Il nome dell'ex governatore di Bankitalia è stato avanzato anche dalla Cdl
Ciampi: «Mandato bis? Ora vediamo»
Il presidente della Repubblica a Livorno non esclude, come invece ha fatto in passato, un suo nuovo mandato al Quirinale
Il presidente della Repubblica, Carlo Azeglio Ciampi, al Quirinale (Ansa)
LIVORNO - In più di un'occasione aveva fatto sapere di non essere interessato ad un nuovo settennato al Colle. E per rafforzare il concetto aveva sempre sottolineato anche il fattore anagrafico, ritenendosi più adatto per un ruolo da senatore a vita. Ma l'insistenza con cui da più parti viene sollecitato potrebbe indurre Carlo Azeglio Ciampi a rivedere la propria posizione. Il presidente della Repubblica ha risposto con un «ora vedremo» ai tanti cittadini della «sua» Livorno, dove si trova in visita, che gli chiedevano dell'eventualità di un secondo mandato al Quirinale.
«Per me, ogni visita a Livorno riserva particolari emozioni e commozioni; questa, forse, ancora più delle altre: la mia cittá è la prima che ho voluto visitare da presidente - ha poi detto Ciampi nel corso di un incontro pubblico presso il municipio del capoluogo - ed è anche l'ultima del mio settennato». Il riferimento preciso al settennato - e non genericamente alla presidenza della Repubblica - è stta interpretata anche come una porta lasciata aperta all'eventualità di un nuovo mandato sul Colle.
Il nome di Ciampi è stato avanzato sia da ambienti del centrosinistra sia, soprattutto, dalla Casa delle libertà, che ha indicato l'attuale capo dello Stato come nome gradito dall'intera coalizione. La scelta di Ciampi sarebbe una continuità con il passato e, soprattutto, ostacolerebbe il progetto di una parte dell'Unione di portare sul Colle il presidente diessino Massimo D'Alema, rimasto «libero» dopo che la poltrona di Montecitorio, alla quale l'ex premier ambiva, è stata assegnata al segretario del Prc, Fausto Bertinotti. Un'ipotesi, quella di un ds alla presidenza della Repubblica, che per il centrodestra si configurerebbe come atto di regime, con l'occupazione di tutte le più importanti cariche dello Stato.
Ciampi, in ogni caso, è nome gradito anche al centrosinistra, perlomeno a gran parte della coalizione, se non altro perché prima dell'elezione al Colle era stato alla guida di un governo di area riformista e, soprattutto, ministro dell'Economia del governo Prodi e del primo governo D'Alema. Con D'Alema ha lavorato fino al 13 maggio 1999 quando è stato eletto al Quirinale e quindi sostituito da Giuliano Amato. E proprio il nome di Amato è uno di quelli che circolano insistentemete come possibili alternative.
A sostegno di un nuovo mandato Ciampi si sono espressi tra gli altri il giornale cattolico dei vescovi Avvenire («La scelta più intelligente») e diversi esponenti della Margherita (Bianco, Mancini). Cauto il leader dell'Idv, Antonio Di Pietro: «Lo considero una scelta di riserva, meglio puntare su una donna», ovvero sulla neosenatrice dell'Idv, Franca Rame. I Ds parlano per bocca del senatore Nicola La Torre, dalemiano, responsabile dei rapporti istituzionali per la Quercia, che spiega come Ciampi avrebbe il sostegno dell'Unione se vi fosse una sua disponibilità ad un nuovo mandato.
E nella mattinata di mercoledì arriva anche il parere di Luca Cordero di Montezemolo, numero uno di Confindustria: «Auspico che Carlo Azeglio Ciampi voglia rimanere Presidente della Repubblica Italiana» dice in una nota, dove sottolinea come «il Presidente Ciampi è stato in questi anni un punto di riferimento alto e insostituibile per l'intero Paese e per tutti i cittadini italiani».
03 maggio 2006
http://www.corriere.it/Primo_Piano/P...3/ciampi.shtml




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