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  1. #101
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    Perché non possiamo non dirci anticomunisti

    di Gianni Baget Bozzo - tratto da Il Giornale del 2 febbraio 2005

    E' singolare che si possa pensare a una chiusura del problema comunista in Italia quando due partiti comunisti sono rappresentati in Parlamento. Ma l'anticomunismo è una parola difficile da pronunziarsi; lo era già ai tempi in cui Togliatti considerava l'anticomunismo una parola sconfitta. Ed eravamo nel corso degli anni '50.

    La ragione è che il Pci è riuscito a creare un linguaggio politico, che è diventato lentamente maggioritario nella cultura italiana e ciò ha determinato il fatto che non si potesse più parlare di anticomunismo come posizione culturale. Veniva così definito l'anticomunismo come un mero linguaggio propagandistico privo di dignità culturale. La stessa Dc abbandonò rapidamente la sua posizione di centro, definita una corrispondenza di antifascismo e di anticomunismo. Pur tuttavia la questione comunista esisteva e diveniva la base di linguaggio anche dei movimenti che nascevano a sinistra del Pci.

    Ancora oggi esiste in Italia una questione comunista, non limitata alla sola esistenza dei due partiti comunisti. Essa appare anche nel modo in cui il Pci è passato alla nuova definizione di Democratici di Sinistra. Il gruppo dirigente del Pci si è trasferito nel nuovo partito eliminando una generazione di comunisti, quella che era stata dirigente in prima persona nel Pci negli anni della sua egemonia. Vi fu un ricambio generazionale all'interno del medesimo gruppo dirigente: vi fu perciò una perfetta continuità, sicché in realtà l'identità comunista rimase, declinata al passato, l'identità di base del partito.

    Proprio grazie a questa identità del Pci il Pds si salvò dalla tempesta di Tangentopoli: esso era già strutturato in modo da evadere l'azione della magistratura e di emergere duro e puro anche nella figura di Primo Greganti. Ne venne il paradosso che il partito più compromesso con finanziamenti illeciti provenienti dall'Unione Sovietica riuscì a passare come il partito chiave del passaggio alla seconda Repubblica.

    La base di tutto era il fatto che il Pci possedeva una forte identità dovuta al tema della rivoluzione, che gli consentiva di rimanere intatto e sopportare tutti i cambiamenti esterni nella conservazione della propria identità. Il Pci-Pds riuscì a cambiare il suo linguaggio politico rimanendo se stesso, conservando la memoria comunista come sua differenza e come base della sua militanza.

    Ciò fu percepito dall'opinione pubblica ed è alla base della nascita della Casa delle Libertà in Italia, cioè della ribellione dell'elettorato di centro alla gestione della grande crisi da parte del Pci-Pds. L'anticomunismo, emarginato nella cultura politica, rimaneva nella cultura di base. Il sentimento della differenza dei comunisti era percepito dagli elettori di centro nonostante tutta la stampa accettasse, nel '94, che il passaggio alla seconda Repubblica, legato al sistema maggioritario, fosse gestito da un partito postcomunista.

    L'anticomunismo è una posizione legata al sentimento degli elettori anche quando ad esso viene negata la dignità culturale. La prova evidente sta nel fatto che, per quanto il Ds fosse l'unico partito veramente esistente, esso cercò sempre di velare la sua presa del potere con alleanze che portavano al vertice candidati non comunisti (Prodi, Rutelli) e sostenne partiti non più esistenti, come i Socialisti Italiani o i Repubblicani Europei, pur di vincere il sentimento, diffuso nel paese, che i Ds siano l'unica forza sopravissuta alla prima Repubblica e la vera guida di tutto il centrosinistra. I primi a rendersi conto che la questione comunista esiste nel paese sono appunto i Ds, disposti a qualunque cambiamento di facciata e di linguaggio pur di conservare quella unità profonda che a loro deriva dalla memoria rivoluzionaria.

    L'anticomunismo non è una cultura politica in Italia per via dell'egemonia comunista della cultura che dura dagli anni '50, ma è una questione politica vivente nel paese. Gli elettori del centrodestra comprendono che il nucleo forte del centrosinistra è ancora la memoria comunista, che dà una militanza.

    Il titolo di governo di una coalizione di sinistra è sempre questa militanza che trae dalla sua memoria, e non dal consenso, la sua profonda legittimità. La questione comunista esiste nei Ds prima ancora che nei partiti che si dichiarano formalmente comunisti. L'identità comunista che conta è quella rimossa dai Ds più di quella emergente in Rifondazione e nei Comunisti Italiani.

    Gianni Baget Bozzo

  2. #102
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    Citazione Originariamente Scritto da FCYMan
    Qualcuno era comuni$ta (e lo è ancora) perchè soffre di invidia sociale, odia chi riesce ad elevarsi arrichendosi e vorrebbe tutti sprofondati nella stessa mediocrità.
    Io ho un discreto lavoro, guadagno dignitosamente e non mi posso lamentare. Solo che non mi va di interessarmi solo ai cazzi miei, mi piacerebbe una societa' piu' giusta ed equa che non penalizzi chi non puo' farcela, facendone una colpa. Ammiro chi raggiunge il successo tramite abbondante sudore e sacrifici. Detesto chi si arricchisce col sudore degli altri, che sfrutta la manodopera, che usa bambini per arricchirsi, che specula in borsa facendo perdere i sudati risparmi di una vita a chi ha lavorato per davvero; detesto inoltre chi usa il proprio potere istituzionale per arricchirsi e chi infine usa la criminalita' organizzata per lo stesso scopo. Sono comunista ti basta?

  3. #103
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    Citazione Originariamente Scritto da Ross88
    il comunismo ha provocato + di 100mln di vitttime
    a me questo dato basta e avanza per ritenermi anticomunista


    Il tuo proprietario ( a proposito hai ricevuto la paghetta?) ha distrutto il Paese in soli 5 anni; Attila ne avrebbe impiegato almeno dieci. Ti basta come ragione per odiare uno come berlusconi?

  4. #104
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    Citazione Originariamente Scritto da dexter
    Perché non possiamo non dirci anticomunisti

    di Gianni Baget Bozzo - tratto da Il Giornale del 2 febbraio 2005

    E' singolare che si possa pensare a una chiusura del problema comunista in Italia quando due partiti comunisti sono rappresentati in Parlamento. Ma l'anticomunismo è una parola difficile da pronunziarsi; lo era già ai tempi in cui Togliatti considerava l'anticomunismo una parola sconfitta. Ed eravamo nel corso degli anni '50.

    La ragione è che il Pci è riuscito a creare un linguaggio politico, che è diventato lentamente maggioritario nella cultura italiana e ciò ha determinato il fatto che non si potesse più parlare di anticomunismo come posizione culturale. Veniva così definito l'anticomunismo come un mero linguaggio propagandistico privo di dignità culturale. La stessa Dc abbandonò rapidamente la sua posizione di centro, definita una corrispondenza di antifascismo e di anticomunismo. Pur tuttavia la questione comunista esisteva e diveniva la base di linguaggio anche dei movimenti che nascevano a sinistra del Pci.

    Ancora oggi esiste in Italia una questione comunista, non limitata alla sola esistenza dei due partiti comunisti. Essa appare anche nel modo in cui il Pci è passato alla nuova definizione di Democratici di Sinistra. Il gruppo dirigente del Pci si è trasferito nel nuovo partito eliminando una generazione di comunisti, quella che era stata dirigente in prima persona nel Pci negli anni della sua egemonia. Vi fu un ricambio generazionale all'interno del medesimo gruppo dirigente: vi fu perciò una perfetta continuità, sicché in realtà l'identità comunista rimase, declinata al passato, l'identità di base del partito.

    Proprio grazie a questa identità del Pci il Pds si salvò dalla tempesta di Tangentopoli: esso era già strutturato in modo da evadere l'azione della magistratura e di emergere duro e puro anche nella figura di Primo Greganti. Ne venne il paradosso che il partito più compromesso con finanziamenti illeciti provenienti dall'Unione Sovietica riuscì a passare come il partito chiave del passaggio alla seconda Repubblica.

    La base di tutto era il fatto che il Pci possedeva una forte identità dovuta al tema della rivoluzione, che gli consentiva di rimanere intatto e sopportare tutti i cambiamenti esterni nella conservazione della propria identità. Il Pci-Pds riuscì a cambiare il suo linguaggio politico rimanendo se stesso, conservando la memoria comunista come sua differenza e come base della sua militanza.

    Ciò fu percepito dall'opinione pubblica ed è alla base della nascita della Casa delle Libertà in Italia, cioè della ribellione dell'elettorato di centro alla gestione della grande crisi da parte del Pci-Pds. L'anticomunismo, emarginato nella cultura politica, rimaneva nella cultura di base. Il sentimento della differenza dei comunisti era percepito dagli elettori di centro nonostante tutta la stampa accettasse, nel '94, che il passaggio alla seconda Repubblica, legato al sistema maggioritario, fosse gestito da un partito postcomunista.

    L'anticomunismo è una posizione legata al sentimento degli elettori anche quando ad esso viene negata la dignità culturale. La prova evidente sta nel fatto che, per quanto il Ds fosse l'unico partito veramente esistente, esso cercò sempre di velare la sua presa del potere con alleanze che portavano al vertice candidati non comunisti (Prodi, Rutelli) e sostenne partiti non più esistenti, come i Socialisti Italiani o i Repubblicani Europei, pur di vincere il sentimento, diffuso nel paese, che i Ds siano l'unica forza sopravissuta alla prima Repubblica e la vera guida di tutto il centrosinistra. I primi a rendersi conto che la questione comunista esiste nel paese sono appunto i Ds, disposti a qualunque cambiamento di facciata e di linguaggio pur di conservare quella unità profonda che a loro deriva dalla memoria rivoluzionaria.

    L'anticomunismo non è una cultura politica in Italia per via dell'egemonia comunista della cultura che dura dagli anni '50, ma è una questione politica vivente nel paese. Gli elettori del centrodestra comprendono che il nucleo forte del centrosinistra è ancora la memoria comunista, che dà una militanza.

    Il titolo di governo di una coalizione di sinistra è sempre questa militanza che trae dalla sua memoria, e non dal consenso, la sua profonda legittimità. La questione comunista esiste nei Ds prima ancora che nei partiti che si dichiarano formalmente comunisti. L'identità comunista che conta è quella rimossa dai Ds più di quella emergente in Rifondazione e nei Comunisti Italiani.

    Gianni Baget Bozzo
    GIANNI BAGET BOZZO

  5. #105
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    Citazione Originariamente Scritto da un uomo libero
    non mi va di interessarmi solo ai cazzi miei, mi piacerebbe una societa' piu' giusta ed equa che non penalizzi chi non puo' farcela, facendone una colpa. Ammiro chi raggiunge il successo tramite abbondante sudore e sacrifici. Detesto chi si arricchisce col sudore degli altri, che sfrutta la manodopera, che usa bambini per arricchirsi, che specula in borsa facendo perdere i sudati risparmi di una vita a chi ha lavorato per davvero; detesto inoltre chi usa il proprio potere istituzionale per arricchirsi e chi infine usa la criminalita' organizzata per lo stesso scopo. Sono comunista ti basta?
    anche un liberale o un cattolico potrebbero essere d'accordo con quanto hai prospettato. Non è necessario fare il comunista...

  6. #106
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    Citazione Originariamente Scritto da un uomo libero
    Io ho un discreto lavoro, guadagno dignitosamente e non mi posso lamentare. Solo che non mi va di interessarmi solo ai cazzi miei, mi piacerebbe una societa' piu' giusta ed equa che non penalizzi chi non puo' farcela, facendone una colpa. Ammiro chi raggiunge il successo tramite abbondante sudore e sacrifici. Detesto chi si arricchisce col sudore degli altri, che sfrutta la manodopera, che usa bambini per arricchirsi, che specula in borsa facendo perdere i sudati risparmi di una vita a chi ha lavorato per davvero; detesto inoltre chi usa il proprio potere istituzionale per arricchirsi e chi infine usa la criminalita' organizzata per lo stesso scopo. Sono comunista ti basta?
    NON ABBACCHIARTI..... NON SEI SOLO......
    STI FRINGUELLI ANCORA NON HANNO IMPARATO A VIVERE....E FORSE NON IMPARERANNO MAI VISTO CHE NESSUNO SI INTERESSA PIù DELLA GIUSTIZIA E DELLA CORRETEZZA PERSONALE.....
    NENCHE LA CHIESA PURTROPPO... CHE ORA PREFERISCE PARLARE DI DIFESA DELLA VITA..... PER NON FAR FARE BRUITTE FIGURE AI SUOI CAMPIONI POLITICI

  7. #107
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    Citazione Originariamente Scritto da Ross88
    nel tuo più totale errore sei comunque molto preparato
    comunuqe i punti te li ho elencati se nn li conosci nn è colpa mia
    1-Tasse. Fatto
    2-Sicurezza. Fatto
    3-Pensioni. Fatto
    4-Occupazione. Fatto
    5-Infrastrutture. Fatto
    5 su 5
    e poi ci sono 36 riforme nn inserite nel contratto con gli italiani
    nn so come si faccia a dire che questo governo nn abbia fatto nulla
    bisogna essere proprio accecati dal proprio antiberlusconismo
    E no!qui ti sbagli!Io ti ho detto le promesse fatte e mantenute!E nessuna è stata mantenuta!
    Almeno che tu non conti la patente a punti come una promessa elettorale...

    I vari fatto li ho smentiti tutti con i dati....non sono stati mantenuti.

    Comunque anche se sei dalla parte sbagliata(a mio parere ovviamente...)si prova più piacere a discutere con te che con gente come Dexter che scrive cazzate,quando replichi non riuscendo a replicare non risponde e l'unica cosa che riesce a fare è copiare gli articoli di ragion politica

  8. #108
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    Citazione Originariamente Scritto da Ross88
    il comunismo ha provocato + di 100mln di vitttime
    a me questo dato basta e avanza per ritenermi anticomunista
    Sei a conoscenza del precesso di destalinizzazione avviato dal PCUS?

    Sei a conoscenza delle distanze prese dal PCI dal PCUS a causa delle idee troppo estreme di quest ultimo?

    Sei a conoscenza che (a differenza di Lenin)Stalin è odiato da tutti in Russia?

  9. #109
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    Citazione Originariamente Scritto da dexter
    anche un liberale o un cattolico potrebbero essere d'accordo con quanto hai prospettato. Non è necessario fare il comunista...
    Nessuno dice il contrario. Solo che io non demonizzo i veri cattolici e soprattutto i VERI liberali, anzi li rispetto. E secondo me una societa' che voglia davvero dichiararsi civile deve trovare convergenze e non divisioni tra chi, pur partendo da diverse ideologie, riesce a trovare un punto d'incontro che non e' altro che tenere a cuore i bisogni dell'Umanita' intera.

  10. #110
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    Scusa ho trovato il tempo per risponderti solo adesso ... il contratto prevedeva :

    1. Abbattimento della pressione fiscale
    · con l'esenzione totale dei redditi fino a 22 milioni di lire annui; (Realizzato)
    · con la riduzione al 23 per cento dell'aliquota per i redditi fino a 200 milioni
    (Non Realizzato ... meno male)
    · con la riduzione al 33 per cento dell'aliquota per i redditi sopre i 200 milioni
    (Non Realizzato ... meno male)
    · con l'abolizione della tassa di successione e della tassa sulle donazioni.
    (Realizzato)

    Punto 1 realizzato al 50%


    2. Attuazione del "Piano per la difesa dei cittadini e la prevenzione dei crimini" che prevede tra l'altro l'introduzione dell'istituto del "poliziotto o carabiniere o vigile di quartiere" nelle città, con il risultato di una forte riduzione del numero di reati rispetto agli attuali 3 milioni.
    Il contratto siglato nel 2001 prevedeva «l'introduzione del poliziotto, carabiniere o vigile di quartiere nelle città col risultato di una forte riduzione del numero dei reati rispetto agli attuali 3 milioni».
    I poliziotti di quartiere sono stati introdotti gradualmente e secondo le stime del ministero dell'Interno ad agosto 2005 sono arrivati a circa 2200, coprendo circa 500 dei quartieri o delle zone da 10.000 abitanti (ovvero in teoria circa il 9% della popolazione italiana).
    Il numero dei reati è tuttavia aumentato nel corso della legislatura: nei primi 2 anni, dal 2001 al 2003, l'incremento è stato del 6,7% annuale, e dal 2003 al 2004 le denuncie di reato che hanno portano ad azione penale sono aumentate del 3,7%. Nel 2001 inoltre, in base ai conti dell'Istat, il numero dei reati non era di 3 milioni ma di 2.163.826.

    Fai Tu !



    3. Innalzamento delle pensioni minime ad almeno 1 milione di lire al mese.
    Il terzo punto del contratto prevedeva «l'innalzamento delle pensioni minime ad almeno 1 milione al mese» (cifra espressa nelle vecchie Lire, ovvero 516 Euro).
    Nel 2001 la UIL ha calcolato che gli anziani che ricevevano meno di un milione al mese di pensione, erano 5.901.244; e alla fine del 2002 sono saliti a circa 8 milioni, secondo le stime dell'economista Tito Boeri. Coloro che hanno effettivamente incassato l'aumento a un milione di lire (516 euro) sono però 1 milione e 800 mila, circa il 25%, mentre circa 6 milioni continuano a percepire una pensione inferiore.

    Non realizzato


    4. Dimezzamento dell'attuale tasso di disoccupazione con la creazione di almeno 1 milione e mezzo di nuovi posti di lavoro.

    Su questo non ho dati certi facciamo che sia realizzato

    5. Apertura dei cantieri per almeno il 40 per cento degli investimenti
    previsti dal "Piano decennale per le Grandi Opere" considerate di
    emergenza e comprendente strade, autostrade, metropolitane, ferrovie, reti idriche e opere idro-geologiche per la difesa dalle alluvioni.
    Il quinto punto prevedeva «L'apertura dei cantieri per almeno il 40% degli investimenti previsti dal "Piano decennale per le Grandi Opere"».
    Il ministro per le infrastrutture Pietro Lunardi sostiene che se si considerano oltre alle opere cantierate previste dal Contratto con gli italiani anche quelle affidate, si arriverebbe a giugno 2006 al 45%.
    Va considerato tuttavia che il tempo che intercorre dall'affidamento, non conteggiato dal Contratto con gli italiani, fino all'apertura del relativo cantiere può essere parecchio. Considerando unicamente le effettive aperture dei cantieri, i dati del ministero delle Infrastrutture mostravano che a gennaio 2006 si è raggiunto il 21,4% degli investimenti previsti; nel caso si avverassero le previsioni del ministero per le Infrastrutture, riportate nel documento denominato bilancio sulla legge obiettivo a quattro anni dalla sua approvazione, si arriverebbe entro giugno 2006 al massimo a coprire il 25,4%.

    Non realizzato

    Nel caso in cui al termine dei cinque anni di governo almeno 4 su 5 di questi traguardi non fossero raggiunti, Silvio Berlusconi si impegna formalmente a non ripresentare la propria candidatura alle successive elezioni politiche.

    A casa

 

 
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