
Originariamente Scritto da
Cristianu
gli usa non reggono, gli immigrati in una nazione e le minoranze linguistiche sono cose diverse! le minoranze linguistiche sono popolazioni stabilizzate in un territorio da secoli (es. arbereschi) se non millenni (sardi o baschi), ci sono "da sempre" ed è per questo che è giusto che vengano tutelati e non colonizzati e fagocitati! gli immigrati invece sono persone che decidono di spostarsi in un'altra nazione, possono al limite organizzarsi per mantenere dei contatti con le loro terre di origine, ma non appartengono alla storia dei territori in cui si insediano!
per esempio lo stato italiano e l'unione europea tutela gli arbereschi cioè gli albanesi del sud italia, ma non gli albanesi immigrati per esempio a Milano...
i dialetti sono lingue regionali facenti tutte parte di una famiglia "allargata", in alcuni stati i dialetti vengono tutelati (per esempio in norvegia si parlano due dialetti diversi del danese, ed entrambi sono ufficiali, anzichè usare il danese standard che si usa in danimarca), in altri no (per esempio l'italia, dove i "dialetti" sono moltissimi e spesso hanno differenze fondamentali, per esempio i gallo-italici hanno molti elementi gallo-romanzi che si sovrappongonoa quelli italo-romanzi... questo li rende "meno dialetti" rispetto ad altri...).
le lingue non servono solo per comunicare, ma riflettono la storia, la cultura, la mentalità, il percepire, di un popolo, ed hanno un valore umano enorme.
se dovessi badare alla pura comunicazione, allora credo che tutti i singoli paesi europei avrebbero già adottato l'inglese o chessò l'esperanto.
conoscere fin dall'infanzia più lingue garantisce una apertura mentale nel successivo apprendimento di ulteriori lingue, il bilinguismo nelle varie regioni popolate da minoranze linguistiche, offre tra i vari vantaggi, anche questo, ovvero una ulteriore apertura al mondo, veicolato dalla propria lingua madre, e da quella di stato.