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  1. #1
    Quin igitur expergiscimini?
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    Predefinito Ci sarà il golpe americano in Italia?

    Mentre che Masticafuori sta ancora a pensare che in Bielorussia c' è una rivoluzione spontanea, mi giunge una e-mail terrificante, in cui mi si dice che Cavalier Bernasconi- attraverso il compare Stanca - ha dato in appalto la gestione dello scrutinio elettronico di Lazio, Liguria, Puglia, Sardegna, per un totale di 11 milioni di elettori, alle prossime elezioni del 9-10 aprile, alle aziende Accenture e EDS. Quest' ultima è la società coinvolta nei brogli elettorali in Florida nell' elezione di Bush del 2000. Della prima corre voce sia partner il figlio di Beppe (Pisanu).
    Amici, aprite gli occhi! Cavalier Bernasconi e i suoi americani c' hanno in mente qualche brutta sorpresa, qualche cosa di brutto anche contro Prodi, che rischia, rischia di essere fatto perdere anche se ha vinto, come Yanukovic nel 2004 e Lukashenko adesso!
    Lucio Sergio Catilina

  2. #2
    McFly
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    Il sottoscritto si danna l'anima da tempo immemore sull'argomento!!

    http://pasquale1.wordpress.com/2006/...cuno-ne-parla/

  3. #3
    Quin igitur expergiscimini?
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    Citazione Originariamente Scritto da McFly
    Il sottoscritto si danna l'anima da tempo immemore sull'argomento!!
    E fa bene, cazzo!
    Perchè Cavalier Bernasconi, grazie ai nani moretti, si è trasformato ieri a Napule in Cavalier Caimano e ha detto che ci sbrana tutti!
    Lucio Sergio Catilina

  4. #4
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    beh ho già preso contatti con l'ambasciata americana nel caso di un eventuale vittoria di voi sovversivi. La prima divisione aviotrasportata è già in allerta. l'Interceptor attende in rada istruzioni. le abitazioni di deputati dell'Unione e di responsabili sindacali sono già sotto controllo degli agenti del mosad. Abbiamo dei dubbi sull'uomo forte a cui affidare la giunta. Al papero sicuramente arriveranno cento sculacciate sul popò.

  5. #5
    McFly
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    Calvin spiegami come cazzo fai a dirti repubblicano e non invece repubblichino?

  6. #6
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    ah bello i repubblichini erano antiamericani come voi. Noi siamo quelli che avevamo i progenitori a combattere con gli americani i fascisti vostri nonni e che non stavano con i rossi che avrebbero fatto dell'Italia peggio di quello che avevano fatto hitler e mussolini.

  7. #7
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    Citazione Originariamente Scritto da Catilina
    Mentre che Masticafuori sta ancora a pensare che in Bielorussia c' è una rivoluzione spontanea, mi giunge una e-mail terrificante, in cui mi si dice che Cavalier Bernasconi- attraverso il compare Stanca - ha dato in appalto la gestione dello scrutinio elettronico di Lazio, Liguria, Puglia, Sardegna, per un totale di 11 milioni di elettori, alle prossime elezioni del 9-10 aprile, alle aziende Accenture e EDS. Quest' ultima è la società coinvolta nei brogli elettorali in Florida nell' elezione di Bush del 2000. Della prima corre voce sia partner il figlio di Beppe (Pisanu).
    Amici, aprite gli occhi! Cavalier Bernasconi e i suoi americani c' hanno in mente qualche brutta sorpresa, qualche cosa di brutto anche contro Prodi, che rischia, rischia di essere fatto perdere anche se ha vinto, come Yanukovic nel 2004 e Lukashenko adesso!
    Caro Catilina,
    io non penso che in Bielorussia ci sia una rivoluzione spontanea.
    Ho messo come messaggio un'articola tratto da Repubblica per vedere se assieme a te a agli altri forumisti si poteva comprendere meglio cosa sta succedendo.
    Penso che ci sia un clamoroso equivoco nel pensare che l'opposizione sia democratica e Lukashenko il solo tiranno.
    Hai ragione si sino di mezzo gli americani, ma anche i francesi, i tedeschi, i russi (noi no perchè in politica estera non contiamo un ca**o!).
    Per me è molto riduttivo vdere la Bielorussia divisa in due anime (una democratica e una asservita al potere di Lukashenko). Come sta succedendo anche in Italia di "merda" se ne può trovare un po' ovunque. Come mazziniano non posso stare con gli occhi chiusi.

    ciao

  8. #8
    laico progressista
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    Predefinito Brogli presunti: la gallina che canta ha fatto l'uovo?

    Cari amici, nessuno di voi è rimasto insospettito, alle recenti politiche, dalla strana rimonta della CdL in fase di scrutinio dei voti?
    Non vi nascondo che più il dato della destra si avvicinava a quello della sinistra (e il trend era univoco, sempre in lieve e progressivo recupero da una parte sola) e più ho cominciato a pensare ad un imbroglio.
    Qualche giorno fa un amico mi ha sottoposto un articolo di Diario (cartaceo, purtroppo, che non ho più tra le mani) in cui veniva adombrato e argomentato il dubbio di brogli elettorali da parte di Berlusconi.
    Si leggeva che la società che aveva effettuato lo scrutinio elettronico dei voti era la stessa adoperata da Bush alle elezioni con Dole in alcuni Stati chiave, e da Schroeder contro la Merkel. E in entrambi i casi, il dato elettorale tendeva sempre ad una sostanziale parità, consentendo allo sfavorito di recuperare lo svantaggio iniziale. Da noi è accaduta la stessa cosa: con la variante che, a parità accertata, sarebbero venuti in soccorso (secondo i calcoli della vigilia) i voti degli italiani all'estero a ribaltare il risultato a favore della destra (tra l'altro, perché il loro scrutinio è avvenuto in coda?)

    Ho cercato notizie su internet, e per ora ho trovato questo articolo sul sito di Beppe Grillo (www.beppegrillo.it). Leggetelo con attenzione. Se trovo altri contributi, mi affretterò a postarli.


    Il “Diario” di Enrico Deaglio è uscito oggi con un numero dedicato a possibili brogli elettorali dovuti allo scrutinio elettronico che sarà utilizzato per la prima volta in Italia nelle elezioni politiche grazie al decreto legge del 3 gennaio 2006.
    Le regioni interessate sono quattro: Lazio, Liguria, Puglia, Sardegna, per un totale di 12.680 sezioni e undici milioni di elettori.
    Lo scrutinio elettronico prevede che un operatore inserisca i dati su un computer in ogni sezione, i dati vengano copiati su una chiavetta usb, le chiavi siano inserite in un computer che le invia quindi al Ministero dell'Interno.
    Questa operazione, non necessaria e non richiesta da nessuno, costa 34 milioni di euro, è stata assegnata a trattativa privata per motivi di urgenza, “stante il brevissimo lasso di tempo disponibile” secondo Stanca, è stata vinta, tra le altre aziende, da Accenture, EDS e Telecom Italia.
    Deaglio fa notare che il figlio del ministro dell'Interno Pisanu è partner in Accenture e che EDS è la società coinvolta nei presunti brogli elettorali in Florida nell’elezione di Bush.
    Deaglio aggiunge che in caso di contestazioni ci vorrebbero mesi per confrontare il voto cartaceo con quello elettronico.
    Mesi di instabilità assoluta e con un Presidente della Repubblica in uscita.

    L’applicazione informatica usata per lo scrutinio elettronico è inoltre oggetto di contestazione da parte della Ales, un'azienda italiana che ne rivendica la paternità che a suo avviso le sarebbe stata sottratta dalla EDS e di cui pubblico la lettera che il suo amministratore mi ha inviato alcuni giorni fa insieme a un documento e un'intervista.

    “ Gentile Beppe Grillo,
    mi chiamo Antonio Puddu, sono l’amministratore di una piccola società informatica con sede in Sardegna, la Ales s.r.l. Nel 2001 abbiamo ideato una soluzione innovativa per lo “scrutinio elettronico”, che nel 2004 è stato sperimentato con la nostra collaborazione in 1500 sezioni elettorali.
    Nel 2005 ci è stato “scippato” dalla EDS Italia S.p.A., una multinazionale alla quale avevamo venduto 2500 licenze per lasperimentazione del 2004.
    Un mese fa abbiamo citato EDS Italia in giudizio al tribunale di Roma, chiedendo risarcimento per i danni subiti dalla mia società che ammontano a oltre 9 milioni di euro, e abbiamo diffidato il Ministero dell’Interno e il Ministero dell’Innovazione dall’usare nella prossima sperimentazione un numero di licenze che superasse le 2500 da noi vendute. Infatti per la sperimentazione in occasione delle elezioni politiche del 9 e 10 aprile 2006 dovrebbero servirne circa 12.500. Distinti saluti”.

  9. #9
    laico progressista
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    Ecco l'inchiesta di Diario


    In quattro regioni delicate si sperimenta il voto elettronico. Sarà gestito da Telecom, Eds e Accenture, l’indiziata numero uno per lo scandalo delle elezioni in Florida. Partner di Accenture è Gianmario Pisanu, il figlio del ministro dell’Interno. E un esercito di interinali avrà in mano la chiave dei risultati
    Aprile. Elezioni private

    di Gianni Barbacetto e Mario Portanova *
    *Inchiesta del settimanale Diario 24/3/2006 - www.diario.it


    «I brogli rientrano nella professionalità e nella storia della sinistra. Qualcuno di loro si vantò, nel 1996, di aver sottratto a Forza Italia un milione e 705 mila voti...». Così Silvio Berlusconi ha iniziato l’intervista a Lucia Annunziata del 12 marzo, quella poi finita con la fuga dallo studio televisivo. I brogli elettorali sono la sua ossessione.
    Li teme, li evoca, li denuncia da quando si è buttato in politica. Da quando ha cominciato a perdere, poi, l’ossessione è diventata incontenibile. «Loro», quelli della sinistra, «hanno un esercito di professionisti, a danno dei nostri dilettanti, che vengono puntualmente fatti fessi», aveva gridato nel giugno 2004 dal palco di una manifestazione elettorale per le regionali nella rossa Sesto San Giovanni.

    Ora, per arginare i «professionisti» della sinistra, Berlusconi lancia alla carica ì suoi «dilettanti»: si chiamano «Legionari azzurri», si definiscono «difensori del voto» e sono coordinati nientemeno che da Cesare Previti. «Sì, noi pensiamo di mandare persone per bene che cerchino di far sì che la sinistra non possa cancellare la volontà degli elettori», ha spiegato Berlusconi ad Annunziata. I «Legionari» sono una schiera di attivisti di Forza Italia che in tutto il Paese si stanno apprestando a presidiare i seggi, come rappresentanti di lista, per vigilare sulle operazioni elettorali. Arriveranno al 9 aprile istruiti politicamente e preparati tecnicamente, per evitare che «i rossi continuino con i brogli». E’ già pronto un libretto di otto pagine, tascabile per poterlo portare sempre con sé, intitolato proprio I difensori del voto: sarà il manuale per i 121 mila militanti di Forza Italia chiamati a controllare i seggi. Sveglia all'alba già il sabato 8 aprile, arrivo nelle sezioni elettorali prima di tutti, contare e ricontare le schede, non perdere di vista le urne, uscire per ultimi, la sera, e non abbandonare mai, ma proprio mai, il proprio posto: questi i consigli «per non farsi fregare». E in molte regioni sono già partiti i corsi di formazione per i «Legionari». «In Lazio, per esempio», spiega a Diario la coordinatrice regionale di Forza Italia Beatrice Lorenzin, «abbiamo già iniziato la preparazione dei 5.136 rappresentanti di lista che difenderanno il voto in questa regione».

    I Legionari di Previti
    Ma Forza Italia non ha pensato solo ai rappresentanti di lista, da sempre arruolati dai diversi partiti tra i loro militanti. Nelle pieghe della nuova legge elettorale c'è infatti anche una novità, passata finora inosservata, che riguarda gli scrutatori e i presidenti di seggio, cioè coloro che, regolarmente remunerati, devono gestire i seggi, sovrintendere alle operazioni di voto e infine scrutinare le schede: non saranno più estratti a sorte, ma saranno scelti e nominati dalle commissioni elettorali dei Comuni, che dovranno attingere da elenchi di volontari chiusi il 30 novembre 2005. A quella data la nuova legge elettorale era stata approvata soltanto dalla Camera e doveva ancora essere votata al Senato, dove sarebbe passata il 21 dicembre; ma Forza Italia si era già portata avanti e aveva mandato i suoi militanti a iscriversi in massa nelle liste dei Comuni.
    Così ad aprile una valanga di «Legionari azzurri» s'installerà nei seggi non solo con il ruolo, volontario e di controllo, di rappresentanti di lista, ma con quello, operativo, ufficiale e remunerato, di scrutatori. La coordinatrice emiliano-romagnola Isabella Bertolini, per esempio, già il 18 novembre aveva diffuso un appello ai militanti: «Chiedete ai soci, ai simpatizzanti, agli amici e ai conoscenti di Forza Italia di presentare la domanda di iscrizione all'albo degli scrutatori del loro Comune di residenza... Non lasciamo che anche questa volta i seggi elettorali restino in mano alle sinistre... Con le modifiche introdotte dalla nuova legge elettorale ora possiamo davvero cambiare le cose».

    Il campo avverso non è stato invece così pronto ad annusare il cambiamento legislativo prima che diventasse realtà. «Ma non siamo preoccupati», spiega Nora Radice, responsabile organizzativa provinciale dei Ds milanesi. «Secondo le nostre informazioni, non ci sono state corse all’iscrizione negli albi. E i nostri rappresentanti di lista vigileranno in ogni seggio». La dirigente svela un altro retroscena della spericolata legge approvata dal centrodestra. «La commissione elettorale del Comune di Milano ha estratto a sorte gli scrutatori, come prevedeva la vecchia normativa, e poi li ha nominati in blocco, come stabilisce la nuova». Ve l'immaginate la povera commissione, se avesse dovuto votare uno a uno, nome per nome, gli scrutatori di un migliaio di seggi? E ve li immaginate cinque giudici in tutto chiamati a dirimere le controversie che possono sorgere in un parco di circa 5 milioni di schede lombarde? E’ un'altra novità della legge, che per il Senato ha soppresso gli uffici circoscrizionali presenti in ogni capoluogo di provincia e ha accollato l’ultima fase di controllo del voto a un ufficio regionale unico. Non per niente il presidente della commissione elettorale lombarda, Domenico Urbano, ha reclamato altri 60 giudici da aggiungere ai suoi quattro commissari.

    «Berlusconi continua a parlare di brogli. Chi parla troppo di una cosa, la pensa e la evoca», commenta Beatrice Magnolfi, parlamentare dei Ds. Che possa scattare un meccanismo simile a quello che in psicoanalisi si chiama proiezione, quando si attribuisce agli altri un proprio desiderio? Proprio Magnolfi, che in passato è stata assessore all’Innovazione a Prato, in questa legislatura ha scelto di essere, come si definisce, «il cane da guardia del ministro dell'Innovazione Lucio Stanca» e il 10 febbraio, per chiudere in bellezza, gli ha presentato un'interrogazione sullo scrutinio elettronico che sarà sperimentato al prossimo appuntamento elettorale. Sì, perché il 9 e 10 aprile non proveremo soltanto una nuova legge bislaccamente proporzionale, definita «una porcata» da uno dei suoi inventori, con incerti premi di maggioranza, con candidati tutti imposti dai vertici dei partiti e con una scheda grande come un manifesto. Ci sarà anche un'altra grossa novità: nelle 12.680 sezioni di quattro regioni, oltre 11 milioni di persone (più di un quinto degli elettori italiani) saranno chiamati a votare con la tradizionale matita sulla tradizionale (benché ben più ampia) scheda, ma poi i loro voti saranno scrutinati al computer: grande modernizzazione, inevitabile aggiornamento tecnologico, prezioso risparmio di tempo. Ma anche complessa storia di rischi e commistioni che vale la pena di raccontare.

    Votare Stanca
    Tutto comincia il 3 gennaio 2006, quando il governo vara il primo decreto legge dell'anno, con il numero I. Come capita spesso al gabinetto Berlusconi, nel provvedimento c'è dentro un po' di tutto: disposizioni urgenti per il voto da casa di elettori che non possono spostarsi; ammissione ai seggi di osservatori dell'Osce (l'organizzazione per la sicurezza e la cooperazione in Europa); ma soprattutto disposizioni per lo scrutinio elettronico. Sperimentazioni erano già state compiute alle europee del 2004 e alle regionali del 2005, questa volta però è una bella fetta di elettori a essere interessata alla sperimentazione: il 20 per cento delle sezioni. E per la prima volta allo scrutinio informatizzato è stato assegnato valore giuridico. Le schede di carta resteranno in archivio, ma saranno estratte dagli scatoloni soltanto in caso dì contestazioni.
    Le regioni coinvolte sono state scelte, secondo il ministro Stanca, «con il criterio del bilanciamento territoriale»: una al Nord, la Liguria ; una al Centro, il Lazio; una al Sud, la Puglia ; un'isola, la Sardegna. Guarda caso, però, sono tutte regioni in cui gli esiti elettorali sono incerti e che peseranno in maniera determinante per l’assegnazione dei premi di maggioranza (regionali, appunto) per il Senato.

    In ognuna delle 12.680 sezioni coinvolte ci sarà un computer, due schermi video e un operatore informatico. Mentre gli scrutatori procederanno allo scrutinio tradizionale, contando i voti e impilando le schede, l'operatore digiterà i voti sulla tastiera e li controllerà su uno degli schermi, mentre il secondo sarà a disposizione degli scrutatori. Finita la conta, i dati di ogni sezione saranno inseriti in una «chiavetta» Usb. Le diverse «chiavette» Usb di tutte le sezioni presenti in un unico plesso (edificio) saranno portate a mano e inserite nel computer di plesso. Da qui una linea dedicata trasmetterà i dati direttamente e rapidissimamente al Viminale.
    Bello? Sì. Ma anche sicuro? Al riparo da brogli informatici? Chi ricorda le feroci polemiche seguite al voto del 2000 per le presidenziali americane in Florida non può non porsi almeno il problema. Ma al ministero dell'Innovazione il portavoce di Stanca, Dario de Marchi, risponde che non c'è alcun rischio: «Le memorie Usb assegnate alle sezioni saranno inizializzate, dunque non potranno essere sostituite con altre. E la trasmissione dati a Roma sarà effettuata con una rete dedicata, assolutamente sicura». I tecnici del ministero possono intrattenere a lungo gli interlocutori su chiavi di sicurezza, codici identificativi, doppie password, trasmissioni Dmz...

    Dopo le prime sperimentazioni di questo sistema, alle europee del 2004, il ministero ha costituito una commissione sul voto elettronico. Con quali risultati? «Avevamo segnalato diversi punti critici», ricorda Maurizio Migliavacca, coordinatore della segreteria Ds, che ne ha fatto parte. «Il punto fondamentale riguarda la formazione di presidenti e scrutatori dei seggi, ma soprattutto degli operatori tecnici: chi li sceglie? come? che formazione ricevono? Visto che si tratta di personale di aziende private, chi li controlla e chi garantisce per loro? E dato che i risultati delle regioni coinvolte nella sperimentazione saranno definitivi prima degli altri, chi garantirà una corretta comunicazione al pubblico? Non so se tutti questi punti critici siano stati presi in considerazione per il 9 e 10 aprile».
    Lunedì 10 aprile, dopo le ore 15, 11 mila chiavette Usb con il voto dei cittadini italiani cominceranno a girare per l'Italia in tasca a soggetti privati. C'è da stare tranquilli? «Lo scrutinio elettronico è un vantaggio perché è veloce, ma per stare tranquilli ci vorrebbe il controllo finale di una commissione presso il ministero dell’Interno, composta anche da rappresentanti dei diversi schieramenti politici», conclude Migliavacca. «E vorrei che i dati arrivassero anche ai singoli Comuni, come già avviene per lo spoglio cartaceo».

    Trattativa privata
    Per niente tranquilla Beatrice Magnolfi, la deputata «cane da guardia del ministro dell’Innovazione»: «Il 10 febbraio 2006 ho presentato un'interrogazione a Stanca, ponendo una serie di domande. Come saranno garantite l’attendibilità e la correttezza delle procedure di rilevazione informatizzata dello scrutinio? Come possiamo essere davvero sicuri che le memorie Usb non possano essere manomesse? Perché non è prevista alcuna protezione per il trasporto di queste chiavette dalle sezioni al computer dì plesso? Che tipo di linea sarà quella utilizzata perla trasmissione dei dati al Viminale?».
    Ma non basta. C'è un altro ordine di problemi: come mai un'operazione che verrà a costare oltre 34 milioni dì euro è stata affidata a trattativa privata? E chi sceglierà gli operatori informatici (saranno circa 18 mila) che faranno lo scrutinio informatico? E con quali criteri saranno scelti? Sono tre le aziende coinvolte nell’operazione: Telecom Italia, Eds e Accenture. Telecom gestisce la fetta maggiore del budget, fa da capocommessa e fornisce le linee per la trasmissione, ma anche tutto l'hardware. Eds, multinazionale Usa, ha sviluppato il software e coordina gli operatori. Accenture, la più grande azienda di consulenza al mondo, ha ottenuto un subappalto e in questo gioco fa il suo mestiere, cioè la consulenza. Le tre aziende sono state riconfermate nel gennaio di quest'anno, dopo aver svolto insieme le sperimentazioni precedenti, alle europee del 2004 e alle regionali del 2005. Ma i 18 mila operatori informatici saranno forniti da un'altra azienda, la Ajilon , che fa parte della multinazionale del lavoro interinale Adecco.

    «L’appalto è stato assegnato a trattativa privata per ragioni d'urgenza, perché non c'erano i tempi per fare la gara», spiega Dario de Marchi. Il ministro Stanca lo ha ribadito nella sua risposta del 23 febbraio all'interrogazione di Beatrice Magnolfi: «Il decreto legge numero i del 2oo6 ha espressamente previsto che tale affidamento avvenga in deroga alle norme di contabilità generale dello Stato, stante il brevissimo lasso di tempo disponibile prima della consultazione elettorale; lo svolgimento delle procedure ordinarie sarebbe stato impossibile in tempi tanto ristretti».

    Elezioni: imprevedibili?
    Così un appalto delicatissimo e di valore consistente, per l’avvenimento più prevedibile e programmabile che esista in democrazia, cioè le elezioni, è stato assegnato a trattativa privata al maggiore operatore telefonico italiano e a due multinazionali di origine statunitense. Eds è il colosso di gestione dati fondato da Ross Perot, il miliardario americano che in passato tentò di conquistare la Casa Bianca come candidato indipendente. Accenture è il nuovo nome assunto dalla Andersen Consulting, dopo essere stata coinvolta nello scandalo Enron. Fattura 14 miliardi di dollari con le commesse del governo americano di George W. Bush. Ha sede fiscale nelle isole Bermuda ed è notoriamente legata al Partito repubblicano, di cui è grande finanziatrice.
    I democratici americani e numerose inchieste della stampa l’accusano di aver fornito un database per le liste elettorali delle ultime presidenziali in Florida da cui erano stati espunti, in base alla loro fedina penale, neri e ispanici (solitamente orientati verso i democratici). Lo scorso anno ha ricevuto dal governo una nuova commessa da 10 miliardi di dollari per un sistema di controllo per gli stranieri che entrano ed escono dagli Usa. Negli Stati Uniti Accenture è oggi subcontractor di una società che si chiama Election.com per il trattamento generale dei dati elettorali. Una parte di questa società è stata acquistata da uomini d'affari sauditi che vogliono rimanere anonimi.

    In Italia Accenture entra di forza nelle commesse governative a partire dal 2001, quando l'ingegner Mario Pelosi, uno dei grandi manager mondiali di Accenture, diventa prima consigliere tecnico del ministro Stanca e poi capo dipartimento del ministero dell'Innovazione. Il progetto di scrutinio elettronico oggi è seguito da due manager Accenture, Carlo Loglio e Angelo Italiano, ma il nome più noto nell'azienda è un altro: Gianmario Pisanu, partner di Accenture e figlio del ministro dell'Interno Giuseppe Pisanu. Già nel 2002, l 'Accenture Italia del sardo Gianmario Pisanu era stata coinvolta nel megaprogetto (poi bloccato) di digitalizzazione della Sardegna: una torta da 48 milioni di euro da dividere con altri compagni di cordata. Ma nel Paese dei conflitti d'interesse, oggi nessuno sembra essersi scandalizzato per il fatto che l'appalto per lo scrutinio elettronico di un quinto degli elettori italiani sia stato concesso a trattativa privata all'azienda di cui è partner il figlio di un ministro: sarà l’azienda di Gianmario Pisanu a inviare i dati elettorali al Viminale, dove li accoglierà, paterno, Giuseppe Pisanu (candidato di Forza Italia in Puglia).
    L’altro ministro coinvolto nella partita, Lucio Stanca, è ministro «tecnico» dell'Innovazione e della tecnologia: dovrebbe essere dunque una garanzia d'imparzialità. Peccato che sia candidato di Forza Italia in Calabria, Umbria e Piemonte. Più in generale, quello che sconcerta è che - in sordina, senza adeguata informazione e senza alcun dibattito nel Paese - sia stata di fatto privatizzata una parte dello Stato, un pezzo di ministero dell'Interno, e proprio nel cuore del gioco democratico: saltate le Prefetture e il Viminale, la correttezza delle elezioni è affidata in quattro regioni italiane ai computer, alle «chiavette» Usb, alla trasmissione dati e al personale tecnico di Telecom, Eds, Accenture, Adecco. Questo proprio nel momento in cui il Paese è scosso dallo scandalo degli spioni di Francesco Storace che tentavano di falsare il voto in Lazio. In cui Telecom compra pagine di quotidiani per spiegare che l’azienda non è coinvolta nelle intercettazioni abusive. E in quattro regioni considerate «in bilico», cruciali per la vittoria di uno dei due schieramenti in gara.

  10. #10
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    Citazione Originariamente Scritto da Catilina
    Mentre che Masticafuori sta ancora a pensare che in Bielorussia c' è una rivoluzione spontanea, mi giunge una e-mail terrificante, in cui mi si dice che Cavalier Bernasconi- attraverso il compare Stanca - ha dato in appalto la gestione dello scrutinio elettronico di Lazio, Liguria, Puglia, Sardegna, per un totale di 11 milioni di elettori, alle prossime elezioni del 9-10 aprile, alle aziende Accenture e EDS. Quest' ultima è la società coinvolta nei brogli elettorali in Florida nell' elezione di Bush del 2000. Della prima corre voce sia partner il figlio di Beppe (Pisanu).
    Amici, aprite gli occhi! Cavalier Bernasconi e i suoi americani c' hanno in mente qualche brutta sorpresa, qualche cosa di brutto anche contro Prodi, che rischia, rischia di essere fatto perdere anche se ha vinto, come Yanukovic nel 2004 e Lukashenko adesso!
    QUOTO PERCHE' SUL NOSTRO FORUM L' IMBROGLIO ERA STATO GIA' PAVENTATO IN TEMPO

    P.S. - Arsena, unisci anche qui le discussioni se puoi.
    Lucio Sergio Catilina

 

 
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  5. La gallina che canta, ha fatto l'uovo?
    Di pcosta nel forum Politica Nazionale
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