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Discussione: La Cina

  1. #41
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    3- La Cina affronta gravi problemi di squilibrio sociale e di difficoltà economiche gravissime per la classe contadina.

    Il reddito medio annuo di un contadino cinese, nel 2004, era ancora pari a meno 200 $ l'anno. Davvero poco, sia in valore assoluto, che rispetto a ciò che guadagna la popolazione urbanizzata. Il problema e che i contadini sono ancora 400-500 milioni.

    Miles Insulae

  2. #42
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    8- La Cina non possiede ancora un grosso mercato interno, per la maggior parte dei prodotti, per via del reddito ancora molto basso.

    Questo è il problema che cerrà risolto nel minor lasso di tempo. Data la vorticosa crescita economica e la scarsa inflazione, tuttavia i dati che riposrti sui consumi mi sembrano davvero eccessivi. Ad esempio ho letto un articolo che parlava della Cina con 124 milioni di cellulari al terzo posto al mondo. Oggetti di consumismo che sono importante un importante indice, ma per esempio il parco auto cinese è ancora di soli 25 milioni(contro i 32 dell'Italia), fra l'altro molte non sono private.

    Lorenzo
    Miles Insulae

  3. #43
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    5- La Cina deve affrontare il problema della formazione ad alto livello, che rimane di qualità estremamente scadente.

    Su questo argomento la discussione è più complessa e comunque ci vuole un po di tempo...che adesso non ho!

    Miles Insulae

  4. #44
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    Citazione Originariamente Scritto da stuart mill
    ----------

    forse perchè li se costituiscono un movimento antitav, li sbattono a lavorare in miniera?
    Forse perchè la TAV cin ese è un progetto giusto e quella italiana una kazzata
    Addio Tomàs
    siamo fatti della stessa materia di cui sono fatti i 5 stelle

  5. #45
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    Citazione Originariamente Scritto da Lorenzo
    5- La Cina deve affrontare il problema della formazione ad alto livello, che rimane di qualità estremamente scadente.
    Lorè svejate ke la guera è finita....

    La Business school di Shangai è ormai alla pari con Harvard e frequentata dai figli dell'elite imprenditoriale,

    Secondo il 'Wall street journal' oltre 200 licei americani hanno adottato il sistema d'istruzione cinese, compresi manuali e sistemi didattici...

    La Cina sforna 4 milioni di lauerati...

    e come abbiamo visto non proprio di basso livello.

    'F. Rampini, 'Il secolo cinese' , Mondadori
    parte sesta 'la superpotenza scienfica' passim.'
    Addio Tomàs
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  6. #46
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    Citazione Originariamente Scritto da Red Shadow
    Oggi arrivano in Cina studenti dalla Corea del Sud, da Taiwan, dalla Thailandia e dall'India.
    Anche dall'america a quanto pare, dall'europa, e dall'italia. p es. Emanuele Vender, della famiglia di finanzieri milanesi.


    F. Rampini op.cit.
    Addio Tomàs
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  7. #47
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    Citazione Originariamente Scritto da FCYMan
    Eh...bèh noi nella miserabile Europa ci limitiamo a costruirla da Lisbona a Kiev...
    Sè, treni volanti a fusione nucleare.....

    sveja! nessun lavoro è anche solo in progetto per questa fantomatica linea lisbona-kiev

    se l'è inventata lunardi per favorire i SUOI progetti e far guadagnare la SUA azienda(ops, non sua, della moglie..... ) sulla pelle della val di susa....
    Addio Tomàs
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  8. #48
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    Citazione Originariamente Scritto da Lorenzo
    8- La Cina non possiede ancora un grosso mercato interno, per la maggior parte dei prodotti, per via del reddito ancora molto basso.

    Questo è il problema che cerrà risolto nel minor lasso di tempo. Data la vorticosa crescita economica e la scarsa inflazione, tuttavia i dati che riposrti sui consumi mi sembrano davvero eccessivi. Ad esempio ho letto un articolo che parlava della Cina con 124 milioni di cellulari al terzo posto al mondo. Oggetti di consumismo che sono importante un importante indice, ma per esempio il parco auto cinese è ancora di soli 25 milioni(contro i 32 dell'Italia), fra l'altro molte non sono private.
    Ecco, a parte che i telefonini sono già 300 milioni, non hai letto che il consumo di auto è sfavorito per problemi di traffico, inquinamento e approvvigionamenti petroliferi?

    Le autorità mettono in vendita a caro prezzo un numero limitato di targhe, altrimenti la Cina avrebbe già 100 milioni di autovetture invece di 25(mentre i 32 milioni dell'italia si riferiscono a TUTTI GLI AUTOVEICOLI, CAMION COMPRESI)
    ma in Cina le ferrovie funzionano...

    Non scordiamoci che se la Cina avesse una motorizzazione equivalente a quella usa avrebbe 800 milioni di autoveicoli, con quali problemi è facile immaginare.

    Da ciò si evince anche che il rapidissimo sviluppo cinese è anche frenato, sennò....

    Cmq la Cina entro 5 anni sarà il primo produttore ed esportatore di auto.
    Addio Tomàs
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  9. #49
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    Citazione Originariamente Scritto da agaragar
    Ad esempio ho letto un articolo che parlava della Cina con 124 milioni di cellulari al terzo posto al mondo...
    .....Ecco, a parte che i telefonini sono già 300 milioni,

    In Cina 400 milioni di telefonini
    Venerdì 4 Novembre 2005, 20:29

    (ANSA) - UDINE - Si calcola che in Cina circolino gia’ 400 milioni di telefonini, un mezzo rivelatosi indispensabile in un paese cosi’ grande. E il mercato e’ tutt’ altro che saturo: e’ quanto emerge da uno studio dell’ Universita’ di Udine sull’ uso del cellulare come mezzo di informazione tra i lavoratori immigrati, i professionisti e gli studenti, illustrata a Pechino. Il telefonino, serve, inoltre, a mantenersi informati sulle opportunita’ di lavoro.

  10. #50
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    Uso dei cellulari in Cina: prima ricerca

    Docenti hight-tech per corsi di laurea tra i più innovativi al mondo. Parliamo del team di ricerca dei corsi pordenonesi dell’Università di Udine di Scienze e tecnologie multimediali e Linguaggi e tecnologie dei nuovi media. Grazie a questo binomio vincente, l’ateneo udinese si vede impegnato nella prima ricerca empirica sull’uso dei cellulari in Cina. Si tratta del primo progetto su queste tematiche che vede implicata una università italiana. A portarlo avanti, la docente Leopoldina Fortunati, relatrice di punta alla prima conferenza a Manila nel 2002 sull’uso del telefonino, in stretta sintonia con il professor Patrick Law del Politecnico di Hong Kong e il professor Shanhua Yan dell’Università di Pechino.
    La Cina è il più grande mercato in assoluto di cellulari. Nel suo territorio si calcola ci siano 400 milioni di telefonini, mentre, ad esempio, in India ce ne sono solo 35 milioni. Se si pensa che il cellulare è considerato un indice di modernizzazione di un Paese, si capisce come il grado della sua diffusione la dica lunga sulla velocità dello sviluppo industriale e tecnologico in Cina. E come sia indispensabile per i cinesi capire il ruolo che il cellulare gioca nella costruzione della modernità. «Adesso c’è una grande corsa alla Cina da parte delle università europee e anche italiane – ha chiarito Fortunati – Noi invece in Cina ci siamo da tempo e abbiamo elaborato assieme questo importante progetto di ricerca che contiamo di iniziare a luglio, dopo averlo presentato, assieme al rettore Furio Honsell presso l'ambasciata italiana di Pechino alla comunità italo-cinese».
    Tra le molte ricerche effettuate sulle tecnologie della comunicazione e dell'informazione con campioni rappresentativi, Fortunati nel 1996 ha condotto la prima e ultima ricerca, pubblicata presso la Franco Angeli (Telecomunicando in Europa, 1998) sull’ uso di computer, cellulare, telefono, televisione, radio, fax e segreteria telefonica a livello europeo e, precisamente in Italia, Germania, Francia, Spagna e Regno Unito. La ricerca, sponsorizzata a suo tempo da Telecom Italia, ha rappresentato una grande esperienza di a livello sia cross-cultural che interdisciplinare, grazie all’équipe di sociologi, psicologi sociali, comunicazionisti ed economisti, provenienti oltre che dall’ateneo friulano, dall’Università di Lione (Gérard Claisse), dalla Frei Universitat di Berlino (Ulrich Lange), dall’Università del Surrey (Roger Silverstone e Leslie Haddon) e dalla cattedra Unesco presso l’Università di Barcellona (Josep Burcet). Una ricerca, questa assai complessa che ha previsto questionari nelle rispettive cinque lingue con interviste a 6607 europei.
    Proprio mentre sta uscendo questo numero di Res, Fortunati si trova in Cina e poi si sposterà in Russia a San Pietroburgo e, infine, negli Stati Uniti, alla Rutgers University. Un giro del mondo per studiare l’impatto dei new media nella società. Tra le prossime tappe internazionali, l’appuntamento il 7 e 8 giugno a Hong Kong e in autunno il confronto tra i massimi esperti dell’ hight-tech si sposta a Pechino, mentre lo scorso febbraio ha partecipato ad un meeting a New Delhi dal titolo “Ripensare i paradigmi dello sviluppo nell’era digitale”, promosso dal Centro Governativo Indiano per il governo elettronico, dal Dipartimento dell’Information technology, dal Ministro della comunicazione e IT e dalTecnia Institute of Advanced Studies.
    L’Università di Udine è in prima linea nelle reti europee di dibattito e di ricerca che la commissione europea finanzia (tramite il programma COST). «Assieme a Richard Ling, esponente di Telenor, la Telecom norvegese, e visiting professor all'università del Michigan, abbiamo fondato la Society for Social Sciences in Mobile Communication – ha precisato Fortunati – che ha al suo interno rappresentanti del fior fiore delle università a livello mondiale che lavorano su tali temi; l’ateneo friulano, inoltre, è stato anche chiamato a partecipare al progetto europeo Strategies of Inclusion: Gender and the Information Society” per analizzare tutte le strategie di inclusione delle donne nella società dell'informazione messe in atto dai governi dei vari paesi implicati, che erano, oltre a noi, il Regno Unito con la sua famosa università di Edinburgh, la Norvegia con l’Università di Trondheim, l’Olanda con l’Università tecnica di Twente e l’Irlanda con l’Università di Dublino».
    Sara Carnelos

 

 
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