"Se si fa vincere il sì poi non si riforma più un bel nulla". Piero Fassino, in un'intervista al Messaggero chiude le porte alle avances della Cdl, secondo la quale se anche al referendum vincesse il "Sì" alla riforma costituzionale il dialogo con l'Unione sulle riforme "potrebbe andare avanti". Serve un "No" è il ragionamento del leader Ds, perché se vincesse il sì "vorrebbe dire che che la riforma piace e che è condivisa, quindi non la si può più toccare".
E' ottimista, Fassino, sull'esito della consultazione. Anche al nord, dove la Cdl raccoglie molti voti. Parole che provocano la reazione del leghista Roberto Calderoli: "Fassino dimentica che nel frattempo abbiamo fatto delle elezioni politiche che hanno testimoniato che, anche chi in passato ha votato la sinistra per sbaglio, non lo ha più fatto, nè lo farà mai più, perchè dal Nord non arriverà più neanche un voto per loro, dopo l'atteggiamento che la sinistra ha assunto contro il federalismo contenuto nella riforma costituzionale".
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E se la Dc di Rotondi chiede un "Sì" al referendum "per cambiare il paese", Alternativa Sociale di Alessanda Mussolini annuncia il suo "No". "Noi - afferma la Mussolini - coerentemente con quanto sempre affermato ci schieriamo per il 'No', che si unisce ai tanti già espressi a chiare note da molti autorevoli esponenti della Cdl. Disturba dover constatare che in tutte queste settimane nelle quali era possibile condividere un percorso, la Cdl abbia ignorato chi come noi aveva una posizione critica".




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