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Discussione: Induismo

  1. #1
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    Predefinito Induismo

    Induismo: Origini Indo Europee
    La fonte letteraria più antica per la storia dell'Induismo è il Rigveda (Rgveda), i cui inni furno composti principalmente durante gli ultimi due, tre secoli del secondo millennio BC. La vita religiosa esposta in questo testo non è quella dell'Induismo ma d'un sistema religioso sacrificale anteriore, conosciuto generalmente come Brahmanesimo o Vedismo, che si è sviluppato in India fra gli invasori Ariani. Questa fazione d'un gruppo collegato di tribù nomadi e seminomadi, originalmente abitava le lande site fra la steppa della Russia del Sud e l' Asia centrale, portò con sé il cavallo, l'uso del carro e la lingua Sanskrita. Altre tribù di questa gente sono penetrate in Europa, portando con loro le lingue indoeuropee che si sono sviluppate nei principali gruppi di lingue oggi parlati nelle nazioni europee.

    http://www.vedanta.it/induismo/stori...ndoeuropee.htm


    Prima di arrivare nel subcontinente indiano (c. 1500 BC), gli Ariani furono in contatto con gli antenati degli Iraniani, come provano le somiglianze fra il Sanskrito e le prime lingue iraniane sopravvissute. Quindi, la religione del Rigveda contiene gli elementi di tre strati evolutivi: un primo elemento comune a la maggior parte delle tribù indoeuropee; un elemento successivo in comune con i primi Iraniani; e un elemento acquisito nel subcontinente indiano stesso, dopo le le principali migrazioni Ariane. L'Induismo è il risultato della continua crescita di elementi successivi, derivati dagli originali abitanti non-Ariani, da fonti esterne e dai geniali riformatori di tutti i periodi.

    L'Induismo ha alcune aspetti diretti propri dell'eredità indoeuropea. Alcuni rituali della cerimonia indù di nozze, notevole la circumambulazione del fuoco sacro ed lo stesso culto del fuoco domestico, hanno loro radici nel remoto passato indoeuropeo. Lo stesso è probabilmente vero per l' abitudine della cremazione ed alcune funzioni del culto degli antenati. Il Rigveda contiene molti altri elementi indoeuropei, quali il culto dei deità maschili del cielo con i sacrifici e l' esistenza del antico dio del cielo Dyaus, il cui nome è coniato con quelli del Zeus classico della Grecia e di Giove di Roma . Il paradiso Vedico, "il mondo dei padri", ricorda il Valhalla germanico e sembra inoltre essere un' eredità indoeuropea.

    Origini Indo-Iraniane.
    L' elemento Indo-Iraniano nel tardo Induismo principalmente si ritrova nella cerimonia di iniziazione (upanayana) effettuata dai ragazzi dei tre caste superiori, un rito che sia sia nell'Induismo che nello Zoroastrismo comporta la legatura d'un cordone sacro. Il dio Vedico Varuna, oggi un dio minore Vedico del mare, compare nel Rigveda come condividendo molte delle caratteristiche dello Zoroastrico Ahura Mazda (Signore saggio); l'allucinogena sacra bevanda soma corrisponde alla sacra haoma dello Zoroastriasmo. (Vedere Zoroastrismo e Parsismo.)

    Origini Indigene.
    Anche nelle parti precedenti del Rigveda la religione già aveva acquistato le numerose caratteristiche specificamente indiane. Alcuni delle Divinità principali, per esempio, non hanno controparti indoeuropee o indo-Iranian individuabili. Anche se alcune nuove caratteristiche possono evolversi interamente nel quadro degli Ariani, si presume generalmente che molte di loro provengono dall' influenza degli abitanti indigeni. Gli Ariani Vedici non potrebbero mai essere venuti in contatto diretto con la civilizzazione della valle di Indo all'inizio, ma la religione della cultura della valle li ha indubbiamente influenzati.

  2. #2
    RibelleSano
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    Articolo molto ma molto interessante. Ringrazio quindi Baltik per averlo postato.

    Solo una domanda: ho visto che si fa riferimento a delle Divinità quindi si può parlare dell'Induismo come una religione Politeista. Perché, allora, qualcuno (non ricordo chi... ) qui sul forum affermò che non lo é?

    Ringrazio chi mi vorrà rispondere.

    Buon sabato sera.

    Roberto

  3. #3
    Vittima del kali yuga
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    Citazione Originariamente Scritto da RibelleSano
    Articolo molto ma molto interessante. Ringrazio quindi Baltik per averlo postato.

    Solo una domanda: ho visto che si fa riferimento a delle Divinità quindi si può parlare dell'Induismo come una religione Politeista. Perché, allora, qualcuno (non ricordo chi... ) qui sul forum affermò che non lo é?

    Ringrazio chi mi vorrà rispondere.

    Buon sabato sera.

    Roberto
    si allora, funziona così: le singole religioni,(per esempio gli hare krishna) adorano un Dio (nella fattispecie krishna), il quale ha amici e servitori (deva, cioè dei). Ma per le singole reluigioni attuali, Dio è un uno, dato che è un tutto. Poi certo, l'induismo in se e per se, è la base politeista e ancestrale in cui affondano le radici le religioni indù più recenti: per esempio, i 4 veda non sono tenuti in grosdsa considerazione dai vaishnava (tra cui gli hare krishna) proprio perchè politeisti, mentre loro si basano sulla dottrina del vedanta (letteralmente, la parte finale dei veda) cioè pricipalmente mahabharata (che contiene la b. gità), le upanishad (principalmente, ma non solo, la sriisopanishad), poi lo srimada bhagavatam purana (appunto un purana e non un veda), e poi tutt le opere paramparà (cioèp che seguono una successione di maestri autorizzati), per esempio il ramayana etc.
    Ora, bisognerebbe conoscere degli shivaiti per sapere come fanno loro, ma per quanto riguarda i seguaci di krishna, la situazione è all'incirca quella ch ho descritto io.
    Tuute le inesattezze eventuali sono dovute alla mia conoscenza teorica non sublime.

  4. #4
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    per molti indiani, Dio, nella sua seppure unicità, si manifesta in diversi modi... e quindi anche se la Dea Kalì puo' all'apparenza sembrar diversa dal Dio Shiva che danza sulle cime dei monti Himalayani, entrambi pero' sono emanazioni della stessa entità divina...... questo non sempre, questo non per tutti gli indiani, ma questo giustifica l'apparente contrasto tra monoteismo teorico e politeismo apparente....


    devo aggiungere che la datazione del RG Veda fatta dalla citazione di Baltik è comunque un'ipotesi... ci sono altre teorie, altre datazioni.... quelle autoctone (molte) fanno risalire a circa 5000 anni fa l'origine di tali testi... oltretutto le recenti scoperte archeologiche di Moenjro Daro (si scriverà cosi'?) e delle civiltà dell'Indo, stanno aprendo una breccia che potrebbe far crollare la ricostruzione cronologica e storica dell'umanità.... ma non è nè la sede e nè il momento di parlare di questo..

    Anche la stessa teoria degli ariani e della loro invasione dell'india (teoria voluta e protetta negli anni dai dominatori inglesi ai quali serviva per giustificare una sorta di "superiorità" nei confronti dei popoli locali) non è nè certa e nè tantomeno unanimamente condivisa... ci sono dei testi e degli studiosi che ne parlano confutando questa teoria....

    ma mi sto dilungando in troppe cose..... era solo per dire che l'articolo, seppur interessante di Baltik contiene molte ipotesi, molte teorie, talune generalmente accettate, altre un po' meno, ma non è la verità colata... tutto qua...
    X

  5. #5
    Vittima del kali yuga
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    grazie alex per il tuo intervento chiarificatore. Detto da chi, come te, conosce i veda da anni, ha un peso molto maggiore

  6. #6
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    studio profondamente e nello specifico indoeuropeismo in tutte le sue forme da oramai un decennio inoltrato, e credo che la teoria "arya" sia pressochè attualmente inattaccabile, storia- archeologia, genetica- antropologia- linguistica-simbolismo e religiosità mai come in questo caso si autoconfermano vicendevolmente per ricerca e risultati ampliamente dimostrabili.(da oriente ad occidente)

    che l'antichità dei "veda" sia retrogradabile è assolutamente condivisibile
    (io opterei per i diecimila anni e passa dal primario distaccamento artico)

    che gli inglesi ne abbiano approfittato (come sempre) per instaurare il solito
    "antropocentrismo bianco" è altrettanto palese, ma il signor Alexeievic credo
    che immaginerà quanto sia profondo il vero distacco spirituale aryo,da certo
    biologismo di "maniera" promulgato dai soliti noti, che rimangono anch'essi
    collusi inconsapevolmente nel vortice non finito e indefinibile del samsàra.(e stia pur tranquillo che le alte caste arya yudhisthirà dai brhahmakàyka agli amarai pushkar in rajastan presenti in india sanno ben discernere ciò che è divenuto spiritualmente occidentale,da ciò che non lo è per definizione)
    certamente la civiltà indiana pre "aryana" ha il suo grande valore di insegnamenti sottili,e difatti è ben stata mantenuta in considerazione dagli antichi nostri padri
    (l'inno della battaglia dei dieci re di sudas paijavanà è esplicito in tal senso)

    per chi voglia avventurarsi con cognizione in questa grande discesa (e risalita)
    consiglio sempre il grande brhàmhan Tilak come prima opera da leggere e rileggere.



    saluti (e grazie di cuore per aver aperto questo spazio su pol!)

  7. #7
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    Citazione Originariamente Scritto da Baltik
    studio profondamente e nello specifico indoeuropeismo in tutte le sue forme da oramai un decennio inoltrato, e credo che la teoria "arya" sia pressochè attualmente inattaccabile, storia- archeologia, genetica- antropologia- linguistica-simbolismo e religiosità mai come in questo caso si autoconfermano vicendevolmente per ricerca e risultati ampliamente dimostrabili.(da oriente ad occidente)

    che l'antichità dei "veda" sia retrogradabile è assolutamente condivisibile
    (io opterei per i diecimila anni e passa dal primario distaccamento artico)

    che gli inglesi ne abbiano approfittato (come sempre) per instaurare il solito
    "antropocentrismo bianco" è altrettanto palese, ma il signor Alexeievic credo
    che immaginerà quanto sia profondo il vero distacco spirituale aryo,da certo
    biologismo di "maniera" promulgato dai soliti noti, che rimangono anch'essi
    collusi inconsapevolmente nel vortice non finito e indefinibile del samsàra.(e stia pur tranquillo che le alte caste arya yudhisthirà dai brhahmakàyka agli amarai pushkar in rajastan presenti in india sanno ben discernere ciò che è divenuto spiritualmente occidentale,da ciò che non lo è per definizione)
    certamente la civiltà indiana pre "aryana" ha il suo grande valore di insegnamenti sottili,e difatti è ben stata mantenuta in considerazione dagli antichi nostri padri
    (l'inno della battaglia dei dieci re di sudas paijavanà è esplicito in tal senso)

    per chi voglia avventurarsi con cognizione in questa grande discesa (e risalita)
    consiglio sempre il grande brhàmhan Tilak come prima opera da leggere e rileggere.



    saluti (e grazie di cuore per aver aperto questo spazio su pol!)
    il problema che tu lo studi l'indoeuropeismo, ma altri praticano direttamente...
    la teoria arya non la conosco a fondo, ho letto però degli articoli di evola e sto leggendo il re del mondo di guenon. Ora, magari è possibile, visto che io ho (appassionato di religione norrena[thor, odino etc]) e in effetti ho trovato parecchie similitudini fra scandinavi e orientali. Però potrebbe essere andata al contrario, e cioè che gli arya dall'india si sono poi spostati in nord europa...
    se ti interessa, recupero da un altro forum una serie di articoli scritti da me su quweste similitudini.
    Pensiam alla svastika, trovata in oriente in grecia, in scandinavia etc...
    sul valore della civiltà precedente, concordo.
    qual'è questo inno di cui parli?
    per quanto riguarda i ringraziamenti, siamo io e alexievic che ringraziamo te e gli altri per aver reso possibile, con la vostra partecipazione, di non far naufragare suul nascere il progetto

  8. #8
    RibelleSano
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    Ringrazio per le risposte.

    E' all'incirca come per alcuni pagani: credono in alcune divinità che però sono l'emanazione di un unico Dio (ne ho parlato con loro nel forum Paganesimo e Politeismo).

    Buona Domenica,

    Roberto

  9. #9
    RibelleSano
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    Citazione Originariamente Scritto da stuart mill
    il problema che tu lo studi l'indoeuropeismo, ma altri praticano direttamente...
    la teoria arya non la conosco a fondo, ho letto però degli articoli di evola e sto leggendo il re del mondo di guenon. Ora, magari è possibile, visto che io ho (appassionato di religione norrena[thor, odino etc]) e in effetti ho trovato parecchie similitudini fra scandinavi e orientali. Però potrebbe essere andata al contrario, e cioè che gli arya dall'india si sono poi spostati in nord europa...
    se ti interessa, recupero da un altro forum una serie di articoli scritti da me su quweste similitudini.
    Pensiam alla svastika, trovata in oriente in grecia, in scandinavia etc...
    sul valore della civiltà precedente, concordo.
    qual'è questo inno di cui parli?
    per quanto riguarda i ringraziamenti, siamo io e alexievic che ringraziamo te e gli altri per aver reso possibile, con la vostra partecipazione, di non far naufragare suul nascere il progetto
    A me interessa. Se non ti costa troppa fatica leggo il tutto molto volentieri.

    Roberto

  10. #10
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    studio profondamente e nello specifico indoeuropeismo in tutte le sue forme da oramai un decennio inoltrato, e credo che la teoria "arya" sia pressochè attualmente inattaccabile, storia- archeologia, genetica- antropologia- linguistica-simbolismo e religiosità mai come in questo caso si autoconfermano vicendevolmente



    lungi da me voler “attaccare” le tue convinzioni o i tuoi studi, ma reputo che essi (ed esse) possano basarsi (ed in effetti lo fanno, secondo me) su teorie non solo non completamente dimostrabili ma, secondo il mio punto di vista, fasulle…. Mi spiego… brevemente…

    Secondo me non sono gli ariani vedici ad aver penetrato l’india dall’esterno facendo crollare la civiltà “harappana”, ma, al contrario, ne furono invece i creatori e gli abitanti.

    Congetture linguistiche e speculazioni archeologiche sono invece i veri padri della teoria dell’invasione ariana. Tra l’altro, i discendenti degli ariani (gli hindu’) non hanno la minima memoria di una invasione dell’india. Non esiste nessun documento o reperto e nessun riferimento nelle antiche scritture degli hindu e nemmeno in quelle di religioni non vediche. Il documento piu’ antico in lingua indoeuropea è il RG-VEDA (scritto in una forma arcaica di sanscrito) e non parla di una terra d’origine diversa dall’india. Entrando nel merito dell’analisi climatica, della flora e della fauna, ed anche geografico-morfologica, si deduce che tutto corrisponde all’india del nord. Peraltro la memoria collettiva di una invasione straniera non è presente nemmeno nei popoli di lingua dravidica, ovvero gli “invasi”… i pre-ariani dell’india del nord, spinti a sud secondo la teoria filo-invasione ariana.

    Esiste una decisa e forte continuità culturale tra i reperti archeologici della civiltà indo-sarasvati e la successiva civiltà-società hindu: nelle idee religiose, nelle arti, nell’artigianato, nell’architettura, nella scrittura, nel sistema di pesi e misure. I sostenitori della teoria “invasione ariana” sostengono che cio’ è possibile perché gli ariani adottarono in blocco la cultura dei popoli dell’indo…

    A livello archeologico, si sostiene che gli scavi nella valle dell’indo non hanno portato alla luce nulla di prettamente vedico; e sottolineano altresi’ la differenza tra la cultura nomade che dicono di intravedere nel RGVEDA e la cultura urbana conservata nelle rovine di Mohenjo daro… Ma il sito di Mehrgarh (pakistan), datato 6.500 a.c. ha prodotto testimonianze dell’uso del rame, dell’orzo e del bestiame in un tempo molto remoto. Tutti elementi che corrispondono alla cultura del popolo vedico. Inoltre molti siti harappani hanno rivelato altari per il fuoco costruiti allo stesso modo di quelli vedici. Inoltre, una lettura piu’ critica dei testi vedici mostra le città come parte integrante della cultura vedica… altro che nomadi..

    L’invasione ariana dell’india è stata ritenuta possibile grazie all’uso di carri tirati da cavalli, come in medioriente nelle invasioni degli altri indoeuropei. La teoria che i popoli dell’indo non conoscessero i cavalli è stata pero’ smentita dai ritrovamenti che dimostrano l’esistenza del cavallo nei siti harappani e pre-harappani. Anche in caverne paleolitiche c’è la presenza del cavallo.

    L’RG VEDA degli ariani descrive inoltre un ambiente e sistemi fluviali che corrispondono a quelli prevalenti prima del 1900 a.c. o del 2.600 a.c.. La civiltà harappana era ubicata nella medesima regione fluviale della cultura vedica. I VEDA parlano invece di uno spostamento della popolazione dall’antico fiume SARASVATI (oggi prosciugato) al Gange. Spostamento testimoniato nei reperti archeologici ed anche nelle successive scritture post-vediche (Purana) che iniziano a parlare non piu’ del Sarasvati ma del Gange come fiume sacro.

    L’RG VEDA è basato su un sistema astronomico e un calendario risalente all’età delle Pleiadi-Krittika (Toro) del 2.500 a.c.. (L’epoca harappana. ) e anche prima.

    L’archeologo britannico Mortimer (si chiama come il cattivo di Sherlock Holmes…) Wheeler ipotizzo’ che le città harappane furono distrutte con violenza. Tale congettura è stata presa come dato di fatto anche da studiosi successivi.
    In nessuno dei livelli archeologici di tali città ci sono segni di saccheggi, distruzioni o incendi. E’ invece plausibile che siano state abbandonate in seguito ad importanti sconvolgimenti climatici (ad esempio la fine del fiume sarasvati)..

    Ricordiamo che il geografo greco STRABONE (morto circa nel 10 a.c.) riferi’ che Aristobulo, in missione in india, trovo’ un paese con mille città e villaggi abbandonati perché un fiume aveva cambiato corso. Tra l’altro l’india continua ad essere una zona tettonica iper-attiva.

    La cultura della ceramica grigia dipinta nella regione occidentale del Ganga, è spesso chiamata a sostegno della teoria pro-invasione ariana. I test al carbonio 14 dicono che essa è datata 1100 a.c…. troppo presto per la data della proposta invasione…

    L’RG VEDA mostra un elevato livello filosofico e culturale… C’è uno sviluppo dietro ad esso.. Non è certo prodotto da un popolo primitivo ma da una cultura matura con tradizioni antiche… che non arriva certo a cavallo come dei barbari…

    Mi fermo altrimenti ci dilunghiamo troppo… tanto per dire che tutta stà certezza dell’invasione ariana io non la ho…. Tengo inoltre a precisare, per correttezza, che ho dovuto rileggere qua e là qualche testo per scrivere quanto sopra e che quindi non è farina del mio sacco… io non sono mai stato a fare l’archeologo in india… pero’ mi baso non solo sui testi accademici ufficiali, ma anche su quei testi di chi, nelle accademie, farà coraggiosamente poca carriera proprio per avere teorie non-ufficiali…
    X

 

 
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