E vantatene pure,un movimento nato negli usa e finanziato dai sionisti,ma per piacere!Originariamente Scritto da Markus_Wolf


E vantatene pure,un movimento nato negli usa e finanziato dai sionisti,ma per piacere!Originariamente Scritto da Markus_Wolf
Infatti si visto quanto siete antimondialisti visto che nel governo attuale ci stanno 3 ministri che sono collusi con la bilderberg"PADOA SCHIOPPA e laOriginariamente Scritto da Markus_Wolf
BONINO" non ricordo il nome del terzo ministro
Altra cosa li ho visti io i compagnucci genovesi andare a mangiare dal merdonalds al angolo con piazza della vittoria e via xx settembre wow che coerenza..Originariamente Scritto da Markus_Wolf
![]()
Questo governo è capitalistaOriginariamente Scritto da ulfenor
Non c'entra niente con noi


voi state con l' unione ...servi... oltre a fare i vandali che fate ? che proponete ? oppure siete i soliti 'no-globlai a tempo perso shiavi dell 'indisustria del mercato ' ?
mattina manifestazione e pomeriggio yot e mercedes di papino ?
Ah ora non centra niente con voi ma per piacere..Originariamente Scritto da Markus_Wolf
![]()
Voi non siete nienteOriginariamente Scritto da ulfenor


La nostra superiorità.
Noi possiamo a ragione,viste le radici,vista la nostra storia proclamarci gli unici veri antisionisti,prima di noi,solo gli islamici hanno questo fregio.
Mentre voi alimentate la propaganda sionista credendo nella religione del c.d olocausto noi tentiamo mediante la ricerca storica di smontare la "vacca da latte" dell'entità sionista.
Questo costa come minimo l'emarginazione,se non gli arresti.
I tuoi cari compagni,spesso hanno supportato i sionisti contro il revisionismo.
Infine va stabilito una volta per tutte,che il vero antisionista NON riconosce l'entità sionista,il restante "2 popoli 2 stati",pacifisti del cazzo,e ambigui vari
sono solo degli inutili,quando non dei veri e propri infiltrati


Voi invece siete spieOriginariamente Scritto da Markus_Wolf
Il governo della "sinistra" borghese prosegue la politica di lacrime e sangue di BerlusconiOriginariamente Scritto da ulfenor
In arrivo la stangata di Prodi e Padoa-Schioppa
Presi di mira i salari dei lavoratori
Come esordio non c'è male davvero. I primi passi del governo della "sinistra" borghese guidato da Romano Prodi, dopo la disgustosa moltiplicazione e distribuzione delle poltrone ministeriali, sono iniziati con una mancata promessa, o se volete, con una bugia. In campagna elettorale, e anche in sede di congresso nazionale della Cgil, il leader dell'Unione aveva detto che mai e poi mai il suo governo avrebbe seguito la politica dei due tempi (prima il risanamento del debito pubblico e poi le misure per lo sviluppo economico e a favore del sociale dei redditi meno abbienti). E invece, il neo-ministro dell'Economia, Tommaso Padoa-Schioppa si sta muovendo proprio in questa direzione. Con la giustificazione e la copertura dell'Unione europea (Ue), la quale esigerebbe un urgente ed energico riequilibro dei conti dello Stato, sta preparando in tempi strettissimi, dovrà essere pronta per il 10-11 luglio prossimi, data in cui si terrà la riunione dell'Ecofin, una manovra finanziaria bis che si aggiri tra gli 8-10 miliardi di euro. Insomma una stangata vera e propria.
Non si doveva dare credito alla suddetta promessa elettorale anche perché, questo è un film già visto col primo governo Prodi nella metà degli anni '90, e che il secondo governo Prodi ci ripropone pari pari. A quel tempo, con la scusa di risanare la crisi finanziaria e far entrare l'Italia nell'euro, varò una Finanziaria di 32.440 miliardi di lire e una manovra bis di 20 miliardi nel 1996; una Finanziaria di ben 62.500 miliardi di lire e una manovra bis di 16 miliardi nel '97; una manovra economica di 25.000 miliardi di lire e una Finanziaria bis di 15.550 miliardi di lire nel '98. Le motivazioni per mettere in cantiere la nuova stangata finanziaria sono più o meno le stesse. L'ex governo del neoduce Berlusconi, con la sua politica sfacciatamente a favore della borghesia e dei ricchi, con la sua politica volta ad aumentare, anziché contenere e diminuire l'evasione e l'elusione fiscali ha prosciugato e dissestato le casse dello Stato (e questo è senz'altro vero). L'Italia è fuori dai famigerati vincoli macroeconomici di Maastricht. Per evitare provvedimenti e per stare al passo con la Ue si deve fare una politica di rigore economico.
Dopo aver incaricato una commissione (detta Faini) di fare il punto sui conti pubblici e dopo aver fatto una capatina a Lussemburgo, dove ha sede la Commissione europea, per illustrare gli intendimenti del governo, il ministro delll'Economia ha rotto gli indugi e detto che la manovra bis si farà di sicuro; con molta probabilità insieme alla presentazione del Dpef (Documento di programmazione economia e finanziaria) prevista per i primi dieci giorni di luglio. Queste le cifre rese pubbliche dal ministro di Prodi per la correzione dei conti: rapporto deficit-Pil sotto il 4% nel 2006 e avanzo primario al 3-3,5%, contro un debito che viaggia attorno al 108% (rispetto al 103% atteso) e una riduzione strutturale del deficit dell'1,6% in due anni (0,8% nel 2006 e 0,8% nel 2007) e di mezzo punto negli anni a seguire. Sono cifre che, per i non addetti ai lavori, sono difficili da leggere nelle loro conseguenze economiche e sociali, cifre alla base di una politica di lacrime e sangue per le masse popolari che il governo si appresta a varare.
Non per caso l'annuncio della manovra bis ha ricevuto il plauso dei tecnocrati della Ue e il giudizio entusiasta della Confindustria. "Dato il deteriorarsi delle finanze pubbliche dal 2001 - si legge nella nota della Commissione Ue - la situazione che emerge è difficile e va corretta. Accogliamo favorevolmente l'impegno del nuovo governo ad agire con decisione per correggere questa situazione mediante l'attuazione rigorosa del bilancio 2006 e misure supplementari". Il presidente confindustriale, Luca Cordero di Montezemolo, non ha perso tempo per dire la sua. Definendo ineludibile il risanamento dei conti pubblici, ivi compresa la manovra finanziaria bis in cantiere, ha sollecitato Prodi a scelte "necessarie, coraggiose e forse impopolari", pensando a tagli alla spesa sociale e pubblica. Aggiungendo però che queste per i padroni devono essere a costo zero e pretendendo in tempi brevissimi la riduzione del cuneo fiscale almeno di cinque punti, per le tutte le imprese e senza vincoli in materia di investimenti, innovazione e buona occupazione.
Dove calerà la scure governativa? Si parla di "impegni gravosi", di "interventi dolorosi", ma allo stato non sono state formulate misure precise. Però nell'indirizzo di esse qualcosa è trapelato. Dovranno essere non una tantum, ha anticipato Padoa Schioppa, ma strutturali, misure cioè che agiscano in modo permanente. Bankitalia sembra dare un'indicazione pubblicando i dati del debito pubblico e specificando che per 83.630 milioni di euro derivano dai bilanci delle amministrazioni locali.
Unitamente a ciò il ministro ha già chiesto ai sindacati una politica di moderazione salariale. Il che è davvero un'enormità se si considera che vi sono numerosi contratti nazionali di lavoro che aspettano da anni di essere rinnovati; se si tiene conto che le retribuzioni dei lavoratori dipendenti, unitamente alle pensioni medio-basse, hanno perso potere d'acquisto in modo progressivo negli ultimi 12 anni. Meglio sarebbe a questo proposito bloccare il secondo modulo della "riforma" fiscale Tremonti che prevede la riduzione delle aliquote per i redditi più alti per un totale di 6 miliardi di euro. È comunque da considerare truffaldino lo slogan lanciato dal ministro per far "digerire" la manovra bis, che recita: "Stabilità, crescita, equità". Per i primi due termini, essenziali per rendere più competitivo il capitalismo italiano nei mercati europei e mondiali, può darsi che abbiano una qualche attuazione. Ma per il terzo termine, l'equità, sia nei tempi che nella qualità e quantità dei provvedimenti che in futuro saranno presi, non c'è da dargli alcun credito.
I sindacati, in prima battuta, si sono detti contrari. Temono, tra l'altro, che questo intervento possa nuocere alla ripresina economica emersa negli ultimi mesi. "Non convince la scelta del governo - ha detto il segretario generale della Cgil, Epifani - di fare una manovra aggiuntiva per aggiustare la finanza pubblica, lasciata dal precedente governo in condizioni disastrose". "La spesa sociale - ha affermato il segretario generale della Cisl, Bonanni - non si tocca. Siamo contrari a manovre correttive che possono aggravare le condizioni dei lavoratori e dei pensionati". "Cominciamo male - ha sentenziato il segretario generale della Uil, Angeletti - il Paese non ha bisogno di manovre aggiuntive ma di politiche per la crescita". Per Cremaschi, della segreteria nazionale della Fiom "non un solo centesimo deve incidere sui redditi dei lavoratori e dei pensionati". Anche le associazioni dei consumatori hanno espresso preoccupazioni sui riflessi che tale manovra potrebbe avere sul potere d'acquisto. Per l'Adiconsum non si deve tagliare la spesa sociale ma casomai tassare le rendite finanziarie, specie quelle speculative.
L'incontro tenutosi a Palazzo Chigi lunedì 12 giugno, tra Prodi, Padoa-Schioppa, i ministri Letta e Bersani da un lato e i tre segretari confederali dall'altro non ha cambiato granché la situazione. Di nuovo c'è che si sono dati una serie di appuntamenti per discutere sul Dpef e sui contenuti dello stesso pacchetto di misure finanziarie da presentare all'Ecofin. Rimettendo in pista quella concertazione, deleteria per la difesa degli interessi delle masse popolari, che ambedue le parti dicono di voler praticare. Con ciò i leader delle tre Confederazioni sindacali hanno dato via libera alla manovra bis.
Circa le reazioni dei partiti della coalizione di governo: DS, Margherita, Di Pietro e Rosa nel Pugno, schierati e allineati con Prodi e Padoa-Schioppa. In evidente difficoltà invece il PRC del tronfio presidente della Camera, Bertinotti e il PdCI di Diliberto i quali si barcamenano su una linea opportunista e ingannatoria tipo: certo, i conti dello Stato vanno sanati e subito, però salvaguardando la giustizia sociale. "Risanamento con il consenso popolare", "risanamento e giustizia sociale siano inscindibili nella manovra" gracchia il leader trotzkista di Rifondazione, ma come ciò possa avvenire si guarda bene da specificarlo!
24 giugno 2006
www.pmli.it