Ti consiglio di farti delle ricerche anche sull'emigrazione verso l'Australia....troverai cose interessanti.
Ti consiglio di farti delle ricerche anche sull'emigrazione verso l'Australia....troverai cose interessanti.


Fu indotta.Originariamente Scritto da uqbar
Come quella dalla Padania verso il Sud America, in particolare ma non solo.
Invece noi vogliamo uscire dall'itaglia e farci il nostro stato.Originariamente Scritto da uqbar


Ma chi ti credi di essere? Noi queste cose le sappiamo e le studiamo da anni!Originariamente Scritto da uqbar
E poi almeno dagli inizi del '900 la colonizzazione e' andata in senso contrario, e sono i meridionali ad avere colonizzato questo stato e mediterraneizzato le terre padano-alpine, che dalla Mitteleuropa sono passate alla pummarola ...
A me viene il vomito a pensarci ...


Non vuoi metterla in discussione perche' questa "italia" la avete colonizzata voi e ne siete mantenuti, e sapete benissimo che senza i barbari tosco-padani finireste in Africa ...Originariamente Scritto da uqbar
Sei il solito piagnone e furbastro pelasgico-mediterraneo ... Imparate in dignita' dagli scozzesi o dagli irlandesi. Troppo comodo lamentarsi dell'italia e poi farsi mantenere dall'italia stessa ...
Ed e' patetico il tuo tentativo di dividere i veneti dai padani. I veneti hanno la cultura del pragmatismo, del parlar poco, del fare da se e non aspettare lo schtato ... Un po' diversa dalla mentalita' statalista, burocratica, servile del luminoso suddo ...
Seguira' il racconto di alcune mie esperienze con la Calabria ed i calabresi, giusto per gradire ...
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FaroAldo, se avrai la pazienza di attendere, nel giro di 6/7 giorni posterò dei dati dettagliati. Ripeto sto facendo una ricerca sull'emigrazione meridionale da pubblicare sul sito dei neoborbonici e poichè ci sono fatti che riguardano anche il nord-est (veneto e friuli) avevo pensato che potessero interessare anche i tanti veneti di questo forum.
Certo, si tratta di fatti dolorosi e anche parecchio scomodi che per questo vengono da sempre taciuti ed evitati : e già Faroaldo paventa un mio celato tentativo di dividere i veneti dai padani.
Lungi da me qualsiasi tentativo di questo genere!
Però, allo stesso tempo, non bisogna avere paura.
Ritengo che ormai, dopo un secolo di occultamenti, la verità non dovrebbe far paura a nessuno e che la ricerca della verità si impone come obbligo morale verso milioni di persone che, un secolo fa, hanno sofferto una situazione dolorosissima a seguito dell'unificazione italiana.
Poi, è inutile negarlo, io ho anche un interesse personale nel far rilevare come da alcuni veneti si addossino ingiustificatamente responsabilità sui meridionali che spesse volte vengono etichettati come "italiani".
C'è addirittura chi usa l'espressione " Dime can ma no talian!” in funzione anti-meridionalistica così banalizzando, sovvertendo e mortificando il senso di quel grido di dolore che accomunò milioni di poveri disgraziati ... soprattutto donne (è terribile e agghiacciante quello che mi è capitato di leggere sulle povere donne ridotte a serve e puttane in mezzo mondo ... da far accaponare la pelle!!) in veneto.
Al forumista Dime Can che, tra l'altro leggo sempre con molto interesse, voglio dedicare questo breve passo: lui conoscerà senz'altro l'origine del suo nick, però a volte può essere utile rinfrescare la memoria :
L’Italia, o meglio la casa Savoia, con l’ultima guerra di indipendenza si indebitò talmente da essere sull’orlo della bancarotta (si pensi, p. es., al costo delle due corazzate d’acciaio, le prime del Mediterraneo, affondate dagli austriaco-veneti a Lissa).
Con l’annessione del Veneto all’Italia nel 1866 il primo atto amministrativo del regno italiano fu far pagare ai Comuni veneti le spese di guerra. Ed i Comuni, già impoveriti da tempo dagli austriaci, furono costretti a vendere i terreni comunali che venivano lavorati da secoli dai cittadini più poveri e che garantivano un tenore di vita decoroso a tutti.
Con l’arrivo dei nuovi proprietari, pochi latifondisti per lo più non veneti, buona parte della popolazione fu cacciata dalle terre e divenne braccia da lavoro per i facoltosi latifondisti, in condizioni di estrema miseria e precarietà, tanto che ci furono rivolte contadine soffocate nel sangue. Allora venne coniato il motto “Dime can ma no talian!” ed altri simili in spregio ai nuovi occupanti. Il Veneto entrò in una crisi disastrosa senza paragoni.
Così, nel ventennio successivo l’annessione i veneti furono costretti ad emigrare per non morire di fame. Se l’Italia dell’epoca ha subito una emigrazione fino al 7% della popolazione, il Veneto vide partire in quegli anni il 25% della sua popolazione. Imprecando e bestemmiando: “Porca Italia, némo via!!” . (da "I va in Merica" una poesia dialettale del grande Berto Barbarani)
Ogni anno
Dal 1876 al 1880, emigravano 35 veneti ogni 1 siciliano, 41 ogni 1 pugliese
Dal 1881 al 1890, 12 veneti ogni 1 siciliano, 25 ogni 1 pugliese, 125 ogni 1 umbro
Dal 1891 al 1900, 18 veneti ogni 1 pugliese, 25 veneti ogni 1 laziale, 39 ogni 1 sardo
Nei 24 anni emigrarono 1.385.000 Veneti. -
Nei tre periodi ogni anno rispettivamente
11,98 ogni 1000 abitanti nel primo; - 20,31 nel secondo; - 33,85 nel terzo.
Il grido di dolore nel lasciare case, campi e famiglia era uno solo:
"Savoja, Savoja,
intanto noaltri...andemo via... vaca troja.."
Dime Can, tempo fa lessi un tuo post con cui ti lamentavi degli "italiani" facendo intendere che gli "italiani" sono i "non padani" e cioè i meridionali.
Spero quindi che, dopo la rinfrescatina di memoria, tu non cada nello stesso errore e ciò in rispetto dei tuoi nonni che lanciarano quel grido di dolore "Dime can ma no italian " !
Concludo facendo presente che questi fatti potrebbero risultare troppo sconvolgenti per molti.
In effetti da questi fatti viene inderettamente a galla la verità sui cosiddetti "italian".
Pertanto, se i moderatori non gradiscono, me lo facciano capire ed io mi blocco immediatamente e non proseguo.


voglio dire che sono vecchio abbastanza per sapere come era il nord itaglia prima dell'invasione dei meridionali. non ho niente contro di loro (ho fatto un anno di militare nelle puglie e mi ci sono trovato benissimo), ma è sicuro che i costumi, la mentalità e i sistemi di vita sono mutati assai, in parte per il normale passare del tempo e in parte per l'invasione.