
Originariamente Scritto da
Anna K. Valerio
Ho l'impressione che non ci si intenda bene sulle reali caratteristiche del capo. Egli non è il privilegiato, anzi. E' colui su cui grava più che su altri il peso del dovere, la responsabilità dell'essere all'altezza. Ha più diritti perché ha infinitamente più doveri.
Le persone del suo sèguito, rispetto a lui, hanno il privilegio di dover solo obbedire. Ma l'obbedienza, come tu mi dimostri, non piace. E allora crolla la gerarchia.
Così la democrazia snatura il presupposto fondamentale della gerarchia: appunto la "disponibilità a obbedire" perché ciò è conforme alla propria natura, e la disponibilità a comandare perché non può essere altrimenti che così.
Mi dispiace non poterlo dire altrimenti: la necessità - come l'evidenza - è difficilmente spiegabile. Occorre riconoscerla.