
Originariamente Scritto da
alberico
Parliamo di politica allora - cara Anna - ti faccio alcuni esempi per trovare il denominatore comune: siamo identitari (ma presuppone un'altra domanda: quale Identità), siamo antiabortisti (e presuppone altre mille domande: sempre, quando, per tutti-e? io ad esempio posso anche essere lieto che in Italia la maggior parte di interruzioni volontarie di gravidanza sia compiuto da donne extraeuropee, siamo nazionalisti (ma quale nazione? Nazione Italia, Europa Nazione, e poi Nazione?), siamo autodeterministi (Tibet, Irlanda, SuTirol, Ulster, Palestina, per me ad esempio il sano colonialismo europeo non dispiaceva molto), siamo favoreli alla ripartizione delle ricchezze e delle decisioni politiche - siamo demo-cratici- (si, no, dove quando), siamo a favore o contro le sostanze stupecenti, il gioco d'azzardo, la violenza negli stadi, la violenza nelle famiglie, per il nucleare o contro,a favore della sovranità energetica,militare, contro la massoneria e le psicosette ma a favore della libertà d'espressione, e se a favore della libertà d'espressione quanto e come e perchè e dove. E' da molto che convivo con queste ansie - come credo - la maggior parte di coloro che mediante la politica cercano via via di dare delle risposte concrete a dei temi dibattuti. Non esiste una ragione, delle ragioni, esiste - al massimo- una pre-disposizione, uno stato dell'Anima che precede ogni parola, scritto, teoria, sistematizzazione. Su quello probabilemente potremo cercare delle sinergie. Mi sembra che un breve libello del grande Pierre Drieu - che tu stessa hai curato - sia sintomatico e descriva pienamente quest'ansia. L'agente doppio cos'era, per chi lottava,per chi agiva, per quale sentire? L'unica risposta concepibile e deduco che la provocazione stia proprio lì: non importa il movente, non rileva la causa prima, è l'effetto che conta, anche se pienamente contraddittorio.
Nel Lupo della steppa ma anche in altre opere del magnifico Hesse ritrovo gli stessi protagonisti, le stesse ansie, le stesse pre-disposizioni, peccato non sia così di casa nelle nostre librerie.