Grande ritorno in tv del filmato che registrò il grido indignato di «buffone» pronunciato da Pietro Ricca all'indirizzo di Berlusconi. Fatto avvenuto il 5 maggio 2003 in un corridoio del palazzo di giustizia di Milano, che provocò una ridicolissima reazione: «prendetegli nome e cognome», urlò infatti il "buffone" in questione. Ma l'azione legale che ne seguì, è stata un vero boomerang. Il Ricca, condannato in primo grado a pagare 500 euro di multa, diciamo così, per essersi tolto lo sfizio, non pagherà proprio nulla, perché la Cassazione ha stabilito che è innocente. Dare del buffone a Berlusconi, invitandolo a sottoporsi alla legge come tutti i cittadini, fu, secondo la sentenza della suprema corte, un legittimo atto di critica e di reazione «al vulnus inferto allo Stato di diritto». Quindi, non è stato legittimato il buffone in sé, ma il buffone in lui. Ora l'avvocato di Berlusconi lamenta che in questo modo si autorizzi una vera escalation di offese. Si vede che si rende conto di quanto sia stato grande il vulnus!
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