Anche a prescindere dal fatto - giusto - col quale Xenia individua che le convivenze monastiche dovrebbero, a mio avviso, avere delle granzie giuridiche, che non hanno, nemmeno quelle cattoliche nonostante il concordato e ricorrono a strumenti del diritto privato ad esempio per far valere il voto di povertà di un monaco, ma spesso non riuscendo.
Mi chiedo : perchè uno che entra in Monastero e vive lì tutta la vita, al momento che muore i suoi parenti che non lo hanno magari quasi mai visto, vantano tutti i diritti ereditari e spesso ci riescono. Perchè ci è contraddizione tra il diritto canonico che stabilisce che il monaco, al momento della professione solenne rinuncia a tutti i suoi beni presenti o che gi pervenissero in futuro. Quelli presenti può venderli e distribuirli ai poveri ovvero assegnarli al MOnastero, quelli futuri deve decidere il superiore. Ma questo è in stridente contratto col diritto civile e se non c'è riuscita la chiesa cattolica in sede di concordato credo che non ci riuscirà nessuno a oltrepassare questa visone liberal-borghese-illuminista della proprietà
Tornando ai PACS facevo osservazioni assai critiche alla proposta di legge Grillini. Ci terrei a sapere cosa pensate di queste osservazioni.




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