APPENA nata, la Finanziaria sembra non avere più padri.
da Il Tempo
Critiche sono arrivate dall’opposizione, ma sono giunte soprattutto da autorevoli esponenti della maggioranza, dai sindaci di sinistra, dalla Confindustria. Così lo stesso Prodi si è dovuto affrettare a garantire che la manovra potrà essere rivista in Parlamento. Troppo facile dire che poteva pensarci anche prima, la Finanaziaria non è stata il frutto di una notte, ma di una elaborazione durata settimane, se non mesi. Alla luce di quanto sta accadendo anche all’interno del centrosinistra bisogna ammettere che saggia è stata la posizione dei leader dell’opposizione che hanno evitato di alzare il tiro, di arrivare subito a quel muro contro muro che alla fine avrebbe finito per rafforzare Prodi ricompattando il suo sgangherato schieramento. Ora nessuno potrà accusare la Casa delle Libertà di avere ricercato lo scontro. Così la strategia sarà quella di provare a modificare in Parlamento il provvedimento partendo da quella riforma del Tfr che scontenta tutti, imprese e lavoratori. Governare con uno schieramento sfilacciato, con gli imprenditori sul piede di guerra non è cosa facile. A tutto questo si aggiunge l’opposizione che ha lanciato un vero ultimatum. Condurrà la battaglia con l’obiettivo di giungere a delle modifiche sostanziali. Poi, se lo sforzo dovesse rivelarsi inutile, ricorrerà alla piazza. E c’è da scommettere che a quel punto all’appello non risponderanno soltanto gli elettori di centrodestra. La piazza è stata spesso utilizzata dalla sinistra per incalzare i governi. E nel ’94 la mobilitazione ha avuto la sua importanza per far cadere il primo governo Berlusconi. Ora le parti si invertono: per ceti medi e imprenditori, piccoli e grandi, potrebbe essere l’occasione per farsi sentire. Non solo, ma dall’altra parte non troveranno barricate. Cercare un difensore di questa Finanziaria, che non sia Padoa Schioppa, è più difficile che vincere al Superenalotto. Così per una volta la piazza potrebbe sancire la condanna del governo Prodi. Vale anche per lui il vecchio detto: chi di spada ferisce...




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