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Discussione: Lingua

  1. #101
    lidt skarpere
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    Citazione Originariamente Scritto da Paolo82
    Piu' ferrea,non più impengativa,e no so per quanto tempo ancora.
    L'inglese d'America risente di secoli di immigrazione e di un tessuto sociale estremamente variegato,e questi fenomeni che da qualche decennio caratterizzano la società inglese a lungo termine influenzeranno anche la pronuncia.
    In Inghilterra sta facendo uno scempio con la sua lingua, sta accadendo una cosa abbastanza strana: i dialetti tendono a germanizzarsi sempre di più (colpo di glottide ormai presente in molte varianti locali) mentre lo standard nazionale si arricchisce di slang americani.
    Insisto nel dire che la pronuncia britannica è più impegnativa di quella americana per una serie di motivi:

    - il dittongo ou sta man mano sparendo negli Stati Uniti vendendo rimpiazzato da una semplice O.

    - la roteazione della R del BRE esegue una semirotazione mentre quella americana è completa.

    - lo Schwa, usato più spesso e differentemente.

    - L'emphatic stress è molto ambiguo nel BRE.

    Insomma di solito la pronuncia britannica risulta un po' più difficile di quella Americana ma ovviamente dipende dalla lingua madre dell'apprendente. Ovvio che un danese avrà più difficoltà con il AME che con il BRE, ma la stragrande maggioranza delle persone che parlano una lingua indoeuropea si troverà meglio con la fonetica americana, lo vedo anche con quelli che studiano inglese, tendono sempre ad avere una pronuncia un po' più yankee.

  2. #102
    lidt skarpere
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    Citazione Originariamente Scritto da Paolo82
    Piu' ferrea,non più impengativa,e no so per quanto tempo ancora.
    L'inglese d'America risente di secoli di immigrazione e di un tessuto sociale estremamente variegato,e questi fenomeni che da qualche decennio caratterizzano la società inglese a lungo termine influenzeranno anche la pronuncia.
    In Inghilterra stanno facendo uno scempio con la sua lingua, sta accadendo una cosa abbastanza strana: i dialetti tendono a germanizzarsi sempre di più (colpo di glottide ormai presente in molte varianti locali) mentre lo standard nazionale si arricchisce di slang americani.
    Insisto nel dire che la pronuncia britannica è più impegnativa di quella americana per una serie di motivi:

    - il dittongo ou sta man mano sparendo negli Stati Uniti vendendo rimpiazzato da una semplice O.

    - la roteazione della R del BRE esegue una semirotazione mentre quella americana è completa.

    - lo Schwa, usato più spesso e differentemente.

    - L'emphatic stress è molto ambiguo nel BRE.

    Insomma di solito la pronuncia britannica risulta un po' più difficile di quella Americana ma ovviamente dipende dalla lingua madre dell'apprendente. Ovvio che un danese avrà più difficoltà con il AME che con il BRE, ma la stragrande maggioranza delle persone che parlano una lingua indoeuropea si troverà meglio con la fonetica americana, lo vedo anche con quelli che studiano inglese, tendono sempre ad avere una pronuncia un po' più yankee.

  3. #103
    lidt skarpere
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    Citazione Originariamente Scritto da pomponio leto
    scritto da Ausfahrt:
    ...Per quanto riguarda la seconda lingua il problema è sempre lo stesso: i paesi latini. Siamo iperrestii nel parlare lingue straniere. Noi italiani soprattutto siamo delle capre con le lingue straniere.
    Bisognerebbe insegnare BENE le lingue nelle scuole. Con un metodo concreto ed insegnati madrelingua...

    Hai mai sentito un anglofono GB o USA) parlare un'altra lingua?
    Salvo rarissime eccezioni, non concepiscono neanche l'idea ...
    Se dovessi scegliere una lingua unica opterei per l'inglese, ma non quello GB o USA, un inglese semplificato (tipo Globish), così eviteremo di sentirci degli stupidi parlando con un oxfordiano...
    Pomponio Leto

    Verissimo e anche se la imparassero non saprebbero mai parlarla benissimo, ma è un'eccezione germanica perchè i tedeschi, olandesi, nordici le altre lingue le imparano e pure bene.
    I francesi, spagnoli, portoghesi e italiani (escludo i rumeni, eccezione neolatina) fanno più fatica ad imparare un nuovo idioma ex novo.

  4. #104
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    Ma Shakespeare parlava come John Wayne?

    Le straordinarie rassomiglianze tra l'inglese americano e quello degli elisabettiani...

    http://pagina1.altervista.org/inglese.htm

    "Questa lingua, in cui fu scritta tra l'altro La Tempesta, omaggio alle avventure atlantiche di Drake e alle avventure della Corona nel Nuovo Mondo, era più vicina all'inglese del centro-nord che a quello del sud-est (il dialetto del Kent, sul quale si è formato lo standard britannico attuale). Tra i tratti distintivi immediatamente percepibili negli elisabettiani (e tipici dell'inglese americano) sono alcuni fonemi molto ricorrenti: parole come calm, palm mast, fast calf, half, can pronunciano la a come "è", mentre nelle parole con R questa è sempre pronunciata, anche in theatre, enter, far, car, far. Il participio passato gotten in luogo di got come la pronuncia in /i:/ di either e neither sono anche questi tratti squisitamente shakespeareani o se vogliamo, del nord dell'Inghilterra. Altrettanto possiamo dire dell'uso di fall per autumn , mad per cross, sick per ill, e di "I guess" per "I think", che risale addirittura a Chaucer. La Bibbia di Re Giacomo, versione ufficiale delle Sacre Scritture secondo la Chiesa Anglicana (1611) potrà fornire ulteriori e numerosi riscontri al riguardo."

    "Qual è dunque la lingua migliore, ci chiederemo? Quale l'inglese puro? Quale lo standard di riferimento che dovremmo adottare? In realtà si tratta di false domande. La vasta presenza di arcaismi non intende rovesciare la posizione che si attribuisce allo standard inglese, ma piuttosto mettere in rilievo come spesso anche gli assiomi più incontestabili possano diventare oggetto di discussione se solo si sposta il nostro punto di vista. Ogni varietà di inglese costituisce in realtà un sistema linguistico equivalente agli altri ed è ugualemente comprensibile dalle altre nazioni che adottano standard diversi. L'arcaicità di alcuni tratti non rende l'inglese americano né lingua arcaica né tantomeno primitiva, ma testimonia quel periodo della storia in cui i Founding Fathers, o "padri pellegrini" delle colonie americane, decisero di stanziarsi nell'odierno Massachussetts, presso Plymouth (1620). Appena qualche anno prima vi era stato il primo sbarco a Jamestown, in Virginia (così chiamata in onore di Elisabetta I, "the Virgin Queen"), e lo stesso Shakespeare investì nelle azioni delle piantagioni di tabacco dell'impresa del conte di Essex. L'interesse degli elisabettiani verso il nuovo mondo emerge dalle cronache numerose dell'epoca: le esperienze nel Nuovo Mondo traspaiono inoltre dall'esotica atmosfera che pervade tutta La Tempesta, probabilmente recitata per la prima volta nel 1611 e stampata per la prima volta nel 1623."

  5. #105
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    Citazione Originariamente Scritto da Paolo82
    a parte te?

  6. #106
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    Citazione Originariamente Scritto da Ausfahrt
    In Inghilterra stanno facendo uno scempio con la sua lingua, sta accadendo una cosa abbastanza strana: i dialetti tendono a germanizzarsi sempre di più (colpo di glottide ormai presente in molte varianti locali) mentre lo standard nazionale si arricchisce di slang americani.
    Insisto nel dire che la pronuncia britannica è più impegnativa di quella americana per una serie di motivi:

    - il dittongo ou sta man mano sparendo negli Stati Uniti vendendo rimpiazzato da una semplice O.

    - la roteazione della R del BRE esegue una semirotazione mentre quella americana è completa.

    - lo Schwa, usato più spesso e differentemente.

    - L'emphatic stress è molto ambiguo nel BRE.

    Insomma di solito la pronuncia britannica risulta un po' più difficile di quella Americana ma ovviamente dipende dalla lingua madre dell'apprendente. Ovvio che un danese avrà più difficoltà con il AME che con il BRE, ma la stragrande maggioranza delle persone che parlano una lingua indoeuropea si troverà meglio con la fonetica americana, lo vedo anche con quelli che studiano inglese, tendono sempre ad avere una pronuncia un po' più yankee.
    Quello che dici non fa una piega dal punto di vista tecnico,ma secondo me ha un vizio di fondo.
    Nel processo di apprendimento questo tipo di difficoltà tecniche è molto meno incisivo di quanto si possa credere ad una prima analisi.Se adeguatamente esposti adei modelli corretti l'apprendimento di dettagli di pronuncia come questi avviene senza problemi.
    Il punto è che il sistema cultuale dominante dal punto di vista linguistico è quello dell'AmEng,che come siamo d'accordo è molto più sciolto in quanto manca di modelli rigidi veramente capci di penetrare a tutti i livelli.La mescolanza degli effetti dati da una maggiore libertà (che significa assenza di regole strette,non regole più semplici da imparare) nella produzione fonetica nella società statuintense,da sempre multietnica,e della diffusione all'estero di modelli linguistici non esattamente "elevati" (un certo slang ed uan certa pronuncia i non-native speaker li apprendono principalmente dalla musica,da certs tv e ultimamente dalle chat) portano alla maggiore penetratività di quel modello rispetto a quello britannico.
    Non so se sono stato chiaro,faccio un esempio.Negli ultimi anni,grosso modo dall'inizio del nuovo secolo il gansgta slang è incredibilmente diffuso all'estero.Vedere ragazzini italiani che si mandano sms o scrivono in chat infilandoci espressioni in inglese piene di ya,mothafucka e simili è frequentissimo.Il punto è che avviene per via della forza dei modelli culturali originali,non per la maggiore facilità di apprendimento.

  7. #107
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    Citazione Originariamente Scritto da Paolo82
    ........Il punto è che avviene per via della forza dei modelli culturali originali,non per la maggiore facilità di apprendimento.
    ...Oppure per la "forza ideologica religiosa" che i modelli culturali originali hanno sul popolo, per esempio gli Ebrei che dal 1948 hanno iniziato a rispolverare il morto ebraico e lo parlano e studiano tuttoggi!
    ...cosa che per il latino che molti vogliono ancora oggi non è più possibile poiché non abbiamo più in Europa i modelli culturali!!! nonostante che dal latino siano sorte le lingue neolatine e anche l'inglese abbia attinto!
    Forse col tempo si svilupperà in un contesto unitario (almeno europeo) di genti viaggianti in Europa parlanti inglese come base, un inglese trasformato dalle influenze di altre lingue divenendo comprensibile ai molti! (Un po' come andare in India e parlare inglese con un indiano...lo si capisce di più che non parlare con un inglese di London!), e solo così - credo -, un domani nascerà dalla "spontaneità" una nuova lingua per l'Europa (almeno).

  8. #108
    lidt skarpere
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    Citazione Originariamente Scritto da Paolo82
    Quello che dici non fa una piega dal punto di vista tecnico,ma secondo me ha un vizio di fondo.
    Nel processo di apprendimento questo tipo di difficoltà tecniche è molto meno incisivo di quanto si possa credere ad una prima analisi.Se adeguatamente esposti adei modelli corretti l'apprendimento di dettagli di pronuncia come questi avviene senza problemi.
    Il punto è che il sistema cultuale dominante dal punto di vista linguistico è quello dell'AmEng,che come siamo d'accordo è molto più sciolto in quanto manca di modelli rigidi veramente capci di penetrare a tutti i livelli.La mescolanza degli effetti dati da una maggiore libertà (che significa assenza di regole strette,non regole più semplici da imparare) nella produzione fonetica nella società statuintense,da sempre multietnica,e della diffusione all'estero di modelli linguistici non esattamente "elevati" (un certo slang ed uan certa pronuncia i non-native speaker li apprendono principalmente dalla musica,da certs tv e ultimamente dalle chat) portano alla maggiore penetratività di quel modello rispetto a quello britannico.
    Non so se sono stato chiaro,faccio un esempio.Negli ultimi anni,grosso modo dall'inizio del nuovo secolo il gansgta slang è incredibilmente diffuso all'estero.Vedere ragazzini italiani che si mandano sms o scrivono in chat infilandoci espressioni in inglese piene di ya,mothafucka e simili è frequentissimo.Il punto è che avviene per via della forza dei modelli culturali originali,non per la maggiore facilità di apprendimento.
    Stranconcordo, accade in Inghilterra dove parlano la stessa lingua degli Statunitensi, figurati qui da noi. Il fatto è che però in Inghilterra sono tradizionalisti e conservatori della loro pragmatica che si distanzierà sempre di più da quella americana. Vero è anche il fatto che negli stati Uniti coniano molte piu parole di quante ne possano coniare in Uk (in proporzione 4 a 1 mi pare). Questo perchè, come dici tu, l'inglese americano essendo meno rigido del Bre NECESSITA di altri termini che colmano le lacune grammaticali/sintattiche/pragmatiche.


    Torno all'apprendimento.
    Non mi trovi d'accordo sul fatto che le difficoltà fonetica da me riportate passino in secondo piano.
    Soprattutto per noi, madrelingua di un idioma neolatino, la differenza fonetica salta subito agli occhi e molti hanno serie difficoltà a riprodurre suoni che la nostra lingua non presenta.
    Io l'evoluzione della fonetica americana non la conosco, non mi ha mai appassionato, ma a naso penso che la presenza di madrelingua neolatini e slavi sia la causa della grande differenza tra i due schemi fonetici perciò la sento meno germanizzata dell'inglese britannico e di conseguenza più semplice per noi (come è più difficile per un madrelingua plattdeutsch, danese o olandese).

  9. #109
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    Citazione Originariamente Scritto da mosongo
    ...Oppure per la rinascita che i modelli culturali originali hanno sul popolo, per esempio gli Ebrei che dal 1948 hanno iniziato a rispolverare il morto ebraico e lo parlano e studiano tuttoggi!
    ...cosa che per il latino che molti vogliono ancora oggi non è più possibile poiché non abbiamo più in Europa i modelli culturali!!! nonostante che dal latino siano sorte le lingue neolatine e anche l'inglese abbia attinto!
    Forse si svilupperà in un contesto unitario (almeno europeo) di genti viaggianti in Europa un inglese trasformato comprensibile ai molti! (Un po' come andare in India e parlare inglese con un indiano...lo si capisce di più che non parlare con un inglese di London!).
    Di fatto è già cosi'.Quello che si parla al'estero anche in situazioni ufficiali non è esattamente Basic English,ma è soltanto di poco più articolato in molti casi.
    Vero che i modelli culturali possono anche essere drogati,basti pensare al celtico e all'antico gallese.Quella del latino è chiaramente una provocazione,almeno da parte mia.Restaurare il latino come lingua france a livello europeo non potrà avere adeguato sostengno a livello ideologico ed è anche quantomeno proibitivo dal punto di vista pratico,ma resta un ipotesi affascinante.In fondo le nostre radici sono queste e chi le conosce sa apprezzarne il valore.

  10. #110
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    Citazione Originariamente Scritto da mosongo
    (Un po' come andare in India e parlare inglese con un indiano...lo si capisce di più che non parlare con un inglese di London!).
    Dipende da quale zona di Londra proviene l'altro. Londra ha oltre 30 dialetti escludendo poi il Cockney. Se viene da hendon, finchley, barnet è una cosa. Se ti capita uno di Leytonstone o Morden...ehehe.

 

 
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