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ma vafangù
Addio Tomàs
siamo fatti della stessa materia di cui sono fatti i 5 stelle


F.A.Q
OCCUPAZIONE DEL TERRITORIO E SITO OTTIMALE
Dove può essere installato un KWG?
Il KiteGen può essere installato ovunque anche se la meteorologia e la scelta del sito sono senza dubbio parametri da tenere in massima considerazione e un sito ventoso è naturalmente più congeniale. In particolare, il cielo italiano è attraversato da uno stream geostrofico di alta quota che fa dell’Italia una regione particolarmente adatta all’istallazione del KiteGen. Uno dei vantaggi di questo generatore risiede nell'andare a sfruttare il vento a quote alle quali soffia teso e costante. Per fare un esempio, ad un vento che soffi a terra alla velocità media europea, pari a 3 m/s, corrisponde una velocità del vento di 9 m/s a 1.000 metri di altezza, teso, costante e immune da turbolenze significative.
Qual è il raggio dell'emisfero occupato da un impianto che dovrebbe essere interdetto agli aerei?
L’altezza a cui volano i kites è variabile in relazione alla potenza (e quindi delle dimensioni) del generatore. Per esempio, un KWG da 1 GW ha un diametro di 1.500 metri e gli aquiloni salgono al massimo intorno ai 1.000 metri di altitudine. L'occupazione dello spazio aereo di un KiteGen, quindi, sarebbe inferiore alla no fly zone di una centrale nucleare (1.300 metri di altezza dalla superficie per un raggio di 5.000 metri).
Qual è l’estensione del territorio occupato da un impianto?
Per costruire un impianto è sufficiente un territorio di 1 Km2, che verrebbe comunque lasciato in gran parte disponibile per l'agricoltura o la navigazione (se offshore). L'occupazione di territorio da parte del KiteGen è inferiore a quello di una centrale nucleare (raggio di 5 Km).
Che impatto ha una centrale KiteGen sul paesaggio?
L’impatto ambientale è notoriamente uno dei limiti dei windmill tradizionali, che verrebbe in gran parte risolto dall’impianto KWG. Infatti il territorio occupato da questo tipo di generatore è limitato (un impianto da 1 gigawatt occupa approssimativamente un chilometro quadrato), soprattutto in relazione ai quaranta chilometri quadrati di una wind farm attuale da 1 gigawatt, con mille mulini a vento. Inoltre, lo spazio realmente edificato - quello del corpo centrale del KWG - è meno di un quarto del chilometro totale e il terreno circostante può essere usato per l'agricoltura o, se l’impianto è off shore, per la navigazione. I kites, infine, volano ad un'altezza tale da risultare quasi invisibili da terra.
FUNZIONAMENTO GENERALE
Quale corrispondenza c’è tra il fronte vento intercettato dal KiteGen e l'energia meccanica che si può raccogliere?
La legge di Betz descrive efficacemente "the ideal braking of the wind" e permette di calcolare l'efficienza di un sistema che sottrae energia ad un flusso d'aria. Vi è un punto ideale dove l'entità di rallentamento del flusso in uscita del sistema permette di raggiungere la massima energia estratta. Ma se detto sistema, per esempio un windmill, è molto efficace ovvero "frena" troppo il flusso d'aria, l'energia che si può raccogliere cala drasticamente mentre non è vero l'opposto. Un rallentamento moderato del flusso operato dal sistema fornisce un’energia solo leggermente minore al massimo del caso ideale. L'energia del vento è funzione del cubo della velocità che impone questo comportamento non lineare. Ma per fornire una risposta più immediata vorrei fare l'esempio dei generatori windmill monopala e tripala che hanno rese analoghe pur spazzolando il fronte vento in modo nettamente diverso.
Che tipo di moto effettuano i kites?
Il movimento dei kites è il risultato di un software di controllo che misura e decide momento per momento la traiettoria migliore. Qualunque sia la dimensione del KWG, la KSU2 (Kite steering unit) tira l'aquilone con una forza costante sui cavi in tutte le condizioni, quindi la velocità dei kites è costante (e di conseguenza anche la velocità tangenziale dell’intera struttura). Per esercitare una trazione, infatti, gli aquiloni devono spazzolare il fronte vento, muovendosi in su e in giù, a destra e a sinistra, percorrendo di fatto un tragitto che sia almeno 4 volte la circonferenza del generatore. La velocità del kite è 80 m/s, quella tangenziale è 20 m/s. Con la KSU2 la navigazione in bolina non è faticosa, anzi non cambia nulla rispetto alle altre andature, come l'andatura di poppa ed anche controvento. Naturalmente se si indugia troppo in controvento, il contrappeso perde tutta l'energia potenziale che aveva accumulato nei traversi a due dimensioni (su dx giù dx).
A che quota volano i kites?
Per quanto riguarda l'altezza operativa dei kite, questa dipende dalla potenza dell'impianto: per una centrale da 100MW bastano circa 600 metri di altezza; per un generatore da 1.500MW dobbiamo arrivare mediamente a 1.500 metri. Inoltre la quota a cui volano i kites dipende anche dalla velocità del vento.
Come si controllano i movimenti dei kites?
Il nodo scientifico del progetto sta proprio nel controllo automatico della traiettoria di ogni profilo alare. Sono già stati realizzati alianti in grado di volare senza pilota, controllati automaticamente da terra. La sostanziale differenza tra un profilo alare e un aliante consiste nel fatto che un aliante dispone di superficie rigide orientabili con attuatori specifici, mentre il kite dispone soltanto di due cavi per comandare DESTRA/SINISTRA. Un precedente progetto di ricerca europeo ci ha permesso di sviluppare la strumentazione necessaria al pilotaggio degli aquiloni: in pratica abbiamo realizzato l'orizzonte artificiale ed il giroscopio in uno strumento che pesa poche decine di grammi e che assorbe pochi milliwatt (si tratta del sensore SeTAC, disegnato e prodotto da Sequoia Automation Srl). Tale strumento e la dotazione di bordo di ciascun kite, in collegamento wireless con la KSU (Kite steering unit) di terra, forniscono esattamente i valori dei vettori di posizione e l'orientamento dei profili alari nello spazio. Con questi dati, gli argani della KSU (posizionati dal lato terra, all’interno del generatore e controllati in real-time dall'elaborazione del controllo numerico) agiscono sui due cavi di trazione e pilotano i kites modificando la geometria del profilo alare.
COMPONENTI
Che tipo di cavi viene utilizzato?
I cavi che abbiamo considerato sono i Dyneema® 300 KiloNewton/cm2 dal peso di 100 Kg per 1.000 metri. Sono rivestiti da una calza in Teflon che garantisce la resistenza agli UV e li protegge da possibili abrasioni.
Quali sono le caratteristiche dei profili alari (kites) impiegati?
I profili alari (kites) sono di dimensioni relativamente modeste (alcune decine di metri quadrati) e sono da realizzare in polietilene rigido alveolare al fine di raggiungere degli elevati drag to lift ratios (L/D di circa 20). Infatti nella formula che descrive il comportamento aerodinamico, la velocità del kite è un termine al quadrato mentre la superficie del kite è solo linearmente responsabile della forza trasmessa ai cavi, quindi è molto più importante la velocità rispetto alla superficie.
Con che tipo di sensore sono equipaggiati i kites?
Il 3D position detector che noi chiamiamo SeTAC (Sequoia Triaxial Acceleration Computer) ha una banda passante che parte dalla accelerazione di gravità (0 Hz) quindi i coseni direttori del vettore di movimento sono sempre validi (assoluti) e non sono soggetti ad errori di integrazione. Siccome utilizziamo il vettore gravitazionale come riferimento, ci manca l'informazione del solo l'asse di rotazione intorno a detto vettore, che viene comunque ottenuto da un fluxgate magnetometer (bussola) direttamente interfacciato al sensore. Le accelerazioni lineari ci danno delle informazioni di movimento che pur mantenendo una validità limitata nel tempo (alcune decine di secondi per questa applicazione) possono essere aggiornati (calibrati) periodicamente dal ciclo del calcolo geometrico complessivo. Le accelerazioni senza integrazioni sono importanti per il controllo numerico per implementare i concetti di "robust automation", "H infinito" ecc. In particolare é necessario agire sul il loop di posizionamento e controllo in feedback sulla posizione per evitare fenomeni di oscillazione da eccessivo guadagno causati anche dal ritardo di attuazione, é possibile dimostrare che tali instabilità vengono scongiurate dalla informazione di accelerazione poiché in anticipo (di PIgreco sull'omega del modaleprimario) al calcolo di posizione 3D.
RISCHI
Cosa succede se un aereo vola sui cavi o sugli aquiloni?
Gli aerei di linea commerciali volano ad un'altezza media quattro o cinque volte superiore all’altezza dei kites, quindi non rappresentano un problema. Inoltre tutte le linee aree sono già regolate con molta attenzione per evitare scontri e altri eventi che mettano a repentaglio la sicurezza di piloti e passeggeri. Per esempio, sopra le centrali nucleari è già prevista una no fly zone assegnata dalle autorità, che viene fatta rispettare rigorosamente. Una centrale elettrica come il KWG, che occupa una zona relativamente piccola, si può inserire facilmente nelle regolamentazioni attuali. In ogni caso, il sistema di controllo è integrato da un radar che monitorizza il cielo e, nel caso in cui identifichi un oggetto con un itinerario che potrebbe scontrarsi con cavi o aquiloni, riavvolge i kites ad un'altezza sicura in pochi secondi.
Cosa accade in caso di condizioni atmosferiche avverse?
Il KiteGen può funzionare senza problemi in condizioni di pioggia anche abbondante e di scarsa visibilità. Nel caso di eventi meteorologici la cui entità sia prevedibile, sarà possibile ritirare preventivamente i profili alari e sostituirli con vele più piccole, adatte a venti di intensità superiore alla norma. Il generatore è stato progettato per essere immune dagli effetti di improvvise variazioni nella forza e nella direzione del vento. E’, infatti, in grado di rispondere ai wind gust su più livelli, a seconda della crescente potenza dell’evento meteorologico, conservando inalterate efficienza e sicurezza dell’impianto: il controllo rende possibile variare la velocità di svolgimento dei cavi al fine di ridurre la velocità apparente del vento sul profilo alare e consentendo di portare i profili alari in zone di depower.
Se le condizioni atmosferiche fossero tali da impedire il funzionamento della centrale con le soluzioni descritte, strategie di recupero dei profili alari sono state implementate per garantire l'arresto dell'impianto in condizioni di totale sicurezza: una volta sventati i profili alari con sofisticati sistemi di dampering meccanico, possono essere ritirati in sede nel braccio della turbina senza dispendio energetico, mediante l'azione combinata degli argani e del contrappeso (KSU2). Una perdita totale di controllo verrebbe intercettata da un watchdog che porta alla tranciatura automatica di uno dei due cavi che vincolano gli aquiloni alla macchina, recuperando poi le vele in assoluta sicurezza.
Cosa accade se il sistema viene colpito da un fulmine?
I kites e i cavi sono fatti con materiali non conduttori e perciò non costituiscono percorsi preferenziali per le scariche elettrostatiche.
Se un cavo si strappa, esiste un sistema di emergenza per riportare a terra il cavo senza far danni?
I cavi scelti hanno una grande resistenza alla trazione e il sistema è pensato per evitare che i kites esercitino trazioni improvvise sui cavi. Se, nonostante tutto, un cavo dovesse rompersi, il suo peso è di 100 Kg per 1.000 metri e non rappresenta quindi un grosso pericolo.
Il KiteGen, in particolare i cavi del profilo alare, possono essere soggetti ad atti vandalici o terroristici?
Sono previste delle barriere di protezione per rendere tutti i pezzi mobili inaccessibili.
Cosa accede se un kite cade su qualcuno?
I kites sono costruiti con fibre estremamente leggere, pochi grammi al metro quadro. Essendo configurati in tandem, l’intera fila è molto più stabile che un singolo kite ad altitudine più bassa. Se tutti i profili alari costituenti una di queste file dovessero improvvisamente sventarsi (evento altamente improbabile), la fila viene ritirata nel braccio dal sistema di controllo in pochi secondi. I kites abbandonati, in ogni caso, sono oggetti molto leggeri ed inoffensivi.
Cosa accade se l’informazione trasmessa dal sensore si interrompe momentaneamente?
La trasmissione radio dell’informazione verrà affiancata da fibre ottiche di back-up incorporate nei cavi stessi.
COSTI E BENEFICI
Quale può essere il rendimento di un KWG a regime?
Valori indicativi, considerando un vento nella media europea, possono essere: un diametro di 100 metri equivale a un generatore da 0.5MW; un diametro di 200m equivale ad un generatore da 5MW; un diametro di 300m equivale ad un generatore da 18MW; un diametro di 1.000m equivale ad un generatore da 500MW.
Questi rendimenti sono realistici e non superano mai il 25% della potenza espressa dal vento intercettato, e tengono conto di tutti i fattori negativi come anche l'angolo di trazione rispetto alla circonferenza di rotazione del carosello. Un vento da 16 m/s contiene oltre 2GW di potenza su superfici di fronte vento da 1000x1000m o 1500x700 che sono alla base dell'ordine di grandezza che la logica dei costi di impianto ci portano a considerare.
PROTITIPAZIONE
Esiste un prototipo che dimostri la validità del progetto?
Nell'estate 2006 è stato realizzato il primo prototipo previsto dal progetto KiteGen: si tratta di un generatore trasportabile da 40 kW di punta installato sopra un camion, denominato “MobileGen”. Questo primo prototipo ha lo scopo di affrontare e superare le problematiche di controllo automatico del volo di un profilo alare di potenza e di determinare il profilo aerodinamico più vantaggioso per l’impiego previsto. In questo ambito sono stati selezionati e prescelti i sensori che equipaggeranno il profilo alare e sono state sperimentate e selezionate le tecniche di trasmissione real-time bordo/terra. Sono stati inoltre progettati, realizzati e simulati gli algoritmi di controllo, destinati, sulla base dei dati ricevuti dai sensori di bordo, a comandare gli argani che controllano la tensione dei cavi di comando e la loro lunghezza.
Sono già state fatte delle prove in galleria del vento?
Per fare delle prove in galleria del vento sarebbe necessario realizzare un modellino di dimensioni ridotte. Ma la velocità di thrust dei profili alari è di 2-300 Km/h a prescindere dalla dimensione, e quindi in un modellino risulterebbero velocità angolari che superano la capacità di controllo e di attuazione del sistema.
COMPARAZIONE CON ALTRI PROGETTI DI GENERATORI EOLICI
In cosa è diverso dal Laddermill?
Tassonomicamente il Laddermill é una "drag machine" mentre il KWG é una "lift machine". Sui testi di storia delle macchine del vento che enumerano tutti i tipi concepiti finora si possono leggere giudizi alquanto drastici sulla possibile efficienza delle "drag machine". Il Laddermill é sostanzialmente una ingegnosa revisione del concetto del Panemone Persiano condannato dalla legge di Betz a ruotare al massimo a 2/3 della velocità del vento. Il fronte vento intercettato dal Laddermill è fisso e limitato alla larghezza dei kites per l'altezza del ladder, mentre nel KWG il fronte è arbitrario e la velocità dei kites può raggiungere anche 6-8 volte la velocità del vento attivando un poderoso lift (axial force) dei profili alari.
In che cosa è diverso dal Gyrowind?
Il Gyrowind (detto anche flying rotor, FEG, gyrokite etc.) è il principio dell'autogiro usato anche dai tedeschi nella seconda guerra mondiale. Questa idea ha più di 80 anni e nella versione per la produzione di energia sembra che non sia mai stata brevettata poiché semplici calcoli dimostrano una grande difficoltà a far decollare il sistema e la simulazione al calcolatore rivela un’instabilità difficilmente controllabile a causa del peso del generatore da mandare in quota. La navetta e il rotore di un windmill corrente da 4.5MW possono essere considerati gli ingredienti per realizzare il FEG e pesano 210 tonnellate (dati Vestas) a cui si devono aggiungere altre 65 tonnellate del controrotore (necessario per non arrotolare indefinitivamente il cavo). Il sistema prevede generatori da circa 5MW quindi più di 300 tonnellate da mantenere appese al vento, ovvero sono necessari venti costantemente superiori ai 17 metri al secondo con un drag/lift ratio di 2, quando la velocità media del vento in Europa è di 3m/s a 25 metri di altezza e di 10 m/s a 1.500 metri di altezza. (La Vestas dichiara che uno dei punti di forza dei loro aerogeneratori è la leggerezza rispetto ai concorrenti, quindi questi dati sembrano difficilmente comprimibili anche per un generatore volante.)
Addio Tomàs
siamo fatti della stessa materia di cui sono fatti i 5 stelle


mah ma possibile che nessuno stato o ente privato al mondo vuole scansare qualche soldo in più per far avanzare più rapidamente questo progetto(o altri progetti riguardanti nuove tecnologie per lo sfruttamento delle energie rinnovabili)? possibile che tutti sono così ansiosi di continuare a essere schiavi del petrolio o del gas?![]()


quindi per produrre 1,21 gigawatt ci vogliono più di mille mulini a vento e più di 40 km quadrati??soprattutto in relazione ai quaranta chilometri quadrati di una wind farm attuale da 1 gigawatt, con mille mulini a vento.
meglio un fulmine
Tornando seri, la Germania e la Spagna stanno investendo molto sull'eolico...in germania entro pochi anni arriveranno credo al 18% del fabbrisogno che è tanto


no, airbus, non hai capito: 40 kmq e 1000 mulini a vento sono lo spazio che richiederebbe una centrale eolica attuale, non il kitegen
"L’impatto ambientale è notoriamente uno dei limiti dei windmill tradizionali, che verrebbe in gran parte risolto dall’impianto KWG. Infatti il territorio occupato da questo tipo di generatore è limitato (un impianto da 1 gigawatt occupa approssimativamente un chilometro quadrato), soprattutto in relazione ai quaranta chilometri quadrati di una wind farm attuale da 1 gigawatt, con mille mulini a vento."


il filmato del prototipo Kitemobilegen in azione
se sono riusciti a produrre elettricità con questo giocattolino, figuriamoci cosa potrebbero riuscire a fare con un impianto serio....


Energia dagli Aquiloni
Scritto da Ugo Bardi
giovedì 28 luglio 2005
Una Rivoluzione nell'Energia Eolica.
di Ugo Bardi,
Un nuovo concetto nel campo dell'energia eolica potrebbe rivoluzionare la situazione energetica mondiale. Il "kite wind generator", proposto da Massimo Ippolito della Sequoia Automation S.r.l. promette di generare energia in abbondanza a costi molto bassi. Il kitegen è basato su aquiloni che raccolgono il vento a grande altezza per far girare un carosello connesso a un generatore. Il sistema è ancora allo stadio di una proposta, ma se i risultati delle simulazioni saranno confermati, avremo un modo concreto di far fronte all'attuale crisi energetica usando una fonte pulita e rinnovabile.
Oggi, le turbine eoliche producono energia elettrica pulita, rinnovabile e a prezzi competitivi. Tuttavia, l'attuale tecnologia ha ancora dei problemi: intermittenza del vento, scarsità di siti adatti e il fatto che molta gente non è contenta di vedere spuntare grandi torri eoliche sui crinali.
Per risolvere i due problemi principali, intermittenza e scarsità di siti, occorrerebbe mettere le turbine a maggiori altezze, dove il vento è più costante e più abbondante. Ma qui abbiamo raggiunto un limite pratico. Si fanno oggi aerogeneratori alti cento metri e più, ma oltre una certa altezza le torri di sostegno diventano troppo massicce e costose, per non parlare poi del problema estetico.
Una soluzione potrebbe arrivare da un nuovo concetto: eliminare la torre e usare invece l’aerodinamica per tenere in quota gli elementi che raccolgono il vento. In sostanza, si tratta di usare degli aquiloni. L’idea è stata proposta in varie forme e, recentemente, Massimo Ippolito della Sequoia Automation S.r.l. di Torino ne ha proposto una versione semplice ed elegante. Si tratta del "Kite Wind Generator" (Kitegen) dalla parola inglese "kite" (aquilone) e “wind” (vento).
Per capire come funziona il Kitegen, pensate a uno di quei vecchi sistemi di pompaggio dell’acqua in cui un asino azionava la pompa di un pozzo camminando in circolo e spingendo contro un palo di legno. Pensate a un palo molto grande e robusto, anzi pensate a un intero carosello di grandi barre d'acciaio connesse a un generatore elettrico. Al posto degli asini, mettete degli aquiloni che tirano le barre. Ecco il KiteGen.
Gli aquiloni del KiteGen si spingono fino a 1000 metri di altezza e anche oltre. Il concetto è di manovrarli come se fossero le vele di una nave. Via via che la barra gira, gli aquiloni devono stringere il vento finche possono (andando “di bolina” come si dice per le navi) per poi spostarsi e cominciare a tirare dall’altra parte. E’ lo stesso principio che permette alle navi di bordeggiare per navigare controvento: un principio vecchio di migliaia di anni che ha funzionato bene per i nostri antenati che hanno navigato a vela per tutti gli oceani. Qui, il principio è ripreso in termini di tecnologia avanzata mediante un sistema sofisticato di software e sensori di posizionamento tridimensionale sviluppati dalla Sequoia automation.
I calcoli mostrano che il kitegen può essere anche molto grande e generare potenze dell'ordine delle centinaia di megawatt, o addirittura di qualche gigawatt, ovvero la potenza di una centrale nucleare. Tuttavia, la semplicità del kitegen, nonchè il fatto che non c'è bisogno di combustibile, fa si che il costo dell'energia prodotta dal vento potrebbe essere soltanto una frazione dei costi di quella prodotta da una centrale nucleare, forse un fattore 100 più basso. In più, il kitegen è sicuro, pulito, occupa un area molto piccola, si può installare quasi ovunque (in particolare offshore) e ha un impatto visuale ridottissimo (gli aquiloni sono praticamente invisibili da terra).
Se il kitegen occupa un area molto piccola a terra, va anche detto che richiede una frazione abbastanza importante dello spazio aereo sovrastante; un'esigenza necessaria per concentrare importanti quantità d'energia eolica in un singolo impianto. Questa “bolla” di spazio aereo occupata dagli aquiloni non sarebbe pericolosa per gli aerei di linea, che volano a quote molto più alte, ma richiederà una serie di misure per la sicurezza di piccoli aerei e elicotteri.
Non c'è bisogno di dire quanto il kitegen potrebbe essere importante nella situazione in cui ci troviamo, dove gli alti prezzi del petrolio segnalano il graduale esaurimento delle risorse di combustibili fossili. Con il kitegen, potremmo invertire la tendenza all’aumento dei costi dell’energia. Potremmo forse addirittura riprendere in considerazione la promessa (mai mantenuta) delle centrali nucleari negli anni '50 di produrre energia elettrica a costi talmente bassi che non sarebbe neanche valsa la pena farla pagare agli utenti.
Ci potremmo anche entusiasmare per la promessa di energia abbondante e a buon mercato del kitegen, ma è bene anche mantenere i piedi per terra. In primo luogo, va detto che l'energia del vento, pur abbondante, non è infinita e che nessun sistema energetico può garantirci energia illimitata. Non fa eccezione il kitegen. Se si fabbricassero un numero veramente grande di impianti, ci potrebbero essere dei cambiamenti significativi sui venti. Per evitare questo problema, potremmo usare un numero limitato di kitegen per fabbricare celle fotovoltaiche a prezzi stracciati e con queste integrare l’energia rinnovabile prodotta sul pianeta.
In secondo luogo, il kitegen, per ora, esiste come una serie di simulazioni nei computer di Sequoia automation. Come per tutte le tecnologie, il test sperimentale è quello che conta. Ogni nuova tecnologia deve passare attraverso tutta una serie di fasi, partendo da un prototipo, per poi arrivare all'industrializzazione se, e solo se, i testi preliminari danno buoni risultati. Questa è la sfida che il kitegen deve affrontare a partire da oggi. E' una grande sfida, ma se la realtà corrisponderà alle promesse, siamo di fronte a una vera rivoluzione energetica che potrebbe radicalmente cambiare il mondo. Potremmo davvero eliminare alla radice i guai principali che ci stanno arrivando addosso: dal cambiamento climatico alle guerre per le risorse.
Ulteriori informazioni sul KiteGen si trovano a www.kitewindgenerator.com
http://www.aspoitalia.net/index.php?...d=47&Itemid=38


sempre in tema di energie rinnovabili, c'è anche il progetto Enermar, un progetto che mira a sfruttare l'energia delle correnti marine, che potete vedere qua
http://www.pontediarchimede.com/lang...ges=&page_pd=d
(se questo link non vi si apre andate qui)
http://www.pontediarchimede.com/language_it/
e poi cliccate su Enermar
purtroppo il problema è sempre lo stesso, i finanziamenti che mancano![]()
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a giugno 2006 il progetto Kite Wind Generator ha avuto 15 mln di euro di finanziamento dallo stato. Con i primi 4 mln di euro sarà realizzato un impianto sperimentale di bassa quota da 1 MWe di potenza; in seguito con i restanti 11 mln di euro partirà la progettazione di un impianto di eolico di alta quota con una potenza probabilmente di 20 MWe; l'impianto sarà probabilmente costruito sulle ceneri dei reattori di Trino(VC)
certo, è ancora poco rispetto a quello che si dovrebbe fare per ottenere una vera rivoluzione in campo energetico, ma spero che se questi progetti avranno successo, l'eolico di alta quota possa accedere a finanziamenti più generosi, con la corrispondente costruzione di impianti più potenti(ricordo che gli studi ritengono possibile costruire impianti fino a 5 GWe di potenza senza incorrere in gravi problemi di resistenza strutturale, e con un diametro complessivo dell'impianto di poco superiore ai 2000 metri)