Perchè non emigri in madagascar?Originariamente Scritto da H'anna
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Perchè non emigri in madagascar?Originariamente Scritto da H'anna
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Sogni e realtà
Un articolo sulla realtà
La redistribuzione delle terre dei farmer bianchi ha avuto successo
ma ancora oggi i contadini lavorano senza semi e senza strumenti agricoli
Dopo gli espropri di Mugabe
è crisi agraria in Zimbabwe
Emanuele Piano
Sei anni fa aveva detto che ai bianchi, le terre, non sarebbero mai state ridate. Oggi, dopo aver visto il suo paese, lo Zimbabwe, passare dal ruolo di granaio dell’Africa australe ed esportatore di derrate a quello di importare bisognoso di aiuti umanitari, Robert Mugabe sembra aver cambiato idea.
Nel 2000 gli espropri delle fattorie dei farmers bianchi, lascito di uno dei regimi più razzisti in Africa, la Rhodesia di Ian Smith (dove alle popolazioni nere era negato, tra le altre cose, il diritto di voto), fecero scalpore. Le immagini dei veterani della lotta di indipendenza che occupavano brutalmente le terre nell’ambito della riforma agraria del presidente Mugabe fecero il giro del mondo. Lo Zimbabwe fu sospeso dal Commonwealth e dai programmi di aiuto del Fondo Monetario Internazionale e della Banca Mondiale, l’Ue e gli Stati Uniti approvarono delle sanzioni e delle restrizioni al movimento delle sue cariche istituzionali, Robert Mugabe entrò a pieno titolo nella lista dei cattivi del mondo e degli “stati canaglia”.
Sei anni più tardi gli effetti di questa politica di stampo populista, ma che prendeva atto di uno squilibrio che vedeva quattromila agricoltori bianchi tenere l’80% delle migliori terre, sono stati devastanti. Se la redistribuzione ha avuto successo, come sancito anche da un recente rapporto della Banca Mondiale, altrettanto non può dirsi per la produzione agricola. Ai contadini, infatti, sono state date le terre, ma non i semi e gli strumenti per coltivarle. Il risultato è stato il crollo della produzione e la cronicità delle carestie in un paese che sino a qualche anno fa esportava derrate per 800 milioni di dollari. Oggi le organizzazioni umanitarie internazionali devono dare da mangiare ad un terzo dei 12 milioni di zimbabwani. E se nel maggio di due anni fa, Mugabe aveva rifiutato gli aiuti sostenendo che non fossero necessari, recentemente il governo di Harare ha vietato all’Onu ed alle Ong di effettuare previsioni sui futuri deficit alimentari del paese. Anche la fame è diventata una questione di Stato.
Ma davanti all’evidenza qualcuno sembra aver fatto rinsavire l’anziano combattente della lotta di liberazione e primo ed unico presidente del suo paese da 26 anni. Oppure devono essere stati i disastrosi dati economici registrati dallo Zimbabwe negli ultimi sei anni: l’inflazione galoppante è ufficialmente al 917%, la disoccupazione al 70% e nel paese c’è una penuria di valuta straniera e carburante.
L’aspettativa di vita è crollata, secondo l’Oms, a 34 anni per le donne e 37 per gli uomini. Sempre più zimbabwani lasciano il paese - sono oltre tre milioni tra Sud Africa e Regno Unito - ed un regime che ha tradito le aspettative suscitate da un’indipendenza gloriosa conquistata con la lotta. Lo Zimbabwe è oggi più povero di quanto non fosse nel 1980 dopo 16 anni di sanzioni ed otto di guerra civile. L’80% della popolazione vive sotto la soglia di povertà e negli ultimi sei anni l’economia è crollata del 50%. Questo è il tasso di contrazione più alto nel mondo tra i paesi non affetti da guerre o conflitti.
Ecco allora che Robert Mugabe ha deciso di fare un passo indietro o, come sostiene il ministro dell’informazione, Bright Matonga, di venire incontro «alle elemosine» dei farmers. Dopo aver provveduto, attraverso una modifica della Costituzione, alla nazionalizzazione di tutte le terre e aver imposto un divieto ai ricorsi contro le confische passate, il governo pensa di affittare le fattorie agli agricoltori per un periodo di 99 anni.
Il ministro per l’Agricoltura, Joseph Made, nega che il provvedimento sia una retromarcia dopo l’esito catastrofico delle confische. «Le terre sono a disposizione di ogni zimbabwano che le vuole. La riforma terriera è irreversibile e non ci sono cambiamenti nella politica del governo nei confronti dei farmers bianchi», ha specificato Made. Il ministro per la Sicurezza Nazionale, Didymus Mutasa, è di un altro avviso ed afferma che il governo vuole togliere la terra a circa duemila proprietari neri per ridarla ai bianchi. Il governo ha chiesto al “Commercial Farmers Union” (Cfu), il sindacato degli agricoltori bianchi, di formulare una lista di nomi di possibili pretendenti all’assegnazione. «Ci arrivano dati dalle differenti province del paese che dimostrano come alcune persone non stiano coltivando e per questo perderanno la loro terra», ha detto il ministro della Sicurezza nazionale al giornale telematico ZimOnline. L’equilibrismo del regime in Zimbabwe se da un lato concede dall’altro chiude ogni spiraglio a chi gli si oppone. Le ultime tornate elettorali, viziate da brogli, hanno dato la vittoria allo Zanu-Pf di Mugabe.
I leader dell’opposizione, che nei mesi scorsi si sono scissi frammentando ed indebolendo ulteriormente il fronte anti-regime, sono accusati di continuo di complotti per uccidere Mugabe e messi alla sbarra.
La stessa sorte tocca a chiunque, da associazioni per i diritti umani a giornalisti, osi mettere in discussione la gestione dello Stato. Morgan Tsvangirai, oppositore storico del regime, ha lanciato una campagna pacifica nelle città e nelle zone rurali per chiedere a Mugabe di «fare le valigie e tornare al suo villaggio». La deriva totalitaria si evince anche dal controllo esercitato sui mezzi di comunicazione, tutti praticamente controllati dallo Stato o soggetti a minacce se indipendenti. Lo Zanu-Pf è sul punto di approvare un provvedimento già ribattezzato «Grande Fratello» e che permetterà agli agenti di polizia di accedere alla corrispondenza privata, tradizionale ed elettronica. Le forze dell’ordine potranno, inoltre, controllare tutte le comunicazioni telefoniche, fisse e cellulari, utilizzando una serie di «strumenti all’avanguardia», si apprende dal quotidiano sudafricano Mail&Guardian.
«Questo provvedimento ci permette di avere finalmente maggiore sicurezza interna», dicono gli esponenti del partito di Mugabe. Secondo l’indice della libertà di stampa nel Mondo compilato da Reporters Sans Frontières, lo Zimbabwe di Mugabe si colloca alla posizione 153 su 167 paesi censiti. Negli ultimi 18 mesi c’è stata una militarizzazione dell’apparato statale con poliziotti, agenti dei servizi segreti e soldati inseriti nei ministeri e nelle aziende parastatali. L’esercito è diventato responsabile dell’edilizia, lavora nei campi e raccoglie le tasse. Lavorano sotto il neo-costituito Zimbabwe National Security Council, capeggiato dallo stesso Mugabe e da altri anziani tenutari del regime, il cui compito è il rilancio e la gestione dell’economia. Alcuni commentatori hanno definito la mossa un «coup interno» che consentirebbe al presidente di “coprire” la sua ritirata e pensionamento dopo il 2008.
Nonostante la situazione critica, Mugabe non sembra intenzionato a mollare le redini del potere. Durante l’anniversario dell’indipendenza, il 19 aprile, il presidente ha ammonito «chi vuole rovesciare il governo con scioperi, autobus dati alle fiamme e distruzione della nostra ricchezza. Chi gioca con il fuoco resterà bruciato», ha ribadito l’ex rivoluzionario divenuto oramai un dittatore.
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Ma non lo vedete chi sostiene le cause dei popoli anglosassoni in Africa meridionale !?
L'ebrea sionista H'anna e il troll DiDestra che aveva anche aperto un 3d pro-apartheid
Ma per favore....
E ci hai messo tanto a capire che era un clone?Originariamente Scritto da I'm Hate
Ma se ha sentire gli altri il clone sei proprio tuOriginariamente Scritto da Redskin
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Come no, aspetta e........ non ci sperare !Originariamente Scritto da H'anna
Finchè ci sta lui![]()
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Mi sembra chiaro che ci troviamo di frante all'ennesimo tentativo mondialista di screditare un presidente nazionalista anti-americano per farlo cadere e portare al potere un governo servile a Regno Unito e U$A così da impossessarsi delle ricchezze minerarie della nazione
Solidarietà a Mugabe


E le prove?Originariamente Scritto da Lupo Nero


Veramente mi faceva non dico schifo..ma pena che per mesi lo ho ignoratoOriginariamente Scritto da Redskin
era palese che fosse un clone decerebrato