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    Predefinito stavolta Socci non ci sta

    SAREBBE MEGLIO SE ANCHE IN VATICANO SEGUISSERO IL PAPA…… 10/6/2006


    Dal sito di Socci:








    E’ un piccolo giallo vaticano. Il documento del “Pontificio consiglio della famiglia” su “Famiglia e procreazione umana”, quello che ieri ha fatto fare titoloni ai giornali (il Corriere lo ha lanciato in prima pagina) sempre ghiotti di polemiche su materie sessuali, sembra non esistere. Non se ne trova traccia nel sito della Santa Sede, nemmeno nella pagina web del pontificio consiglio (e questo è ancor più curioso). Inoltre non è stato pubblicato sull’Osservatore romano del giorno, non è stato anticipato sotto embargo ai vaticanisti, come accade di norma, infine non è stato lanciato con una conferenza stampa come si usa sempre (anche quando si tratta di compendi, come in questo caso: basti ricordare il compendio sulla dottrina sociale della Chiesa).

    Di certo nelle prossime ore uscirà dal buio, ma questo “ritardo” e questa insolita sua diffusione sono probabilmente la spia di un certo imbarazzo vaticano. Naturalmente non imbarazzo per i contenuti: su aborto, Pacs, fecondazione artificiale, omosessualità, famiglia l’insegnamento della Chiesa è chiarissimo e il papa e i vescovi si sono fatti sentire da tutti. Ma forse c’è un certo imbarazzo per i toni, fortemente accusatori, durissimi. Basti dire che il documento in questione punta il dito perfino sulle famiglie che hanno “solo” due figli chiamandole “sterili”, giudizio pesante e incomprensibile che non si trova da nessuna parte del magistero cattolico. Sembra un’intrusione nell’intimità delle famiglie francamente poco umana e quindi poco cristiana. Altro sarebbe stato parlare dei rischi della denatalità, invitare a essere sempre aperti al dono dei figli e mostrare la bellezza e la generosità delle famiglie con tanti figli, far conoscere certi esempi stupendi.

    Ma pretendere di sottoporre a giudizio ecclesiastico il numero dei figli generati come se si trattasse della “produzione” di polli da allevamento, no. Come può il cardinale Lopez Trujillo pretendere di dire qual è il numero “sufficiente” di figli e bocciare come “sterile” chi ha solo due figli? Oltretutto chi vive la vita consacrata dovrebbe sapere che la “fecondità” e la paternità e la maternità non sono solo funzioni biologiche, ma anche spirituali. Inoltre il prelato e i membri di quel consiglio dovrebbero ricordare che la famiglia modello indicata dalla Chiesa, la Sacra Famiglia, aveva un solo Figlio. E fa un certo effetto ripensare alla famiglia di Nazaret quando si legge questo infelice passo del documento: “E’ dominante la realtà di sposi con un solo figlio o al massimo due. Ciò significa che il compimento di atti coniugali potenzialmente procreativi è nulla più che una specie di somma di brevi parentesi, all’interno di un’intera vita coniugale volutamente resa sterile”.

    Voglio sperare che nessuno giudichi “sterile” la scelta di verginità di Maria e Giuseppe. Questa “sentenza”, che – ripeto – è farina del sacco di questo consiglio e non del magistero, sembra francamente imbarazzante, come lo sono, sul lato opposto, le sortite “progressiste” del cardinal Martini e compagni. Ma gli schieramenti ecclesiastici e politici non sono così netti.

    Per esempio l’unico a mostrarsi entusiasta di questo documento è stato il cardinal Tonini, con un editoriale su Avvenire dove giustamente critica il ministro Mussi, ma senza denunciare la furia ideologica e anticristiana che caratterizza oggi la Sinistra italiana votata anche da tanti preti e vescovi. Solo pochi giorni fa il prelato era stato molto indulgente con essa, affermando che la parola “comunista, non dice più niente”, come se non esistesse più in Italia una Sinistra fanaticamente ideologizzata. Così però non si capisce più chi e perché rappresenta il pericolo denunciato con toni gravi del documento vaticano e da Tonini. E nessuno dice ai cattolici che hanno votato questa Sinistra che si sono resi complici della sua politica contro la vita e contro la famiglia.

    A proposito del documento del pontificio consiglio va segnalato l’altro suo grande limite: essendo un compendio estrapola dei passi del Magistero dal loro contesto naturale, dove l’insegnamento morale sta all’interno dell’annuncio di Gesù Cristo, dentro la bellezza della grande notizia del Vangelo, che rende tutto comprensibile.

    Assolutizzare i precetti morali senza Cristo, senza la sua grazia “gentile” (come diceva Michelangelo), fuori dalla preghiera, dai sacramenti e dal perdono (che è la dinamica della vita cristiana) significa stravolgere il cristianesimo, degradarlo a morale, a una morale inquisitoriale, e quindi trasformare un fatto di liberazione, l’unica vera liberazione, in un arcigno tribunale e in un pesante fardello. Non c’è niente di peggio. Anche perché la Chiesa sa bene che senza l’amicizia sperimentata, forte e trasformatrice, di Gesù Cristo, l’uomo non è capace di essere se stesso, tanto meno di essere giusto.

    L’ha detto Gesù stesso nel vangelo: “Senza di me non potete far nulla”. Nulla significa proprio nulla. E’ la totale impotenza. E la Chiesa ha dogmaticamente definito, nei suoi concili (in polemica con i pelagiani) che all’uomo non è possibile non peccare, che dunque senza la Grazia che continuamente sostiene e che fa risorgere dal male, l’uomo non può condurre una vita santa. Infatti la missione della Chiesa è innanzitutto l’annuncio di Gesù Cristo, è il suo unico tesoro, il senso della sua missione nel mondo.

    Tutto il magistero di Benedetto XVI finora è stato teso proprio a liberare il cristianesimo dai pregiudizi del mondo che lo dipinge come un opprimente moralismo. Al grande raduno di Colonia il papa annunciò, con parole commoventi, che il cristianesimo non è un fardello e che Cristo non è venuto a imporre pesi sulle spalle degli uomini, ma, al contrario, a toglierli, è venuto a sollevare la nostra condizione, a renderci felici. E proprio domenica scorsa – parlando alla diocesi di Roma – aveva invitato a “scoprire la bellezza e la gioia della fede”, ad “assaporare l’incontro con il Signore”. In quell’occasione aveva detto che la Chiesa non è affatto sessuofobica, che “la fede e l’etica cristiana non vogliono soffocare, ma rendere sano, forte e davvero libero”, non sono “una serie di no”, ma “un grande sì all’amore e alla vita”.

    Papa Benedetto aveva spiegato: “la fonte della gioia cristiana è questa certezza di essere amati da Dio, amati personalmente dal nostro Creatore, da Colui che tiene nelle sue mani l’universo intero e che ama ciascuno di noi”. E aveva spiegato che noi cristiani “ci nutriamo di Cristo e siamo innamorati di Lui” perciò “la gioia della fede non possiamo tenerla per noi”.

    Su questo bellissimo annuncio, che aveva fatto breccia perfino sui giornali, è piovuto come una colata di cemento il documento del pontificio consiglio. Che disorienta il popolo cristiano perché nel suo estremismo privo di carità è l’altra faccia della medaglia di quei prelati, come il cardinal Martini, che su questi temi gravi se ne vanno dietro al mondo. L’uscita così strana del documento è probabilmente il frutto di una mancanza di governo alla segreteria di Stato, in questa fase transitoria, in attesa delle nomine. Perché certamente il Papa ha ben chiara la portata tremenda della sfida alla famiglia (e non ha mai fatto mancare il suo insegnamento coraggioso), ma sa affrontarla con altri ragionamenti, con un’altra carità, con tutt’altro stile e all’interno di un annuncio che è il vero e grande annuncio cristiano.

    Questo piccolo incidente è il segno di una certa solitudine di questo grande Papa. Solitudine in Curia, mentre il popolo sente molto il fascino del suo narrare Gesù Cristo. In un modo che fa innamorare. Ce n’è un immenso bisogno, come ha dimostrato la vicenda del “Codice da Vinci”. C’è un grande bisogno che la Chiesa torni a parlare di Gesù, il Liberatore, al cuore degli uomini, prima e più di tutto il resto che appassiona gli ecclesiastici (i problemi sociali, morali, civili, e perfino le intime scelte coniugali). Certo, i mass media perlopiù cercano di schiacciare la Chiesa su questi argomenti sociali e morali, per poi strumentalizzare i pronunciamenti della Chiesa (per esempio sulla pace) o ridicolizzarla (ricordo un giornale francese che irrideva un cardinale dicendo: “non ha capito niente del sesso visto che si ostina a mettere il profilattico all’indice”).

    L’irrisione certo non deve spaventare la Chiesa. E’ già toccata al suo Signore. Ed è vero che oggi è in corso una guerra contro l’uomo e contro la vita umana in cui la Chiesa non può e non deve tacere. Ma quando parla dovrebbe farlo sempre come il papa, con le parole cristiane e con il cuore innamorato del Salvatore. Quel Gesù Cristo che don Giussani diceva “mendicante del cuore degli uomini” mentre il cuore degli uomini è inconsapevolmente e irresistibilmente “mendicante di Cristo”.




  2. #2
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    Predefinito


    sempre dal sito di socci

    Mi rivolgo a te come giornalista e scrittrice che può fare da eco al
    disagio che sta vivendo in questi tempi tanta parte del mondo
    cattolico.

    Già una volta in una delle mie email, che invio per far sentire la
    vox populi, parlai di "scisma italiano" in atto almeno carsicamente
    da almeno 40 anni, ovvero dopo il Concilio Vaticano II, o meglio, la
    versione che se n'è data da parte di certa intellighenzia curiale.
    Una manciata di voti alle ultime elezioni hanno fatto sì che dopo
    anni di rabbioso silenzio, quel magma incandescente anti-papale,
    anti-restaurazione (dal loro punto di vista) vaticana formato da
    cardinali, vescovi, preti, suore, laici più o meno impegnati ha
    potuto uscire allo scoperto con tutta la carica di astio, che già
    nei primi vagiti del nuovo esecutivo si può verificare.

    Che siano state due sedicenti cattoliche ad aprire su due argomenti
    (Unioni di fatto, pillola abortiva), che tanto stanno a cuore
    Benedetto XVI e, prima ancora al Servo di Dio Giovanni Paolo II, fa
    capire perfettamente cosa ci aspetta. A loro si è affiancato il
    Card. Pompedda, con espressioni possibiliste, un po' come avvenuto
    nella celebre intervista del Card. Martini.

    Avvenire ed Osservatore Romano si scandalizzano, ma è sufficiente?
    Ecco, sinceramente mi chiedo cosa significhi realmente la
    definizione di Ecclesia Mater et Magistra. Ho l'impressione che lo
    svuotamento cominciato dagli anni Settanta in poi di questi due
    ruoli educativi abbia coinvolto pure la Chiesa. Mi spiego. Ognuno di
    noi che ha vissuto l'esperienza di figlio e di alunno, in tempi più
    o meno lontani, sa benissimo che nel rapporto educativo è prevista
    anche la punizione per la trasgressione. Le nostre mamme menavano,
    quando c'era bisogno, e pure le care maestre, per non parlare dei
    maestri (e ho sempre frequentato scuole cattoliche... tenute da
    religiosi, quando ai tempi ce n'erano ancora e portavano pure
    l'abito). Ma c'erano anche castighi più soft: salto di pranzi, mani
    sulla testa, copiature a ripetizione di una frase, ritiro di giochi,
    divieti vari, ecc. Tutte cose che oggi fanno inorridire la nouvelle
    vague dell'educazione permissiva e buonista, ma che nelle segrete
    stanze delle famiglie, magari in modo diverso, avvengono ancora.
    Questo nella vita familiare o scolastica.

    Qui in Italia, ma anche in altri Paesi, vediamo da anni gruppi
    interi di cattolici che bellamente se ne infischiano di quello che
    insegna il Papa e i vescovi a lui fedeli (meglio fare una
    distinzione, purtroppo). Sempre che lo conoscano. Magari partecipano
    da papaboys alle adunate vaticane, cantano e ballano insieme
    ai "giullari" che di volta in volta vengono invitati in attesa che
    arrivi il Papa (una novità incomprensibile, che per attendere il
    Vicario di Cristo, figura che secondo me ha un suo alone di santità,
    si debba cantare con Povia o Ron...), ma dentro nel cuore hanno già
    maturato un loro cristianesimo che semplicemente confrontano con
    quello del sig. Joseph Ratzinger, come prima lo facevano con nonno
    Karol Wojtyla. Su alcune cose concorderanno, su altre no. Tanto,
    siamo tutti uguali davanti a Dio, o no? La mia interpretazione vale
    quanto quella del Papa. Questa è vera democrazia!

    Non illudiamoci: i cattolici che hanno votato queste elezioni per
    Prodi, l'ha fatto perchè vogliono i PACS, perchè sono favorevoli al
    divorzio, perchè sono possibilisti e comprensivi sull'aborto (le
    famose "zone grigie" martiniane) e sull'eutanasia. Perchè non c'è
    nulla di male a convivere e magari avere figli prima di sposarsi:
    tanto il parroco ti mantiene il posto come catechista ed
    educatore/trice di adolescenti. E ti dà la Comunione anche se sei
    divorziato.

    Conosco una superiora di una comunità che ha votato Prodi, proprio
    perchè gli omosessuali abbiano gli stessi diritti affettivi degli
    eterosessuali, perchè anche loro Figli di Dio. Quindi non sono
    d'accordo con la Chiesa.

    Ecco, se fossimo stati solo qualche lustro fa, come si sarebbe
    comportata la Chiesa? Ma la sospensione a divinis esiste ancora per
    i sacerdoti? O solo per quelli tradizionalisti? Esiste ancora la
    scomunica? Almeno l'ammonizione? Diciamo che oggi, proprio oggi,
    servirebbe una reazione anche palese allo sfascio che si sta
    verificando nell'ambito della Chiesa italiana, nei seminari, nelle
    parrocchie. Alla Babele di "catechismi" che vengono proposti ai
    fedeli. Si dice sempre che non ci deve essere democrazia in materia
    di Fede, ma da decenni vediamo solo montagne di documenti in cui "si
    auspica", "si esorta", "si condanna" anche, ma senza alcuna
    conseguenza canonica fattiva.

    Parole che entrano da un orecchio ed escono dall'altro, parole che
    vengono considerate sempre riferite ad altri. E intanto si va avanti
    come se niente fosse.

    Sinceramente rimango attonito e non posso far altro che pregare
    perchè la Chiesa (popolo di Dio) che sta in Italia non segua i
    cattivi maestri e, anzi, li emargini. Approfittare troppo della
    bontà dei successori di Pietro o della misericordia di Dio non
    vorrei che rientrasse in quel terribile comando "non tentare il
    Signore Dio tuo", con tutte le conseguenze infauste che sempre sono
    cadute su chi ha percorso quella strada di perdizione.

    Grazie della tua pazienza

    Cordialissimi saluti

    M. D.

  3. #3
    Vince in bono malum!
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    Roma, culla della Cristianità" ...Già ritorna la Vergine e con lei il regno di Saturno, già una nuova progenie discende dall'alto dei cieli. L'infante la cui nascita scaccerà l'età del ferro, riportando in tutto il mondo l'età dell'oro" Virgilio
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    Antò... quest'ultimo post, scusa la franchezza, ma è davvero sciocco...
    «Beato chi, in mezzo alla confusione dei princìpi contraddittori, libero da ogni ricerca di popolarità, discepolo fin nelle minime cose di questa Chiesa a cui appartiene l'avvenire del tempo e quello della eternità, avrà saputo attraversare una così terribile crisi senza aver sacrificato sulla via la sia pur minima parte di verità».

    Dom Prosper Guéranger

  4. #4
    presbitero cristiano ortodosso
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    ed eretico perfino di se stesso -contraddisse e si contraddisse
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    Citazione Originariamente Scritto da Patrizia
    Antò... quest'ultimo post, scusa la franchezza, ma è davvero sciocco...

    Scusa Patrizia ma sempre nella carità e nella franchezza per te -e lo chiedo con serietà e senza alcuna ironia- il voto al centro destra o comunque il non votare i dossettiani del centro sinistra ed anzi stroncarli anche sul piano della legittimità ecclesiale fa per caso parte della sintassi della professione di fede,cioè dell'idem sentire de ecclesia?

    Per quel che mi riguarda-all'interno della mia ecclesiologia cristiano-ortodossa(ma ho già detto diverse volte) io tematizzo l'assoluta laicità dei comportamenti statuali e del rapporto fede/politica

    Ti Ringrazio per l'attenzione

    Padre Giovanni Festa parroco ortodosso a Palermo

  5. #5
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    Penso Patrizia si riferisse a questa frase del post:

    verrebbe pero' anche da incitare loro a contribuire alla non estinzione della specie, anziche' star li' a pontificare.
    Non condivido. Le persone hanno ricevuto vocazioni diverse e si devono comportare bene in base alla vocazione ricevuta. Gli uni nel celibato, gli altri nel matrimonio. La vocazione viene da Dio. Il fatto di sposarsi e generare figli non è un obbligo per tutti, ne una legge naturale che vale per tutti. C'è l'istinto è vero, ma gli istinti in alcuni casi vanno tenuti a freno.

    CIAO

  6. #6
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    allora vedi che mi dai ragione.
    Ma lei ha affermato che coloro che a coloro che scelgono il Celibato verrebbe voglia di dire loro di smettere e "dare l'esempio" quindi sposandosi e facendo figli. Sembra più un invito ad eliminare una vocazione altissima come il Celibato. Mi corregga se ho interpretato male.
    Non a tutti è data la vocazione del Celibato ovviamente, se no gli uomini si estinguerebbero nel giro di una generazione. L'invito dei Vescovi è ricolto a chi ha avuto la vocazione al Matrimonio ad essere generosi e responsabili. A chi ha avuto la vocazione al Celibato i Vescovi inviterebbero a vivere più pienamente il Celibato. Non c'è contraddizione.
    Tuttavia è vero che è diffusa una mentalità sbagliata che va contro la generosità a fare figli, ma è anche vero che lo stato non aiuta adeguatamente le famiglie.

    CIAO

  7. #7
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    Predefinito

    allora, se molte persone prendono sul serio la castita' e' logico che non ci si puo' attendere un aumento della natalita'.
    e non ha senso, dunque, lamentarsi della bassa natalita' o della presunta scarsa generosita'.
    Intende dire il Celibato. La castità vale per tutti per per gli sposati, in questo caso castità non vuol dire astensione.
    La Chiesa sa benissimo che la vocazione al celibato riguarda una minoranza di persone, quindi non c'è da temere diminuzioni di natalità perché delle persone scelgono il Celibato.
    L'intervento era rivolto alle persone sposate che fanno figli, che rimangono sempre la maggioranza. Un invito per loro a procreare di più e ad essere generosi. Le persone che scelgono il Celibato sono ininfluenti per l'aumento della natalità visto che si tratta di una minoranza di persone.

    CIAO

 

 

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