, ma tiriamo a sorte a chi tocca!





    Camminiamo insieme a tanti popoli dilaniati nel profondo del tessuto delle loro relazioni. Popoli segnati da anni di guerra nascosta, depredati delle loro risorse, strappati di ogni loro bene.
    Ogni donna e uomo di questa terra ha diritto di gridare la sua dignità, intoccabile come quella tunica “tutta d’un pezzo, da cima a fondo”. C’è invece chi la gioca a sorte, barattandola con il traffico di armi o l’accesso alle materie prime.





    Faustin viveva nel nordest del Congo, con la sua famiglia. Lavorava con i ragazzi di strada, aveva scelto di donarsi a loro, difendeva i loro diritti dentro e fuori del Congo. Per questo la guerriglia l’ha preso di mira: troppo pericoloso, il suo lavoro di coscientizzazione popolare.


    E’ fuggito, rifugiato politico in Italia. Siamo andati ad intervistarlo: cosa chiedi a noi, qui?





    “Mi chiamo Faustin, sono rifugiato in Italia da 7 anni. Sono fuggito dal Congo a causa della guerra che vi si svolge. Una guerra terribile, che ha fatto più di 5 milioni di vittime. Una piaga al cuore dell’umanità.


    Arrivato qui mi sono reso conto che solo poca gente sa quello che vivono i congolesi.


    Considerando che l’umanità è una e che siamo tutti fratelli chiamati ad aiutarci, faccio appello a tutti: sforziamoci ad informarci su quanto capita attorno a noi.


    Sulla via della croce, noi ci impegniamo:


    come ci chiede Faustin, scegliamo di tenere gli occhi aperti, di cercare le storie della gente e di non fermarci alle favole dell’informazione di massa di oggi.


    Come gruppo di giovani e missionari rilanciamo i percorsi di formazione critica, di approfondimento e provocazione nel mondo universitario, di condivisione nelle piccole comunità del locale di momenti e laboratori di informazione alternativa.

    Solo se siamo ben informati possiamo darci la mano. Buon cammino”

  2. #2
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    Un pò di carità ai nostri OCCHI non che sia vecchio miope ma stare davanti al pc a leggere sti sermoni non è che faccia un gran bene alla vista.

    Un pò di capacità (se si puo) di SINTESI

    GRAZIE

  3. #3
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    La guerra la può fare anche uno solo, ma la pace la si deve fare in 2. Non si può smantellare le proprie armi se l'altro non è d'accordo nel farlo.
    Against all odds

  4. #4
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    Caro Ragazzosemplice leggendo il titolo Difendere e promuovere la vita pensavo ingenuamente a qualche iniziativa contro l'aborto, come ero ingenuo. Non vi vergognate a fare queste oscene manifestazioni antiamericane e filoterroristiche? Cinquant'anni fa marciavate con i partigiani della pace (servi di Stalin) contro gli americani, quarant'anni fa marciavate a favore dei bastardi vietcong contro gli americani, vent'anni fa marciavate a favore degli SS20 puntati da irussi contro tutti noi e tanto per cambiare contro gli americani, dieci anni fa marciavate a fianco di Saddam Hussein contro gli americani che liberavano il Kuwait, oggi marciate accanto ai terroristi tagliagole contro gli americani che liberano l'Irak, e domani marcerete a favore delle armi nucleari iraniane e contro gli americani che libereranno l'Iran.
    NOn riesco neppure a manifestare lo schifo che provo per questi marciatori della pace, vorrei tanto sputare in faccia a ciascuno di loro, preti o laici che siano, maledetti in eterno
    Viva la Base di Aviano, viva la presenza miltare americana in Italia.
    La prossima volta che vi va di marciare di fronte a qualche base militare andate a Cuba o in Corea del Nord.

    PS poche volte mi è capitato di leggere un testo pieno di affermazioni storiche così idiote e false come quella per cui i cristiani si rifiutavano di prendere le armi per l'impero. Sappi caro ragazzo semplice che i soldati proprio per la somiglianza della loro vita con quella del cristiano sono stati fra i primi ad accogliere il messaggio cristiano e a Dio piacendo in Paradiso vi sono armate di santi militari, ma nessun cane pacifista. Spero e prego che le porte del Paradiso siano sempre aperte per i militari che ne siano degni e sempre chiuse per i pacifisti.
    Maledetti in eterno i pacifisti
    Il pacifismo è rifiuto del cristianesimo e la marcia oscena verso Aviano è totalmente anticristiana.

  5. #5
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    Massimo, guarda che Amicone non e' ancora diventato papa e Cesana non e' ancora presidente della CEI.

    Ah, scusa 50 anni fa NON ESISTEVATE.

  6. #6
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    Citazione Originariamente Scritto da giangaleazzo
    Massimo, guarda che Amicone non e' ancora diventato papa e Cesana non e' ancora presidente della CEI.

    Ah, scusa 50 anni fa NON ESISTEVATE.
    Informati meglio abbiamo già festeggiato il cinquantenario
    Ovviamente chiederti il senso del tuo intervento sarebbe chiederti troppo.
    Devo presumere che anche tu fossi fra i beati costruttori di pace in marcia verso Aviano?
    Tanto pur di essere contro americani ed ebrei non si và tanto per il sottile e si è pronti ad imbarcarsi anche con quella massa di idioti

  7. #7
    Ut unum sint!
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    Citazione Originariamente Scritto da Mappo Tappo
    Caro Ragazzosemplice leggendo il titolo Difendere e promuovere la vita pensavo ingenuamente a qualche iniziativa contro l'aborto, come ero ingenuo. Non vi vergognate a fare queste oscene manifestazioni antiamericane e filoterroristiche? Cinquant'anni fa marciavate con i partigiani della pace (servi di Stalin) contro gli americani, quarant'anni fa marciavate a favore dei bastardi vietcong contro gli americani, vent'anni fa marciavate a favore degli SS20 puntati da irussi contro tutti noi e tanto per cambiare contro gli americani, dieci anni fa marciavate a fianco di Saddam Hussein contro gli americani che liberavano il Kuwait, oggi marciate accanto ai terroristi tagliagole contro gli americani che liberano l'Irak, e domani marcerete a favore delle armi nucleari iraniane e contro gli americani che libereranno l'Iran.
    NOn riesco neppure a manifestare lo schifo che provo per questi marciatori della pace, vorrei tanto sputare in faccia a ciascuno di loro, preti o laici che siano, maledetti in eterno
    Viva la Base di Aviano, viva la presenza miltare americana in Italia.
    La prossima volta che vi va di marciare di fronte a qualche base militare andate a Cuba o in Corea del Nord.

    PS poche volte mi è capitato di leggere un testo pieno di affermazioni storiche così idiote e false come quella per cui i cristiani si rifiutavano di prendere le armi per l'impero. Sappi caro ragazzo semplice che i soldati proprio per la somiglianza della loro vita con quella del cristiano sono stati fra i primi ad accogliere il messaggio cristiano e a Dio piacendo in Paradiso vi sono armate di santi militari, ma nessun cane pacifista. Spero e prego che le porte del Paradiso siano sempre aperte per i militari che ne siano degni e sempre chiuse per i pacifisti.
    Maledetti in eterno i pacifisti
    Il pacifismo è rifiuto del cristianesimo e la marcia oscena verso Aviano è totalmente anticristiana.
    Ah Mappo... datti una calmata che stai scantonando... cordialmente
    UT UNUM SINT!

  8. #8
    VINCIT OMNIA VERITAS!
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    Citazione Originariamente Scritto da Mappo Tappo
    Caro Ragazzosemplice leggendo il titolo Difendere e promuovere la vita pensavo ingenuamente a qualche iniziativa contro l'aborto, come ero ingenuo. Non vi vergognate a fare queste oscene manifestazioni antiamericane e filoterroristiche? Cinquant'anni fa marciavate con i partigiani della pace (servi di Stalin) contro gli americani, quarant'anni fa marciavate a favore dei bastardi vietcong contro gli americani, vent'anni fa marciavate a favore degli SS20 puntati da irussi contro tutti noi e tanto per cambiare contro gli americani, dieci anni fa marciavate a fianco di Saddam Hussein contro gli americani che liberavano il Kuwait, oggi marciate accanto ai terroristi tagliagole contro gli americani che liberano l'Irak, e domani marcerete a favore delle armi nucleari iraniane e contro gli americani che libereranno l'Iran.
    NOn riesco neppure a manifestare lo schifo che provo per questi marciatori della pace, vorrei tanto sputare in faccia a ciascuno di loro, preti o laici che siano, maledetti in eterno
    Viva la Base di Aviano, viva la presenza miltare americana in Italia.
    La prossima volta che vi va di marciare di fronte a qualche base militare andate a Cuba o in Corea del Nord.

    PS poche volte mi è capitato di leggere un testo pieno di affermazioni storiche così idiote e false come quella per cui i cristiani si rifiutavano di prendere le armi per l'impero. Sappi caro ragazzo semplice che i soldati proprio per la somiglianza della loro vita con quella del cristiano sono stati fra i primi ad accogliere il messaggio cristiano e a Dio piacendo in Paradiso vi sono armate di santi militari, ma nessun cane pacifista. Spero e prego che le porte del Paradiso siano sempre aperte per i militari che ne siano degni e sempre chiuse per i pacifisti.
    Maledetti in eterno i pacifisti
    Il pacifismo è rifiuto del cristianesimo e la marcia oscena verso Aviano è totalmente anticristiana.
    Che il Cristianesimo non sia pacifista, d'accordo.
    Che il pacifismo sia un assurdo buonismo strumentalizzato da certe fazioni politiche, d'accordo.
    Ma che essere militarmente cristiani voglia dire essere filoamericani, no. Non è che se ci sono due fazioni in guerra, se una è nel torto l'altra deve essere per forza nel giusto. Possono benissimo essere entrambe fautrici di errori apparentemente opposti, ma ugualmente anticristiani.
    "In girum imus nocte et consumimur igni"

  9. #9
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    Mappo ormai e' nervoso come l'omino di Arcore che ha aggettivi e appellativi simpatici per tutti!

    Ormai vede facce da pretoni catto-dossettiani ovunque!

    Pero' son certo che Mappo Tappo la concederebbe l'intervista a Famiglia Cristiana...

  10. #10
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    Citazione Originariamente Scritto da giangaleazzo
    Mappo ormai e' nervoso come l'omino di Arcore che ha aggettivi e appellativi simpatici per tutti!

    Ormai vede facce da pretoni catto-dossettiani ovunque!

    Pero' son certo che Mappo Tappo la concederebbe l'intervista a Famiglia Cristiana...

    Non vedo di cosa dovremmo parlare io e l'intervistatore di FC

 

 
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