In questo periodo, sia in TV che sui giornali, si sente dire che gli italiani ne hanno già le scatole piene del Governo Prodi giustificando questa affermazione col fatto che la nuova maggioranza sarebbe litigiosa, farebbe la guerra delle poltrone e non starebbe mantenendo gli impegni presi in campagna elettorale (specie ritiro dall'Iraq e taglio del cuneo fiscale).
A mio avviso affermare che vi sia già di dissaffezione nei confronti del governo Prodi è, in questo momeno solo pretestuoso e strumentale, in base ad alcune considerazioni:

1) Se effettivamente, come affermato dal leader dell'opposizione, le recenti elezioni amministrative avevano valenza anche politica, il loro esito smentisce la presunta disaffezione.

2) La maggioranza uscita dalle urne del 9 e 10 aprile è effettivamente risicata, specie al Senato, ma è anche vero che, nonostante tutto, è riuscita ad eleggere, in un lasso di tempo abbastanza breve, sia i Presidenti di Camera e del Senato, sia, dopo aver tentato invano l'accordo con l'opposizione, il Presidente della Repubblica. A tale proposito si ricordi che parte della stessa opposizione riconosce l'autorevolezza di Giorgio Napolitano.

3) Al di là dei litigi che vi possono essere stati tra le varie componenti eterogenee della nuova maggioranza per la divisione delle poltrone, il nuovo governo è stato formato in tempi brevissimi dall'incarico ed ha rapidamente ottenuto la fiducia di Camera e Senato. Molti si aspettavano la nomina a ministro di personalità dotate di maggior credito ma da che mondo la nomina dei ministri è sempre stata oggetto di contrattazione all'interno delle maggioranze (direi anche nei governi di centro destra).

4) Tra i primi impegni che il nuovo governo ha messo nella scaletta dei propri lavori ci sono
-la situazione economica il cui versa l'Italia (cosa indispensanìbile, visto il deterioramento dei conti)
-il taglio del cuneo fiscale (previsto nel programma stilato in campagna elettorale)
il ritiro dall'Iraq (è vero, la pricipale delusione è che il ritiro immediato non si farà, ma comunque si conferma che tale ritiro per male che vada avverrà entro l'anno e si sta studiando la fattibilità di anticiparlo il più possibile).

5) Al di là della scelta discutibile di Mastella quale Ministro della Giustizia, le prime dichiarazioni di intenti dello stesso mi sembrano andare nella direzione auspicata dalla gran parte degli elettori del centrosinistra, e cioè:
-sospendere l'attuazione della riforma della giustizia facendo calare la tensione creatasi tra governo precedente e magistratura
-apertura del dibattito sulla grazia che la precedente legislatura aveva affossato tra le polemiche
-riavvio dell'iter relativo alla concessione della grazia a Sofri e Bonpressi in ottemperanza alla sentenza della Corte Costituzionale, iter che il precedente Ministro Catselli aveva bloccato.

6) Apertura del dibattito sulle coppie di fatto da parte del neo-ministro Rosy Bindi, argomento di per se tabù per il precedente governo.

7) Variazione dell'orientamento italiano in merito alla concessione di fondi europei sulla ricerca sulle cellule staminali come annunciato dal neo-ministro Mussi.

8) Rivalutazione sulle priorità da seguire nell'esecuzione delle cosiddette "Grandi Opere", in base alla reale utilità strategica ed alla disponibilità di fondi, come previsto dal programma di Governo.

Secondo me qualcosa, anche se a piccoli passi, si sta effettivamente muovendo.

Abbiate fiducia