Il migliore è naturalmente il capo elettivo. Che non necessariamente diviene poi capo in pratica (e qui sorgono i problemi).Originariamente Scritto da Insurgent


Il migliore è naturalmente il capo elettivo. Che non necessariamente diviene poi capo in pratica (e qui sorgono i problemi).Originariamente Scritto da Insurgent


bella discussione....
secondo me nesuno tra i vari tilgher, fiore, romagnoli può fare il capo.
boccio anche mr rauti, e ovviamente alessandra mussolini.....
guardate oltre magari troverete un capo.
(io non ho capi)


Originariamente Scritto da Fiaba
Non sono del tutto d'accordo con questo genere di distinzione: troppo moderno a mio avviso. Preferisco l'Evola de "L'idea di Stato" (Ar, 1994):
"Il Capo non sarà il mero 'rappresentante' degli inferiori (tesi democratica), il simbolo impersonale di una autorganizzazione di cui questi siano già capaci, ma viceversa - la massa, il popolo non sarebbe organizzato, riceverebbe forma ed ordine solamente in virtù dell'uomo superiore, qualitativamente distinto dagli altri."
"Nel libero legislatore, nel 'dominatore', si costruisce l'idea dello Stato come potenza."


Che domande...
Io!
Non nobis Domine, non nobis sed nomine Tuo da gloriam


Infatti persone valide e preparate ci sono. Penso a Freda, a Mutti, a Adinolfi. Sono i migliori, ma non sono capiOriginariamente Scritto da Anna K. Valerio
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a) dove e come che?Originariamente Scritto da Anna K. Valerio
b) allora accenni male
riguardo il Fascismo, ognuno lo interpreta come vuole ormai.
da par mio:
DECALOGO DEL FASCISTA (anno 1932)
1) Non vi sono privilegi, se non quello di compiere per primi la fatica e il dovere.
2) Accettare tutte le responsabilità, comprendere tutti gli eroismi, sentire come giovani italiani e fascisti la poesia maschia dell'avventura e del pericolo.
3) Essere intransigenti,domenicani. Fermi al proprio posto di dovere e di lavoro,qualunque esso sia. Ugualmente capaci di comandare e ubbidire.
4) Abbiamo un testimonio dal quale nessuno potrà mai liberarci: il testimonio della nostra coscienza. Deve essere il più severo, il più inesorabile dei nostri giudici.
5) Avere fede, credere fermamente nella virtù del dovere compiuto, negare lo scetticismo, volere il bene ed operarlo in silenzio.
6) Non dimenticare che la ricchezza è soltanto un mezzo, necessario sì, ma non sufficiente a creare da solo una vera civiltà,qualora non si affermino quegli ideali che sono essenza e ragione profonda della vita umana.
7) Non indulgere al malcostune delle piccole transazioni e delle avide lotte per arrivare. Considerarsi soldati pronti all'appello, ma in nessun caso arrivisti e vanitosi.
8) Accostarsi agli umili con intelletto d'amore, fare opera continua per elevarli ad una sempre più alta visione morale della vita. Ma per ottenere questo bisogna dare l'esempio della probità.
9) Agire su se stessi, sul proprio animo, prima di predicare agli altri. Le opere e i fatti sono più eloquenti dei discorsi.
10) Sdegnare le vicende mediocri, non cadere mai nella volgarità, credere fermamente nel bene. Avere vicina sempre la verità,e come confidente la bontà generosa.


ehi ardy non parlare così alla mamma.
ricordati di chi ti ha inventato.
sicchè saremmo degli inferiori?Originariamente Scritto da Anna K. Valerio
a chi poi?
scendete dai piedistalli, che poi quando cadete vi fate male


Comunque Chi E' Il Migliore ???
Dopo Di Me Non Vedo Nessuno....tie' !!


Secondo me la caratterizzazione di Evola è troppo personalistica e piramidale.Originariamente Scritto da Anna K. Valerio
Beninteso, concordo con l'idea che 'mettersi al servizio' o 'dare i propri servigi' liberamente sia nobilitante e non sminuente, però non credo che il destinatario debba essere necessariamente una persona. Da Dante ai fedeli Fedeli d'Amore, e da qui fino alla 'dama' dei cavalieri del Graal, si vede che alla fine il servizio è sempre verso un'Idea, un Principio, che una donna o un uomo in carne e ossa possono rappresentare solo per analogia.
Scendendo al piano politico e istituzionale trovo che l'idea di Evola sia destinata a restare un'utopia. Nella concretezza delle situazioni storiche la dignità superiore di qualcuno si rivela sempre come carisma o ascendente personale (oppure, non è così, ma nel mondo attuale in cui i simboli del potere tanto cari a Evola sono diventati opachi, quali altri segni si possono dare?). Mi sembra che Fiaba abbia ragione. Dopodiché il problema è discernere: il carisma e l'ascendente non sono sempre indici di distinzione qualitativa. Probabilmente è per questo che Evola rifiuta di considerare determinanti i meri caratteri psicologici.