
Originariamente Scritto da
RobertoP
Mi permetto di copia-incollare l'ultimo post comparso sul mio blog. Spero possa risultare interessante per il forum conservatore di PIR.
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Vittorio Feltri dalle colonne de Il Giornale si impegna ormai quasi ogni giorno a colpire senza pietà Gianfranco Fini e le persone politicamente a lui più vicine, i cosiddetti finiani. L'ultimo poderoso attacco è stato rivolto alla candidata del PdL per la Regione Lazio Renata Polverini. La Polverini ha guidato fino a poco tempo fa il sindacato UGL, vicino prima alla vecchia Alleanza Nazionale ed oggi in buona parte al Presidente della Camera. Perciò la candidata alla poltrona che fu di Piero Marrazzo è considerata una finiana, sebbene tutto il PdL l'abbia difesa dal “fuoco amico” di Feltri. Come si sa, Fini riscuote da tempo parecchie antipatie in vari settori del centrodestra e non solo presso la redazione de Il Giornale. Per tanti esponenti di base e di vertice del PdL il Presidente della Camera è ormai da mesi il compagno Fini, un uomo di destra divenuto irrimediabilmente di sinistra, anche se, per dirla con sincerità, l'ultimo Segretario del MSI-DN, con le proprie posizioni politicamente corrette, pare essere diventato un uomo soprattutto noioso che dice cose ovvie e spesso inutili, aspirando al ruolo di sedicente Padre della Patria. Sulla Polverini il buon Feltri ha sparato con pallettoni da guerra, definendo la candidata un Epifani in gonnella, una che nei propri manifesti elettorali si presenta con la giacchetta rossa e si vergogna di esibire il simbolo del PdL. In effetti l'ex-leader dell'UGL, per quello che dice e anche solo a livello di immagine, sembra ancora più sinistra del compagno Fini, ma Vittorio Feltri, oltre agli attacchi ad effetto immediato, non si prodiga in analisi un po' più approfondite.
Oggi una parte di quella destra politica proveniente da AN e ancor prima dal MSI, viene giustamente criticata per alcune incomprensibili posizioni come quelle eccessivamente buoniste e politically correct sull'immigrazione o quelle laiciste e relativiste sui temi etici. L'amore per l'ordine e per i valori tradizionali della nostra civiltà, non è prerogativa soltanto di alcuni esagitati estremisti nazistoidi, ma fa parte del bagaglio ideale di molte forze conservatrici, democratiche e di Governo del mondo occidentale, a partire dagli Stati Uniti e fino ad arrivare al Vecchio Continente. Quindi è palese che Fini approdi, se non proprio a sinistra, in una terra di nessuno. Ma certi discorsi da Epifani della Polverini non devono sorprendere poi più di tanto, perchè arrivano da lontano e sono legati solo fino ad un certo punto alle svolte odierne del Presidente della Camera. Già la destra di prima, rappresentata da AN e dal Movimento Sociale, sebbene fosse amante dell'ordine e della Tradizione, aveva comportamenti sinistri in economia e pure in politica estera spesso mostrava fastidio nello schierarsi senza se e senza ma per l'Occidente, a differenza del tipico conservatorismo democratico. Ciò perchè sopravvivevano scorie del fascismo, ma anche dopo Fiuggi certi detriti statalisti e corporativisti non sono del tutto scomparsi e alla fine Renata Polverini è stata a capo dell'UGL che non è altro che la vecchia CISNAL missina con una sigla diversa. Dopo la pur sacrosanta svolta che ha dato vita ad Alleanza Nazionale, non abbiamo mai visto nessun esponente della destra italiana battersi per la liberalizzazione dell'economia, per le imprese, per il taglio della spesa pubblica e delle tasse. Lo stesso Fini, anche nell'ultima versione eretica, si è sempre ben guardato dallo spronare il Governo su temi economici e sociali. L'immobilismo dell'esecutivo su quelle riforme liberali che ormai Berlusconi ha scordato del tutto, si spiega proprio grazie al mix negativo fra gli eredi statalisti del MSI, i berluscones socialisti orfani del craxismo e i pasticcioni in camicia verde. Fra una destra rossastra, magari rosa e frou-frou, sicuramente confusa ed una berlusconian-legaiola un po' provincialotta che all'amico Feltri non dispiace, sarebbe opportuna una destra pienamente occidentale, conservatrice sui Valori e liberale in economia. Ma chi in Italia riuscirebbe a farsi interprete di un vero partito conservatore?