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  1. #1
    SENATORE di POL
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    Predefinito La Stangata Progressista

    dal quotidiano LIBERO di oggi

    " Benzina, casa, Iva: stangata progressista

    ROMA La Manovra- bis sui conti 2006 è « oramai inevitabile » e « il governo è impegnato a correggere lo squilibrio delle finanze pubbliche e a ricondurre disavanzo e debito entro i parametri europei » . Il ministro dell'Economia, Tommaso Padoa- Schioppa, è didascalico. L'analisi dei conti pubblici - condotta dal professor Riccardo Faini con la collaborazione di Banca d'Italia, Istat e Isae - lascia pochi margini all'entusiasmo. Scrivono i tecnici: « Non tutte le misure previste dalla legge Finanziaria 2006, anche nel caso di piena attuazione, potrebbero conseguire gli effetti iscritti a bilancio. Tra essi si segnalano il concordato di massa e i vincoli di spesa sugli enti locali » . Insomma, il problema è che neppure i quattrini previsti dalla Manovra 2006 sono certi. Gli esperti di Padoa- Schioppa ritengono probabile uno sforamento di almeno mezzo punto di Pil: vale a dire oltre 7 miliardi di euro. Come se non bastasse la Commissione Faini solleva molti dubbi sulla « sostenibilità degli investimenti previsti in Finanziaria per Ferrovie, Anas, consumi dello Stato, contratti di servizio delle imprese pubbliche » e attuazione della " regola del 2%" sui tetti di spesa. In pratica: non solo difficilmente si porteranno a casa i soldi preventivati, ma forse non sarà possibile neppure limitare le uscite e pagare quanto previsto. Morale? Il rapporto deficit- Pil viene stimato nel 2006 « al 4,1%, in crescita rispetto al 3,8% contenuto nella Relazione Trimestrale di cassa » . Ma potrebbe anche lievitare al 4,6%, per effetto di queste incognite di gettito e di risparmio. Di sicuro il rapporto debito/ Pil quest'anno salirà al 108,3% ( 1,9%). Dell'entità della Manovrabis Padoa- Schioppa ne ha parlato ieri sera a Lussemburgo - prima della riunione di oggi dell'Eurogruppo - con il Commissario Ue per gli Affari economici, Joaquin Almunia. E anche con il presidente Jean- Claude Juncker, con il ministro delle Finanze francese, Thierry Breton, e con il tedesco Peer Steinbruck. La Manovra correttiva dovrebbe essere pronta insieme al Documento di programmazione economica e finanziaria tra fine giugno e inzio luglio, in modo che possano essere presentate all'Eurogruppo e Ecofin del 10 e 11 luglio a Bruxelles. Però, secondo la Banca d'Italia, per riportare il rapporto deficit/ Pil sotto il 3% serve una manovra correttiva - spalmata sui prossimi 18 mesi - di 28 miliardi di euro. Più prudente via XX Settembre: dai 7 ai 10 miliardi. Dove trovarli? Rendite finanziarie. Porta - re dal 12,5% al 20 ( o anche 23%) le tasse sugli investimenti finanziari. Spalmando la nuova tassazione su tutti gli strumenti ( imposta al 23%) si potrebbero incassare ben 8 miliardi. Con rialzi più contenuti - e mirati a colpire la sola speculazione - si incasserebbe 1 miliardo. Peccato che tassando i Bot potrebbero fuggire gli investitori e toccherebbe alzare gli interessi. Ritocco dell'Iva. Ogni aumento di un punto percentuale di Iva vale 3,5 miliardi di maggior gettito. Ma agendo su questa Imposta si rischia di penalizzare i consumi. E proprio per questo Vincenzo Visco ( Finanze) è contrario. Rendite catastali. Aumen - tando del 15% il valore degli immobili, crescerebbe il gettito Irpef, Ici, addizionali regionali e imposta di registro. Incasso: 1 miliardo di euro. Successioni. L'idea di riproporre l'imposta di successione è concreta, ma vale poco: abolendola il governo Berlusconi ha rinunciato a 300 milioni. Sempre che non vengano " stangati" i patrimoni oltre i 500mila euro. Benzina e sigarette. Sem - pre in auge ( gettito certo) l'ipotesi di aumentare le sigarette. Più complicato agire sui carburanti. A meno di non ridurre l'agio dei produttori. Evasione. Caccia all'Iva: all'appello mancano 20 miliardi di Iva che lo Stato non riesce ad incassare. Contributi. Rialzo al 20% dei contributi sui contratti precari ( ora al 18,2%), e per quelli degli autonomi. Pedaggi Il ministro delle Infrastrutture, Antonio Di Pietro, propone di aumentare i pedaggi autostradali « per creare un fondo finalizzato a terminare le grandi opere » . Antonio Castro "

    Saluti liberali

  2. #2
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    dal quotidiano LIBERO di oggi...

    " D'Alema vuol più tasse Confindustria lo gela

    di NINO SUNSERI

    LE PROPOSTE DEL VICEPREMIER

    SANTA MARGHERITA La presenza di Massimo D'Alema era prevista. Quella di Gianfranco Fini, no. Al presidente di An, che a sorpresa prende la parola, i padroni di casa riservano un ruolo di protagonista. Il convegno delle nuove leve di Confindustria di Santa Margherita diventa il palcoscenico per un confronto tra i due leader, che si sono appena passati il testimone come vicepremier e titolari della Farnesina. Ma diventa anche il termometro delle simpatie. Se per Fini il gioco pare fin dall'inizio molto facile, con una platea che si lascia andare volentieri all'applauso e all'apprezzamento, per D'Alema l'approccio è tutto in salita. Il silenzio accompagna tre quarti del suo intervento. Non una parola, non un gesto, non un battimani arriva dalla sala. Del resto non fa nulla per rendersi gradevole. Lo dice anche chiaramente: «Non sono qui per cercare simpatie». Infatti non risparmia ruvidezze. Per esempio ripetendo che il cuneo fiscale non potrà essere concesso a tutte le imprese mentre i quotidiani, ancora freschi di stampa, traboccano del risentimento di Confindustria. È stato aspro il vice premier secondo il suo stile. Ha parlato anche di tasse, insistendo sullo slogan caro alle sinistre che vogliono aumentare le tasse sulle rendite finanziarie. Alla fine l'applausometro segnerà una netta vittoria per il rivale. Per Gianfranco Fini che, intervistato da Mauro Mazza (Rai) otterrà un battimani al termine di ogni risposta. Cinquanta minuti di calore che si contrappongono alla gelida accoglienza verso D'Alema. Ad un certo momento pare addirittura che stia per partire un fischio che trasformerebbe un convegno sostanzialmente di routine, in un avvenimento mediatico di prim'ordine. Ma è solo un rumore di fondo. Forse il trillo di un telefonino lasciato inavvertitamente acceso. Solamente nell'ultima parte dell'intervento il ministro degli Esteri ottiene uno stentato consenso. Prima grazie a qualche qualche battuta di spirito. Per esempio per la rivista di cui è editore «che è per tutti ma purtroppo in pochi comprano». Oppure sui banchieri «di cui parlano male tutti». La sala non si scalda nemmeno per parole-chiave che, pronunciate da altri forse l'avrebbero scatenata. Nessun applauso quando D'Alema spiega le liberalizzazioni da fare. Oppure quando illustra la differenza tra eguaglianza ed egualitarsimo. Nulla quando condanna le corporazioni che impediscono al merito di emergere. Solo nei minuti conclusivi tocca un po' il cuore della platea. Quandopunta sui temi cari alla platea degli industriali. Quando condanna la rissa continua tra i partiti. Quando dice basta alla campagna elettorale che non finisce mai. L'unico, sincero apprezzamento giunge proprio in zona Cesarini. Quando D'Alema parla dei giovani. Delle prossime generazione che dovranno giudicare il lavoro dei loro genitori. «E se saranno costretti a cercare un lavoro soddisfacente all'estero metteranno sul banco degli imputati non D'Alema o Fini,ma l'intera classe dirigente che ha governato il Paese negli ultimi anni». Certo per l'Unione la questione settentrionale sta diventando spinosa. A Santa Margherita non si è ripetuta Vicenza e nemmeno la contestazione di Varese a Guglielmo Epifani. Tuttavia era evidente la simpatia verso il centro-destra. Perché c'è stato lo show di Gianfranco Fini soprattutto quando ha riconosciuto che la campagna elettorale è finita e di urne sarà bene non parlare più per un po' di tempo.Mac'è anche il successo di Roberto Maroni, ex ministro del Welfare. Il successore, Cesare Damiano parla per mezz'ora nel silenzio. Parla di pensioni e parla di Legge Biagi. Dice che non la vuole abrogare ma solo sfrondarla delle robe inutili. Risponde Alberto Bombassei, vice presidente di Confindustria: «Caro ministro che bisogno c'è di abolire le parti della Legge Biagi che nessuno usa? Vuol dire che sono fiori appassiti. Cadranno da soli». Parole di buon senso che Damiano non raccoglie. Forse perché in questa insistenza del ministro nel riprendere la Legge Biagi, pur apprezzandola nel suo complesso, c'è dell'altro. La platea lo sa. Infatti non applaude.
    BASTA PROMESSE «Il tempo delle promesse è finito, è il momento delle scelte». A strigliare il mondo della politica e dell'economia, è stato Luca Cordero di Montezemolo nel discorso conclusivo fatto al convegno dei giovani imprenditori. «La strada dello sviluppo - ha aggiunto il presidente della Confindustria - richiede scelte alte e di grande rigore». A preoccupare Confindustria sono «il prezzo del gas e petrolio il costo del denaro e soprattutto la situazione della finanza pubblica». Che va sistemata
    "


    Saluti liberali

  3. #3
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    la reazione dell'economia produttiva alla vittoria delle sinistre ad aprile è di segno negativo e mi domando quali risultati potranno dare tutte le chiacchere e i provvedimenti del governo quando la sola presenza al governo delle sinistre crea clima di sfiducia immediato.
    Ora potranno concertare tutti i massimi sistemi di felicità ma le cose economiche hanno preso una brutta piega.
    I post e ante comunisti non han compreso che non si possono avere risultati con conflitti perenni fra i fattori del lavoro(sindacati politici) e l'imprenditoria..

  4. #4
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    Citazione Originariamente Scritto da tucidide
    la reazione dell'economia produttiva alla vittoria delle sinistre ad aprile è di segno negativo e mi domando quali risultati potranno dare tutte le chiacchere e i provvedimenti del governo quando la sola presenza al governo delle sinistre crea clima di sfiducia immediato.
    Di cosa parli scusa ?
    Di montezemolo che dice che la ripresa c'è ? ( con questo non voglio certo dire che è merito del governo) .

  5. #5
    SENATORE di POL
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    Certo, non certo del governo in carica......... ovvio.


    Saluti liberali

  6. #6
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    Con voi è perfettamente inutile discutere in modo razionale di problemi seri. Vi meritate solo gli sfottò alla Brunik che presto organizzerà campi di rieducazione per bananas dal cervello di undicenni scemotti, lo spettatore tipo di Mediaset (definizione non offensiva in quanto non mia, bensì del suo Innominato padrone e Vostro leader)

  7. #7
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    Razio ....che? La sinistruzza può parlare di razionato, razionamento, non certo di razionale e di razionalità...... e quanto ai "campi di rieducazione" non sono argomenti da sfottò o battutine idiote di chi ha sempre la bananas in bocca e le corna in testa.

    Shalom picchiatello (niente di offensivo, si tratta di un vecchio personaggio dei fumetti)

  8. #8
    Gin Pì... Nun ce lassà...
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    Citazione Originariamente Scritto da picchio
    Con voi è perfettamente inutile discutere in modo razionale di problemi seri. Vi meritate solo gli sfottò alla Brunik che presto organizzerà campi di rieducazione per bananas dal cervello di undicenni scemotti, lo spettatore tipo di Mediaset (definizione non offensiva in quanto non mia, bensì del suo Innominato padrone e Vostro leader)
    Presente il combobox qui sotto con sopra scritto Navigazione Forum?

    a) Cliccarci sopra...
    b) scegliere una delle innumerevoli voci disponibbbili (fondoscala consigliato)
    c) sgommare altrove...

    Ah, se proprio non sa che farsene la biondina la ospitiamo noi...

  9. #9
    SENATORE di POL
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    dal quotidiano LIBERO di oggi.....


    " Prodi già si rimangia mezzo cuneo fiscale

    SGRAVI SUL LAVORO POSTICIPATI. PADOA SCHIOPPA AMMETTE L'AUMENTO « PARZIALE » DELLE TASSE E SBOTTA: STOP ALLE SPESE.

    ROMA Si allarga il fronte del no. No ad una riduzione selettiva del costo del lavoro. La politica del " tu sì, tu no" non piace agli artigiani e ai commercianti. Accusato il colpo del posticipo alla Finanziaria 2007, adesso le piccole e medie imprese stanno alla finestra. La Confindustria contesta l'aumento dell'Irap per le sei regioni che hanno sforato nella spesa sanitaria, ma incassa dal premier Romano Prodi - in un incontro a Palazzo Chigi - rassicurazioni sul taglio: « Non è questione di un mese in più o un mese in meno » , spiega Luca Cordero di Montezemolo, che respinge la lettura: " Taglio del cuneo, uguale voto di scambio". Il ministro dell'Economia, Tommaso Padoa- Schioppa spiega come procederà: « È in parte illusoria la via dell'aumento della tassazione. Se si copre il deficit aumentando la tassazione si sottraggono risorse all'economia. La via da seguire » , dice, « è essere economi nelle spese » . Sconsolato il commento dell'ex premier, Silvio Berlusconi: « Mi sembra sia finita la stagione del contenimento delle imposte, gli annunci fatti dal governo » , dice il Cavaliere, « sono tutti nella direzione di un aumento delle tasse » . A questo punto non resta che attendere i primi di luglio. Per quella data si saprà a quanto ammonta la manovra correttiva e, dal Dpef, si capirà la direzione di marcia del governo. Dopo l'allarme lanciato da Tommaso Padoa- Schioppa - che ieri ha incontrato i vertici di Cgil, Cisl e Uil - c'è poco da stare allegri. Anche perché, come sottolinea il presidente della Confartigianato, Giorgio Guerrini, « una riduzione selettiva del cuneo potrebbe verificare pericolosi effetti boomerang e ingiustificati svantaggi per alcune categorie produttive » . Il leader della Confartigianato teme soprattutto stangate: « E così al danno » , ribadisce, « potrebbe aggiungersi la beffa. Soprattutto se tali riduzioni fossero finanziate con l'innalzamento dei contributi sulle imprese artigiane e commerciali » . A confermare la discrezionalità è il ministro del Lavoro, Cesare Damiano: « Ci sarà un vantaggio verso il lavoro a tempo indeterminato » . Teme invece " operazioni lampo" sull'Iva il presidente di Confcommercio, Carlo Sangalli, che respinge le ipotesi di aumento, mentre è disposto a discutere i criteri selettivi, ma senza « discriminazione per il terziario » . Sul fronte dei conti il Ragioniere generale dello Stato, Mario Canzio, sottolinea che « il tetto di spesa del 2%, applicato alla pubblica amministrazione, non funziona » e che la spesa sociale ( sanità e pensioni) cresce. An. C.
    "


    Saluti liberali

  10. #10
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    la stangata conservatrice

 

 
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