No, ha paura cheOriginariamente Scritto da Mati777
-l'ombra del ponte disturbi il passaggio dei cetacei nello Stretto
-disturbi le migrazioni dei volatili
e simili baggianate


No, ha paura cheOriginariamente Scritto da Mati777
-l'ombra del ponte disturbi il passaggio dei cetacei nello Stretto
-disturbi le migrazioni dei volatili
e simili baggianate


Interrogazione dell'On. Vincenzo Oliva (Misto-MPA) ed altri
A questa interrogazione è stato invitato a rispondere il Presidente del Consiglio dei ministri. - Per sapere:
in che modo il Governo intenda realizzare sul territorio della regione Sicilia la Tav, dal momento che il vettore ferroviario adibito allo scopo non può essere reso scomponibile per essere trasportato ordinariamente sui traghetti, come avviene per i treni, e dunque l'unica alternativa possibile appare quella dell'attraversamento sul progettato ponte sullo stretto di Messina.
***
HOUSTON – “L’Associazione dei Siciliani in Texas condivide pienamente e sottoscrive l’iniziativa intrapresa dal presidente di Sicilia Mondo Domenico Azzia (v. Inform n.105 del 25 maggio) e riguardante il disaccordo totale per l’abolizione della grande opera del ponte sullo stretto”. Lo scrive in una lettera aperta il fondatore dell’Associazione dei Siciliani in Texas Vincenzo Arcobelli.
“E’ assurdo –prosegue Arcobelli - pensare che alcuni esponenti dell’attuale governo hanno deciso e dichiarato in modo non chiaro e contraddittorio, la cancellazione di uno dei progetti più attrattivi e unici del Mezzogiorno d’Italia e dell’Europa, per motivi semplicemente di potere partitocratico e di coalizione, scendendo a compromessi politici per poter governare il nostro Bel Paese, e andando contro ad un futuro di sviluppo, di modernità e di civiltà del popolo siciliano in particolare”. “Oggi più che mai la Sicilia assume una posizione geografica e strategica importantissima e di primo piano, dal punto di vista politico,degli interscambi commerciali , della sicurezza e dello sviluppo, con gli altri paesi del Mediterraneo e del Nord Africa”, sottolinea Arcobelli suggerendo agli italiani nel mondo e ai siciliani in particolare di scrivere a sicmondo@tin.it, con oggetto Comitato per il Ponte sullo Stretto, “con le vostre idee e per sostenere l’iniziativa”.
***
Comitato per il SI al ponte sullo stretto di Messina
Francesco Tanasi, Leader nazionale dei consumatori, annuncia il primo atto concreto del neo comitato per il “SI” al ponte sullo stretto. Come noto, dice Tanasi, al comitato aderiscono esponenti politici, parlamentari e anche professionisti esperti, fra cui architetti e ingegneri, per dimostrare che l’opera così odiata del neo governo è invece indispensabile per lo sviluppo della Sicilia. E’ già in fase di realizzazione un distintivo con un apposito logo che raffigura il ponte e che sarà distribuito ai deputati dell’Assemblea Regionale Siciliana e ai parlamentari nazionali in modo che possano esporlo nel corso di pubbliche sedute e in ogni altra occasione di manifestazioni politiche. In questo modo, dice Tanasi, ogni parlamentare, se vorrà, dichiarerà apertamente la sua idea sul ponte e soprattutto contribuirà a fare pressione sul governo italiano affinché i lavori per il ponte abbiano inizio secondo il programma già stabilito.


Ripeto. Se ho capito bene di Pietro ha dichiarato che ci sarà un "fermo" di sei mesi per tutti i cantieri pubblici.![]()


Le foto della fantastica manifestazione SI-PONTE di Messina del 5 giugno 2006 organizzata dal MpA e da tante altre forze politiche progressiste contro il conservatorismo e l'inerzia regressista del governo nazionale...
il link:
http://www.network54.com/Forum/28129...+5+giugno+2006
2010:


...Originariamente Scritto da Occitane
E tu gli immigrati portateli a casa tua e mantienili coi tuoi soldi... buffone!
Prezzolato! Chi ti paga? Forse ti paga il monopolista delle navi di traghettamento?
Ignorante, studia e informati...
Piero Busetta: "Ponte sullo Stretto, non è lo Stato a pagare"
Pubblichiamo l'intervento del prof. Busetta sul quotidiano "La Sicilia" del 4 giugno
Domani pomeriggio a Messina si sfilerà per il Ponte. Si progetta una scippo ed i siciliani si mobilitano. Stufi di luoghi comuni come quello di non costruire "cattedrali nel deserto", scendono in piazza. Per bonificare il deserto piuttosto che per non costruire cattedrali.
La rete autostradale siciliana, con il completamento della Messina-Palermo, va verso un livello interessante ed una grande infrastruttura dà il senso di una discontinuità con un passato che vedeva la Sicilia come area di solo consumo. Ma il vero problema sarebbero le risorse. Nessuno si è mai chiesto perché nelle ultime Finanziarie non ci sia mai stato un euro per il Ponte?
La risposta è semplice: il piano finanziario per la realizzazione del Ponte non richiede contributi a fondo perduto da parte dello Stato. Ma allora perché si continua a parlare si soldi pubblici per il Ponte? Anche qui la risposta è facile. Gli azionisti della società "Stretto di Messina", chiamati a ricapitalizzare per 2,5 miliardi di euro, sono società a controllo pubblico (Fintecna, Anas, Rfi). E' qui che nasce l'equivoco. Infatti, le risorse che gli azionisti destinano al Ponte rappresentano un investimento imprenditoriale, basato su analisi di rendimento e prospettive di recupero e non un contributo a fondo perduto. Il vero impiego di risorse pubbliche si avrebbe qualora il progetto, secondo schemi già seguiti in passato, venisse finanziato in larga misura con contributi a fondo perduto. Mentre una società per azioni, seppure a controllo pubblico, investe in un progetto quando i parametri consentono di prevedere il recupero del capitale e la sua remunerazione.
E' superfluo dire che, come ogni iniziativa imprenditoriale, nessuno può assicurare il recupero del capitale investito e quindi anche gli azionisti pubblici, se l'operazione non dovesse andare a buon fine, perderebbero il loro capitale. Ma tale ipotesi sarebbe esclusa dal piano economico-finanziario elaborato dalla "Stretto di Messina" e validato da advisor competenti. D'altronde non si può dimenticare che opere pubbliche come l'Alta Velocità, le Metropolitane sono interamente a carico dello Stato.
L'aumento di capitale copre il 40% del valore dell'opera, il restante 60%, i 3,5 miliardi che ancora mancano all'appello saranno coperti attraverso finanziamenti di tipo project finance, contratti in più tranche sui mercati finanziari nazionali ed internazionali. In altre parole, senza garanzie da parte dello Stato.
I prestiti bancari e gli altri strumenti finanziari che verranno emessi, al momento opportuno, saranno sottoscritti da investitori istituzionali operanti sui mercati finanziari nazionali ed internazionali. Questi sono i famosi "privati" che molti si domandano dove siano e perché non sono stati coinvolti da subito.
La risposta è semplice: il denaro è una merce che ha un costo, ottenere oggi finanziamenti che serviranno più in là nel tempo sarebbe uno spreco. In ultima analisi sarà ancora il mercato a confermare la fattibilità economico finanziaria del Ponte secondo l'impostazione data.
Al punto in cui si è giunti, con l'appalto consegnato, parlare di altre priorità è solo un modo per far contenti gli illusi. Il nuovo vice ministro delle Infrastrutture, Angelo Capodicasa, intervenga per smorzare i toni prima, e poi arrivare ad una conclusione realizzativa. Anche se, per come si sono messe le cose, questa sembra una mission impossibile, che solo l'impegno combattivo della gente potrà portare ad una via d'uscita.
Peraltro è la credibilità del sistema Italia sui mercati che viene messa in discussione. Il Ponte è stato deciso con legge del 1971, più legislature ne hanno confermato la realizzazione, nelle gare internazionali sono state coinvolte circa sessanta aziende, per un terzo straniere. Oggi sono stati incaricati di realizzare l'opera italiani, giapponesi, statunitensi, danesi, spagnoli, canadesi. Quanto costa, in termini di credibilità del Paese, dire loro: "Signori, abbiamo scherzato"?
Piero Busetta*
*Ordinario di Statistica Economica alla facoltà di Economia dell'Università di Palermo, Presidente delle fondazione "Angelo Curella"
SI AL
PONTE
NO A OCCITANE IL PREZZOLATO
2010:


Busetta.........Busetta..............mah!
Consiglio, comunque, di leggere bene.![]()


Volete che il ponte sia fatto?
E' semplice.
Basta dire che l'idea della sua costruzione è venuta da un'esponente del centrosinistra e che Berlusconi è fermamente contrario al ponte.
State certi che da domani parte l'appalto.
![]()


Innanzitutto impara l'educazione pezzo di MALEDUCATO CHE NON SEI ALTRO!Originariamente Scritto da Ichthys
Io non sono venuto qui ad insultarti, ma solamente ad esprimere una mia opinione!
Grazie a Dio in Italia ci si può esprimere liberamente!
Ma se al governo ci rimanevano i tuoi amici altro che DITTATURA!
Il tuo atteggiamento è proprio lo specchio della tua parte politica!
Credi di convincere con quattro scemate che scrive un leccapiedi della Società Ponte sullo Stretto, in cui il caro Silvio vorrebbe investire tramite le sue OFF SHORE fior di di quattrini!
Società che poi raddoppierebbero (se va bene) i costi di produzione e poi chi è che verrà a sanare i debiti? Ci vieni tu con i tuoi discorsi?
I CONTI LI PAGHERANNO I CONTRIBUENTI!
Informati tu invece di fare della PROPAGANDA POPULISTA E FALSA!
NO PONTE!
NO TAV!
Occitane
IN REALTA',FORSE TI SFUGGE, I SOLDI, IL 35% DELL'INTERA SOMMA E' GIA STATA STANZIATA DALL' EUROPA(E' IL PONTE UN OPERA DI INTERESSE EUROPEO) E LA RIMANENTE SOMMA DA PAGARE(SENZA INTERESSI) IN 35 ANNI E INTANTO LA REALIZZAZONE DELL'OPERA PORTEREBBE NELLE CASSE DELLO STATO GROSSE SOMME DERIVATE DA PEDAGGI E DALLA RIDUZIONE DELLE SPESE DEI TRASPORTI MERCI ETC...!Originariamente Scritto da Repubblica
IN REALTA' SI OPPONGONO AL PONTE COME ALLE LINEE FERROVIARIE AD ALTA VELOCITA' DI COLLEGAMENTO PER L'ITALIA E DA E PER L'EUROPA...
I PARTITI "IDIOLOGICAMENTE CONTRO L'EUROPA E LA GLOBALIZZAZIONE E CIOE' RIFONDAZIONE COMUNISTA,COMUNISTI ITALIANI E NO GLOBAL MENTRE MOLTI PARTITI DI CENTRO SINISTRA SONO FAVOREVOLI A TALI OPERE TIPO UDEUR, MARGHERITA E PARTE DEI DS!
RICORDO INOLTRE CHE BLOCCARE LA REALIZZAZIONE DEL PONTE (ED ANCHE DELL' ALTA VELOCITA') COSTEREBBE ALL' ITALIA UN BOTTO DI SOLDI IN QUANTO SAREBBE OBBLIGATA A RESTITUIRE ALL' EUROPA IL 35% DATO PER LA REALIZZAZIONE DI TALE OPERA ED INOLTRE BISOGNEREBBE PAGARE UNA PENALE ALLE SOCIETA' A CUI E' STATA COMMISSIONATA LA REALIZZAZIONE DELL' OPERA(sono piu ditte internazionali). CIO VALE ANCHE PER L'ALTA VELOCITA'!


Questa sarebbe TANTA gente in piazza?Originariamente Scritto da Ichthys