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Discussione: Il governo...

  1. #31
    Veneta sempre itagliana mai
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    '' E' in gran parte merito di Luca Cordero di Montezemolo se la Juventus non si rivolse ai tribunali ordinari '' (Joseph S. Blatter - Presidente F.I.F.A. - Dicembre 2007)
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    ma come? ma se ho letto sul principale da un articolo del sole 24ore che Padoa-Schioppa non ha mai detto che il precedente governo ha lasciato buchi

  2. #32
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    Il Consiglio dei ministri ha nominato Nicola Sartor come nuovo sottosegretario all'Economia e Finanze. Lo ha annunciato il sottosegretario alla presidenza del Consiglio, Enrico Letta, in una conferenza stampa a palazzo Chigi.


    si sono accorti che tra tutti quelli già nominati non ce ne era uno in grado di scrivere la finanziaria. Figurati se c'è qualcuno in grado di capire se c'è un buco o no? La serietà al governo. Il buco comunque c'è. Quello delle regioni governate da loro.

  3. #33
    memoria storica di PoL
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    Cool ... nulla di più utile del sinistrume mongoloide...

    Ragazzi
    sempre prendendo spunto dalle 'richieste di sinistra' della compagna senatrice e di altri, ecco una ironica quanto assolutamente indovinata descrizione del presente governo fatta dal nostro amico ...

    Da www.effedieffe.com ... naturalmente... buona lettura!...

    Lidia Menapace e la carpa di destra…

    di Maurizio Blondet



    Lidia Menapace, nel dopoguerra impegnata nei movimenti cattolici progressisti. Tra le fondatrici de Il Manifesto, si è candidata alle ultime elezioni tra le file di Rifondazione Comunista…

    La compagna Lidia Menapace certo non lo sa, ma ha calcato le orme di un grande della rivoluzione: Danton. La Menapace vuole abolire le Frecce Tricolori perché puzzano, costano, fanno rumore e sono militariste. Danton abolì, come malsane, costose e monarchiche, le carpe. Sì, avete letto bene… le carpe. Quei pescioni d’acqua dolce che sanno un po’ di fango, ma che la cucina francese riesce a rendere appetibili imbottendole di aglio e finocchio. Vi racconto come andò. C’erano in Francia, da tempo immemorabile, almeno 14-mila stagni e laghetti artificiali per l’allevamento delle anatre e dei pesci. Nel 1790 erano i soli beni immobili formalmente rimasti agli ordini privilegiati, alto clero e nobiltà, a cui la Rivoluzione aveva già confiscato tutti i terreni utili. In realtà, si trattava di una delle tante proprietà condivise tipiche dell’antico regime feudale, un bonario comunismo agricolo di cui avvantaggiavano soprattutto i contadini, che con le carpe di quegli stagni miglioravano la loro alimentazione e ci guadagnavano qualcosa, smerciandole nelle città…

    Ma nel 1793 fu instaurato il Terrore. Immediata conseguenza, rincararono tutte le derrate. I sanculotti di Parigi, ossia quei ventimila ultrà che dall’inizio della rivoluzione avevano smesso di lavorare per ‘darsi alla politica a tempo pieno’[e venivano pagati dall’erario per presenziare, urlando e intimidendo i deputati moderati, alle sedute della Convenzione…] cominciarono a protestare. Fra l’altro minacciarono lo sradicamento di tutti i vigneti francesi per seminare, al loro posto, il grano. Fu allora che Danton ebbe l’idea geniale di accusare la carpe. Ma quali vigneti da sradicare, proclamò. Qui bisogna prosciugare gli stagni e trasformarli in pascolo, per produrre carne per il popolo rivoluzionario.Quei laghetti sono un odiato rimasuglio dell’Ancien Regime, gridò. Fanno male alla salute, e inoltre puzzano. Chi vuole mantenere gli stagni fa parte di un complotto per affamare le masse. Danton finì il suo storico discorso con queste parole: ‘… noi siamo tutti contro la congiura delle carpe, perchè vogliamo il regno del montone…’. Era il 14 frimaio dell’anno secondo, ossia il 4 dicembre 1793…

    Infiammati di entusiasmo ideologico, comitati di attivisti in cappello frigio e coccarde tricolori si buttarono nelle campagne a prosciugare i laghetti e a sterminare quei pesci, ormai smascherati come strumenti della reazione che, come si sa, trama nell’ombra. Sui motivi per cui Danton scatenò la lotta alla carpa gli storici hanno pochi dubbi. Con la rivoluzione il tribuno era diventato miliardario e latifondista. Da poco aveva sposato una quattordicenne a cui stava insegnando, per sua pubblica ammissione, le gioie del sesso. Insomma aveva i suoi motivi per ‘raffreddare’ i bollenti spiriti della plebe parigina. Tanto più che i sanculotti ‘comunardi’, rintanati nel municipio di Parigi [la celebre Comune…] minacciavano di far fare un altro passo alla Rivoluzione, abolendo la proprietà privata. Ossia di ridistribuire quei latifondi strappati all’aristocrazia che Danton e gli altri rivoluzionari di riguardo avevano acquistato per un boccone di pane, e da cui traevano profitti enormi grazie ai vigneti e ai rincari. Sviò dunque i bollori dei comunardi verso un bersaglio innocuo per i nuovi privilegiati…

    E qui l’apologo si applica benissimo al governo Prodi. Anch’esso ha i suoi comunardi, a cui concede di dire e fare qualcosa di sinistra: no alle Frecce Tricolori, amnistia immediata per il terrorista Bompressi, una presidenza per il terrorista di Prima Linea compagno D’Elia, nozze gay, apertura totale ai clandestini immigrati, eccetera, eccetera… Così i sanculotti no-global si sfogano e sono ideologicamente contenti. Tanto più che le libertà che si prendono i sanculotti zapateri e bertinottiani non intaccano in nulla le prerogative di lorsignori, ossia di quel comitato d’affari dell’alta finanza e della Goldman Sachs che gli ultrà rossi hanno portato al potere coi loro voti. Mentre quelli giocano a fare gli estremisti di sinistra, Draghi, Monti, Padoa Schioppa e Prodi comandano davvero. E cominciano a fare quello che fa sempre ogni oligarchia di privilegiati: torchiare il popolo, aumentare l’IVA, surtassare le ‘rendite’ costituite dai bilocali al Lorenteggio, preparare finanziarie lacrime-e-sangue. Anche allora lo sterminio delle carpe non migliorò le condizioni della plebe. I sanculotti continuarono ad aver fame, a non vedere né grano né carne di montone a prezzi decenti. Per contro del prosciugamento degli stagni approfittarono i nuovi beneficiari delle confische, ossia i grandi borghesi ‘rivoluzionari’, che li misero subito a coltura. I contadini persero una fonte di proteine e di soldi, e in più si trovarono sotto quei nuovi padroni, assai più esosi, in quanto mercanti e borghesi, dei nobili di prima, distratti amministratori. Non so se la compagna Menapace e gli altri zapateri saranno in grado di capire la morale di questa parabola. Non credo. A loro, basta fare qualcosa di sinistra, colpire qualche obbiettivo simbolico del passato regime. Carpe?… Pattuglie acrobatiche?… Non fa differenza, l’importante è la lotta…



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    Nobis ardua

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  4. #34
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    Il falò delle vanità
    Se anche per Scalfari la compagine di Prodi è piuttosto mediocre

    Nemmeno il miglior sofista dell'antica Atene sarebbe stato capace di sostenere che un governo basato su uno scarso consenso sarebbe stato in grado di mostrarsi forte a causa della sua debolezza. Invece, nella Roma contemporanea lo si è sostenuto, e si è visto nascere il governo Prodi, appeso a pochi voti a Palazzo Madama, tanto che il ministro Guardasigilli Mastella, incontrando i magistrati, ha dovuto dire loro che per cambiare la riforma Castelli teme di non avere i numeri sufficienti. "In Senato i numeri sono fluttuanti e allora mi devo muovere con la dovuta accortezza e con saggezza parlamentare". Le cifre sono ancora più incerte se nel dettaglio si guarda all'elezione dei presidenti delle Commissioni Bilancio e Difesa. I numeri, nello specifico, si mostrano anche peggiori, visto che pochi sorreggono la maggioranza, ma molti la compongono, con il risultato che, per compensare le aspettative di tutti, i centouno sottosegretari non sono stati abbastanza e, a poche settimane, se ne sono aggiunti altri tre, tanto da far sobbalzare il presidente di Confindustria che a Santa Margherita ha cambiato registro e si è chiesto se il coraggio di stupire, richiesto da Prodi, si riferisse alla pletora di viceministri.

    E che dire di Eugenio Scalfari, che ha preso carta e penna per firmare un articolone su "Repubblica" nel quale si scrive che il governo Prodi "sta dando, almeno per ora, un'immagine di sé scomposta, sciancata, mediocre". Un fedele ritratto della sua condizione politica, tale per la quale convivono due posizioni su tutte le materie: ed è vero che Prodi si considera un esperto in mediazioni, cuciture e persino un maestro del lenisci e sopisci. Peccato però che tanta arte si perda alla prima intervista in cui si considerano partiti importanti delle sue coalizioni - Rifondazione il Pdci, quasi tre milioni di voti in due - come componenti folcloristiche.

    Bene, queste componenti folcloristiche sono tali da poter dettare l'agenda della politica estera, tanto che abbiamo assicurato, con il ministro D'Alema ed il ministro Parisi, il massimo sostegno all'Iraq, ma se dovessimo fornire un appoggio civile, non potremmo proteggerlo con la presenza dei nostri soldati. E ancora aspettiamo di vedere come la si metta con la missione militare in Afghanistan.

    Le cose non vanno meglio sul fronte della politica economica. Già avevamo fatto notare che, se la situazione era tanto grave come il governo diceva, occorrevano decisioni in tempi rapidi e il ministro Padoa Schioppa ha chiesto rigore e l'esclusività del governo sulle scelte da intraprendere. La concertazione che si è aperta a Palazzo Chigi con i sindacati ed il consenso che richiede il ministro Damiano, fa presagire tutto, fuorché soluzioni immediate. A proposito, basta leggere lo stato delle cose descritto nell'editoriale del "Corriere della Sera" da Pietro Ichino, che mostra come gli stessi sindacati, fra loro, non siano stati in grado di trovare un accordo sul contratto nazionale: figurarsi poi se lo potranno trovare con la Confindustria.

    Il rischio manifesto evidente ormai a tutti è quello della paralisi. Il Paese non se lo può permettere.

    In queste condizioni il governo del centrosinistra, a nemmeno un mese dalla sua formazione, ci sembra già in uno stato di crisi avanzato, per quanto formalmente non lo si voglia ammettere. Ma è certo che non può offrire una risposta adeguata alle stesse aspettative sollevate: magistrati, imprenditori, sindacati, sono già in uno stato di massima allerta. Può anche darsi che un "no" al referendum riesca a dare fiato al governo, impedendo quella spallata che gli si vorrebbe dare. Ciò non toglie che tutti i problemi restino aperti sul tavolo; non bastano i ritiri spirituali per risolverli. Serve una soluzione politica diversa e la responsabilità di prendere atto di questo da parte della stessa maggioranza, che appare invece intenzionata ad abbarbicarsi al potere conquistato. Quando però un potere non produce risultati, è un potere vano. E di questa vanità ogni giorno si evidenzia il bilancio, che comporta perdita di consenso. "Qui * scrive Pietro Ichino, riferendosi alla possibilità di agganciarsi alla ripresa economica mondiale * il governo si gioca gran parte delle proprie fortune". A noi sembra che queste siano già andate disperse.

    Roma, 12 giugno 2006



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  5. #35
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    Cool ... ecco che arriva la 'eroina di stato'... e non è una 'donna eroica'...

    Ragazzi
    il prof. Mortadellona nel corso del 'Conclave umbro' ha inocraggiato i suoi a 'stupire'. In realtà con i comunisti al governo è il caso di di stupirsi di nulla. Eccop l'ultima 'trovata' di uno di questi...

    Droga, Ferrero dice sì alle 'Stanze del buco'. La Cdl insorge

    Polemica dopo le dichiarazioni del ministro della solidarietà sociale che si propone di 'sterilizzare gli effetti negativi della legge Fini-Giovanardi'



    Roma, 12 giu. [Adnkronos/Ign] - Il ministro della solidarietà sociale Paolo Ferrero si dichiara a favore della sperimentazione delle shotting rooms, le 'stanze del buco' ovvero luoghi protetti dove potersi drogare sotto controllo medico. 'In primo luogo - ha spiegato Ferrero a Radio Radicale - stiamo lavorando per vedere quale possa essere una forma rapida per sterilizzare gli effetti negativi della legge Fini-Giovanardi, in modo da impedire che ci siano episodi, che già si stanno verificando, di arresti e cose di questo tipo rispetto a ragazzi che fumano spinelli. Questo avverrà senz'altro entro l'anno...'

    'E' necessario - ha proseguito l'esponente di Rifondazione - arrivare al fatto che ci sia non solo la depenalizzazione del consumo ma anche l' eliminazione delle sanzioni amministrative per consumo... ', facendo inoltre '... un discorso forte nel paese rispetto alla distinzione tra droghe leggere e droghe pesanti...'

    Alla domanda se, a suo giudizio, circoli droga anche negli ambienti politici, il ministro ha replicato: '... assolutamente sì, lo si è visto da qualche inchiesta giudiziaria di qualche anno fa. Ci sono droghe che circolano nei 'palazzi', questo è assolutamente evidente, e forse non è nemmeno un caso che le tabelle derivate dall'azione del ministro Storace fossero più permissive sul versante cocaina che non sul versante cannabis per quanto riguarda la quantità di principio attivo...'

    Parole, queste di Ferrero, che immediatmente fanno scattare la replica del centrodestra che, con Maurizio Gasparri di An, sottolinea: '... in Italia è in vigore la cosiddetta legge Fini-Giovanardi, che prevede il recupero dei tossicodipendenti, il potenziamento delle comunità, il contrasto allo spaccio di droga. Nessuna ipotesi di 'stanza del buco' è prevista o ammessa dalla legge...'

    Perciò, incalza l'ex-ministro delle comunicazioni, '... chiederemo subito un confronto parlamentare per capire quale sia l'opinione del governo, più che dei singoli esponenti... '. 'Parlano a titolo personale, nell'ambito di uno spettacolo circense, o esprimono gli orientamenti del governo?...', domanda ancora Gasparri, convinto che '... non si può fare folclore sulla droga e sulla vita dei ragazzi...'

    Dal partito di via della Scrofa è fuoco di fila all'indirizzo di Ferrero. 'Da quando è ministro della solidarietà, che include la delega sulla droga - dice infatti Alfredo Mantovano - non si hanno notizie di sue iniziative di incontri con comunità di recupero per tossicodipendenti, né di contatti con i Sert. C'è invece il suo sforzo per far sì che lo stato, o le regioni, tramite le Ausl, diventino spacciatori, che la droga si diffonda, che i buchi si moltiplichino...'

    'Faremo le barricate in Parlamento: no allo stato spacciatore...', avverte il senatore Riccardo Pedrizzi...

    Replica al ministro del Prc anche Carlo Giovanardi. In una nota, infatti, il parlamentare dell'Udc invita Ferrero, '... che ne ha la possibilità, a informarsi su quante persone siano state segnalate all'autorità giudiziaria dal 9 maggio di quest'anno, data di entrata in vigore delle Tabelle, sino al 31 maggio rispetto allo stesso periodo dello scorso anno. Il risultato è meno 10%, così come ci aspettavamo...'

    In serata arriva la controreplica del ministro della solidarietà sociale. '... non ho proposto lo spaccio di stato - spiega Ferrero - come sostengono alcuni esponenti della destra ma semplicemente sostenuto che non ho preconcetti contro le sperimentazioni di riduzione del danno delle droghe...'. E mette in chiaro: '... si tratta di una mia convinzione personale, maturata nell'osservazione delle esperienze europee in materia, che non impegna ovviamente il governo...'



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    Nobis ardua

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  6. #36
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    La "paralisi" di Ichino
    Quando si perde il significato della parola concertazione



    Piero Ichino, sul "Corriere della Sera" di lunedì, a proposito dell'incontro a Palazzo Chigi fra governo e sindacati, sintetizzava bruscamente: "Accordo o paralisi".

    Ichino, realisticamente, prevedeva che non vi sarebbero state però "convergenze illuminanti", in quanto le stesse categorie dei lavoratori vivevano una condizione di "disaccordo profondo". Non soltanto sul merito delle questioni, ma anche sul metodo negoziale con cui affrontarle. "Sono passati due anni * ha scritto Ichino - da quando Epifani rispose con un brusco ‘no' alla proposta della Confindustria di aprire una trattativa sulla struttura della contrattazione collettiva, rinviandola a quando Cgil, Cisl e Uil avessero elaborato una linea comune; ma nel biennio si è assistito soltanto a un gioco a rimpiattino fra le tre confederazioni. Nel luglio scorso Pezzotta ha concluso il congresso della Cisl ponendo alla Cgil un termine per l'intesa a metà settembre. A metà settembre Epifani ha stabilito che non si poteva fare nulla prima del rinnovo del contratto dei metalmeccanici. A gennaio il contratto è stato rinnovato, ma a quel punto occorreva rinviare la questione a dopo il congresso della Cgil. Celebrato il quale, all'inizio di marzo, si è detto che occorreva attendere le elezioni. Ora anche le elezioni sono passate, ma il dialogo non decolla".



    Quello che ancora non era chiaro, invece, è che all'interno dello stesso esecutivo vi sono almeno tre linee diverse su come procedere. Il rendiconto lo fornisce con una certa attendibilità l'ex direttore della "Stampa", Marcello Sorgi: la linea del ministro dell'Economia Padoa - Schioppa, secondo la quale "la concertazione non è condecisione" e spetta al governo in carica la responsabilità "esclusiva di decidere". Quella del ministro della Solidarietà sociale Ferrero, che spiega che comunque non serve per le decisioni "il consenso di Confindustria". Infine quella del ministro del Lavoro Damiano, secondo il quale il governo può procedere "solo se si riesce a trovare un accordo, una condivisione".

    Qualunque profano può accorgersi facilmente che il governo, prima di aprire il tavolo della concertazione con le parti sociali, dovrebbe per lo meno trovare una linea comune al suo interno. Non osiamo pensare a quanto tempo occorra perché lo stesso governo si intenda fra le sue componenti. Per cui, rispondendo a Ichino, guardando allo stato dei fatti, la soluzione della sua antinomia è semplice: paralisi.

    La nostra impressione è che il governo ne sia consapevole e che la concertazione sia intesa esattamente come il modo di fare passare il tempo per evitare spaccature verticali al suo interno, visto che ogni ministro rappresenta una forza politica o - come Padoa - Schioppa - riceve il sostegno di una parte cospicua dell'elettorato che si aspetta delle risposte, tanto più velocemente quanto maggiormente la crisi economica del paese, o le difficoltà del Paese, sono denunciate con forza. La nostra prima valutazione, e cioè quella che il governo non è in grado, causa le sue divisioni, di decidere alcunché è, in queste condizioni, confermata in pieno.

    Di più, un tale marasma consente ai leader radicali della maggioranza di ventilare le ipotesi più manichee. Vedi le posizioni di Diliberto, che chiede a gran voce di tassare i super ricchi, incoraggiato anche dal ministro degli Esteri che, presentatosi ai giovani industriali di Santa Margherita, non ha trovato di meglio da dire che occorre tassare le rendite. Bei tempi, quando il presidente del Consiglio D'Alema annunciava una riforma della previdenza che è stata poi precipitosamente accantonata. Perché noi potremmo anche capire l'aumento delle tasse ai super ricchi, il prelievo sulle rendite, tutte le rendite, ma il punto è che esse da sole non bastano per garantire il sistema sociale che si vorrebbe salvaguardare. Il governo non può eludere il problema dei tagli, soprattutto quando aumenta a dismisura anche gli incarichi dei sottosegretari, suscitando più di una preoccupazione - anche in opinioni amiche. Un partito come il nostro, che vanta da lunga data il primato della proposta della concertazione, non potrà esimersi dal prendere un'iniziativa sul tema del dialogo fra Confindustria e sindacati. Se non altro per rivendicare un valore originale di una politica dei redditi a noi cara, di cui questo governo, fin dai suoi primi passi, ha perso il senso del significato.

    Roma, 13 giugno 2006



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  7. #37
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    Citazione Originariamente Scritto da yurj
    Tremonti non sa fare i conti, ha lasciato buchi dappertutto. Parliamo di cartolarizzazioni? Ha venduto dallo stato allo stato!
    yurj,

    vi ha dimostrato che per finanziare la spesa demagogica delle Regioni rosse(la maggioranza) ci vuole reddito da stornare dal PIL a scapito dei consumi privati e lo farete voi così gli lettori saranno felici e vi firmeranno un mandato in bianco per una gnerazione.Contento?

  8. #38
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    Cool ... esemplare figura di 'garante istituzionale'...

    Ragazzi
    ecco quello che è successo ieri in Senato alla prima votazione. Non c'è che dire, aver affidato al sinistrume tutte le massime cariche dello stato è garanzia di massima imparzialità e rispetto delle regole democratiche...

    Da Il Giornale... buona lettura...

    Ministeri spezzettati, voto-caos al Senato. Il Polo protesta: ‘Hanno vinto i pianisti’…

    di Redazione



    Prima giornata di voto al Senato, primo girone d'inferno per il centrosinistra. Alla fine ce l'han fatta a non precipitare, ma per un pelo, grazie a qualche ‘pianista’ in un coro di sberleffi e proteste del centrodestra. Ma se questo è il debutto, ogni prossima seduta del Senato è da considerarsi a rischio. ‘Andrà sempre così - promette Altero Matteoli che ora guida i senatori An - noi c'eravamo tutti, e ci saremo sempre…’. Ieri pomeriggio partiva il voto d'aula sul decreto con cui Romano Prodi ha ‘spacchettato’ le competenze dei ministeri moltiplicando pani, pesci e poltrone. Roba da far crollare il governo se non passasse. Ma la richiesta di votare il decreto per parti separate, avanzata dall'opposizione, è stata archiviata in parità. Spieghiamoci. Al Senato s'usa ancora l'alzata di mano e se il risultato non è chiaro si fa la controprova col voto elettronico, il cui esito non compare sul tabellone luminoso ma solo sul piccolo schermo del presidente. Franco Marini ha dichiarato respinta la proposta, perché - così ha rivelato poi un senatore segretario della Cdl che aveva sbirciato - c'erano stati 157 sì e 157 no, e in parità perde il proponente. Dopo un poco il voto sulla costituzionalità del decreto. Alzata di mano, incertezza come prima, passaggio ai pulsanti ed ecco esplodere la bagarre perché da destra vedono a sinistra un senatore che si sbraccia a votare pure per i compagni assenti. Additano Gianni Nieddu, quello si difende. Marini va avanti ugualmente e dà la vittoria al sì della maggioranza. ‘Buffoni, imbroglioni!…’, urlano dalla Cdl mentre Matteoli denuncia: ‘Ma se prima erano 157 contro 157!…’

    Già, perché se anche adesso fosse così, avrebbe perso il centrosinistra, morto ammazzato il governo ‘spacchettato’, sfumato il sogno del potere alla prima prova di campionato. Però Marini taglia corto e derogando al regolamento [‘me ne assumo la responsabilità!…’, ha scandito…] ufficializza i numeri: ‘Il risultato della votazione è 158 sì, 155 no, un astenuto…’, che al Senato vale come voto contrario. Non vuoi fidarti del presidente?… Chiedi un giurì d'onore per verificare le tracce elettroniche del voto?… Ma via, il dato politico più serio è quello dei ‘pianisti’ sui quali Marini ha chiuso un occhio e Matteoli è ora amareggiato perché, subito dopo il risultato, aveva chiesto di intervenire proprio su quell'argomento, e il presidente non gli ha dato la parola. ‘E dire che nel discorso di insediamento aveva promesso di essere il presidente di tutti…’, commenta sconsolato l'ex ministro dell'ambiente. Sì, il ‘garante’... meglio credere a Babbo Natale.Tant'è che ieri i senatori d'opposizione c'erano tutti, quelli di maggioranza già deficitavano. Capirai, con l'età media dei padri a vita... L'olivetano Roberto Manzione denuncia ‘troppi assenti’ anche fra i non vitalizi. ‘Dovremo riflettere tutti insieme…’, sollecita. E questa era soltanto la prima prova. Ma domani è un altro giorno, diceva Rossella. Quella del film, ovviamente…



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    Nobis ardua

    Comandante CC Carlo Fecia di Cossato

  9. #39
    Hanno assassinato Calipari
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    Citazione Originariamente Scritto da tucidide
    yurj,

    vi ha dimostrato che per finanziare la spesa demagogica delle Regioni rosse(la maggioranza) ci vuole reddito da stornare dal PIL a scapito dei consumi privati e lo farete voi così gli lettori saranno felici e vi firmeranno un mandato in bianco per una gnerazione.Contento?
    Tremonti che finanzia la spesa delle regioni rosse? AHAHAAHAHAHAHA

    Siete la banda del buco, altrochè.

  10. #40
    Hanno assassinato Calipari
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    Il polo che parla di pianisti fa ridere

 

 
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