Ragazzi, alla fine mi paiono evidenti alcune considerazioni.
- Berlusconi, sotto sotto, vuole D'Alema. Lo suggerisce un'amicizia antica, lo confermano le prese di posizione di Dell'Utri e Confalonieri.
- La CDL non può ammettere a viso aperto di volere D'Alema: le conviene apparire disposta al dialogo e poi annunciare (senza necessariamente mettere in atto un ostruzionismo duro, visto che c'è lo scrutinio segreto) che non può accettare una candidatura di parte imposta dalla sinistra.
- Con D'Alema al Colle la CDL otterrebbe un duplice beneficio (amico al Quirinale e possibile arma di propaganda contro la sinistra che si spartisce il potere contro la metà degli italiani ecc. ecc.).
- Rutelli e altri settori dell'Unione non vogliono D'Alema: preferiscono Amato, magari Napolitano, comunque una personalità meno 'partitica' del presidente Ds.
- L'Unione, per vedere garantita una certa stabilità di governo, deve 'pensare' a D'Alema, soddisfare almeno qualche suo appetito, se no Prodi, con una maggioranza ristretta al Senato e i DS contro, dura poco.
Ne traggo che:
- la mossa migliore sarebbe cercare di saziare l'ambizione di D'Alema con altre poltrone di peso (ministero degli Esteri, vicepremierato?) e chiudere il risiko interno alle componenti dell'Unione dando il Quirinale a un esponente Ds che non sia D'Alema, per esempio Giorgio Napolitano o, meglio, Anna Finocchiaro (carta in grado di sparigliare; secondo alcuni, la riserva che avrebbe in mente Prodi). Tutto questo per evitare di fare il gioco della destra e al contempo cercare un punto di equilibrio nel centrosinistra; e non è detto che se lunedì-martedì emergesse la debolezza della candidatura D'Alema non si possa andare proprio su questa strada.
Spero di essere stato chiaro.![]()




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