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Risultati da 161 a 170 di 212

Discussione: Comunali Roma

  1. #161
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    Citazione Originariamente Scritto da stefano73
    ALESSANDRA SARTI MAGI

    Nasce a Roma il 31/10/1961, si diploma preso il Liceo scientifico “A. Avogadro” è laureata in Giurisprudenza presso l’Università La Sapienza.
    Il nonno materno antifascista perderà il lavoro a causa del suo antifascismo; il nonno paterno fascista perderà il lavoro nel dopoguerra a causa del suo fascismo; il padre aderisce diciassettenne alla Repubblica Sociale Italiana, scampando miracolosamente agli agguati partigiani del dopo 25 aprile.
    Ha partecipato attivamente ai collettivi politici studenteschi vicini all’area di Lotta Continua.
    Impiegata dal 1982 presso un’azienda privata, si tessera alla FILCAMS CGIL ed entra successivamente nel consiglio Direttivo regionale.
    Negli anni seguenti si dedica alla lettura dei classici della letteratura mondiale, prediligendo Tolstoj, Dostoewskj e Victor Hugo, nonché allo studio di saggi politici e sociologici relativi alla storia di partiti e movimenti.
    Nel 1992 dà vita all’Ass.ne Culturale TEOREMA, attiva dapprima in Calabria e successivamente a Roma, elaborando un pensiero filosofico che interpreta la realtà secondo un paradigma olistico. Da qui la critica della concezione manichea che vede i valori positivi a sinistra e quelli negativi a destra, nonché il rifiuto di qualsiasi antismo nella consapevolezza socratica che la radice di ogni male è l’ignoranza.
    Nel 1997 è una dei promotori della rivista: “ROSSO E’ NERO” , attiva a denunciare l’incongruenza dell’antimarxismo e dell’antifascismo, nella piena adesione alla ricerca della Verità analitica contro i pregiudizi assiomatici.
    Nello stesso anno entra a far parte del Fronte Nazionale di Adriano Tilgher.
    E’ sposata con tre figli. Attualmente oltre ad essere mamma, partecipa a gare di nuoto categoria master e collabora in uno studio di consulenze sofo-giuridiche, inoltre è Direttore Editoriale del mensile “Libero Stile”, iniziativa culturale che individua nell’Arte, Pensiero e Dinamismo gli elementi per una vita felice. Periodicamente organizza gratuitamente saggi musicali (piano, violino, chitarra e flauto) per bambini, nella convinzione che l’educazione estetica è determinante ad ingentilire i cuori. Compone poesie.
    Grazie per aver soddisfatto la mia richiesta.

  2. #162
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  3. #163
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    Comunicato della CP, 3 maggio 01
    Contro le perquisizioni e gli arresti a carico di Iniziativa Comunista

    I miasmi della putrefazione del regime DC

    All’alba di oggi i Carabinieri, su mandato del Giudice delle Indagini Preliminari e della Procura di Roma, hanno perquisito circa ottanta abitazioni a Milano, Roma e Crotone e arrestato otto compagni. Reduce dal bombardamento della Jugoslavia, il regime diretto dal governo di Centro-sinistra ha compiuto un’altra delle sue “gloriose imprese”, sulla falsariga di quella compiuta il 19 ottobre ‘99. Allora avevano colpito principalmente i Comitati di Appoggio alla Resistenza - per il Comunismo (CARC), questa volta hanno colpito principalmente Iniziativa Comunista (IC). Perché questa nuova operazione?
    Cresce la resistenza dei lavoratori e delle masse popolari contro la devastazione delle condizioni sociali e ambientali della propria vita e contro la barbarie capitalista che nuovamente dilaga in ogni angolo della società. La resistenza dei lavoratori diventa via via più efficace e si focalizza sempre più sulla ricostruzione di un vero partito comunista. È dal ‘99 che il regime ha scatenato contro la ricostruzione del partito comunista i suoi sbirri, i suoi magistrati, i suoi organi di provocazione e i suoi strumenti di intossicazione e di disinformazione. Intimidazione e confusione sono le direttrici della campagna del regime. Varie Forze Soggettive della Rivoluzione Socialista legali sono state colpite, oltre ai CARC e a IC. Centinaia di compagni e di lavoratori avanzati sono stati oggetto di azioni intimidatorie, tese a farli desistere dal loro impegno nella lotta di classe e in particolare dalla ricostruzione del partito comunista. Contro di loro il regime ha avviato un’interminabile inchiesta per associazione sovversiva che fa da cornice a tutte le manovre contro la ricostruzione del partito comunista. Per questo ha ripescato dal codice fascista, che la DC ha mantenuto sempre in vita, il reato di associazione sovversiva sulla base del quale nel 1928 il Tribunale Speciale ha condannato Antonio Gramsci e gli altri dirigenti del primo Partito comunista italiano. Un articolo del codice penale secondo cui la propaganda (“ciò che si dice e ciò che si scrive”) del comunismo e la ricostruzione del partito comunista sono un reato. Non solo ha ripescato quest'articolo, ma lo sta anche potenziando. Alcuni esponenti del regime insistono per includere nel reato anche il concorso esterno in associazione sovversiva. Il 4 aprile il governo Amato ha approvato, in fretta e furia perché il 7 aprile scadeva il termine per l’inchiesta contro i CARC già prorogato una prima volta dal Tribunale, un decreto legge che allunga i termini delle indagini preliminari per associazione sovversiva e permette di continuarle senza neanche avvisare gli indagati. Quindi al regime non bastano le operazioni già segrete dei suoi servizi di informazione e di provocazione: i suoi sbirri vogliono avere le spalle più coperte e al suo stesso interno vi sono resistenze da vincere. Infatti gli esponenti del regime che reputano a lungo andare pericoloso per l'ordine pubblico l’applicazione di questo reato tratto dal codice fascista, insistono soprattutto a confondere la ricostruzione del partito comunista con l’attuazione di attentati e di stragi. Per questo, mentre è in corso l'inchiesta per associazione sovversiva (cioè su “ciò che si dice e ciò che si scrive”), da sei mesi a questa parte la borghesia ha anche sollevato un gran polverone sulla rinascita del terrorismo. Nessun risultato di indagini e nessun fatto nuovo giustificano il polverone sollevato: solo la volontà di creare confusione e di intossicare l’opinione pubblica. A questo scopo il regime è già passato alle provocazioni. L’attentato al Manifesto del 22 dicembre doveva rilanciare in grande la strategia della tensione e rimettere in opera gli uomini e gli apparati del regime assoldati e addestrati per rubare, uccidere, devastare e seminare il terrore. Il bis di p.zza Fontana non riuscì perché uno degli esecutori, il fascista Insabbato, restò preso nella sua stessa trappola. Ma, benché private del clamoroso lancio, le forze occulte del regime hanno sviluppato egualmente la loro campagna di allarme. A questo la campagna elettorale fa dato il suo contributo: ognuno dei due poli borghesi si è messo a gridare al terrorismo e cerca di presentarsi a tutta la borghesia come il baluardo più serio e sicuro contro i lavoratori. Con gli arresti e le perquisizioni il governo Amato sta cercando di vincere le elezioni.
    Il problema vero per la borghesia è che cresce la resistenza delle masse popolari al progredire della crisi del capitalismo e che la causa della ricostruzione del partito comunista fa passi avanti. Per aumentare i suoi profitti e la sua libertà di sfruttare e saccheggiare, la borghesia non può fare a meno di eliminare le conquiste che i lavoratori avevano strappato. Dove non ha ancora la forza di agire direttamente, segue vie traverse. Non è riuscita ad abolire i contratti nazionali di lavoro, ma più di 6.5 milioni di lavoratori dipendenti su 15 hanno il contratto scaduto che non viene rinnovato: il governo e i sindacati di regime hanno dato cenno di accorgersene solo a pochi giorni dalle elezioni. Non è riuscita ad abolire lo Statuto dei lavoratori, ma un numero crescente di lavoratori è costretto ad accettare lavori precari e contratti atipici. Aspetta solo che siano passate le elezioni per rilanciare l’assalto contro le pensioni che vuole rimpiazzare asservendo i lavoratori agli speculatori finanziari.
    Non c’è limite all’arroganza dei gruppi imperialisti e dei ricchi. Come alternativa all’attuale governo, propongono Berlusconi, finanziere della Mafia e socio di Craxi. Andreotti, il vecchio fiduciario della Mafia e del Vaticano, è sempre in auge. Il Vaticano sfida apertamente persino le leggi: non solo organizza su grande scala l’usura con il card. Giordano o lo IOR, ma pretende di intossicare con l’elettrosmog. I fascisti sono assolti dai loro delitti ed equiparati ai comunisti e agli altri antifascisti in nome degli “ideali” di sopraffazione e di sfruttamento che hanno difeso. I miliardari e gli spreconi gridano contro i salariati e i pensionati che con le loro richieste comprometterebbero l'economia del paese. Non c’è diritto e valore che la borghesia non calpesti senza ritegno, in nome della libertà di chi ha denaro.
    Gli avvenimenti confermano giorno dopo giorno sempre di più che il regime che domina e devasta l'Italia è il regime dei grandi gruppi imperialisti, della NATO, del Vaticano e della Mafia. I fatti di ogni giorno, da qualunque parte ci guardiamo, confermano che è letteralmente un regime di criminali e di assassini; che è il regime dei complotti e della vigliaccheria, il regime del dominio universale del denaro, dell’imbroglio e del complotto elevati anche ad arte della lotta politica.
    Un regime del genere non può che opporsi con ogni mezzo alla ricostruzione di un vero partito comunista. Ma la classe operaia e le masse popolari possono sconfiggere la potenza, l’arroganza e le provocazioni dei padroni. Essi perseguitano le organizzazioni e i compagni che lavorano alla luce del sole. Proprio per questo dobbiamo ricostruire il nuovo partito comunista nella clandestinità. Noi non abbandoneremo la lotta aperta, anzi la clandestinità ci permetterà di sostenere con più forza le organizzazioni, i compagni e i lavoratori avanzati che lottano apertamente, perché, se il partito comunista è clandestino, la borghesia potrà arrivare a colpirlo qua o là, ma non riuscirà mai a paralizzare il grosso delle sue forze. Non ci riuscì neanche con il fascismo. Il partito clandestino è una garanzia e una forza per tutta la multiforme lotta che le masse popolari e le loro organizzazioni conducono apertamente contro la borghesia imperialista. La lotta aperta delle masse popolari e delle loro organizzazioni è la fonte che alimenta il partito clandestino.
    Di fronte alle perquisizioni e agli arresti scatenati dai padroni, noi chiamiamo tutte le organizzazioni comuniste e progressiste e tutti i lavoratori avanzati
    1. a propagandare e organizzare tra le masse popolari e a praticare la solidarietà con i compagni e con le organizzazioni perseguitate,
    2 a sostenere la costruzione del nuovo partito comunista nella clandestinità, in modo da rendere vani i colpi e le provocazioni dei padroni,
    3. a intensificare e coordinare ogni forma di lotta contro l’arbitrio dei gruppi imperialisti, per la difesa dei diritti conquistati, per i contratti di lavoro, per la libertà di organizzazione e il diritto di sciopero, per più posti di lavoro, per il diritto di ogni famiglia delle masse popolari a condizioni di vita dignitose, per porre il diritto, la dignità e la salute delle masse popolari al di sopra dei profitti dei ricchi.
    Solidarietà con i compagni di Iniziativa Comunista!
    Solidarietà con compagni dei CARC e con gli altri compagni perseguitati per associazione sovversiva!
    Nel ricordo di Antonio Gramsci e del primo Partito comunista italiano, nel ricordo della gloriosa e vittoriosa lotta che sotto la sua direzione la classe operaia e le masse popolari hanno condotto contro il fascismo, avanti nella costruzione del nuovo Partito comunista italiano!

    ***

    "È l'inizio di una rivoluzione più difficile, più essenziale, più radicale, più decisiva dell'abbattimento della borghesia, perché è una vittoria sulla nostra inerzia, sulla nostra rilassatezza, sul nostro egoismo piccolo borghese, sulle abitudini che il maledetto capitalismo ha lasciato in eredità all'operaio e al contadino. Quando questa vittoria sarà consolidata, allora, ma soltanto allora, la nuova disciplina sociale, la disciplina comunista, sarà creata; allora, ma soltanto allora, il ritorno al capitalismo diventerà impossibile e il comunismo sarà realmente invincibile.
    (...) Il comunismo comincia là dove semplici operai si preoccupano con abnegazione, a costo di un duro lavoro, dell'aumento della produttività, di ogni chilo di grano, di carbone, di ferro e di altri prodotti che non sono destinati agli operai stessi e alle persone a loro “ prossime ”, bensì a quelle “ lontane ”, cioè alla società nel suo complesso, alle decine e centinaia di milioni di uomini uniti dapprima in un solo Stato socialista e poi in una Unione di repubbliche sovietiche.
    (...) Più attenzione affinché questo chilo di grano e questo chilo di carbone, necessari all'operaio affamato e al contadino lacero, nudo, si possano acquistare non col traffico sottobanco, non con mezzi capitalisti, ma col lavoro cosciente, volontario, eroicamente disinteressato dei semplici lavoratori, quali sono per esempio i manovali e i ferrovieri della linea MoscaKazan.
    (...) Si dimostri innanzi tutto che si è capaci di lavorare gratuitamente nell'interesse della società, nell'interesse di tutti i lavoratori; che si è capaci di “lavorare alla maniera rivoluzionaria”; che si è capaci di aumentare la produttività del lavoro, di impostare le cose in modo esemplare, e allora soltanto si potrà aspirare al nome onorifico di “comune”!"
    (V.I. Lenin, La grande iniziativa, 29.6.1919, Opere Complete, vol. 29)

  4. #164
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    La sentenza affonda la montatura dei carabinieri e della stampa: «Il fatto non sussiste». Non esiste l'associazione sovversiva
    Iniziativa comunista: tutti assolti
    Annibale Paloscia


    Liberazione 22 settembre 2004

    «Assolti perché il fatto non sussiste». Dopo tre anni di indagini giudiziarie su "Iniziativa comunista", con la sofferenza di lunghi periodi di carcere per otto suoi militanti, la sentenza pronunciata ieri dalla Gup Maria Grazia Giammarinaro, arriva a una conclusione che sembrava già la più logica ed elementare dopo i primi arresti fatti nel 2001 dai carabinieri del Ros: con tutti gli artifici di intercettazione messi in opera per carpire i segreti più intimi di quel gruppo, non era spuntata una sola prova seria di affiliazione alle Br e di piani criminali.
    Le accuse erano fondate su interpretazioni date con un metro repressivo ai dialoghi confidenziali fra giovani apologisti di Stalin infervorati dalla nostalgia per l'archeo-comunismo. I carabinieri del Ros ascoltavano e prendevano tutto sul serio: una scena di gelosia in cui lui gridava a lei «te la fai con quell'infiltrato», la consideravano un indizio fondato che i militanti di quel gruppo operavano in regime di clandestinità e perciò avevano paura degli infiltrati. Ma più che i risultati delle indagini valsero i buoni uffici della stampa a montare il caso e a creare il grande evento.
    «E' lei», dicevano i giornali di grande tiratura andando dietro alla fanfara dei telegiornali. La militante di "Iniziativa comunista" Rita Casillo era il palo del delitto D'Antona. La notizia era stata spifferata da fonti che non si facevano identificare, ma giornali e tv non ci badavano e la spacciavano come oro colato. I testimoni avevano descritto una donna bassa, esile e con un grosso sedere. Rita Casillo, alta un metro e 70, di corporatura robusta e senza un grosso sedere, non s'adattava a quel ritratto. Lo stesso legale della famiglia D'Antona era profondamente dubbioso. I carabinieri avevano mostrato una fotografia di Rita a un testimone e ne avevano ricavato un «mi sembra lei» che sulla stampa e in tv era diventato un «E' lei».
    Ci permettemmo di scrivere che quella patacca della stampa ad uso di un inchiesta giudiziaria era una cosa molto brutta. Quando, a seguito di quelle notizie, il testimone fu messo a confronto con la Rita in carne e ossa, non la riconobbe. Cadde la montatura, ma siccome allora non c'era ancora nessuna pista credibile sugli assassini D'Antona si continuò a tenere sulla scene mediatiche Rita Casillo e gli altri militanti di Iniziativa comunista, che se non erano Br quanto meno erano ritenuti sospetti Br, e in mancanza d'altro, erano artefici di un'associazione sovversiva. Secondo i carabinieri e i pm, gli otto arrestati - Norberto Natali, la sorella Sabrina, Luca Ricaldone, Barbara Battista, Gennaro Franco, Rita Casillo, Raffaele Palermo e Stefano de Francesco - avevano costituito all'interno di "Iniziativa comunista" una cellula clandestina che si preparava alla lotta armata "per sovvertire violentemente gli ordinamenti economici e sociali dello Stato". Con l'applicazione dell'articolo 270 del codice penale, ereditato dal codice fascista, prendevano configurazione di reato sovversivo anche la riesumazione dell'antico simbolo del Pci - falce, martello e stella - che Ic preferiva alla sola falce e martello, e gli "accorgimenti" (così diceva l'ordinanza) che venivano usati durante gli attacchinaggi per evitare denunce per abusivismo e aggressioni di gruppi neofascisti. Gli slogan dei manifesti "sovversivi" erano: «Senza partito comunista non c'è lotta e non c'è conquista, contro la borghesia, per il socialismo, contro il capitalismo». Latte di capra per tardo-comunisti. Si è indagato anche sulle sintonie tra Iniziativa comunista e i Carc, i comitati di appoggio alla resistenza, per il comunismo, un altro gruppo infervorato dall'ambizione di rifondare il vecchio partito comunista. Nel clima di generale sospetto motivato dai delitti delle brigate rosse anche i Carc sono stati messi sotto inchiesta dalla procura di Roma, ma le accuse si sono rivelate inconsistenti sotto il profilo penale. Del resto a dare un po' di notorietà al gruppo sono state proprio le critiche all'"elitarismo brigatista", tipico di chi agisce distaccato dalle masse e usa le armi perché incapace di fare una politica rivoluzionaria. «I Carc sono capaci di fare solo sceneggiate», hanno replicato con sufficienza le Br. Nelle inchieste sulle nuove Br della Lioce e Galesi "Iniziativa comunista" non è mai citata.
    Il pm aveva chiesto sette condanne varianti da due anni a sei mesi. Nel collegio di difesa c'era anche l'avvocato Taormina. Ha commentato la sentenza così: «E' stata letteralmente sconfessata la gestione delle indagini sull'omicidio D'Antona».

  5. #165
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    questo succede quando dei lavoratori cercano di riprendere i loro diritti e la loro liberta' .
    diritti avuti da precedenti lotte sindacali , e di certo non aiutati dalla parte destra della societa' , negli anni passati la destra era quella che si meteva fuori le fabriche e impediva di effettuare gli scioperi .
    forza nuova come idee non sembra malvaggia , di certo sul loro programma devono fare si che trovino la soluzione al capitalismo.

  6. #166
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    RASSEGNA STAMPA

    Indice





    L’Unita, 15/02/2006


    "Mussolini, Tilgher, Fiore: arrivano i fascisti


    Ora è ufficiale, la destra più estrema, i condannati per banda armata, gli squadristi entrano


    nel condominio di Berlusconi. E il loro camerata Saya adesso minaccia anche D’Ambrosio


    di Vincenzo Vasile


    ECCOLI In un posto di Roma che si chiama Sala delle Bandiere, venerdì mattina un bel po' di cupi labari appariranno affratellati nell'alleanza elettorale con Berlusconi. Appunto, l'annuncio dell'accordo concluso per l'elezione di quattro parlamentari fascisti che
    siederanno nel settore della sedicente Casa delle Libertà nel nuovo Parlamento, verrà dato da Berlusconi e da Alessandra Mussolini, Alla presenza di Adriano Tilgher e Roberto Fiore. Protagonisti, chi per cognome, chi per inchieste giudiziarie, o curriculum politico, della vicenda più torbida, marginale e limacciosa della destra estrema italiana. E' l'operazione più grossa di sdoganamento, personalmente curata dal presidente del Consiglio che giunge in porto, con il corollario di un effetto-collante dei cocci sparsi della rissosa diaspora fascista. I diversi personaggi coinvolti hanno tutta una storia di reciproche accuse. Ma tra i tanti galli nel pollaio dell'ultradestra è arrivata adesso la parola pacificatrice del premier, che ha dichiarato di aver direttamente trattato con gli interessati, e ha soprattutto garantito candidature ed elezioni. In imbarazzo, Paolo Bonaiuti già ieri sera minimizzava: l’accordo l’abbiamo fatto solo con la Mussolini, non con Tilgher. Ma la Mussolini ha chiuso i giochi: «Non accetto veti, Fiore e Tilgher sono con me. Berlusconi aveva avuto disco verde dagli alleati».
    Già per Pino Rauti, reperto post-bellico dell'estrema destra, tuttavia un posto è stato trovato nei giorni scorsi come "indipendente" nelle liste di Forza Italia, e solo non si sa se la richiesta di altri posti verrà soddisfatta. Per Alternativa sociale (che raggruppa la Mussolini, Tilgher e Fiore), invece, le modalità dell'abbraccio dovrebbero essere diverse: alcuni indipendenti neri dentro le liste di Fi, altri nella lista di As, in cui si spera di convogliare il voto ultrà, lista che che - essendo associata alla coalizione - può far calare al due per cento il "tetto" richiesto per evitare lo sbarramento dalla nuova legge elettorale.
    Stupisce e sconcerta il silenzio degli alleati: An di Fini fu abbandonata dalla maggior parte di questi nuovi accoliti della Cdl e fioccarono insultanti attacchi personali. Ma non sembra intimorire il vicepremier la prospettiva di un tavolo comune post-elettorale con Rauti, Mussolini, Tilgher, Fiore. L'Udc di Casini fino a ieri aveva semplicemente voltato la faccia dall'altra parte. Ma si segnala una resipiscenza.Il segretario Lorenzo Cesa ha cercato di aprire in extremis il caso: «L'accordo con i gruppi più radicali della destra non può prevedere la candidatura al Parlamento di personaggi impresentabili al pari di Ferrando e Caruso nell'Unione. Su questo nel centrodestra siamo d'accordo tutti». Si vedrà. Un silenzio assordante invece continua ad avvolgere l'episodio «minore» ma emblematico, denunciato dal l'Unità: cioè i maneggi di Berlusconi sull'estrema destra che hanno coinvolto un personaggio come Gaetano Saya, presidente del Nuovo Msi Destra nazionale, con tanto di foto ricordo della signora a palazzo Grazioli e impegno di collaborazione elettorale. Anche ieri nuove frasi minacciose sono comparse nel sito web del movimento: stavolta contro Gerardo D’Ambrosio, raffigurato come Joker di una carta da poker, «Ricercato, Nemico Pubblico numero 1. Quest’uomo è colpevole di alto tradimento, attentato alla Costituzione, eversione e vilipendio al presidente del Consiglio». Questa prosa si accompagna a un proclama di Saya, che sotto il motto Dio Patria Famiglia annuncia di dimettersi da presidente per «passare alla storia» e più prosaicamente affidare alla moglie il ruolo di presidente. Saya augura « al sig. Presidente Berlusconi una brillante vittoria». L’appello è rivolto al premier, perché «non consegni la Nazione in mano alla bestia rossa, la protegga da questo cancro malefico, il comunismo! Dio sia con Lei, il popolo è con Lei. Resto sempre a sua disposizione. Comandi Eccellenza». Tradotto, qualcuno ha forse fatto capire a Saya di essere impresentabile, e così il compito di «affrontare le elezioni di aprile e l’alleanza con la Casa delle Libertà» passa alla signora.

  7. #167
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    non sono romano,ma sicuramente gianni alemanno perchè secondo me molto dell'opera di veltroni è solo immagine..tanto fumo e poco arrosto.

  8. #168
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    alcune proposte di f/n
    LA CASSA DIRITTO ALLA PROPRIETA' .
    mutui senza interessi emessi dal comune per la prima casa con rate mensili a 1/5 del reddito familiare.
    --------------------------------------------------------------------
    BLOCCARE L'IMMIGRAZIONE
    FUORI I CAMPI NOMADI DA ROMA.
    --------------------------------------------------------------------
    ora sulla casa mi andrebbe bene 1/5 dele stipendio come rata per il resto non condivido nulla , in quanto non e' una soluzione alla solita speculazione dei palazzinari ed al caro casa , e per di piu' il mutuo che dice f/n va a prelevere dei soldi dei comuni per arricchire i padroni.
    -----------------------------------------------------------
    sull'immigrazione dobbiamo chiederci il perche' avviene questo e quale sono le cause.
    semplicemente il capitalismo purtroppo divide la societa' mondiale in ricco e povero ed e' normale che la parte povera migra verso luoghi dove puo' trovare da mangiare , anche in natura animale succede questo solo che loro non anno i mezzi dell'uomo per fare a meno delle migrazioni.
    altra cosa che fa comodo al capitalismo e' la mano d'opera a basto costo e lo sfruttamento dei territori .
    per i nomadi la soluzione non e' quella che dice tilgher di portarli fuori roma tanto comunque il problema rimarebbe ,penso piu' in una politica di integrazione vera non quella attuale che e' solo una presa in giro.

  9. #169
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    Citazione Originariamente Scritto da zaffo
    non sono romano,ma sicuramente gianni alemanno perchè secondo me molto dell'opera di veltroni è solo immagine..tanto fumo e poco arrosto.
    Fidati,che l'arrosto c'è...ed è pure buono...

  10. #170
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    Citazione Originariamente Scritto da er uagh
    Fidati,che l'arrosto c'è...ed è pure buono...
    bhe,se alla fine veltroni sarà riconfermato con percentuali bulgare onore a lui e alla sua opera di sindaco...sono però convinto che l'immagine conti sempre moltissimo,ma poi non è detto che i risultati restino anche nel lungo periodo!

 

 
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