In un Paese "normale", si sarebbero rifiutati di votare come Presidente del Consiglio un imprenditore che ha fatto fallire tutte le realtà imprenditoriali che ha costruito (eccezion fatta per le televisioni, che ha ottenuto in regime di monopolio etc. e l'editoria, che infatti si è limitato ad acquisire) - dai fornitori dell'impresa edile del milanese alla Standa -, esattamente come di un economista che ha provocato solo danni ovunque abbia guidato un'amministrazione. Due Re Mida al contrario, insomma. In un Paese "normale" non si affiderebbe la leadership del centrodestra ad un televenditore, né quella del centrosinistra ad un inutile (anzi, pericoloso) idiota. In un Paese "normale" non si farebbe politica come si tifa allo stadio... ma qui siamo in Italia, ben lungi dall'essere un Paese "normale"...![]()


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