Poche volte mi è capitato di leggere un giudizio falso e superficiale, frettoloso e malevolo, su Cagliari come quello che ha fatto Mr.Crowley.
La sorte, forse, no lo ha favorito, ma non è colpa nostra. Io e miei tre figli abbiamo fatto tutti e quattro tre, ho detto TRE, concorsi per titoli e per esami prima di arrivare dove siamo arrivati. Dei concorsi che non abbiamo vinto non abbiamo incolpato nessuno, solo la nostra insufficiente preparazione.
Badate, amici del forum che siete (giustamente) intervenuti, ma ha parlato di Cagliari, non d'altro.Delle cose che ha detto non ce n'è una, una sola, che stia in piedi. Non ce n'é una, una sola, che non sia ispirata o da malevolenza o da superficialità o da cattive informazioni o da cattive letture (forse milanesi o tedesche o svizzere) su Cagliari come città, come sede di attività politiche e culturali, come vittima risorta dalle bombe della guerra fascista, come punto di riferimento di tutta l'area metropolitana.
Il riferimento al rettore della nostra Università significa non conoscere Mistretta e non sapere come avviene la sua elezione.
Il riferimento alle donne ed alla psicologia femminile significa, più semplicemente, non conoscere né la psicologia dei sardi in generale ed in particolare delle donne sarde. generalmente, sia detto senza offesa, non sono "facili".
Sul provincialismo (riferito a una città che fu sede del regno d'Italia, abbiamo infatti il Palazzo Regio) preferirei non dire che è un cattivo segnale del livello informativo di base attribuirlo a un'isola e a una città che ha dato alla cultura mondiale (ho scritto proprio mondiale) ricercatori ambiti ovunque, scienziati e ricercatori come Giuseppe Brotzu, Alberto Boscolo, Bachisio Motzo, Antonio Cao, Gianluigi Gessa, Antonio Spanedda, Giancarlo Sorgia, Francesco Cesare Casula (...) e scrittori come Grazia Deledda, Sergio Atzeni, Marcello Fois, Marcello Serra, Antonio Romagnino, Salvatore Niffoi, (...).
Una città che può mostrare, a chi ne ha la volontà, la Cittadella dei Musei e la Cittadella Universitaria, chiese barocche pisane e rinascimentali, collezioni d'arte i cui visitatori vengono da tutto il mondo. Per le Cere di Clemente Susini vengono dal Giappone.
Una città dove hanno operato ingegneri e architetti le cui opere si trovano nei manuali e nei trattati della materia.Una città che ha circoli letterari (come "Gli Amici del libro") e caffè letterari, fondazioni culturali e case editrici di rilevanza anche nazionale. Libri pubblicati in Sardegna, di autori sardi, si trovano nelle principali biblioteche comprese quelle degli Istituti Italiani di Cultura nel mondo.
A Cagliari si tengono concerti, si rappresentano opere teatrali, per la lirica vengono spettatori dalle altre regioni e se ne devono occupare anche le Agenzia di viaggi. Artisti sardi (pittori, scultori, attori, cantanti, musicisti...) sono richiesti e operano in Italia e vanno all'estero. Il nostro artigianato sta nei principali musei.
La stampa locale è libera per la semplicissima ragione che non esiste più il "padrone delle ferriere", è finito con la fine del fascismo. In Sardegna si pubblicano molti giornali, quotidiani e periodici, di diversissime tendenze, dai partiti alle diocesi, radio e televisione non sono nelle mani di un unico padrone.
Credo, a sua giustificazione, che il signor Mr.Crowley sia stato non solo maltrattato da birbanti che si trovano ovunque, ma soprattutto che sia stato, artatamente, male ma molto male informato.
Mi creda Mr.Crowley e mi perdoni l'ironia dei due precedenti interventi, se ha bisogno di aiuto e di buone informazioni, buone fonti e buona bibliografia, lo dica in questo forum e ci troverà tutti pronti a sua e a nostra disposizione.
Saluti (come direbbe Juanna Maria) da tziu Med. e grazie a tutti coloro che sono intervenuti finora.