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Discussione: Il governo...

  1. #41
    memoria storica di PoL
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    Cool ... primi risultati della 'imbecillità al governo'...

    Ragazzi
    è proprio il caso di dire che il buon giorno si vede al mattino!… e così il prof. Mortadellona non si scompone più di tanto a dire che la famosa ‘riduzione del cuneo fiscale’ non si farà… del resto lo aveva detto lui stesso che non si riconosceva negli italiani che guardavano le Tv di Berlusconi ma solo negli altri…

    Da Il Giornale … buona lettura!…

    Già smentito il programma dell’Unione. ‘Lavoro meno caro solo tra un anno’…

    di Gian Battista Bozzo




    Roma - Prodigo di aggettivi e parco di numeri, Tommaso Padoa-Schioppa definisce 'non drammatizzata ma drammatica' la situazione dei conti pubblici, e aggiunge: '... è più grave che nel '92, gli italiani devono preoccuparsi tutti...'. Le stime della commissione Faini, che prevedono un deficit 2006 fra il 4,1 e il 4,6% sono 'molto ottimistiche'. Il deficit 'continua a crescere' e sui conti '... la preoccupazione è notevole... finché il debito non comincia a scendere non convinceremo il più difficile dei nostri interlocutori, il mercato che vuole sentire profumo di sangue...'. Ma ai parlamentari delle commissioni bilancio riunite di Camera e Senato il ministro dell'economia non fornisce cifre né dettagli sulla prossima manovra: '... per ora non abbiamo nessuna indicazione sull'entità della correzione...'. In realtà una notizia emerge dall'audizione del ministro. La riduzione del cuneo fiscale '... non si può fare con effetto immediato, entrerà molto probabilmente nella legge finanziaria...' e dunque varrà dal 2007. Sul punto si apre un problema quando Francesco Rutelli incontra un preoccupato Montezemolo e spiega:'... il taglio sarà già nella manovra. Stiamo discutendo tempi e modi, ma è fra le priorità d'avvio del governo...'. La frase sembra in netta contrapposizione a quanto detto dal ministro dell'economia, tanto che in serata Rutelli precisa: '... il taglio del cuneo fiscale sarà messo in campo dal governo con la legge finanziaria 2007...'. La seconda notizia viene dal sottosegretario all'economia Alfiero Grandi. Lo sforamento della spesa sanitaria in sei regioni si traduce in un aumento dell'acconto Irap che imprese e professionisti dovranno versare entro il 20 giugno...

    In Liguria, Abruzzo, Molise, Lazio, Campania e Sicilia l'aliquota sale al 5,25%. L'eventuale sovrattassa Irpef, aggiunge Grandi, scatterà con il saldo del giugno 2007. Gli incrementi di aliquote potranno essere revocati se, entro fine mese, si varerà un nuovo patto di stabilità interno con le regioni. Prima di intervenire in Parlamento, Padoa-Schioppa incontra il presidente della Confindustria, Luca di Montezemolo. È possibile che il ministro gli abbia anticipato la brutta notizia: nessun taglio di cuneo quest'anno, arrivederci al 2007. Inoltre la riduzione sarà 'selettiva' e non a pioggia, anche se questo non significa che ci sarà una 'discrezionalità politica'. Non è proprio quanto gli industriali avevano sperato. A Santa Margherita Montezemolo aveva sollecitato una riduzione 'generalizzata e consistente', e oggi ne parlerà con il presidente del consiglio a Palazzo Chigi. Ma a rimarcare quanto detto dal ministro dell'economia giunge da Berlino la precisazione del portavoce di Prodi, Silvio Sircana: '... il premier condivide l'analisi del ministro, che era stata concordata...'. Ai parlamentari delle commissioni bilancio riunite, Padoa-Schioppa spiega perché il taglio del cuneo fiscale sarà rinviato alla Finanziaria: '... che il cuneo debba diminuire è condiviso da tutti, maggioranza e opposizione. Ma il gettito del cuneo serve a finanziare una parte di spesa pubblica che non è facile da tagliare, e anche parte del sistema pensionistico che non può essere ulteriormente squilibrata...'

    Il taglio dei contributi avrebbe effetti negativi sui conti Inps. Poi spiega il suo concetto di selettività della riduzione: '... ad esempio, il taglio si può fare per il settore manifatturiero e non per gli altri. Il provvedimento deve dare il massimo in termini di crescita...'. La ripresa di questi mesi non rende infatti ancora 'sostenibile' la crescita del pil. Bisogna puntare al 2%, dice il ministro. L'atteso intervento di Padoa-Schioppa, il primo in Parlamento, è definito 'trasparente e serio', dalla maggioranza, ma delude il centrodestra. Giulio Tremonti rifiuta le drammatizzazioni del ministro e contesta non la parte tecnica ma quella 'politica' della relazione sui conti della commissione Faini. '... l'obiettivo del 3,8% nel rapporto deficit-pil è perfettamente raggiungibile a legislazione vigente se applicata...', afferma l'ex-ministro dell'economia. E Giuseppe Vegas [Fi] rileva che le stime della commissione 'endoministeriale' Faini sono 'incongruenti' con quelle di Bruxelles...



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    Nobis ardua

    Comandante CC Carlo Fecia di Cossato

  2. #42
    memoria storica di PoL
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    Talking ... primo della classe... e si vede!...



    Ragazzi
    a giudicare da quanto riporta il Corriere della Sera [http://www.corriere.it/Primo_Piano/P...15/meli.shtml]
    a sinistra si respira aria di grande ottimismo sul futuro di questo governo. Ecco alcune dichiarazioni riportate qua e là…


    Enrico Boselli : l’Unione ha vinto di un soffio... e di un soffio potrebbe perdere…

    Piero Fassino: la situazione del Senato non va sottovalutata…

    Roberto Villetti [a un giornalista con cui ha scommesso una cena sul risultato delle elezioni…]: dobbiamo andare al ristorante entro luglio altrimenti il rischio è che il governo Prodi sia già caduto e così tu poi non mi paghi più la scommessa…

    Andrea Papini: io non so come andremo avanti al Senato, perché non sarà facile. Dovremo inventarci qualcosa, altrimenti rischiamo…

    Paolo Gambescia: a Palazzo Madama è un disastro… dopo Pallaro e De Gregorio sappiamo già che ci sarà un terzo senatore che ammiccherà a Berlusconi… e pensare che eravamo tutti convinti che ci sarebbero stati degli spostamenti verso di noi, e invece sta accadendo il contrario…

    Antonello Falomi: è un vero miracolo se un governo che ha contro gli Usa, la Chiesa e la Confindustria riesce ad andare avanti…


    Niente paura!… il prof. Mortadellona [che non per niente è prof…] ha già in serbo la soluzione che garantirà lunga vita al suo governo. Eccola…

    … bisogna evitare il più possibile le votazioni a palazzo Madama… meno leggi farà il governo, meno imboscate avremo…

    … assolutamente geniale prof!!!… da autentico primo della classe!!!…
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    Nobis ardua

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  3. #43
    Hanno assassinato Calipari
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    Feciaspia.com

  4. #44
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    Cool ... l'arte di farsi dei nemici...



    Primi tangibili risultati del nuovo governo: lunghe code di passeggeri agli aeroporti di Fiumicino, Linate e Malpensa sono rimasti a piedi e i servizi alternativi a taxi [autobus, treni, auto a noleggio…] non sono in grado di far fronte alla situazione. Senza attendere la data stabilita [11 luglio…], in tutte le principali città italiane i tassisti hanno iniziato la protesta contro il decreto di ‘liberalizzazione’ di PierLuigi Bersani. Nella maggior parte dei casi si tratta di persone che hanno investito nella licenza e nel veicolo tutto quello che avevano, spesso i risparmi di una vita compresa la liquidazione. Il ‘decreto’ trasformerà tutto in carta straccia, lasciando loro sul lastrico. Bah, tutto quello che posso consigliare loro è: sciopero ad oltranza fino al ritiro del decreto!… e state certi che non sarete lasciati soli!…

    Da IlGiornale… buona lettura!…

    Una vendetta elettorale. Così ci mandano in rovina…

    di Giovanni Buzzatti

    Milano - Megafono alla mano, guidò i cortei di taxi contro il sindaco Albertini, desideroso di aumentare le licenze di taxi a Milano. E ora Alfonso Faccioli, tassista con laurea in psicologia, fondatore del sindacato Cat [Coordinamento ambientalista taxi] si rimette alla guida della protesta...

    Me lo hanno chiesto tutti, degli altri non si fidano… Stavolta tocca a Prodi, però...Si sono comportati peggio dei regimi: i dittatori cancellano i sindacati, questi li tengono in vita ma fanno come se non ci fossero...

    Che cosa succederà a Milano?...

    Blocchi a oltranza finché il ministro Bersani non ritira il decreto. Oggi ci riuniremo all'aeroporto di Linate, poi andremo a bloccare i radio taxi...

    A Milano oggi arriva il presidente della Repubblica...

    Se atterrerà a Linate, ci vedrà. L'obiettivo della protesta non è Napolitano. Lui, semmai, dovrebbe spiegare ai ministri che cosa vuole dire concertazione...

    Anche nella Cdl c'è chi è d'accordo con la liberalizzazione...

    A parte qualche voce fuori dal coro, tutti riconoscono che si è trattata di una vendetta elettorale...

    Che cosa vuole fare, secondo lei, il governo?...

    Ridurre le tariffe. Per farlo, però, ci manda in rovina...

    Nessuno, per ora, ha potuto leggere il decreto...

    Le cose si sanno. Finora non si poteva avere più di una licenza, in futuro non sarà più così. E presto permetteranno alle società di comprarle. Avremo pochi grossi gestori con dipendenti che lavorano male. Nel decreto si parla di licenze temporanee per i grandi eventi. Ma chi metterebbe in strada un taxi per usarlo 30 giorni l'anno?....

    Avete delle proposte?...

    Le facciamo da dieci anni. Bersani ritiri il decreto, poi se ne discuterà...



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    Nobis ardua

    Comandante CC Carlo Fecia di Cossato

  5. #45
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    Thumbs up ... avanti così!...

    Palermo, 3 lug . – [Adnkronos] - L'assessore comunale di Palermo, Stefano Santoro, partecipera' allo sciopero nazionale indetto per martedi' 11 luglio dai sindacati nazionali di categoria, scendendo a fianco dei tassisti palermitani contro il governo Prodi…

    ... very good!!!...




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    Nobis ardua

    Comandante CC Carlo Fecia di Cossato

  6. #46
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    Cool ... e chi ha detto che il comunismo sovietico è morto?...

    Ragazzi
    non so chi di voi ha afferrato qual è il ‘nocciolo’ del decreto di ‘liberalizzazione’ della professione di tassista ideato dal comunista Bersani. Fino ad oggi è sempre valsa la regola che ogni licenza era associata ad uno e un solo veicolo adibito al servizio taxi. Da oggi invece ogni nuova licenza sarà associata ad un numero illimitato di veicoli. In altre parole chi acquista una licenza e possiede mille veicoli è di fatto come se la pagasse mille volte di meno ed è in grado di offrire il servizio a prezzi che sono la metà o meno della metà di quelli che sono i prezzi odierni. Se si pensa che la FIAT di Montezemolo ha già istituito la divisione ‘FIAT Autotrasporti’ in quadro diventa di una chiarezza lampante: siamo in presenza di un piano concertato per far ‘scomparire’ un’intera categoria di persone, ‘colpevole’ di non poter trovare posto in un modello di società ‘comunista’…

    Ecco in proposito un bell’articolo [come sempre del resto…] del nostro amico Maurizio Blondet. Da www.effedieffe.com… buona lettura!…


    Tassisti, i nuovi kulaki

    di Maurizio Blondet



    Il ministro per lo sviluppo economico Pierluigi Bersani…

    Allora è chiaro, finalmente, quali erano i poteri forti che ostacolavano lo sviluppo in Italia: i tassinari. Quali lobby occulte si sottraevano alla competizione globale difendendo i loro privilegi con manovre dietro le quinte: i panettieri. E chi bloccava lo sviluppo?… La casta dei farmacisti.
    Ora, disciplinate queste categorie, l'Italia rifiorirà, la ricerca scientifica farà passi da gigante [i panettieri la impedivano, mica i baroni universitari…], i cervelli non fuggiranno più all'estero, tutto costerà meno. Non hanno niente da temere i 146-mila consulenti che lo stato e le regioni pagano 2 miliardi annui di euro. Niente gli strapagati di Bankitalia, la cui utilità sociale è pari a zero. Niente i 600 dipendenti dell'Ufficio Italiano Cambi, che continuano a prendere stipendi niente male anche se da 19 anni il controllo sui cambi non c'è più. Nessun rischio di diventare ‘competitivi’ sfiora i baroni universitari, con quei begli stipendi a cui non corrispondono né studi né ricerche. Questi, i ricchi di stato, i grand commis con posto sempre pronto fra Tesoro e Goldman Sachs, non sono parassiti. I parassiti sono stati smascherati: sono gli artigiani a partita IVA…

    Siamo tutti più liberalizzati, come dice Prodi. I notai anche. Ma contro questa categoria, le misure sono puro fumo negli occhi. La sola cosa che davvero avrebbe intaccato i guadagni miliardari di questa vera corporazione non è stata fatta. Sarebbe bastato obbligarli a registrare gli atti di compravendita d'immobili a cifra fissa, e non come ora in percentuale. Perché oggi, i notai guadagnano 1.400 euro, diciamo, sul cittadino che compra un box da 20 mila euro, 14 mila su un appartamento da 200 mila euro, 140 mila su una villa da 2 milioni, anche se la fatica dell'atto notarile è la stessa. Ma questo no, la sinistra non l'ha fatto. Colpire i grossi, mai. I piccoli sempre. E' la politica tradizionale della sinistra ‘disciplinare’ i privati, specie quelli troppo piccoli per fare lobby. Non so se avete notato, è partita [da tutti i giornali della sinistra, ma a dare il via è stato Il Corriere di Montezemolo…] una vera campagna contro ‘l'egoismo dei tassisti’, la ‘lobby dei fornai’. Ormai, se si parla di ‘corporazioni’, s'intendono loro, mica i magistrati inadempienti e insindacabili, i segretari parlamentari e i direttori generali di ministero o di regione…

    Quelli, non questi sono additati come nemici del popolo e ostacolo alla liberalizzazione, colpevoli del declino, ‘palla al piede’ di una società che, se non fosse per loro, farebbe concorrenza alla Cina e si riempirebbe di scienziati intenti a brevettare sempre nuove invenzioni. Voglio solo far notare un piccolo particolare: i tassisti in servizio, per avere la licenza, l'hanno pagata cara.
    Anche 300 mila euro. Anche 800 mila, dicono. Questo perché le licenze erano in numero fisso e limitato. Oggi, il numero diventa illimitato. Le licenze pagate carissime non valgono più niente. Conclusione: ciò che è stato fatto ai tassisti è un esproprio senza indennizzo. Almeno così si direbbe se vigesse lo stato di diritto. Ma per la sinistra è l'abolizione di un privilegio, e la stampa è tutta d'accordo. Questo, scusatemi, ricorda una liberalizzazione storica, effettuata da un liberista di nome Josip Stalin negli anni '30. Allora, ad essere presi di mira furono i coltivatori diretti, detti kulaki. Grandi lavoratori, relativamente benestanti, assumevano braccianti e davano da mangiare [sulla ricca terra nera russa e ucraina…] a tutti i russi…

    Il regime sovietico avendo provocato il disordine sociale e rotto il funzionamento dell'economia, accadde che nelle città ‘liberate dal capitalismo’ cominciasse a rincarare il cibo. Non per la nomenklatura, che disponeva di negozi privilegiati pieni di storioni e caviale, ma per gli operai. La colpa, sancì la Prava, era dei kulaki che si opponevano all'ammasso senza indennizzo del grano e lo nascondevano. Attiva, feroce campagna di stampa. Il PCUS mandò i suoi attivisti a ‘smascherare’ i kulaki e a requisire il grano ‘nascosto’. Dove trovavano grano, procedevano a fucilazioni dei ‘profittatori’. Nel loro zelo, i nomenklaturisti finirono per requisire [sempre senza indennizzo…] anche il grano conservato come semente. I kulaki lo fecero presente: l'anno prossimo non ci sarà raccolto. Risposta: altre fucilazioni a migliaia. Accadde quel che qualunque contadino sapeva: l'anno seguente, niente raccolto. Fame nera, nelle campagne e nelle città. Una fame che mai la Russia, proverbiale esportatrice di grano, aveva conosciuto nella storia, nemmeno durante la servitù della gleba. Il Partito corse ai ripari. Come?… E' semplice: deportò nei lager diversi milioni di kulaki con le loro famiglie…

    Solgenitsin ha descritto quelle file di povera gente smagrita, scheletrica, avviata al gulag con i bambini morti di fame in braccio. E ha descritto come le popolazioni, al passaggio di queste file di sciagurati, inveissero contro di loro: affamatori!…sfruttatori!… Onnipotenza della propaganda. Ora in Italia governa la nomenklatura dei privilegiati di stato. Stesse nomenklature, stessi metodi. Ogni nomenklatura si affretta a disciplinare non se stessa, ma i privati. Anche la propaganda è simile. Stessa stampa servile, zelante nel denunciare i piccoli produttori di beni e servizi come ‘sfruttatori’. Dati i tempi cambiati, è possibile che i tassisti non verranno internati. Diverranno solo più poveri. Se andate a New York, vedete chi fa il mestiere di tassista. Africani appena sbarcati che non parlano l'inglese, immigrati da terzi mondi miserabili che non conoscono le strade. In USA il tassista è un mestiere sotto i 3 dollari l'ora, quello dei disperati. A New York è appunto un mestiere liberalizzato. Come ci istruisce Il Corriere, la Prava di Montezemolo, mentre a Milano ci sono 2,1 taxi ogni 100 abitanti, a New York ce ne sono 8, a Londra ce ne sono 8,3. Una bella concorrenza, da noi sconosciuta. Ma non è che i prezzi siano più bassi. A Milano sono 7,6 euro per una corsa di cinque chilometri. A Londra 11,05 euro. A New York, ci dice Il Corriere, 6,76. A parte che nella Londra liberalizzata i taxi costano parecchio più che a Milano [dov'è il vantaggio per il consumatore?…], quella di New York è una cifra falsa. Sì, la corsa costerà anche 7 euro, ma provate a non dare al tassista la mancia del 20-30%. Rischiate che vi insulti o vi picchi, perché la mancia è ‘obbligatoria’ in USA, dato che è la sola vera paga di questi miserabili. L'America liberalizzata è un mondo di working poors, cioè di gente che, pur sgobbando, resta in miseria. L'America è piena di camerieri, di donne delle pulizie, di vecchietti che lavorano nei supermarket aperti alle 4 del mattino perché non hanno la pensione. E persino di lustrascarpe, figura che in Europa è scomparsa dal 1947. Magari non credevate che questo fosse l'ideale di Bersani e del governo delle sinistre. Il fatto è che sotto quell'etichetta ‘sinistra’ sono andate al potere le corporazioni che non solo si sottraggono alla competizione del libero mercato, ma si ritagliano emolumenti sempre più scandalosi dal denaro dei contribuenti…

    Prodi, Visco, Bersani, Padoa Schioppa sono membri di quelle corporazioni e nomenklature, che vivono nel lusso prendendo i soldi ai cittadini, e il solo loro pensiero è estorcergliene sempre di più. Per lo ‘stile di vita’ di questi servitori del settore pubblico, basta pensare a Emilio Colombo, scoperto a 82 anni a farsi comprare la coca dalla sua scorta [incidentalmente gli agenti della GdF avrebbero dovuto arrestarlo, altro che servirlo…]. Né il caro Ciampi gli ha suggerito di dimettersi dalla carica di senatore a vita di cui è indegno, né lui ci ha pensato neppure un momento. Questa gente vive al disopra della legge, impunemente sfruttatrice. E per di più bolla come parassitarie categoria di piccoli artigiani che guadagnano cento volte meno di loro, con tutti i rischi della vita non-protetta. Ora vogliono aumentare la ‘competitività’ dei fornai e dei farmacisti. Ma è competitivo Mario Draghi?…Merita il milione di euro annuo?… La cifra è incerta, è un segreto di Stato. Nei paesi normali gli stipendi pubblici devono essere pubblicati, in Italia no. Il governatore della Federal Riserve guadagna un quinto di lui, ed ha qualche responsabilità e competenza in più. E' competitivo Ciampi?… Eppure ad occhio e croce cumula almeno tre pensioni stratosferiche ed emolumenti, quella di governatore di Bankitalia [un laureato in lettere, non economista, da noi può dirigere la Banca Centrale!…], quella di ex-capo di stato, quella di senatore a vita…

    Ma la stampa ci invita a deplorare i taxisti e i fornai. Bersani ha applicato, standosene sicuro sotto l'ombrello della non-competitività pubblica, il programma liberista di Milton Friedman. Non proprio di sinistra. Ma almeno Friedman e il liberismo rispondono in USA alla volontà popolare, e in USA non ci sono miliardari di stato, dipendenti pubblici arricchitisi con le paghe pubbliche. Che sinistra è?… Bersani ha da pensare alle COOP rosse, che non pagano uno straccio di tasse, di cui manterrà i privilegi. Ha da pensare allo stipendio di Mario Draghi. Alle pensioni di Ciampi. A non far mancare la neve a Colombo. Bersani ha da pensare alle lobby, quelle vere, ai poteri forti reali: i grandi gruppi che privatizzano gli utili e pubblicizzano le perdite, grandi sindacati contigui, grandi banche amiche, grandi cooperative la cui dirigenza ha in tasca la tessera giusta, e tutti i nani e ballerine della RAI, i figli e i nipoti dei nomenklaturisti [a meno si voglia credere che madame Berlinguer sia una brava giornalista…]. E' giusto, sono i parassiti che hanno conquistato il potere.
    Il presidente dei notai ha detto che Bersani ha messo a punto le sue ‘liberalizzazioni’ contro i poveri negli uffici di Montezemolo. Il Corriere ha chiesto al proto-notaro di scusarsi per la 'insinuazione’. Ma è un'insinuazione o la verità?… Piacerebbe saperlo…



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    Nobis ardua

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  7. #47
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    Cool ... la realtà di certe 'liberalizzazioni'...

    Tutti 'bananas' certo!... ma non proprio tutti minorati deficienti caro prof. Mortadellona!...

    Da www.gaetanosaglimbenitaormina.it... buona lettura!...

    Le liberalizzazioni di Prodi e Bersani?... 'Servono solo alle cooperative rosse...'

    di Gaetano Saglimbeni



    'Se al governo ci fossero liberali e socialdemocratici - dice il prof. Antonio Martino [Forza Italia], ex-ministro per la difesa - non avrei alcun motivo per manifestare dei dubbi. Le liberalizzazioni giovano alla concorrenza, al mercato e quindi agli interessi dei cittadini. Ma al governo, lo sappiamo tutti, c'è oggi un'alleanza tra chi vuole rifondare il comunismo in Italia, chi programma di nazionalizzare tutto e chi vuole tassare i grossi patrimoni sopra i 180-mila euro. E questa realtà, decisamente illiberale, non può non far nascere in noi liberali di antiche tradizioni serie preoccupazioni. Anche perché c'è il sospetto che le iniziative del ministro per lo sviluppo economico Bersani nascano da intendimenti punitivi e vadano a colpire solo ben determinate categorie, quelle 'non amiche' della attuale maggioranza, e risparmino invece quelle vicine ai partiti di governo, con interessi e privilegi che sono sempre esistititi e continueranno purtroppo ad esistere...'. Parole sagge, responsabili, amare e inquietanti. Perché il problema non è semplicemente di evitare che a pagare siano soltanto certe categorie. Bisogna pure impedire che i sacrifici di una parte della cittadinanza vadano ad esclusivo beneficio di soggetti e gruppi imprenditoriali ben precisi, i quali potranno così moltiplicare i loro affari, alla faccia di chi è costretto per legge a far fronte a nuovi e sempre più pesanti oneri. Insomma, se liberalizzare significa aprire alla concorrenza e ad un mercato sempre più libero, togliere antichi e nuovi privilegi alle professioni ed alle corporazioni sempre condannate [a parole...] ma che non hanno mai smesso di esistere, è dovere di chi governa dare la certezza assoluta che a pagare siano tutti in egual misura, ciascuno nell'ambito del proprio lavoro e della propria attività professionale, e non ci siano i soliti 'furbetti di quartieri e quartierini' pronti a incrementare i loro business sfruttando i sacrifici dei soliti fessi...

    Le liberalizzazioni di Prodi e Bersani?... 'Servono solo alle cooperative rosse, nei confronti delle quali comunisti ed estremisti di sinistra hanno chiaramente degli obblighi...', hanno risposto a muso duro alcune delle categorie prese di mira dai primi provvedimenti di una riforma annunziata a colpi di grancassa per tutti ma che ha evitato [almeno per adesso...] di colpire ed anzi favorisce privilegi e interessi di parte. 'I farmaci di banco - spiegano i rappresentanti dei sindacati di categoria - favoriscono chiaramente la grande distribuzione, i supermercati. E i tassisti vengono duramente penalizzati dalle licenze libere che hanno acquistato a prezzi esorbitanti [anche a 200-mila euro...] e adesso imprenditori senza scrupoli possono accumulare acquistandole dai comuni a prezzi stracciati, per affidarle a propri dipendenti e magari a lavoratori in nero...'. Si profilano insomma nuovi business, affari d'oro per i soliti 'furbetti di quartieri e quartierini' ed i loro santi protettori...

    Non sono esplose soltanto nella Casa delle libertà, naturalmente, le proteste. E' andato su tutte le furie, per esempio, il Clemente Mastella dell'Udeur, ministro della giustizia, il quale si è abbandonato ai soliti stucchevoli piagnistei con minaccia di abbandonare la sua poltrona di guardasigilli e far dare dal suo partito al governo soltanto un appoggio esterno. A sentir lui, il ministro Bersani avrebbe già fatto tutto, d'intesa con il premier Prodi, per liberalizzare anche professioni, ordini e collegi professionali che sono invece di sua esclusiva competenza. Ed il buon Mastella, questa volta, si dice d'accordo con i leader del centrodestra che rimproverano a Prodi e compagni la solita politica dei due pesi e due misure o dei figli e figliastri: piena concertazione del governo delle sinistre con quelli che sono i figli prediletti, i quali vengono consultati prima della adozione di un provvedimento ed hanno facoltà di bloccarlo se non risulta di loro gradimento, mentre per i figliastri, quelli che hanno votato e votano per il centrodestra, non c'è nessuna consultazione preventiva e possono soltanto prenderne atto, a cose fatte. La democrazia, i comunisti e l'estrema sinistra che il neo compagno Prodi ha portato al governo, la intendono così...

    'Il pacchetto Bersani - dice Sandro Bondi, coordinatore nazionale di Forza Italia - non è una rivoluzione liberale come [con forte sprezzo del ridicolo...] lo ha definito Romano Prodi. Sono provvedimenti che hanno il vizio d'origine della parzialità, dell'improvvisazione, della necessità di non toccare gli interessi delle fasce sociali controllate dalla Cgil e dalla sinistra comunista, certamente non in grado di poter guarire i mali endemici del sistema corporativo, proprio perché toccano soltanto alcune categorie e in certi casi rischiano di avere effetti devastanti, rischiando di impoverire migliaia di famiglie [come accadrà per i tassisti, le cui licenze diventeranno improvvisamente carta straccia...]'. 'La concertazione - spiega il coordinatore azzurro - era un punto fermo del programma di Prodi e delle sinistre, doveva segnare la discontinuità con il precedente governo. Solo che è stata applicata a senso unico, con un intento chiaramente punitivo nei confronti di settori considerati ostili o comunque fuori dal controllo dei suoi referenti sociali. Perché il governo delle sinistre non usa la stessa durezza con i sindacati che si mettono di traverso per osteggiare la riforma delle pensioni, con la grande industria che privatizza i guadagni e pubblicizza le perdite, con i comitati anti-Tav che ci vogliono tagliare fuori dall'Europa?...'



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    Nobis ardua

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  8. #48
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    Predefinito

    I deboli sforzi del governo sono a rischio costante

    di Gianni Ravaglia

    La manovra predisposta dal Governo contiene tre verità. La prima, che il governo Berlusconi non ha lasciato alcuna voragine nascosta nei conti pubblici. La seconda, che il risanamento dei conti, pur necessario, è stato rinviato perché ancora, nella maggioranza, non c'è accordo. La terza, che il governo in carica non ha dimostrato alcun coraggio nell'avviare un giusto processo di liberalizzazioni, per il semplice motivo che gli oppositori a quelle misure stanno nel polo opposto. Le misure assunte non sono nemmeno sorprendenti, se è vero come è vero che, a suo tempo, su queste colonne, a commento del programma dell'Unione, è stato scritto che la parte relativa alle liberalizzazioni era quella più convincente. Detto questo, per ripristinare un minimo di verità sull'interpretazione dei fatti, le parziali misure per avviare la liberalizzazione dei servizi rappresentano una svolta positiva, da tempo sollecitata, a tutto vantaggio del cittadino-consumatore. Che poi a questo risultato ci abbia portato il diessino Bersani piuttosto che il forzista Scajola, la dice lunga sulla composizione socio - economica della destra e della sinistra, e sulle contraddizioni che, per converso, attraversano i due poli. Come non dare ragione a "Il Foglio" quando scrive : "Era quello che avrebbe dovuto fare il governo di centrodestra il giorno numero uno del suo insediamento". Ma non l'ha fatto, né il primo giorno, né l'ultimo. E a stare al programma della Casa delle Libertà, forse non lo avrebbe mai fatto, se abbiamo presenti le forti contestazioni di An contro tali provvedimenti e il fatto che, quel programma, sul piano di Lisbona aveva glissato.

    Naturalmente quando, come scrive Giavazzi sul "Corriere", si tratterà di assumere iniziative concrete per il risanamento, allora esploderanno le contraddizioni presenti nel centrosinistra, così come stanno esplodendo sulla politica estera. Per intanto le battute di Tremonti sulla manovra "taglia-zanzara", non tolgono credibilità all'accusa, lancinante, di Prodi: "Questa riforma avrebbero dovuto farla quelli che si spacciano per liberali e non un governo tacciato di essere comunista". E' proprio così! Chissà se avranno capito, i leaders della Casa delle Libertà, perché da anni perdono ogni elezione e le ultime politiche le hanno pareggiate solo per l'invenzione berlusconiana di cancellare l'Ici. Chissà se avranno capito perché hanno perso la sfida federalista della quale non si conoscevano strumenti e soprattutto i costi. Chissà se avranno capito che una coalizione che vuole chiamarsi liberale non può barattare i diritti dei cittadini-consumatori con la difesa corporativa di singole categorie, che vogliono sì difendere i propri privilegi ma che, ovviamente, rivendicano i propri diritti di cittadini-consumatori quando si tratta di liberalizzare le categorie altrui. Chissà, soprattutto, se Berlusconi avrà capito che la semplice sommatoria di interessi può dare un potere effimero, ma non può dare una politica credibile nel lungo periodo. Aver dato una devolution con costi crescenti e la liberalizzazione del mercato del lavoro a Bossi, il rapporto con Chiesa e la legge proporzionale con premio di coalizione a Casini, il premierato forte e la difesa degli interessi di corporazioni incongrue a Fini, aver ridotto le imposte mentre si aumentava la spesa pubblica, ha indebolito e tolto credibilità ad un complessivo disegno liberale che era stato percepito e apprezzato dall'opinione pubblica. Analogo problema si porrà, tra qualche tempo, al centrosinistra. Anche Prodi è stato costretto ad appaltare settori di intervento alla sua variegata, e per di più risicata, maggioranza. Diamo tempo al tempo. Anch'egli ne pagherà il prezzo in termini di credibilità, quando dovrà decidere se liberalizzare i servizi locali o dovrà scegliere se tagliare la spesa o aumentare le tasse. Ma la vera lezione che dovrebbe trarsi da tale bailamme è che questo sistema politico, così configurato, non regge. Il cittadino ha diritto ad avere un sistema politico che impedisca, se egli decide di votare Prodi, di dovere fare i conti con i veti di Bertinotti, così come, se decide di votare Berlusconi, non deve essere costretto a fare i conti con i veti di Storace. Un sistema che garantisce il diritto di veto a forze politiche anomale, rispetto al disegno di fondo della coalizione, è un sistema sbagliato. E prima si porrà mano a questo nodo, meglio sarà per l'Italia.



    tratto dal sito del Partito Repubblicano
    http://www.pri.it


  9. #49
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    Thumbs up ... vittoria!!!...

    Da IlGiornale di oggi una notizia… fantastica!...

    Taxi, il governo mette la retromarcia

    Dopo aver tuonato ‘indietro non si torna’, l’Unione cancella la norma che prevedeva il cumulo delle licenze. Prodi presenta il Dpef, ma il ministro di Rifondazione non lo vota. Critici anche Verdi e PdciRetromarcia del governo. I taxisti cancellano lo sciopero dopo l'eliminazione della norma sul cumulo di licenze per la quale il ministro Bersani aveva detto ‘indietro non si torna’. E scoppia la grana Dpef che Verdi e Comunisti non firmano...

    … sempre così ragazzi!… boia chi molla!… e questo è solo l’inizio!…



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    Nobis ardua

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  10. #50
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    Citazione Originariamente Scritto da Fecia di Cossato


    Ragazzi
    a giudicare da quanto riporta il Corriere della Sera [http://www.corriere.it/Primo_Piano/Politica/2006/06_Giugno/15/meli.shtml]
    a sinistra si respira aria di grande ottimismo sul futuro di questo governo. Ecco alcune dichiarazioni riportate qua e là…


    Enrico Boselli : l’Unione ha vinto di un soffio... e di un soffio potrebbe perdere…

    Piero Fassino: la situazione del Senato non va sottovalutata…

    Roberto Villetti [a un giornalista con cui ha scommesso una cena sul risultato delle elezioni…]: dobbiamo andare al ristorante entro luglio altrimenti il rischio è che il governo Prodi sia già caduto e così tu poi non mi paghi più la scommessa…

    Andrea Papini: io non so come andremo avanti al Senato, perché non sarà facile. Dovremo inventarci qualcosa, altrimenti rischiamo…

    Paolo Gambescia: a Palazzo Madama è un disastro… dopo Pallaro e De Gregorio sappiamo già che ci sarà un terzo senatore che ammiccherà a Berlusconi… e pensare che eravamo tutti convinti che ci sarebbero stati degli spostamenti verso di noi, e invece sta accadendo il contrario…

    Antonello Falomi: è un vero miracolo se un governo che ha contro gli Usa, la Chiesa e la Confindustria riesce ad andare avanti…


    Niente paura!… il prof. Mortadellona [che non per niente è prof…] ha già in serbo la soluzione che garantirà lunga vita al suo governo. Eccola…

    … bisogna evitare il più possibile le votazioni a palazzo Madama… meno leggi farà il governo, meno imboscate avremo…

    … assolutamente geniale prof!!!… da autentico primo della classe!!!…
    --------------

    Nobis ardua

    Copmandante CC Carlo Fecia di Cossato
    intanto il culo del prof. spero ci faccia vincere i mondiali.. dopo di che che il governo cada pure... ehehehe

 

 
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