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Discussione: Gioco delle parti

  1. #11
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    Vedo 2 problemi alla elezione di Napolitano

    1. Seconda figura di merda di D'Alema in pochi giorni ma anche di Fassino e Prodi
    2. Un voto in meno al Senato. Di questi tempi serve.
    Ipotizziamo che Napolitano venga eletto. Il minimo è D'Alema capo della delegazione DS al governo e ministro degli esteri.
    Fassino in pensione. Rutelli pure.
    Il Governo si regge sull'asse Prodi-D'Alema. may be...

  2. #12
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    concordo su entrambi i punti

  3. #13
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    Citazione Originariamente Scritto da galileo
    Vedo 2 problemi alla elezione di Napolitano

    1. Seconda figura di merda di D'Alema in pochi giorni ma anche di Fassino e Prodi
    2. Un voto in meno al Senato. Di questi tempi serve.
    Ipotizziamo che Napolitano venga eletto. Il minimo è D'Alema capo della delegazione DS al governo e ministro degli esteri.
    Fassino in pensione. Rutelli pure.
    Il Governo si regge sull'asse Prodi-D'Alema. may be...
    Napolitano e' di nomina presidenziale.
    Se lui sale al colle, i senatori a vita di nomina presidenziale scendono a 4, quindi ne puo' nominare uno anche il giorno dopo senza infrangere nessuna regola, vera o presunta che sia.

    quindi il 2 punto e' una cazzata.

    Per quanto riguarda il primo punto: a me dell'onorabilita' di D'Alema frega il resto di nulla... a me interessa che non facciano accordi sottobanco con questa destra. Il resto sono solo cazzate.

    Se D'Alema e' al governo come vice e ministro degli esteri come puo' pretendere di piu'? Perche' dovrebbe vendicarsi su Fassino?
    Ma poi se a Fassino gli aveva detto che se quest'ultimo fosse entrato al governo avrebbe giocoforza perso la segreteria, come puo' lui una volta entrato al governo pretendere anche di tornare ad essere segretario?

    Mi sembrano francamente dei modi di fare alla Moggi...
    e a me questa sequenza di ricatti, ripicche e accordi sottobanco sacrificando qualunque valore e qualunque rispetto della volonta' degli elettori per pura ambizione personale, beh a me fa proprio schifo.

    Andasse affanculo D'Alema se la sua elezione vuol dire dare la grazia a Previti, salvare il nano dai processi, e salvare Merdaset...

    il paese puo' fare a meno di questi ambiziosi e minacciosi giocatori d'azzardo, che si fotta, lui e la sua barca del cazzo pagata coi soldi Mondadori (che gli ha pubblicato 2 libri di merda, volevo vedere se li pubblicava a me).
    Fosse per me vedrei bene rasa al suolo merdaset e tutto quel centro di potere, col quale non si dialoga. Lo si distrugge, lo si estirpa e si sparge sale in modo che per cento anni non cresca nemmeno un filo d'erba...

    voglio vedere senza merdaset che cosa resta di questa destra... nulla...

    non governano nemmeno il gruppo delle giovani marmotte senza merdaset...

  4. #14
    Sconcertato.
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    Il Governo è chiamato a decidere per il bene e nell’interesse della collettività. Questo è il suo dovere, questa è la sua missione. Romano Prodi, 5 luglio 2006.
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    sono d'accordo con este su entrambi i punti

  5. #15
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    La guerra è finita. O no?
    Fassino ci spiega i termini di una intesa strategica sul governo del sistema Piero Fassino Roma. Piero Fassino si alza in piedi nel suo ufficio e legge un appunto. “Io la metto così: la guerra è finita, perciò la candidatura di D’Alema al Quirinale deve essere il primo atto di una pace da costruire e non l’ultimo atto di una guerra che continua”. Il destinatario del messaggio è anzitutto Silvio Berlusconi. A lui e all’intera Cdl il segretario dei Ds – parlando con il Foglio – chiede “di valutare alla luce del sole la possibilità di eleggere D’Alema alla presidenza della Repubblica”. Fassino chiede i voti della Cdl? “Certo. O comunque un’intesa graduabile in diverse forme, purché esplicite”. Il presupposto dell’iniziativa fassiniana è questo: “Il centrosinistra ha vinto le elezioni, ma sul filo di lana ed è innegabile che una metà del paese sia rappresentata dalla Cdl. Siccome l’Italia deve ritrovare la serenità che le consenta di essere una democrazia normale, di riprendere a crescere e uscire dalla precarietà, bisogna smetterla di pensare che se vince Berlusconi ci sia il fascismo alle porte; e da destra che, se vince l’Ulivo, alle porte ci sia il comunismo”. Come ha fatto in circostanze analoghe il premier inglese Blair a nome del governo laburista, così, dice Fassino, “il prossimo governo italiano si farà carico delle scelte di chi lo ha preceduto, nel nome dell’interesse nazionale”. Di questo percorso, secondo il segretario dei Ds, D’Alema, se e quando candidato al Quirinale, vuole farsi garante. “Non siamo una Repubblica presidenziale, né lo dobbiamo diventare. Ma è essenziale che il prossimo presidente svolga un ruolo di garanzia e di coesione che contribuisca ad un clima nuovo e ad aprire una nuova stagione nella vita delle istituzioni della Repubblica”. Fassino indica quattro punti fondamentali che riassumono queste sue intenzioni e le collegano al nome di D’Alema. Primo: “L’assicurazione che se il governo di Prodi dovesse entrare in crisi si tornerà a votare, in base al principio tipico delle democrazie dell’alternanza per cui la legittimità di una maggioranza e di un governo viene dal voto dei cittadini”. Secondo: “Da capo del Csm, un presidente che eserciti la funzione di garanzia operando – come ha fatto Ciampi – per evitare ogni possibile cortocircuito tra giustizia e politica”. Terzo: “Sulle grandi scelte di politica estera un presidente che favorisca la massima intesa possibile”. Quarto: “All’indomani del referendum che – come noi auspichiamo – boccerà la revisione costituzionale della destra, si riprenda un confronto tra le forze politiche sulle istituzioni che consenta di portare a conclusione una transizione istituzionale da troppi anni incompiuta”. Questo il manifesto presidenziale di un possibile candidato di nome D’Alema, che secondo Fassino potrebbe anche essere reso esplicito prima del voto delle Camere. L’obiezione è che il ruolo del presidente possa venire meglio interpretato da figure terze, “emerite” o di vecchia scuola o con venature tecniche. Come Giorgio Napolitano, Giuliano Amato, Mario Monti. In più, un certo establishment e alcuni poteri editoriali conservano delle riserve su D’Alema. Fassino: “Certo, non c’è una sola personalità capace d’interpretare bene il ruolo di presidente, ma siamo in un tornante politico molto delicato e una figura tecnica rischia di rivelarsi una soluzione che coprirebbe a stento le tensioni, senza peraltro impedire che diventino virulente ed esplodano. Meglio un presidente di chiaro profilo politico. Quanto agli ambienti che diffidano di D’Alema, i timori sono figli della coazione a ripetere per cui si diffida di ciò che non si conosce più di quanto si creda in ciò che è noto. Io vedo in D’Alema un uomo politico dal profilo riformista, nel quale può identificarsi il centrosinistra, ma che ha l’intelligenza e la capacità di cogliere e rappresentare anche le aspettative e le inquietudini del campo avverso”.
    Il D’Alema capo dello stato proposto da Fassino è “quello che ha presieduto la Bicamerale, quello che ha impegnato l’Italia nell’operazione internazionale in Kosovo, quello che gestì l’elezione bipartisan di Carlo Azeglio Ciampi e quello che ha sempre rifiutato di demonizzare il centrodestra”. E il centrodestra dovrebbe fidarsi? “Ai dirigenti del centrodestra chiediamo fiducia, sapendo che caricherebbero l’elezione dalemiana di un dovere in più, e anche pubblico, di onorare questa fiducia”. La sinistra militante e radicale ha già pronta l’accusa contro il nuovo inciucio. Ma Fassino insiste a dire che “tutto deve avvenire alla luce del sole” e preannuncia: “Non escludo affatto che lo stesso candidato dell’Unione, se e quando verrà scelto dopo adeguate consultazioni, possa anticipare il modo con cui si propone d’interpretare il proprio ruolo”. In altri termini D’Alema potrebbe presentare ai mille grandi elettori, che da lunedì voteranno, una specie di programma presidenziale sul quale chiedere un consenso diffuso. “E’ un’ipotesi che rappresenterebbe una innovazione importante”. In questo modo il Parlamento voterebbe sugli intenti futuri del candidato e non sulla storia di ieri del “comunista che divide”, come ha detto ieri il Cav. in campagna elettorale a Napoli. “Quelle dichiarazioni non mi impressionano, ma sono ancora espressione di una guerra che vogliamo superare per aprire un ciclo nuovo”. C’è pure un carattere da decrittare e D’Alema oscilla tra il decisionismo di Togliatti e gli strappi ammalianti ma non definitivi di Berlinguer. “D’Alema è spigoloso e a volte urticante. Ma è un vero laico, nel senso in cui lo intendo io dacché mio padre me lo spiegò quando ero quattordicenne: una persona in grado di cercare e cogliere il pezzo di verità che c’è anche negli individui più lontani da lui. D’Alema è un uomo leale. E, soprattutto, sa tener conto dei sentimenti della gente, ma non per questo si lascia frenare se la decisione del momento richiede fermezza e anche impopolarità. E sa onorare i patti”. Da uomo di parte, però. “Lo erano anche Pertini e Cossiga. Ma, per me, un uomo politico più è dotato di identità e profilo forte, più può onorare bene le responsabilità istituzionali dello statista”.
    (06/05/2006)
    http://www.ilfoglio.it/articolo.php?idoggetto=27889


    Prove tecniche di do ut des

  6. #16
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    Este, hai perfettamente ragione!

  7. #17
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    Citazione Originariamente Scritto da danny78
    Per quanto mi riguarda Addio Unione allora.
    Se non fanno una legge che ridimensiona mediaset ed apre il mercato ad altri soggetto, nonchè un conflitto di interessi serio, e non lasciano libera la magistratura di fare il proprio dovere... tanto vale non votare.

    se quel che dici tu è vero, sarebbe lo schifo totale. Berlusconi va abbattuto, altrimenti tra qualche mese o anno ci sarà la replica del 2001. Non posso credere che si voglia andare a questo... non voglio crederlo.
    insomma, per voi l'importante è far fuori Berlusconi, del resto chi se ne frega eh?

  8. #18
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    Citazione Originariamente Scritto da Giò91
    insomma, per voi l'importante è far fuori Berlusconi, del resto chi se ne frega eh?
    invece per la CDL pare che l'unica cosa importante sia Mediaset, del resto non gliene frega una mazza. Vogliono uno che gli garantisca sta cazzo di Mediaset al Berlusca, il resto va tutto bene. Ma che minchia di paese dlelle banane siamo diventati.

    Comunque non vedo cosa c'entra il PdR con Mediaset: le leggi mica le fa lui, le fa il Parlamento, lui deve solo firmarle se non sono palesemente anticostituzionali.

    Sarebbe come dare la colpa della Gasparri a Ciampi perchè era il presidente.

  9. #19
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    Citazione Originariamente Scritto da estewald
    Napolitano e' di nomina presidenziale.
    Se lui sale al colle, i senatori a vita di nomina presidenziale scendono a 4, quindi ne puo' nominare uno anche il giorno dopo senza infrangere nessuna regola, vera o presunta che sia.

    quindi il 2 punto e' una cazzata.

    Per quanto riguarda il primo punto: a me dell'onorabilita' di D'Alema frega il resto di nulla... a me interessa che non facciano accordi sottobanco con questa destra. Il resto sono solo cazzate.

    Se D'Alema e' al governo come vice e ministro degli esteri come puo' pretendere di piu'? Perche' dovrebbe vendicarsi su Fassino?
    Ma poi se a Fassino gli aveva detto che se quest'ultimo fosse entrato al governo avrebbe giocoforza perso la segreteria, come puo' lui una volta entrato al governo pretendere anche di tornare ad essere segretario?

    Mi sembrano francamente dei modi di fare alla Moggi...
    e a me questa sequenza di ricatti, ripicche e accordi sottobanco sacrificando qualunque valore e qualunque rispetto della volonta' degli elettori per pura ambizione personale, beh a me fa proprio schifo.

    Andasse affanculo D'Alema se la sua elezione vuol dire dare la grazia a Previti, salvare il nano dai processi, e salvare Merdaset...

    il paese puo' fare a meno di questi ambiziosi e minacciosi giocatori d'azzardo, che si fotta, lui e la sua barca del cazzo pagata coi soldi Mondadori (che gli ha pubblicato 2 libri di merda, volevo vedere se li pubblicava a me).
    Fosse per me vedrei bene rasa al suolo merdaset e tutto quel centro di potere, col quale non si dialoga. Lo si distrugge, lo si estirpa e si sparge sale in modo che per cento anni non cresca nemmeno un filo d'erba...

    voglio vedere senza merdaset che cosa resta di questa destra... nulla...

    non governano nemmeno il gruppo delle giovani marmotte senza merdaset...

    Azz...Estewald non credevo tu fossi un così pericoloso BOLSCEVICO

    Quoto ogni cosa,virgola più virgola meno..

  10. #20
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    Citazione Originariamente Scritto da Giò91
    insomma, per voi l'importante è far fuori Berlusconi, del resto chi se ne frega eh?

    Insomma ma non ti sei ancora rotto i testicoli di votare per uno con la faccia di plastica,uno che non ha nessuna etica se non quella degli affari(propri),uno che emette una enormità di menzogne e boiate ogni volta che apre quel buco di c... che si trova là dove ogni buon cristiano ha invece la bocca?

    Ma non ti piacerebbe,come cittadino di Destra, poter votare un candidato Premier come Fini o Follini o Alemanno o magari Mario Monti?

    Ma non vi siete ancora stancati di farvi prendere per i FONDELLI da un'uomo che conosce solo la personale ambizione egocentrica ed i propri più stretti interessi come metro di valutazione di ogni propria azione?

    Cribbio,che teste dure...a volte DISPERO di vedere un Paese migliore per tutti noi.

 

 
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