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Discussione: Speranza...

  1. #31
    PADANIA LIBERA!
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    Citazione Originariamente Scritto da AnnoPDN
    Attaccando non voleva significare una sorta di trasmissione... errore mio, avrei dovuto mettere qualche altro verbo
    Comunque mi devi ancora mostrare queste "due facce", in PVT se proprio vuoi
    Non sono io che devo mostrare le tue due facce.Sei te che le stai mostrando.
    E non andare di nuovo a piangere in giro dicendo che ti "istigo" a violare i regolamenti
    Saluti Padani

  2. #32
    AnnoPDN
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    Se ti riferisci al fatto che ho gli sbalzi d'umore è normale, sono in crisi di nervi.... e tu ti ci stai aggiungendo
    Tanto per rendermi tutto più facile
    Comunque tu mi istighi a violare il regolamento del forum mGP, questo è inappellabile.

    Volevi aprire una faida con me sul forum a cui tieni tanto... cosa è questo?

    Essendo in casa d'altri, se hai un minimo di educazione rispetti le loro regole.
    Non te lo hanno insegnato da bambino che non sei il padrone del mondo?

  3. #33
    PADANIA LIBERA!
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    Citazione Originariamente Scritto da AnnoPDN
    Se ti riferisci al fatto che ho gli sbalzi d'umore è normale, sono in crisi di nervi.... e tu ti ci stai aggiungendo
    Tanto per rendermi tutto più facile
    Comunque tu mi istighi a violare il regolamento del forum mGP, questo è inappellabile.

    Volevi aprire una faida con me sul forum a cui tieni tanto... cosa è questo?

    Essendo in casa d'altri, se hai un minimo di educazione rispetti le loro regole.
    Non te lo hanno insegnato da bambino che non sei il padrone del mondo?
    Se hai il marchese...non posso farci niente...evita di scrivere in certi giorni

    E ripeto,non voglio aprire nessuna faida.E poi,era mica una faida.In quel forum siamo tutti per il si al referendum.Ti vergogni forse di far sapere che sei stato a Pontida il 18?pensi che non lo sapessero già?
    Se ti vergoni,affari tuoi.Oppure vuoi fare due facce?
    Di qua orgoglioso Pontidiano del 18 giugno...di la osservatore semisilenzioso che non si sbilancia.

    Saluti Padani

  4. #34
    email non funzionante
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    Ecco un tipico leghista italiano figlio o nipote di coloro che morirono sul Piave per difendere il tricolore....

  5. #35
    PADANIA LIBERA!
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    Citazione Originariamente Scritto da Der Wehrwolf
    Ecco un tipico leghista italiano figlio o nipote di coloro che morirono sul Piave per difendere il tricolore....

    Guarda,puoi fare tutte le battute che vuoi...ma tanto non faranno mai ridere nè ridicolizzeranno qualcuno quanto le figure di M che te e il patriota avete raccolto in anni sul vostro forum
    Senza contare,come ripeto sempre,che ogni vostro scritto qua sopra,è una figura di M che vi fate a priori,indipendentemente da cosa scrivete

    Siete troppo forti voi due,la miglior coppia comica di ogni tempo!Grazie di esistere!
    Saluti Padani

  6. #36
    giovanni.fgf
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    Signor Wyatt , ha rotto le palle oltremisura.

    con ossequi.

  7. #37
    AnnoPDN
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    Citazione Originariamente Scritto da Wyatt Earp
    Se hai il marchese...non posso farci niente...evita di scrivere in certi giorni

    E ripeto,non voglio aprire nessuna faida.E poi,era mica una faida.In quel forum siamo tutti per il si al referendum.Ti vergogni forse di far sapere che sei stato a Pontida il 18?pensi che non lo sapessero già?
    Se ti vergoni,affari tuoi.Oppure vuoi fare due facce?
    Di qua orgoglioso Pontidiano del 18 giugno...di la osservatore semisilenzioso che non si sbilancia.

    Saluti Padani
    Sul mio blog di MSN ho le foto di Pontida 18
    Ho circa 25 contatti di GP
    E il 18 avevo scritto bello in grande come titolo di MSN
    "SOno a Pontida, non ci sono per nessuno"

    Ne stavo parlando giusto ieri sera con "Puke Master"

    Altra vaccata

  8. #38
    Rifondazione Leghista
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    Citazione Originariamente Scritto da tigersuite
    Ceit: una storia tutta padana:

    La Kemco è controllata per il 100% dalla Ceit, una srl di Montegotto Terme (Padova). Fra i 114 azionisti ci sono alcuni nomi noti: la moglie di Umberto Bossi, Manuela Marrone, il presidente del gruppo Lega Nord Padania alla Camera, Giancarlo Pagliarini, il segretario amministrativo della Lega Nord Eduard Ballaman, oltre al senatore Massimo Dolazza e ai deputati Diego Alborghetti, Piergiorgio Martinelli, Flavio Rodeghiero, Daniela Santandrea, Stefano Stefani, presidente del partito, Silvestro Terzi e Maurizio Balocchi, tesoriere del partito.Stefani e Balocchi figurano anche nel consiglio di amministrazione. Proprio il tesoriere della Lega è la mente dell' affare, insieme al presidente del consiglio regionale del Veneto Enrico Cavaliere, leghista e a sua volta azionista della Ceit.Nella lista dei soci compare, per esempio, il nome di Graziano Bonardelli, ma anche quello del sindaco di Acqui Bernardino Bosio, del consigliere della Regione Piemonte Oreste Rossi, e di Romano Lazzari, segretario provinciale della Lega di Chi avari. Erano della partita pure i deputati Domenico Comino e Mario Barral, che però, dopo aver lasciato la Lega per fondare l' Ape (Autonomisti per l' Europa) sono usciti anche dall' affare.
    Alla scadenza le banche chiedono la restituzione dei prestiti, e i nostri imprenditori non trovano altra soluzione che chiedere un'altro finanziamento alla stessa banca per restituire con un consistente ritardo il primo prestito.
    L’avvocato della banca in Croazia, Goran Veljovic, dichiara al Corriere della sera: «A un certo punto ci siamo accorti che i nuovi mutui che ci venivano chiesti servivano soltanto a pagare i vecchi».
    Risultato: per i leghisti nessuna perdita di soldi (pochi quelli investiti nelle quote della società) ma si registra l'allontanamento di un alleato politico che i media vicini al carroccio avevano incensato per anni.
    Infatti Hider, intervistato dal quotidiano croato Vecernjj List, ha bollato con disprezzo e sarcasmo l'investimento leghista in Croazia.
    Lo ha giudicato una classica patacca e ha dileggiato Bossi come il capo di una banda di imbroglioni all'assalto delle spiagge croate.
    Praticamente ha dato del "terrone" al capo dei padani "mitteleuropei".
    La banca di Haider esercita il suo diritto di rivalsa confiscando le proprietà dello Skipper Residence, ormai quasi completato.
    A gennaio 2001la Corte Superiore di Zagabria da via libera alla vendita all'asta del «paradiso di Bossi», che di fatto viene «sequestrato». L'asta, i cui termini dovrebbero essere disposti tra breve, era motivata dal fatto che la banca di Kalgenfurt, avvalendosi di una clausola contrattuale cosiddetta d'«inaffidabilità e non gradimento del debitore», aveva considerato morosa la Ceit per il fatto che questa aveva pagato con ritardo alcune rate del mutuo.

    Ad aprile 2003 La Ceit fallisce e la lega nord fa pressione sul ministro degli Esteri, Franco Frattini, perché la Farnesina si attivi per aprire un canale di conciliazione tra i politici croati, i banchieri austriaci e gli investitori italiani della Ceit. L’attenzione è concentrata sul primo lotto di 180 appartamenti già realizzati, sul quale la Hypo Alpe Adria Bank, la banca che ha finanziato la Ceit, si è rivalsa dopo l’inchiesta sulle presunte tangenti e dopo la revoca dei crediti per «inaffidabilità e non gradimento del debitore».

    All'inizio del 2004 Il fallimento di Ceit, l’immobiliare targata Lega, è già stato benedetto da una sentenza del tribunale di Padova il 25 marzo scorso. Il curatore di quel crac, il ragioniere commercialista Flavio Tullio, vuole capire dove siano andati a finire i soldi, 10 miliardi di vecchie lire

    A maggio del 2004 la Procura di Padova apre formalmente un’inchiesta sul crac della società Ceit,sulla base della relazione depositata dal curatore fallimentare Flavio Tullio il magistrato,in attesa delle valutazioni su ipotetici reati societari, ha individuato l’ipotesi della truffa e nei panni dell’indagato c’è l’amministratore della Ceit, il prof. Sebastiano Cacciaguerra, docente all’Università di Udine.A innescare l’inchiesta è stata la denuncia di tredici imprenditori padovani e veneziani, un tempo vicini alla Lega Nord.

    A luglio 2004 il pubblico Ministro Paolo Luca invia dieci avvisi di garanzia a esponenti della "Ceit srl" , l'indagine riguarda la sparizione dalle casse dell'azienda di oltre due miliardi delle vecchie lire.
    Ricevono l'informazione di garanzia alcuni esponenti di spicco del Carroccio, tra loro il sottosegretario agli Interni Maurizio Balocchi, il presidente del Consiglio regionale del Veneto Enrico Cavaliere e l'Onorevole Stefano Stefani.
    L'ipotesi di reato è bancarotta fraudolenta per distrazione e falso, gli inquirenti stanno indagando sui bilanci della società, con un occhio particolare alla sparizione di fondi durante i lavori che l'azienda svolse in Croazia.


    DIMMI UN PO CI SONO ANCHE QUESTI COME VALIDI AMMINISTRATORI ?



    Magari sono stati fregati da questa VALIDA BANCA del sig. Heider...


    Lunedì, 12 Giugno 2006 Chiesta la testa dei vertici di Hypo Bank L’organo di vigilanza li accusa di aver nascosto il "buco" di 328 milioni dovuto alle speculazioni valutarie del 2004
    Da due mesi ormai si sta consumando il dramma di Hypo Alpe Adria Bank. In ballo ci sono i 328 milioni di euro perduti due anni fa in speculazioni valutarie ad altissimo rischio. Una "buco" allarmante anche per una banca solida come quella di Klagenfurt, che si è vista costretta a riscrivere i propri bilanci 2004 e 2005 con risultati a fondo pagina in profondo rosso. E poiché in Austria il falso in bilancio è ancora reato, quel "buco" tenuto nascosto per due anni - finché un revisore più sveglio degli altri non se n'è accorto - ha dato origine a una inchiesta della magistratura, che si è affiancata alle indagini già in corso da parte del Finanzmarktaufsicht (Fma), l'organo pubblico di vigilanza sulle società e la borsa.
    La vicenda è prossima all'epilogo e come tutte le vicende drammatiche vedrà cadere delle teste. Sotto accusa è il direttore generale di Hypo Bank, Wolfgang Kulterer, 52 anni, geniale banchiere che una dozzina di anni fa aveva assunto la guida dell'istituto di credito carinziano, allora sonnacchiosa banca regionale, facendone in breve tempo un impero finanziario esteso su otto Paesi, con 5.200 dipendenti, 250 filiali e un giro di affari di oltre 24 miliardi di euro. Con quella di Kulterer dovranno cadere anche le teste di Gnther Striedinger e di Thomas Klaus Morgl, entrambi membri della direzione di Hypo Bank.
    La decapitazione del vertice della banca di Klagenfurt è chiesta formalmente in un documento del 19 maggio del Fma che conclude quello che, in una unica, lunghissima parola composta tedesca, viene definito "procedimento di valutazione dell'idoneità alla direzione". Il giudizio dell'Fma nei confronti di Kulterer, Striedinger e Morgl è di "inidoneità". Il documento citato solleva «dubbi sull'affidabilità» dei tre dirigenti e con un linguaggio burocratico piuttosto contorto chiede alla proprietà dalle banca di disfarsene "entro un ragionevole tempo".
    Ciò che preoccupa di più l'Fma (un organo simile alla nostra Consob) non è tanto la spericolata operazione "swap" che nel 2004 aveva bruciato in 14 giorni oltre 300 milioni di euro, ma il fatto che «né il consiglio di amministrazione, né la presidenza - citiamo sempre il documento del 19 maggio - fossero stati immediatamente informati della perdita, ma soltanto con mesi di ritardo». In altre parole, l'interesse principale che l'organo di vigilanza austriaco si preoccupa di tutelare è l'affidabilità del management di una banca, affinché la fiducia dei risparmiatori nei confronti del sistema bancario non venga meno.
    Kulterer & C. avranno tempo fino al 20 giugno per esprimere le loro controdeduzioni, dopo di che la proprietà della banca dovrà prendere le sue decisioni, che nella peggiore ipotesi - ma anche quella più verosimile - potrebbe comportare la destituzione dei tre dirigenti. Finora sono già 12 le volte in cui l'Fma, accertando violazioni delle leggi bancarie, ha sollecitato l'esonero di dirigenti responsabili: in 10 casi le persone coinvolte si sono fatte da parte spontaneamente, rassegnando le dimissioni; in 2 casi, in cui gli interessati erano riluttanti ad andarsene, sono stati rimossi d'autorità. Se ciò non dovesse accadere anche stavolta, le conseguenze per Hypo Bank sarebbero gravi (una sanzione pecuniaria) o gravissime (addirittura la revoca della concessione bancaria).
    Nei prossimi giorni si cercherà di capire quali strategie seguirà l'istituto carinziano. Finora Kulterer non ha dato l'impressione di volersene andare. E dello stesso avviso è apparso anche Jörg Haider, che ha voce importante in capitolo, essendo il governatore di un Land che è il maggiore azionista di Hypo Bank. Haider, anzi, è già passato al contrattacco, sporgendo denuncia per abuso di potere nei confronti degli ispettori dell'Fma, accusati di «aver agito come i boia del medioevo».
    Al di là del linguaggio colorito, tipico del Landeshauptmann carinziano, Haider ha interpretato nell'intervento dell'Fma motivazioni politiche, mirate a danneggiare una banca di successo e indirettamente il governo del suo Land. Fino a poco tempo era sembrato che non corresse buon sangue tra il leader politico e il manager della banca, ma ora la sorte dei due personaggi è legata a doppio filo: Hypo Bank è la gallina dalle uova d'oro, un istituto che ogni anno ha distribuito lauti dividendi al Land Carinzia, che ne è proprietario quasi per la metà, e che presto, con l'ingresso in borsa e la conversione di un prestito obbligazionario per oltre 500 milioni, emesso lo scorso anno, avrebbe dovuto procurare alle esangui casse della regione risorse per alcune centinaia di milioni di euro.
    Su quel tesoro in arrivo, chiamato "fondo per il futuro", Haider fa conto per sostenere un programma di investimenti, oltremodo necessari per lui per garantirsi il consenso politico alle prossime elezioni politiche d'autunno e a quelle regionali del 2009 (e Dio sa quanto ne abbia bisogno). Ne fa talmente conto che oltre 100 milioni di quella torta Haider li ha già spesi o impegnati prima ancora di averli in cassa. L'eventuale (ma probabile) destituzione di Kulterer, perciò, rischia di risultare per lui catastrofica. Perché è evidente che la successione non sarà facile.
    Il nuovo direttore di Hypo Bank avrà bisogno di tempo per avere il pieno controllo di un istituto cresciuto prodigiosamente in pochi anni e contraddistinto in ogni suo settore dall'impronta di Kulterer; avrà bisogno di tempo per guadagnare la fiducia dei partner bancari e commerciali e soprattutto quella degli investitori. Detto questo, appare quindi del tutto improbabile che l'ingresso in borsa, fino al marzo scorso previsto addirittura per quest'anno, possa avvenire entro il 2008, ultima data ufficialmente indicata da Kulterer. E, senza ingresso in borsa, addio "fondo per il futuro".
    Andandosene Kulterer, svanirebbe anche il progetto di aumento di capitale per 250 milioni di euro, previsto per l'estate, considerato essenziale per la stabilità della banca. Senza un management bancario solidamente in sella, quali investitori sarebbero disposti a sottoscrivere azioni per un simile importo? Nelle scorse settimane il consiglio di amministrazione di Hypo Bank aveva puntato per la collocazione delle nuove azioni sulla banca britannica Hsbc, che le avrebbe proposte poi a dieci fondi di investimento. È di venerdì scorso la voce che l'istituto londinese si sarebbe fatto da parte, lasciando Kulterer a terra. L'assemblea per deliberare l'aumento di capitale era prevista per il 12 giugno, ma molto probabilmente dovrà essere rinviata. Anche perché Kulterer in questi giorni ha altro a cui pensare. Le prospettive si annunciano buie per la banca carinziana e non solo sotto l'aspetto finanziario. «Senza l'aumento di capitale - ha dichiarato Haider al settimanale economico "Format" - anche i dipendenti potrebbero essere licenziati».
    E per Hypo Bank Italia, controllata al 100\% dall'istituto carinziano, che ripercussioni avranno queste vicende? Mancano sufficienti elementi di conoscenza per esprimere un giudizio. È curioso, peraltro, che non più tardi di una settimana fa Wolfgang Kulterer sia uscito con la seguente dichiarazione: «I grafici rendono evidente che Hypo Bank guadagna gran parte del denaro in Croazia e in Italia. Se si guardano i numeri, sarebbe allettante riflettere su un trasferimento della direzione centrale a Udine. Con gli organi di vigilanza italiani finora non ho mai avuto problemi».
    Più che un progetto realistico di spostare il cuore della holding bancaria da Klagenfurt al Friuli, le parole di Kulterer sembravano ispirate dall'amarezza di una carriera probabilmente al tramonto. Ben difficilmente il palazzo di vetro e cemento in costruzione a Tavagnacco vedrà Kulterer nella stanza dei bottoni. C'è da sperare almeno che quel palazzo sia portato a termine e che il dramma che si sta consumando in Carinzia non pregiudichi anche l'operatività della Hypo italiana.
    Marco Di Blas

 

 
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