Panorama Osa
Uno dei più letti settimanali italiani dedica tre pagine alle Osa..e loda pure noreporter. Nel buio si intravedono le luci..
Contestazione Gli antagonisti in nero
FA' QUALCOSA DI DESTRA:OCCUPA UN CASA
Arrivano dalle periferie sottoproletarie e occupano edifici al grido di "meglio delinquente che borghese".
I nuovi ribelli dei centri sociali sono figli del postfascismo.
Una cosa è abitare l'utopia,un'altra è vivere la ribellione. Una cosa è il Leoncavallo,un'altra,all'opposto la sigla Osa:vuol dire occupazione a scopo abitativo,in senso figurato s'intende,un tetto e un mattone solido contro la volatilità venefica dell'usura,e se si può giocare con la sorpresa della variabile sociale,mentre gli utopisti spesso si lasciano alle spalle solide dimore altoborghesi,i ribelli schiumano dalle periferie del sottoproletariato. Per trovare casa.
Una cosa dunque è la sinistra,un'altra ovviamente è la destra.
E il radicalismo politico derivato dal postfascismo ha prodotto in Italia un fenomeno difficile da catalogare,quello della destra "non conforme",arcipelago giovanile ricco di musica,arte e metapolitica che la grande stampa(succube dello schema facile dell'antifascismo militante)non ha ancora saputo metabolizzare. Solo un ottimo libro di Domenico Di Tullio,proposto da un editore spiazzante come Castelvecchi,Centri sociali di destra,occupazioni e politiche non conformi(14 euro),può adesso soccorrere a colmare il vuoto di notizie intorno all'area dei rivoluzionari fuori moda(e fuori target).
Il ribelle è una categoria del"fascismo immaginario",è letterario,ma quella della Onc(altra sigla sta per occupazione non conforme)è un milite della semplicità e dell'efficacia:
da Casa Pound,a Roma,la potente tana della ribellione,magari indulge alla poetica dell'avanguardismo,ma risorve l'emergenza dei senzatetto con la proposta di un mutuo sociale.
"Piccoli passi,ma sicuri risultati" spiega Di Tullio,che non è un sociologo ma più concretamente un avvocato che li ha difesi questi ragazzi lanciati alla conquista dei quartieri popolari.E il multiforme mondo della destra antagonista,quello dei "fasci capelloni",con i suoi gruppi musicali(con Marcello De Angelis appunto),con la sua estetica fatta di linguaggi duri,con tutto il corredo ereditato dalla felice stagione dei Campi Hobbit fino al recente Campo Base,con il ghiotto e curioso Noreporter.org,il sito di Gabriele Adinolfi,è un fenomeno inedito in cui attingere il nuovo,la categoria politica in perenne attesa di aggiornamento.
Ultimamente sono stati anche partecipi della campagna elettorale,Gianluca Iannone,uno dei leader romani,ha fatto festa con la sua splendida faccia da mullah,affacciandosi dai manifesti elettorali.Come Germano Buccolini,detto Gerri,altro voto noto di Casa Pound,aveva offerto alle regionali solo una posa dal punto di vista della schiena piuttosto che una banale personalizzazione,ma gli è che sono eccentrici,forse matti al modo dei legionari fiumani,sicuramente permeabili all'effervescenza,come quell'avventura di un capodanno con cui Catania potè svegliarsi con un centro sociale in piùl Cervantes.
Sicuramente curiosi,se poi un altro tra i più geniali ribelli,Massimo Fini,autore comunque antifascista,non disdegna i loro incontri frequentando le case aperte alle discussioni e al confronto.
Osa e Onc sono innanzitutto un cortocircuito rispetto ai clichè cui siamo abituati.Le giornate di qualche mese fa furono salutate dall'apparizione di tanti manichini impiccati:vittime del carocasa,del carovita,del carobanca manco a dirlo,la messa in scena di un disagio fatto di alienazione.E infatti,il Pound che fa da logo al nucleo di disubbidienza antimondialista e anticapitalista è proprio Ezra Pound,il poeta americano dei Cantos.
Utopisti e ribelli dunqueotrebbe ridursi a questa semplice distinzione il doppio identikit tra i centri sociali di sinsitra e quelli di destea.
Capita di essere giovani dentro il gioco degli opposti,e se vale uno splendido reportage fatto qualche mese fa da Marco Occhipinti per Matrix,la trasmissione di Enrico Mentana su Canale 5,vale ancora la sceneggiatura tra chi sceglie la ribellione e resta ai margini del "caso nostrano",con la sua "dittatura del sorriso",e chi elegge invece a proprio domicilio l'utopia della sinistra guadagnando il privilegio dello status alto.
C'è ancora l'agevolazione dello spirito del tempo,la sintonia con la contemporaneità,l'uso di marchi riconoscibili:da Che Guevara ai licei bene,fino alla catena delle librerie Feltrinelli(fin tanto che non vi fanno le spese proletarie).E invece c'è la ribellione.
Tutto è ovviamente raccontato nel doppio identikit tra utopisti e ribelli,l'attualità delle giornate di Parigi conferma questo schema perchè addosso ai figli della borghesia colta,issati sulle barricate,eleganti e magnifici di radicalchicchismo,ci sono i casseur,i delinquenti divoratori di gauche caviar che si precipitano contro i poliziotti e contro i nuovi sessantottini depredandoli(oltre che di telefonini e di girocollo in cashemere)della loro ragione sociale:l'avanguardia rivoluzionaria.
I casseur delle balieu picchiavano duro gli Sharp(skin d'ispirazione politicamente corretta) e i Rash(varia umanità d'estrazione anarco-stalinista),mentre i papà fricchettoni supplicavano i flic: "Fermate quegli energumeni ma non fermate i nostri figli".
Questo inaspettato risvolto della cronaca a Casa Pound se lo possono giocare con un motto di Ernst Junger:"Meglio delinquente che borghese".
E in effetti la ricetta francese,con la sinistra al caviale ridotta al capitombolo dei ruoli,può valere anche in italia,dove il ribellismo giovanile ha almeno un approdo non isterico.
E' ovvio che la lettura del libro di Di Tullio possa far da bussola dentro una realtà sempre più larga,quella della "destra tra virgolette" che poi,nella messa in atto,raccontata con le su Casa Montag,Zetazeroalfa,Foro 753 e il libro Dì qualcosa di destra(da Caterina va in città a Paolo Di Canio,edizioni Marsilio),il nuovo libro di Angelo Mellone offre pefino deliziose sorprese.
Già la sigla sembra un contrappasso,nientemeno che Casa d'Italia Parioli,popolata da etiopi ed eritrei,magari discendenti degli eroici ascari dell'Africa orientale italiana.
Ancora più dantesco conoscere il fortunato proprietario: Magiste Re,ovvero Stefano Ricucci.Ai pariolini gli occupanti sembravano comunisti,fu una sorpresa scoprirli fascisti.
Dai centri sociali di sinistra,è ovvio,verranno fuori futuri direttori di giornali e futuri manager.Dai centri sociali di destra,invece,usciranno dei rockettari. E dei creativi in zona non conforme. Sono pur sempre "assaltatori di baionette". Se solo ci si prendesse la briga di cercare teste pronte alla creazione del nuovo,ci sarebbe da perdersi,tanto è molteplice il reticolo di divagazioni,variazioni e spartiti nel grande canovaccio della ribellione.
Di Tullio ha svolto un lavoro enciclopedico fatto di lemmi inauditi e inediti. La promozione sociale si fa nel nome di Mafarka.
E' finita la stagione dei fasci piagnoni. Con grande scacco dell'egemonia culturale questa volta. Il prossimo Carlo Freccero verrà da Casa Pound.


l Cervantes.
otrebbe ridursi a questa semplice distinzione il doppio identikit tra i centri sociali di sinsitra e quelli di destea.
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