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Discussione: cosa invidio all'Islam

  1. #21
    Gaeta resiste ancora!
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    Nvceria Constantia
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    sono passati + di 200 anni dalla rivoluzione francese, la ns Tradizione (con la maiuscola x rispetto verso gli Avi, anke se so benissimo di essere un uomo di QUESTI TEMPI, x cui nn sarei stati a mio agio nell'età moderna!) è morta e sepolta x sempre

  2. #22
    Vittima del kali yuga
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    analizziamo i punti uno per uno, e ridiamo:

    nei paesi islamici si cerca di non disperdere le proprie tradizioni, ma di recuperarle---------
    è quello che avviene in tutti i paesi orientali

    - il valore della Famiglia
    anche in sicilia, la Famiglia (di un tipo particolare) è un valore. E comunque in tutto il mondo latino lo è. Poi se vuoi un mio parere, la famuiglia non è un valore, ma un mezzo: può aiutare ma può anche fare danno
    - il saper combattere e sacrificarsi sempre e comunque in nome dei propri ideali (giusti o sbagliati che siano)
    è quello che in occidente si è fatto fino a pochi anni fa, pensa ai volontari nelle guerre, agkli irredentisti, ai brigatisti etc: cavolo ma non ci arrivate che sacrificare la propria vita è bene, ma sacrificare la propria vita per ammazzare altre persone odiate, è orribile?

    - il fatto che fare figli sia una benedizione e non un castigo
    giusto, tanto poi c'è il paese fesso per eccellenza, l'italia che accoglie gli emigeranti dovuti a tale esuberanza
    e poi quello che dici vale un pò dappertutto.

    - la cultura dell’essere contro l’aborto
    qui rido per non piangere: gli stati del sud degli usa sono islamici? no, eppure sono antiabortisti, come l'irlanda e il vaticano

    - la consapevolezza da parte della donna di avere come obiettivo primario la felicità della propria famiglia e di non far mancare niente al proprio marito e ai propri figli
    a parte le considerazioni su quello che hai detto, questo è un valore comune a tutti i pesi a sud e a est, non certo solo dell'islam

    - gli anziani (solitamente) vengono messi a pranzo e a cena a capotavola e vengono serviti, riveriti e saggiamente ascoltati dal resto della famiglia. Dopo una vita passata a scrivere la famiglia mi sembra il giusto premio e riposo per ci ha accompagnato durante la nostra crescita
    questa non è tradizione, questa è sudditanza psicologica. La tradizione, con la t maiuscola, la trovi nei libri di evola, guenon, il gruppo di ur, ermete etc.
    Quella di cui parli tu è rispetto per delle persone il cui unico 'merito' è essere anziane: io ho un sacco di parenti anziani: sono atei, materialisti etc: dovrei pure ascoltarli col ccappello in mano? ma per piacere, rispetto si, ma l'idiozia di considerare saggia una persona solo perchè anziana, la trovo assurda

    - la consapevolezza che non tutto dipende dall’uomo o provenga da lui, ma che tutto ciò che ci circonda è segno di un progetto più grande di noi stessi---------
    tipico di chiunqua non creda in Dio al solo scopo di averne un guadagno: troverai indù, cristiani etc che la pensano allo stesso modo, senza scomodare l'islam

    - il fatto che l’uomo si sente unito spiritualmente alla donna ed ha il dovere sacro di far tutto affinché ad essa non manchi nulla
    come lo fa, lapidandole e mettendole il velo? frustandole se se lo tolgono?
    ma poi tale rispetto è tipico di moltissime culture: basta cercare di conoscerle
    - durante il Ramadan si digiuna per ricordare chi non può comprarsi da mangiare nel mondo. L’elemosina obbligatoria…ma ormai più sentita come dovere morale che imposizione.

    in india, gli indù vanno in giro sempre con monete di opiccolo taglio per fare le elemosina, e i negozianti hanno dei vasi con delle monetine: i poveri èpassano e ne prendono una, altro che islam

    - Nei Paesi islamici non c’è bisogno di invitare i familiari, poiché questi verranno sempre e periodicamente a trovarti a casa..le case nei paesi islamici raramente rimangono vuote
    questo succede anche nei piccoli paesi in sicilia e in sardegna: islamici pure loro? e poi a me onestamente, che la mia (pessima) parentela venga a rompermi l'anima, non lo amerei, anzi!

    -
    Per gli islamici il lucro è una delle peggiori cose esistenti al mondo
    per gli ebrei si, gli italiani sono mafiosi, gli americani grassi, gli inglesi gay...
    mai visto un documentario sui bazaar arabi, con le loro feroci contrrattazioni?

    - Il fatto che l’uomo vive in base anche a regole spirituali, e non solo materiali
    tipico di chiunque non sia ateo. Se poi vuoi vedere civiltà che vivono in base a regole sopirituali, vai in india, in nepal etc

  3. #23
    email non funzionante
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    Anche io invidio all'Islam la sua moralità superiore,che li ha portati a essere tra le nazioni più fortunate in quanto:niente pacs,0 anarchia,0 gay pride,0 pedofili,e altre merdate che qui in europa ci propinano da anni assieme ai "diritti umani"
    ,il buonismo,i sexy shops,la pornografia e la donna ridotta a una specie di troione senza anima,delle quali dobbiamo solo ammirare il corpo mercificato.
    Le donne islamiche sono più rispettate e per nulla mercificate,oltreche protette da leggi severe contro lo stupro(al 90% dei casi ce la pena di morte).
    Per questo dico,pur non avendo nessuna simpatia per una religione cmq estranea all'europa...tra questo schifo di occidente e il puro islam...
    meglio il secondo!

  4. #24
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    Rispondo a chi ha saputo saggiamente controbattere con altre argomentazioni, mentre chi ha saputo solo insultare per me non ha diritto di replica perchè affonda nella sua ignoranza.

    Dunque io ho scritto questo thread non per una certa "aspirazione a diventare un sultano" come qualcuno scrive, e neanche perchè sono un fervente praticante religioso (a messa ci vado solo a Natale se capita). Quindi chi ha dubitato di me sostenendo queste due tesi già è stato smentito.

    Prima ho elencato quelle cose per essere più conciso e chiaro, ma ora chiamato in causa sul "perchè" del mio thread sono costretto a rendere la cosa un pò più complessa ma certamente più ricca di particolari.
    Ho fatto questa riflessione dopo un viaggio che ho fatto nel Wadi Rum, il deserto giordano, su invito di un mio amico che abita in uno sperduto paesino al confine con il deserto. Una famiglia comune come ce ne sono tante in giordania che vive di artigianato. Vivono in Giordania ma in realtà sono palestinesi, cacciati qualche decina di anni fa dai territori occupati. Sono stato suo ospite per 1 mese e ho un pò "assaggiato" la vita di quelle parti. Nella sua casa (molto grande ma assai vuota) di 4 donne solo 2 portavano il velo per loro scelta religiosa. Le altre 2 ragazze, un pò più giovani avevano scelto di non portarlo. Quindi intanto cominciamo a sfatare il mito dell'obbligo di portare il velo islamico. Queste ragazze vanno a scuola, giocano al PC, ballano in discoteca: insomma fanno tutto quello che fanno le ragazze da noi.

    La mattina io e il mio amico ci alzavamo e andavamo prima qualche oretta nel suo negozio e poi a fare una escursione nel deserto. Le donne in casa pensavano a fare le pulizie, a curare l'orto e preparare da mangiare. Quando le donne cucinavano lo facevano sempre con un gran sorriso e leggerezza: erano spensierate. Io mi ero fatto una immagine un pò più cupa e triste della donna islamica, sempre al lavoro, obbligata a stare in casa ecc.ecc. ma dovetti presto ricredermi. L'impegno che le donne mettevano nelle cose di famiglia era un impegno del tutto disinteressato, fatto volenitieri e con sempre il sorriso stampato sulle labbra. Dello stato di serve, di costrizione e di assoluta passività che qui in occidente si paventa tanto sulle donne islamiche non ne ho visto neanche l'ombra.

    Ora non posso stare qui a dilungarmi sulla mia storia altrimenti dovrei scrivere un libro, quindi ribatto punto per punto alle ultime critiche ricevute:

    - Si cerca di recuperare la tradizione e di tramandarla. Qualcuno dice che in tutti i Paesi orientali è così: non è vero. Probabilmente questo qualcuno non è mai stato in Thailandia, dove tutto ormai è figlio del turismo e poco rimane della grande cultura buddista thailandese. Ma lo stesso esempio con sfumature diverse si può fare nelle regioni centrali dell'Asia. O forse questo qualcuno non ha bene a mente la differenza tra i Paesi Orientali e Medio-Orientali.

    - La sacralità della Famiglia. Non è per niente da accostare a quella siciliana (fuori argomento) e certamente può rappresentare un mezzo certo: la propria felicità e realizzazione personale.

    - saper combattere e sacrificarsi per i propri ideali. Come al solito lo stereotipo creato dagli occidentali di un islamico che "sa combattere e sacrificarsi per i propri ideali" va solamente verso la figura del kamikaze. Questo dimostra ancora una volta quanta ignoranza ci sia dalle nostre parti sul mondo islamico.

    - il fatto che fare figlia sia una benedizione e non un castigo. Ci si lamenta che poi la figura dei fessi la facciamo noi italiano perchè accogliamo le "eccedenze" (sono persone) delle famiglie di immigrati....mentre non si capisce che facciamo la figura dei fessi in quanto noi non ne facciamo più di figli.

    - la consapevolezza della donna di avere come obiettivo la felicità della famiglia e dell'uomo. Si dice che sia una cosa comune a tutte le donne. Non è vero: questo qualcuno ha saltato circa 50 anni della nostra storia dove la donna in occidente si è distaccata dalla figura di moglie e di madre. La carriera oggi è una priorità primaria per almeno il 50% delle donne in Italia e dire il contrario vuol dire non essere realisti. E' questa voglia di carriera, questa non curanza di non fare più una famiglia che ha portato l'ITalia ad essere uno dei Paesi con meno nati al mondo, e certamente il continuo aumento dei divorzi è una conseguenza di questa mentalità "manageriale" delle donne, prima viene il singolo e poi la famiglia e la comunità.

    - il legame anche spirituale tra uomo e donna. Si ribatte che in realtà le donne vengono fustigate e obbligate a mettere il velo. Questo può essere vero in Stati come l'Iran, l'Afghanistan e qualcun'altro. Ma basta andare in Marocco, in Malaysia, in Turchia o Tunisia e tanti altri per essere smentito. Chi viaggia poco spesso ha pregiudizi su ciò che non ha mai visto.

    - nei Paesi islamici i parenti ti vengono a trovare spesso, anche senza invito e le case non sono mai vuote. C'è chi critica questo "ritrovarsi con la famiglia". Evidentemente chi parla ha un pessimo concetto di famiglia e questo dimostra quanto in Italia il concetto di famiglia sia ormai bollato come un concetto "vecchio" o "da evitare", come se la famiglia fosse il male assoluto. Nelle civiltà antiche la Famiglia era sacra....e non è un caso che queste civiltà siano durate centinaia e centinaia di anni.

    - qualcuno mi dice di dover andare a "vedere documentari" arabi x vedere le "feroci contrattazioni" degli arabi. Io caro amico sono stato in tanti Bazaar e ti assicuro che le "feroci contrattazioni" sono sempre giocate al ribasso. Persolmente mi divertivo molto a contrattare e alla fine del "gioco" ti assicuro che i prezzi sono come li vuole il compratore

    Penso di essere stato abbastanza prolisso. Buona lettura .
    Massimo Decimo Meridio

  5. #25
    Ashmael
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    Le donne islamiche sono più rispettate e per nulla mercificate,oltreche protette da leggi severe contro lo stupro(al 90% dei casi ce la pena di morte).

    ...anche per la donna stuprata. O che si rifiuta di sposare lo stupratore.
    Ditela tutta, bischeri che non siete altro!

  6. #26
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    Continuo a ripetere i nostri razzisti conservatori sono dei potenziali islamici

    ERAGAZZI CONVERTITEVI E TROVERETE IL VOSTRO APRADISO TERRESTRE

    gente che considera i diritti civili "degenerazioni" e auspiaca che la donna abbia come unica funzione quella di stare in casa a lavare cucinare e occuparsi dei figli azz che civiltà superiore che siamo

  7. #27
    Fiamma dell'Occidente
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    - nei paesi islamici si cerca di non disperdere le proprie tradizioni, ma di recuperarle
    Infatti si sgozza, massacra, brucia, abbatte ogni cosa come ai bei tempi. 1453, sì questa potrebbe essere una buona data per le "tradizioni da recuperare" per loro..

    - il valore della Famiglia
    Questa poi... ce lo avevamo anche noi il valore famiglia inteso come loro... Ventcinque secoli fa, si chiamava Ius vitae ac necis. Avevamo anche la loro stessa boria sessuale, fino a poco fa, tredici secoli per le prime segnalazioni, quelli che nascevano con sangue buono avevano (si prendevano) il diritto di trombarsi non settantadue vergini ma tutte le vergini del loro feudo... viva lo Ius primae noctis dei tempi moderni

    - il saper combattere e sacrificarsi sempre e comunque in nome dei propri ideali (giusti o sbagliati che siano)
    Ovviamente intorno all'anno mille la follia e la violenza per futili motivi erano la norma, perfino contro se stessi. Belli i tempi che apprezzi.

    - il fatto che fare figli sia una benedizione e non un castigo
    Già, una benedizione. Quando per non morire di fame essendo troppi si offrono kamikaze per ventimila € alla famigia si dimostrano veramente una benedizione.

    - la cultura dell’essere contro l’aborto
    - la consapevolezza da parte della donna di avere come obiettivo primario la felicità della propria famiglia e di non far mancare niente al proprio marito e ai propri figli
    Preferisco la nostra consapevolezza di non sapere i nostri obbiettivi e cercarceli per cavoli nostri anche nella fede, rispetto alla caratteristica meravigliosa del determinismo sociale applicato che piaceva tanto alla chiesa assoluta di ieri e all'islam "moderato" di oggi. Scimmie sottosviluppate.

    - gli anziani (solitamente) vengono messi a pranzo e a cena a capotavola e vengono serviti, riveriti e saggiamente ascoltati dal resto della famiglia. Dopo una vita passata a scrivere la famiglia mi sembra il giusto premio e riposo per ci ha accompagnato durante la nostra crescita
    Questo vale anche da noi. Se hai avuto genitori pessimi e nonni stronzi non posso saperlo, pero' i miei li rispettavo e riverivo a dovere.

    - la consapevolezza che non tutto dipende dall’uomo o provenga da lui, ma che tutto ciò che ci circonda è segno di un progetto più grande di noi stessi
    Sensato. Basta che un ahiatollah non mi dica che per questo si puo' uccidere.

    - il fatto che l’uomo si sente unito spiritualmente alla donna ed ha il dovere sacro di far tutto affinché ad essa non manchi nulla
    Neppure la frusta. Cronache ordinarie di islam moderno.

    - durante il Ramadan si digiuna per ricordare chi non può comprarsi da mangiare nel mondo. L’elemosina obbligatoria…ma ormai più sentita come dovere morale che imposizione.
    Come in ogni cultura tribale sottosviluppata ci sono riti del digiuno, beh non concordo, io ho fame e mangio. Vorrei avere il diritto nel mio bar di vendere la roba anche prima di sera. Opps scusi signor milizano, allah akbar, dimenticavo che siamo nel 1400 (2006) e mi devo sottomettere alla sua volontà nel vendere cibo. Riverisco.

    - Nei Paesi islamici non c’è bisogno di invitare i familiari, poiché questi verranno sempre e periodicamente a trovarti a casa..le case nei paesi islamici raramente rimangono vuote
    penso che ai figli avere un posto per trombare con la ragazza ogni tanto non dispiacerebbe, ah dimenticavo... non si tromba prima del matrimonio, e non si vede la tipa prima della cerimonia. Giusto, speriamo che non sia un cesso... matrimoni combinati e astinenza sessuale, una specie di medioevo europeo al cubo, AH ma siamo nel 2006?? mi sa che sono un po' indietro eh lì...

    - Per gli islamici il lucro è una delle peggiori cose esistenti al mondo
    anche per i comunisti. Qui sono indietro solo di qualche decennio. nel mentre si danno da fare per fare anche loro i loro bei morti di fame e di repressione, tra cento anni quando avranno capito anche loro che "il lucro è bene" potranno svilupparsi. forse.

    - Il fatto che l’uomo vive in base anche a regole spirituali, e non solo materiali
    già, ma sono più raffinati di te. Loro ti dicono anche quali sono e ti fustigano se non le segui. come noi. a seconda del caso, pochi o molti secoli fa.
    _
    P R I M O_M I N I S T R O_D I _P O L
    * * *

    Presidente di Progetto Liberale

  8. #28
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    grande, ronnie

  9. #29
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    [quote=ilGladiatore]Rispondo a chi ha saputo saggiamente controbattere con altre argomentazioni, mentre chi ha saputo solo insultare per me non ha diritto di replica perchè affonda nella sua ignoranza.

    Dunque io ho scritto questo thread non per una certa "aspirazione a diventare un sultano" come qualcuno scrive, e neanche perchè sono un fervente praticante religioso (a messa ci vado solo a Natale se capita). Quindi chi ha dubitato di me sostenendo queste due tesi già è stato smentito.-------

    ok, salto e vado al dunque


    Prima ho elencato quelle cose per essere più conciso e chiaro, ma ora chiamato in causa sul "perchè" del mio thread sono costretto a rendere la cosa un pò più complessa ma certamente più ricca di particolari.
    Ho fatto questa riflessione dopo un viaggio che ho fatto nel Wadi Rum, il deserto giordano, su invito di un mio amico che abita in uno sperduto paesino al confine con il deserto. Una famiglia comune come ce ne sono tante in giordania che vive di artigianato. Vivono in Giordania ma in realtà sono palestinesi, cacciati qualche decina di anni fa dai territori occupati. Sono stato suo ospite per 1 mese e ho un pò "assaggiato" la vita di quelle parti. Nella sua casa (molto grande ma assai vuota) di 4 donne solo 2 portavano il velo per loro scelta religiosa. Le altre 2 ragazze, un pò più giovani avevano scelto di non portarlo. Quindi intanto cominciamo a sfatare il mito dell'obbligo di portare il velo islamico. Queste ragazze vanno a scuola, giocano al PC, ballano in discoteca: insomma fanno tutto quello che fanno le ragazze da noi.---------

    il problema è che in arabia saudita e in pakistan, per esempio, non è così.



    La mattina io e il mio amico ci alzavamo e andavamo prima qualche oretta nel suo negozio e poi a fare una escursione nel deserto. Le donne in casa pensavano a fare le pulizie, a curare l'orto e preparare da mangiare. Quando le donne cucinavano lo facevano sempre con un gran sorriso e leggerezza: erano spensierate. Io mi ero fatto una immagine un pò più cupa e triste della donna islamica, sempre al lavoro, obbligata a stare in casa ecc.ecc. ma dovetti presto ricredermi. L'impegno che le donne mettevano nelle cose di famiglia era un impegno del tutto disinteressato, fatto volenitieri e con sempre il sorriso stampato sulle labbra. Dello stato di serve, di costrizione e di assoluta passività che qui in occidente si paventa tanto sulle donne islamiche non ne ho visto neanche l'ombra.--------

    questo vale anche per le donne indiane induiste


    Ora non posso stare qui a dilungarmi sulla mia storia altrimenti dovrei scrivere un libro, quindi ribatto punto per punto alle ultime critiche ricevute:

    - Si cerca di recuperare la tradizione e di tramandarla. Qualcuno dice che in tutti i Paesi orientali è così: non è vero. Probabilmente questo qualcuno non è mai stato in Thailandia, dove tutto ormai è figlio del turismo e poco rimane della grande cultura buddista thailandese. Ma lo stesso esempio con sfumature diverse si può fare nelle regioni centrali dell'Asia. O forse questo qualcuno non ha bene a mente la differenza tra i Paesi Orientali e Medio-Oriental----------

    abbi pazienza ma se parlia di india, nepal etc non mi pare si possa accusarli di modernismo occidentalista e ateo

    - La sacralità della Famiglia. Non è per niente da accostare a quella siciliana (fuori argomento) e certamente può rappresentare un mezzo certo: la propria felicità e realizzazione personale. --------

    mezzo si, ma non un valore, e comunque il paragone è opportuno: di per se la famiglia può essere un bene (famiglia onesta) o un male(famiglia mafiosa) e si sa che per i mafiosi la famiglia è sacra.

    - saper combattere e sacrificarsi per i propri ideali. Come al solito lo stereotipo creato dagli occidentali di un islamico che "sa combattere e sacrificarsi per i propri ideali" va solamente verso la figura del kamikaze. Questo dimostra ancora una volta quanta ignoranza ci sia dalle nostre parti sul mondo islamico.-----------

    combattere per i propri ideali è ottimo, ma sia nerl bene che nel male, l'occidente, e paesi come l'india offrono ottimi esempi

    - il fatto che fare figlia sia una benedizione e non un castigo. Ci si lamenta che poi la figura dei fessi la facciamo noi italiano perchè accogliamo le "eccedenze" (sono persone) delle famiglie di immigrati....mentre non si capisce che facciamo la figura dei fessi in quanto noi non ne facciamo più di figli.
    --------

    dipende: troppi sono un danno anche per i figli: più figli meno attenzioni disponibili per ciascuno, meno privacy etc


    - la consapevolezza della donna di avere come obiettivo la felicità della famiglia e dell'uomo. Si dice che sia una cosa comune a tutte le donne. Non è vero: questo qualcuno ha saltato circa 50 anni della nostra storia dove la donna in occidente si è distaccata dalla figura di moglie e di madre.-----

    io ho detto che è comune in oriente


    La carriera oggi è una priorità primaria per almeno il 50% delle donne in Italia e dire il contrario vuol dire non essere realisti. E' questa voglia di carriera, questa non curanza di non fare più una famiglia che ha portato l'ITalia ad essere uno dei Paesi con meno nati al mondo, e certamente il continuo aumento dei divorzi è una conseguenza di questa mentalità "manageriale" delle donne, prima viene il singolo e poi la famiglia e la comunità.----------

    e su questo ti do ragione


    - il legame anche spirituale tra uomo e donna. Si ribatte che in realtà le donne vengono fustigate e obbligate a mettere il velo. Questo può essere vero in Stati come l'Iran, l'Afghanistan e qualcun'altro. Ma basta andare in Marocco, in Malaysia, in Turchia o Tunisia e tanti altri per essere smentito. Chi viaggia poco spesso ha pregiudizi su ciò che non ha mai visto.----

    vedi allora che l'errore nasce da te che hai parlato di islam in generale, includendo quindi anche i wahabiti, e tutti gli altri: non predertela con gli altri

    - nei Paesi islamici i parenti ti vengono a trovare spesso, anche senza invito e le case non sono mai vuote. C'è chi critica questo "ritrovarsi con la famiglia". Evidentemente chi parla ha un pessimo concetto di famiglia e questo dimostra quanto in Italia il concetto di famiglia sia ormai bollato come un concetto "vecchio" o "da evitare", come se la famiglia fosse il male assoluto. Nelle civiltà antiche la Famiglia era sacra....e non è un caso che queste civiltà siano durate centinaia e centinaia di anni.------

    non ti sfiora la possibilità che i mali l'occidente ne abbia tanti, ma quasi nessuno di questi è da te indicato? per esempio il materialismo ateo: se uno smette di cercare Dio, crolla tutto, non viceversa, quindi nessuna riforma potrà ambiare veramente lo stato delle cose

    - qualcuno mi dice di dover andare a "vedere documentari" arabi x vedere le "feroci contrattazioni" degli arabi. Io caro amico sono stato in tanti Bazaar e ti assicuro che le "feroci contrattazioni" sono sempre giocate al ribasso. Persolmente mi divertivo molto a contrattare e alla fine del "gioco" ti assicuro che i prezzi sono come li vuole il compratore -----

    ti dirò che tale gioco l'ho praticato con molto profitto in India, stavo botter di mezz'ora a contrattare sul prezzo del risciò, ma quello che appunto volevo farti notare, è che se non ci fosse l'idea di profitto, non venderebbero. piuttosto hanno l0'idea di giusto profitto, che apparteneva all'occidente cristiano, specie con sant'agostino, però poi venne abbandonato.
    Io credo che una persona debba, entro certi limiti, autoregolarsi, ma pretendere che sia lo stato a regolare i prezzi è assurdo. Comunque, per esempio per gli indù, la figura del mercante è legittima, e il guadagno è giusto, purchè chi guadagni lo faccia consacrando l'azione a Dio (karma yoga) e i paesi indù non sono certo modernisti


    poi vabbè, ma vuoi sapere perchè si pensa tanto al profitto/carriera etc? è semplice,. siamo tutti ormai convinti che la scienza, la tecnologia, risolva tutti i nostri problemi, e quindi ci affidiamo ormai a ciò per ottenere (illusoriamente) felicità.
    Cito guareschi:
    gesù: cercano la giustizia sociale, perchè non credono più a quella dei cieli

    è questo il punto, ed è qui che nasce tutto il male dell'attuale mondo.
    bada che non si tratta semplicemente del credere o no a dio, ma del credere o no, che la ricerca interiore di Dio, sia la soluzione vera deui nostri problemi: i popoli pui+ù tradizionali si affidavano più alla ricerca interiore, l'occidente no

  10. #30
    .... .....
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    Personalmente ..all'Islam non invidio nulla..anzi..e dell'Occidente..amo la possibilità..se non ci lasciamo trascinare dal consumismo..di vivere come nababbi..che poi realmente significa avere acqua calda in casa..mangiare pollo arrosto tutti i giorni..se si vuole..e lavorare anche part time...
    Cioè..l'Occidente va sfruttato..per la sua economia..e basta..non solo dagli extracomunitari..ma anche dagli stessi ocidentali..e i valori..la religione etc..che ognuno se le cerchi da se..che quà..non è il caso..
    Questa è la vera superiorità dell'Occidente...la libertà di farsi i cavoli propri..prostituire il proprio corpo a qualche lavoro insignificante..ed essere svuotato da tutto ciò che può essere ostacolo al raggiungimento del nulla...
    Bisogna dare all'uomo non ciò che desidera..ma ciò di cui ha bisogno...
    (la via diretta non è la più breve)

 

 
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