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Discussione: Ruini e me

  1. #21
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    Anche a prescindere dal fatto - giusto - col quale Xenia individua che le convivenze monastiche dovrebbero, a mio avviso, avere delle granzie giuridiche, che non hanno, nemmeno quelle cattoliche nonostante il concordato e ricorrono a strumenti del diritto privato ad esempio per far valere il voto di povertà di un monaco, ma spesso non riuscendo.
    Mi chiedo : perchè uno che entra in Monastero e vive lì tutta la vita, al momento che muore i suoi parenti che non lo hanno magari quasi mai visto, vantano tutti i diritti ereditari e spesso ci riescono. Perchè ci è contraddizione tra il diritto canonico che stabilisce che il monaco, al momento della professione solenne rinuncia a tutti i suoi beni presenti o che gi pervenissero in futuro. Quelli presenti può venderli e distribuirli ai poveri ovvero assegnarli al MOnastero, quelli futuri deve decidere il superiore. Ma questo è in stridente contratto col diritto civile e se non c'è riuscita la chiesa cattolica in sede di concordato credo che non ci riuscirà nessuno a oltrepassare questa visone liberal-borghese-illuminista della proprietà

    Tornando ai PACS facevo osservazioni assai critiche alla proposta di legge Grillini. Ci terrei a sapere cosa pensate di queste osservazioni.

  2. #22
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    Citazione Originariamente Scritto da xenia45
    l'introduzione dei pacs porterebbe, ad un ulteriore confusione mentale su ciò che è bene e ciò che è male. Per molti, sopratutto gli ignoranti, l'aborto è diventato moralmente lecito, perchè autorizzato e protetto da una legge dello stato...
    beh, su questo io penso che stiamo guardando alla stesso problema, ma da prospettive diverse...
    A parte l'aborto (per me aborto=omicidio...), xò se diciamo che anche i cattolici giustificano tutto xkè c'è una legge, io penso che non sia colpa dello stato, guarderei in casa nostra e farei un mea culpa su che tipo di fedeli stanno venendo su...

    insomma, per esempio, divorzio e, in questo caso unioni civili... perchè abbiamo bisogno di una legge che difenda i nostri principi? Perchè se io credo che il mio matrimonio sia indissolubile ho bisogno di una legge che me lo ribadisca? io non divorzio xkè credo che il matrimonio sia un sacramento... se non fosse così il limite non sta in una legge ma nella debolezza o distorsione della mia fede... e la mia riflessione si spingerebbe sul modo di insegnare e trasmettere le fede (che comunque rimane sempre un dono)

    se poi parliamo di chi non condivide la nostra fede... allora a maggior ragione mi devo preoccupare di creare una legge che tuteli tutti...

  3. #23
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    Citazione Originariamente Scritto da InOnda
    se poi parliamo di chi non condivide la nostra fede... allora a maggior ragione mi devo preoccupare di creare una legge che tuteli tutti...
    Caro InOnda,
    vale quanto ho detto in un precedente post. "La società è come una stanza chiusa, dove tutti respirano la stessa aria. Se l'aria è mefitica, anche i cattolici, nolenti, la respireranno. Che cosa voglio dire? Che il male ha contagiato anche i cattolici, i quali anch'essi ricorrono all'aborto ed al divorzio, ed anzi sovente li ammettono persino per principio. Ecco, dunque, che i veri cattolici devono opporsi a qualsiasi proposta - pur dettata da "buone" intenzioni (per incidens, la strada per la dannazione è costellata sempre di buone intenzioni ....) - diretta a dare qualsivoglia riconoscimento ad unioni contrarie al diritto naturale, ma, al più, disciplinarle - ma questo già avviene oggi - col diritto comune.". Ed ancora: "non esiste un'autorizzazione a ciò che è obiettivamente male. Neppure Dio può autorizzarlo, poichè, se lo facesse, contraddirrebbe la sua stessa legge e, quindi, se stesso".
    E questo male obiettivo è tale perchè è contro il diritto naturale. Questo diritto è sì conoscibile con la retta ragione. Ma poichè la ragione è, purtroppo, corrotta dal peccato, non sempre tale diritto è desumibile. Per questo, può essere desunto anche dalla Rivelazione, che pur elevando all'ordine soprannaturale, contiene in se ed anzi perfeziona l'ordine di natura, come direbbe S. Tommaso. Da ciò deriva che autentica interprete del diritto naturale è la Chiesa, in ragione della sua missione. E dunque se il Magistero intende quello come un male obiettivo, ciò vale anche per tutti gli uomini, credenti o meno, i quali sono soggetti al diritto naturale. Ecco perchè non si può dire "io cattolico non divorzio, non abortisco, non aderisco ad un pacs, ecc, lo facciano gli altri".
    Spero di aver reso l'idea.

  4. #24
    Ut unum sint!
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    io con un discorso molto più laico di quello di Augustinus (che da cattolico comunque condivido) mi limito a dire che una società fondata sulla famiglia con diritti e doveri è la nostra società... il resto è vita semianimalesca dove ci si affida alle coscienze dei singoli. Io non voglio che solo i cattolici si sposino ma anche gli atei lo facciano (con rito civile) ma si assumono doveri rispetto alla società e reciprocamente. Tale situazione va al massimo incentivata perchè ora come ora l'incantivo al matrimonio è debolissimo. Coi PACS ci sarebbe un potente ed ulteriore disincentivo. Quando avremo le coppie che cambiano 7 o 8 volte coniuge ed i figli cresciuti ed educati chissà come e su quali valori piangeremo lacrime amare... altro che il diritto alle visite in ospedale (che lo si piò dare altrimenti ).
    Questo discorso laico bisogna fare ai "laici"... altrimenti lo vedono come inposizione del nostro credo e nasce in loro un senspo di rivalsa.
    Fortunatamente gran parte degli adulti non cattolici o atei etc... oggi capisce che il matrimonio è pietra miliare ma i giovani fino a 30 anni lo capiscono sempre meno...
    UT UNUM SINT!

  5. #25
    INNAMORARSI DELLA CHIESA
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    Citazione Originariamente Scritto da silvano
    Anche a prescindere dal fatto - giusto - col quale Xenia individua che le convivenze monastiche dovrebbero, a mio avviso, avere delle granzie giuridiche, che non hanno, nemmeno quelle cattoliche nonostante il concordato e ricorrono a strumenti del diritto privato ad esempio per far valere il voto di povertà di un monaco, ma spesso non riuscendo.
    Mi chiedo : perchè uno che entra in Monastero e vive lì tutta la vita, al momento che muore i suoi parenti che non lo hanno magari quasi mai visto, vantano tutti i diritti ereditari e spesso ci riescono. Perchè ci è contraddizione tra il diritto canonico che stabilisce che il monaco, al momento della professione solenne rinuncia a tutti i suoi beni presenti o che gi pervenissero in futuro. Quelli presenti può venderli e distribuirli ai poveri ovvero assegnarli al MOnastero, quelli futuri deve decidere il superiore. Ma questo è in stridente contratto col diritto civile e se non c'è riuscita la chiesa cattolica in sede di concordato credo che non ci riuscirà nessuno a oltrepassare questa visone liberal-borghese-illuminista della proprietà

    Tornando ai PACS facevo osservazioni assai critiche alla proposta di legge Grillini. Ci terrei a sapere cosa pensate di queste osservazioni.
    perdonatemi ma si sta facendo un paragone allucinante.....la vita monastica non è nata per legalizzare ed equiparare la sodomia...ad un rapporto naturale fra etero....o addirittura LA VIRTU' DEL CELIBATO E DELLA VERGINITA' così sacra al monaco....
    ritengo questi paragoni degradanti per il monachesimo....il Card. Ruini non intendeva affatto equiparare i Pacs alla vita monastica, si parlava esclusivamente DI DIRITTI PER LA SOPRAVVIVENZA DI UNO O DELL'ALTRO non sostenuti dal matrimonio e dunque a rischio nel contesto di sussistenza nella coppia......il Card. Ruini ha spiegato bene che la differenza sta nel fatto che in tale questione non deve fare la voce grossa la questione sessuale la quale non deve essere al di sopra del problema reale che è nella ricerca della tutela fra le due persone sulle questioni sociali....

    punto!!



    Fraternamente Caterina
    Laica Domenicana

  6. #26
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    E questo male obiettivo è tale perchè è contro il diritto naturale. Questo diritto è sì conoscibile con la retta ragione.
    A rieccoci con la questione super ritrita del diritto naturale, basta non se ne può più.
    non sarà mai possibile con la ragione pervenire a qualche verità assoluta

  7. #27
    spirito libero
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    perdonatemi ma si sta facendo un paragone allucinante.....la vita monastica non è nata per legalizzare ed equiparare la sodomia...ad un rapporto naturale fra etero....o addirittura LA VIRTU' DEL CELIBATO E DELLA VERGINITA' così sacra al monaco....
    ritengo questi paragoni degradanti per il monachesimo....il Card. Ruini non intendeva affatto equiparare i Pacs alla vita monastica, si parlava esclusivamente DI DIRITTI PER LA SOPRAVVIVENZA DI UNO O DELL'ALTRO non sostenuti dal matrimonio e dunque a rischio nel contesto di sussistenza nella coppia......il Card. Ruini ha spiegato bene che la differenza sta nel fatto che in tale questione non deve fare la voce grossa la questione sessuale la quale non deve essere al di sopra del problema reale che è nella ricerca della tutela fra le due persone sulle questioni sociali...
    Caterì....
    Ma và in convento...
    non sarà mai possibile con la ragione pervenire a qualche verità assoluta

  8. #28
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    Citazione Originariamente Scritto da simplicio
    A rieccoci con la questione super ritrita del diritto naturale, basta non se ne può più.
    Se non ne puoi più, passa oltre. Nessuno ti obbliga a leggere ed a postare.

  9. #29
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    Per carità...

    Per carità, mi sorge spontanea la preoccupazione che la nostra amica (e te l'ho già manifestato in altre occasioni) elabori le discussioni "per partito preso" e ponendo "il prurito della maggior parte dei cattolici", la sessualità al centro della discussione. E' mio sommesso avviso che la questione della regolamentazione dei rapporti tra due o più persone (a prescindere dal fatto che vadano a letto insieme o meno - vero Caterina?) è un bisogno del quale la nostra società umana (e non solo nazionale) deve prendere atto.
    Ci sono "modi" diversi di abbordare il problema uno è quello della proposta di legge presentata dall'on. Grillini - ed è a mio avviso non accettabile per svariati motivi - l'altra è quella offerta alla nostra comune riflessione e dal card. Ruini e dal vescovo Silvano - su quest'ultima si può tranquillamente discutere.
    Non cerchiamo, commettendo un grave errore di metodo di "interpretare" (ed ancor più in maniera "autentica") quanto il card. Ruini e\o il vescovo Silvano intendono affermare ma, se ne siamo capaci diamo il nostro punto di vista perchè la discussione sia utile a tutti noi che, volenti o nolenti, abbiamo all'interno del consesso civile un problema da affrontare.
    E se non sapremo offrire una base dialettica con proposte serie e chiare finiremo per subire scempii legislativi come la legge proposta da Grillini.
    Non è l'accettare il minore dei mali - non potendoci, per rispetto alla nostra ed altrui intelligenza, barricare dietro affermazioni da "partito preso" o dietro accuse "idiote" della serie: "è immorale" ecc. ecc. ; ma, come già detto: rifletterci, discuterne, offrire percorsi consoni alle scelte morali che caratterizzano la vita dei più.
    CERCOPITECO

  10. #30
    spirito libero
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    Se non ne puoi più, passa oltre. Nessuno ti obbliga a leggere ed a postare
    Ti piacerebbe restare senza contraddittorio vero?
    non sarà mai possibile con la ragione pervenire a qualche verità assoluta

 

 
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