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Discussione: Arretratezza culturale

  1. #21
    matteo e compagnia bella
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    consiglio spassionato per repubricazzu:vai a vivere nella citta'italiana di mr.crowley e non tornare piu'.
    non hai ancora capito che in questo forum DISTURBI e basta; io vivo all'estero da anni e quando torno a Cagliari e'sempre emozionante anche se ci sono le buche per strada.

  2. #22
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    Citazione Originariamente Scritto da Reverendo Jones
    E' vero siamo diversi...e forse siamo anche migliori come persone, ma ritengo il primo post di questa discussione sia un vero sunto della nostra cagliari, il cazzeggio esisterà sempre pur di non pensare alla propria vita dentro un call center, le buche ahimè ci saranno a cicli continui, il turismo non si sà nemmeno cosa sia a cagliari...si parla...si parla...si parla...ma nonostante tutto le cose rimangono come gia sono, e in quanto al rettore...bè sfido chiunque a dire che non abbia ragione...

    naturalmente approvo.
    però c'è da fare anche una considerazione in generale:qui si parla di arretratezza culturale. mi sembra chiaro che si debba parlare di questo e non di capacità o incapacità di capire come si fanno i soldi dalla merda.
    Poi di ultratrentenni che vanno nei pub a prendersi la birra ce ne sono in tutti i posti del mondo e magari da qualche altra parte magari c'è una maggioranza di quelli che hanno alle spalle un matrimonio fallito, dei figli e una casa che ancora non si sa di chi sia.
    così come i singoli individui anche i popoli hanno i loro poveri e ricchi di spirito e i ricchi e poveri di spirito.


  3. #23
    matteo e compagnia bella
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    viva le ragazze di CaGLIARI

  4. #24
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    Citazione Originariamente Scritto da sardissimi
    viva le ragazze di CaGLIARI

    ... come potrei darti torto... me lo spieghi???

  5. #25
    matteo e compagnia bella
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    quanti ettari di costa cagliaritana sono sotto servitu'militare?e la colpa e'della gente come repubrica..u e mr.crowley che si scagliano contro l'indipendentismo

  6. #26
    ... il Prosciolto ...
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    .. in su corr'e sa furka ..
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    Scusate l'intervento...

    Molte delle cose scritte da Mr.Crowley son vere... L'arretratezza culturale è relativa, arretrati rispetto a chi? Semplicemente è una cultura diversa... Magari una cultura meno aperta verso l'esterno, su questo non ci piove, ma una cultura orientata verso la dimensione umana. Chi ha vissuto in altre città non può negare che la qualità della vita in Sardegna e a Cagliari è molto molto più elevata che in qualsiasi altra città... Una vita più lenta, con meno stimoli, ma non per questo da sottovalutare. Per quanto riguarda le donne, visto che sono state tirate in ballo, bisogna andare fieri della integrità morale della donna sarda.. E' vero, bisogna conquistarla col sudore della fronte, ma ben venga..

  7. #27
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    Predefinito Le buche culturali della città di Cagliari arretrata

    "Sono fuggito dalla Sardegna da molti anni perchè, a parte il bel mare, penso sia una terra che non offra altro.
    Il problema principale è l'arretratezza culturale
    ." Scritto in origine da Mr.Crowley.
    Adesso qualcuno mi deve spiegare cosa c'entrano le buche con la cultura. "Asfaltare non è governare", la frase non è mia ma è vera.
    Una grande città "senza buche" non è più colta, non è meno arretrata, semplicemente ha meno sotto-servizi, non ha gas di città, non ha servizio d'acqua e fognature, ha meno telefoni, oppure non è completamente cablata come è Cagliari.
    Abbiamo chiarito il rapporto tra buche e cultura?
    Passiamo al rettore dell'Università di Cagliari.
    Premessa, per chi non lo ricordasse: la carica di rettore, dopo il regime fascista, è elettiva e non ha la tessera quale requisito indispensabile. Il rettore è designato dal suo corpo elettorale che è il Corpo accademico. Fin qui siamo d'accordo?
    L'attuale rettore di Cagliari, come il suo predecessore (il professor Duilio Casula) e il rettore di Sassari (il professor Alessandro Maida), ha goduto per 2-3 volte della fiducia del suo corpo elettorale. E' un pregio o un difetto?
    I tre rettori ora nominati devono essere giudicati non per la lunga permanenza ma per ciò che hanno fatto per l'Università, per la cultura, per la Sardegna.
    Gli esperti in "buche culturali" sanno dirci se hanno fatto una ricerca su questo argomento?
    Prima di stilare bilanci e diffondere notizie false e nocive (sapete che Politica on line con il suo forum è reperibile dai principali motori di ricerca?), prima di dare benzina al fuoco dei colonialisti di turno, i fustigatori hanno dato uno sguardo, seppure rapido, ad alcuni numeri? Per esempio: quanti libri si consultano e si prestano nelle biblioteche pubbliche, compresa quella comunale di Pirri e quella centrale di via Newton, a Cagliari. Quanti di questi lettori sono giovani o giovanissimi. Quante tesi di laurea o di specializzazione hanno per argomento la Sardegna? Quanti quotidiani si vendono nelle edicole cagliaritane e quanti libri.
    Il calendario delle attività culturali (stiamo parlando di cultura e non di buche)
    è ricco di eventi, tutti i giorni, e non mi riferisco solo all'Exmà o al Lazzaretto di Sant'Elia ma anche all'Anfiteatro romano, ai teatri di prosa e lirico, ai concerti, alle presentazioni di nuovi libri, ai piccoli circoli zonali dove si prende il gelato o il caffè e si parla di poesia.
    Ho già citato la "Guida della città di Cagliari" di Antonio e Ludovica Romagnino, ma devo aggiungere che, dopo la ottocentesca Guida di Giovanni Spano, ne sono state scritte tantissime altre, anche recenti, che meritano di essere conosciute (anche dai cagliaritani). Infine,chi vuol sapere altro (cosa fare, dove andare, ecc.) vada a vedere il sito internet del Comune di Cagliari e la rassegna periodica dei "Monumenti aperti".
    Le parole "terzo mondo" e "arretratezza" non sono solo una bugia, sono un insulto immeritato.
    Saluti a tutti voi, amici.
    Med.

  8. #28
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    Citazione Originariamente Scritto da medicinaechirur
    "Sono fuggito dalla Sardegna da molti anni perchè, a parte il bel mare, penso sia una terra che non offra altro.
    Il problema principale è l'arretratezza culturale
    ." Scritto in origine da Mr.Crowley.
    Adesso qualcuno mi deve spiegare cosa c'entrano le buche con la cultura. "Asfaltare non è governare", la frase non è mia ma è vera.
    Una grande città "senza buche" non è più colta, non è meno arretrata, semplicemente ha meno sotto-servizi, non ha gas di città, non ha servizio d'acqua e fognature, ha meno telefoni, oppure non è completamente cablata come è Cagliari.
    Abbiamo chiarito il rapporto tra buche e cultura?
    Passiamo al rettore dell'Università di Cagliari.
    Premessa, per chi non lo ricordasse: la carica di rettore, dopo il regime fascista, è elettiva e non ha la tessera quale requisito indispensabile. Il rettore è designato dal suo corpo elettorale che è il senato accademico. Fin qui siamo d'accordo?
    L'attuale rettore di Cagliari, come il suo predecessore (il professor Duilio Casula) e il rettore di Sassari (il professor Alessandro Maida), ha goduto per 2-3 volte della fiducia del suo corpo elettorale. E' un pregio o un difetto?
    I tre rettori ora nominati devono essere giudicati non per la lunga permanenza ma per ciò che hanno fatto per l'Università, per la cultura, per la Sardegna.
    Gli esperti in "buche culturali" sanno dirci se hanno fatto una ricerca su questo argomento?
    Prima di stilare bilanci e diffondere notizie false e nocive (sapete che Politica on line con il suo forum è reperibile dai principali motori di ricerca?), prima di dare benzina al fuoco dei colonialisti di turno, i fustigatori hanno dato uno sguardo, seppure rapido, ad alcuni numeri? Per esempio: quanti libri si consultano e si prestano nelle biblioteche pubbliche, compresa quella comunale di Pirri e quella centrale di via Newton, a Cagliari. Quanti di questi lettori sono giovani o giovanissimi. Quante tesi di laurea o di specializzazione hanno per argomento la Sardegna? Quanti quotidiani si vendono nelle edicole cagliaritane e quanti libri.
    Il calendario delle attività culturali (stiamo parlando di cultura e non di buche)
    è ricco di eventi, tutti i giorni, e non mi riferisco solo all'Exmà o al Lazzaretto di Sant'Elia ma anche all'Anfiteatro romano, ai teatri di prosa e lirico, ai concerti, alle presentazioni di nuovi libri, ai piccoli circoli zonali dove si prende il gelato o il caffè e si parla di poesia.
    Ho già citato la "Guida della città di Cagliari" di Antonio e Ludovica Romagnino, ma devo aggiungere che, dopo la ottocentesca Guida di Giovanni Spano, ne sono state scritte tantissime altre, anche recenti, che meritano di essere conosciute (anche dai cagliaritani). Infine,chi vuol sapere altro (cosa fare, dove andare, ecc.) vada a vedere il sito internet del Comune di Cagliari e la rassegna periodica dei "Monumenti aperti".
    Le parole "terzo mondo" e "arretratezza" non sono solo una bugia, sono un insulto immeritato.
    Saluti a tutti voi, amici.
    Med.

    di persone che dicono frasi tipo:"non c'è niente, non c'è mai niente", ne ho conosciute tante ed è infatti proprio per questo che il discorso va visto sotto un ottica psicologica individuale.
    chi ammette che in un posto non c'è niente ecc... in realtà sta gettando le colpe al di fuori di se stesso in modo da non sentirsi colpevole di essere povero dentro. e qui le buche c'entrano ben poco.
    credo fortemente in una presa di coscienza che ti faccia accettare così come sei rispetto al sentirsi un surrogato de "la dolce vita" con forti sensi di colpa per essere nato da qualche altra parte e non dove "c'è vita" (come dicono alcuni)...
    credo sia anche una questione d'ansia. andare qui e là, scappare da quà per andare là... insoddisfazione insomma...

  9. #29
    no parri berus
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    Citazione Originariamente Scritto da nurdarios
    di persone che dicono frasi tipo:"non c'è niente, non c'è mai niente", ne ho conosciute tante ed è infatti proprio per questo che il discorso va visto sotto un ottica psicologica individuale.
    chi ammette che in un posto non c'è niente ecc... in realtà sta gettando le colpe al di fuori di se stesso in modo da non sentirsi colpevole di essere povero dentro. e qui le buche c'entrano ben poco.
    credo fortemente in una presa di coscienza che ti faccia accettare così come sei rispetto al sentirsi un surrogato de "la dolce vita" con forti sensi di colpa per essere nato da qualche altra parte e non dove "c'è vita" (come dicono alcuni)...
    credo sia anche una questione d'ansia. andare qui e là, scappare da quà per andare là... insoddisfazione insomma...
    esatto,teisi arrexioi. esti preu de genti ki narada ka no ciadi nudda e funti sempri murrungendi. ma niente di cosa?niente che vada bene a loro? la parola niente non esiste.. è come quando arriva qualcuno e dice: non c'è nessuno oggi? nessuno chi?chi cerchi? e io non sono qualcuno forse?
    spesso e volentieri basta pochissimo per divertirsi e per stare in armonia con gli altri in qualsiasi posto. capisco che a molte persone piace vedere tanta gente nello stesso posto ma io mi rendo conto che la compagnia e la voglia di divertirsi non la si va sicuramente a cercare .. la si crea!
    sa libertade de tottusu !

  10. #30
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    Poche volte mi è capitato di leggere un giudizio falso e superficiale, frettoloso e malevolo, su Cagliari come quello che ha fatto Mr.Crowley.
    La sorte, forse, no lo ha favorito, ma non è colpa nostra. Io e miei tre figli abbiamo fatto tutti e quattro tre, ho detto TRE, concorsi per titoli e per esami prima di arrivare dove siamo arrivati. Dei concorsi che non abbiamo vinto non abbiamo incolpato nessuno, solo la nostra insufficiente preparazione.
    Badate, amici del forum che siete (giustamente) intervenuti, ma ha parlato di Cagliari, non d'altro.Delle cose che ha detto non ce n'è una, una sola, che stia in piedi. Non ce n'é una, una sola, che non sia ispirata o da malevolenza o da superficialità o da cattive informazioni o da cattive letture (forse milanesi o tedesche o svizzere) su Cagliari come città, come sede di attività politiche e culturali, come vittima risorta dalle bombe della guerra fascista, come punto di riferimento di tutta l'area metropolitana.
    Il riferimento al rettore della nostra Università significa non conoscere Mistretta e non sapere come avviene la sua elezione.
    Il riferimento alle donne ed alla psicologia femminile significa, più semplicemente, non conoscere né la psicologia dei sardi in generale ed in particolare delle donne sarde. generalmente, sia detto senza offesa, non sono "facili".
    Sul provincialismo (riferito a una città che fu sede del regno d'Italia, abbiamo infatti il Palazzo Regio) preferirei non dire che è un cattivo segnale del livello informativo di base attribuirlo a un'isola e a una città che ha dato alla cultura mondiale (ho scritto proprio mondiale) ricercatori ambiti ovunque, scienziati e ricercatori come Giuseppe Brotzu, Alberto Boscolo, Bachisio Motzo, Antonio Cao, Gianluigi Gessa, Antonio Spanedda, Giancarlo Sorgia, Francesco Cesare Casula (...) e scrittori come Grazia Deledda, Sergio Atzeni, Marcello Fois, Marcello Serra, Antonio Romagnino, Salvatore Niffoi, (...).
    Una città che può mostrare, a chi ne ha la volontà, la Cittadella dei Musei e la Cittadella Universitaria, chiese barocche pisane e rinascimentali, collezioni d'arte i cui visitatori vengono da tutto il mondo. Per le Cere di Clemente Susini vengono dal Giappone.
    Una città dove hanno operato ingegneri e architetti le cui opere si trovano nei manuali e nei trattati della materia.Una città che ha circoli letterari (come "Gli Amici del libro") e caffè letterari, fondazioni culturali e case editrici di rilevanza anche nazionale. Libri pubblicati in Sardegna, di autori sardi, si trovano nelle principali biblioteche comprese quelle degli Istituti Italiani di Cultura nel mondo.
    A Cagliari si tengono concerti, si rappresentano opere teatrali, per la lirica vengono spettatori dalle altre regioni e se ne devono occupare anche le Agenzia di viaggi. Artisti sardi (pittori, scultori, attori, cantanti, musicisti...) sono richiesti e operano in Italia e vanno all'estero. Il nostro artigianato sta nei principali musei.
    La stampa locale è libera per la semplicissima ragione che non esiste più il "padrone delle ferriere", è finito con la fine del fascismo. In Sardegna si pubblicano molti giornali, quotidiani e periodici, di diversissime tendenze, dai partiti alle diocesi, radio e televisione non sono nelle mani di un unico padrone.
    Credo, a sua giustificazione, che il signor Mr.Crowley sia stato non solo maltrattato da birbanti che si trovano ovunque, ma soprattutto che sia stato, artatamente, male ma molto male informato.
    Mi creda Mr.Crowley e mi perdoni l'ironia dei due precedenti interventi, se ha bisogno di aiuto e di buone informazioni, buone fonti e buona bibliografia, lo dica in questo forum e ci troverà tutti pronti a sua e a nostra disposizione.
    Saluti (come direbbe Juanna Maria) da tziu Med. e grazie a tutti coloro che sono intervenuti finora.
    Il discorso non fa una piega, ma io penso che Crowley abbia riportato correttamente la sua esperienza personale di Cagliari per quanto riguarda solo l'aspetto sociale, che si può collegare anche a varie realtà "provincialiste" Sarde.
    Le ragazze ad esempio, prendiamo l'esempio più banale per far capire a tutti i lettori, non credo intendesse dire "perchè non sono facili", ma chiuse, ne parlavo con un'amica spagnola anche di certi comportamenti, essere socievoli non significa essere "facili" e bisogna ammettere che spesso la mentalità è quella che è.
    Esiste un divario comportamentale certamente tra culture differenti, ma il fatto che in dati contesti vi siano più personalità occluse che il contrario di altrove, è il sintomo di un sistema sociale chiuso tipico di ogni situazione isolana, non solo Sarda.

 

 
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