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Discussione: la confindustria.....

  1. #1
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    Predefinito la confindustria.....

    .....ha bisogno di soldi. infatti continua a menarla sull' aumento della tassazione dei redditi di natura finanziaria.....sull'intero stok anche quelli gia in circolazione. prodi e fassino sapranno resistere come promesso in campagna elettorale?

  2. #2
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    Loro sono i primi a volere un aumento dell'IVA al 22%.
    Perchè? L'IVA grava su tutte le importazioni, ma non ha nessun effetto sull'export.
    Anche conosciuto come protezionismo.

  3. #3
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    con oggi sono scesi in campo 2 giornalisti del sole24 ore ,giangiacomo nardozzi e paolo zucca che a spron battuto , chi più chi meno,chiedono l'aumento della tassazione dell intero stok dei titoli di stato. nardozzi si preoccupa della eventuale segmentazione dei tiutoli di stato, come se fosse la prima volta, ma sto signore di che s'è occupato finora?infine , sul sole di oggi tal paolo zucca così conclude:"Gli operatori preferiscono una tassazione omogenea per non avere a che fare con un doppio mercato di titoli ad aliquota differente." ma che s'inventano questi signori pur che la confindustria possa mettere le mani sul gruzzolo dei piccoli risparmiatori e finanziare così l'abbattimento del cuneo fiscale.

  4. #4
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    Citazione Originariamente Scritto da alfonso
    .....ha bisogno di soldi. infatti continua a menarla sull' aumento della tassazione dei redditi di natura finanziaria.....sull'intero stok anche quelli gia in circolazione. prodi e fassino sapranno resistere come promesso in campagna elettorale?
    carissimo...prodi e fassino sono impiegati della medesima confindustria ed attori della messinscena italica per fare quello che fanno e faranno...a meno che il NORD...non si decida finalmente a fare quello che sta rimandando da troppo tempo e che non è più rimandabile.

  5. #5
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    Sono paziente ed insonne; ripropongo parzialmente una risposta data ad altra discussione sperando sempre che le madri dei cretini usino i contraccettivi, per non essere sempre incinte, ed invece si diano da fare le mamme dei bambini svegli ed intelligenti di cui abbiamo sempre bisogno. Ritengo in gemerale che serve studiare un po' ed informarsi, magari direttamente alla fonte, prima di postare specie in materia economica.
    Lo stato dell'economia è quello che è; tutti i centri studi certificati (banca d'Italia, Ocse, FMI, BCE, società di rating) concordano nel ritenere grave la situazione del debito pubblico con la necessità di una correzione pesante.
    L'avrebbe fatta persino Tremonti, certo accompagnandola con qualche misura demagogica (tipo l'abolizione dell'ICI sulla prima casa degli ultrasettantenni), ma l'avrebbe fatta. Ci vogliono almeno 50 miliardi di SOLDI VERI, non di chiacchiere. 50 miliardi UNA SEMPER per risanare il debito pubblico e tranquillizzare gli investitori in titoli italiani ed i mercati. Ci vogliono poi altri soldi per consentire all'industria italiana di innovare e di competere. L'industria italiana è vecchia e produce beni che fanno pure i cinesi, gli indiani ed in genere i paesi del terzo mondo, a molto minor costo. Bisogna produrre alta tecnologia, settore nel quale il peso della manodopera è relativamente basso.

    Coi mercati non si scherza ragazzi!
    I mercati sono popolati da squali che si eccitano all'odore del sangue. E vi assicuro che è meglio non eccitarli perchè gli squali si nutrono e guadagnano soprattutto sulle disgrazie altrui.

  6. #6
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    Citazione Originariamente Scritto da picchio
    Sono paziente ed insonne; ripropongo parzialmente una risposta data ad altra discussione sperando sempre che le madri dei cretini usino i contraccettivi, per non essere sempre incinte, ed invece si diano da fare le mamme dei bambini svegli ed intelligenti di cui abbiamo sempre bisogno. Ritengo in gemerale che serve studiare un po' ed informarsi, magari direttamente alla fonte, prima di postare specie in materia economica.
    Lo stato dell'economia è quello che è; tutti i centri studi certificati (banca d'Italia, Ocse, FMI, BCE, società di rating) concordano nel ritenere grave la situazione del debito pubblico con la necessità di una correzione pesante.
    L'avrebbe fatta persino Tremonti, certo accompagnandola con qualche misura demagogica (tipo l'abolizione dell'ICI sulla prima casa degli ultrasettantenni), ma l'avrebbe fatta. Ci vogliono almeno 50 miliardi di SOLDI VERI, non di chiacchiere. 50 miliardi UNA SEMPER per risanare il debito pubblico e tranquillizzare gli investitori in titoli italiani ed i mercati. Ci vogliono poi altri soldi per consentire all'industria italiana di innovare e di competere. L'industria italiana è vecchia e produce beni che fanno pure i cinesi, gli indiani ed in genere i paesi del terzo mondo, a molto minor costo. Bisogna produrre alta tecnologia, settore nel quale il peso della manodopera è relativamente basso.

    Coi mercati non si scherza ragazzi!
    I mercati sono popolati da squali che si eccitano all'odore del sangue. E vi assicuro che è meglio non eccitarli perchè gli squali si nutrono e guadagnano soprattutto sulle disgrazie altrui.
    il debito si risolve con la crescita economica.
    Addio Tomàs
    siamo fatti della stessa materia di cui sono fatti i 5 stelle

  7. #7
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    Citazione Originariamente Scritto da Genyo
    carissimo...prodi e fassino sono impiegati della medesima confindustria ed attori della messinscena italica per fare quello che fanno e faranno...a meno che il NORD...non si decida finalmente a fare quello che sta rimandando da troppo tempo e che non è più rimandabile.
    è indubbio che problemi ci siano ,ma non si risolvono dividendo l'italia.

  8. #8
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    Citazione Originariamente Scritto da picchio
    Sono paziente ed insonne; ripropongo parzialmente una risposta data ad altra discussione sperando sempre che le madri dei cretini usino i contraccettivi, per non essere sempre incinte, ed invece si diano da fare le mamme dei bambini svegli ed intelligenti di cui abbiamo sempre bisogno. Ritengo in gemerale che serve studiare un po' ed informarsi, magari direttamente alla fonte, prima di postare specie in materia economica.
    Lo stato dell'economia è quello che è; tutti i centri studi certificati (banca d'Italia, Ocse, FMI, BCE, società di rating) concordano nel ritenere grave la situazione del debito pubblico con la necessità di una correzione pesante.
    L'avrebbe fatta persino Tremonti, certo accompagnandola con qualche misura demagogica (tipo l'abolizione dell'ICI sulla prima casa degli ultrasettantenni), ma l'avrebbe fatta. Ci vogliono almeno 50 miliardi di SOLDI VERI, non di chiacchiere. 50 miliardi UNA SEMPER per risanare il debito pubblico e tranquillizzare gli investitori in titoli italiani ed i mercati. Ci vogliono poi altri soldi per consentire all'industria italiana di innovare e di competere. L'industria italiana è vecchia e produce beni che fanno pure i cinesi, gli indiani ed in genere i paesi del terzo mondo, a molto minor costo. Bisogna produrre alta tecnologia, settore nel quale il peso della manodopera è relativamente basso.

    Coi mercati non si scherza ragazzi!
    I mercati sono popolati da squali che si eccitano all'odore del sangue. E vi assicuro che è meglio non eccitarli perchè gli squali si nutrono e guadagnano soprattutto sulle disgrazie altrui.
    ma con la madre di chi c'è l'hai? di zucca- nardozzi? di montezemolo?mia?
    tanto per capire , perchè il pistolotto è lungo ma privo d'indirizzo.

  9. #9
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    Sono paziente ed insonne; ripropongo parzialmente una risposta data ad altra discussione sperando sempre che le madri dei cretini usino i contraccettivi, per non essere sempre incinte, ed invece si diano da fare le mamme dei bambini svegli ed intelligenti di cui abbiamo sempre bisogno. Ritengo in gemerale che serve studiare un po' ed informarsi, magari direttamente alla fonte, prima di postare specie in materia economica.
    Lo stato dell'economia è quello che è; tutti i centri studi certificati (banca d'Italia, Ocse, FMI, BCE, società di rating) concordano nel ritenere grave la situazione del debito pubblico con la necessità di una correzione pesante.
    L'avrebbe fatta persino Tremonti, certo accompagnandola con qualche misura demagogica (tipo l'abolizione dell'ICI sulla prima casa degli ultrasettantenni), ma l'avrebbe fatta. Ci vogliono almeno 50 miliardi di SOLDI VERI, non di chiacchiere. 50 miliardi UNA SEMPER per risanare il debito pubblico e tranquillizzare gli investitori in titoli italiani ed i mercati. Ci vogliono poi altri soldi per consentire all'industria italiana di innovare e di competere. L'industria italiana è vecchia e produce beni che fanno pure i cinesi, gli indiani ed in genere i paesi del terzo mondo, a molto minor costo. Bisogna produrre alta tecnologia, settore nel quale il peso della manodopera è relativamente basso.

    Coi mercati non si scherza ragazzi!
    I mercati sono popolati da squali che si eccitano all'odore del sangue. E vi assicuro che è meglio non eccitarli perchè gli squali si nutrono e guadagnano soprattutto sulle disgrazie altrui.

    Sono dasccordo che servono 50 miliardi e che siamo in brache di tela , sono pero' anche daccordo che la Confindustria , pur quando il paese e' allo stremo , cerca sempre e solo il suo tornaconto.

    La prima prova e' la posizione sulla riduzione del cuneo : se lo si vede come strumento per stimolare la compettivita' e la crescita che senso ha erogarlo a tutte le imprese?
    Che senso ha erogarlo anche a banche , assicurazioni , editoria , grande distribuzione , commercio , telecomunicazioni ( gestione ) , enel , autostrade , liberi professionisti : sono tutte imprese o che operano in regime di monopolio o che , se non hanno fatto cartello , sono in concorrenza fra loro all'interno del sistema paese.
    Estendere il provvedimento a queste ultime significherebbe premiare ed incentivare l'inefficienza ( fra due imprese che producessero lo stesso volume di stessi beni riceverebbe di piu' chi lo fa con piu' dipendenti e quindi con minore efficienza )

    Questa posizione di Confindustria e' la dimostrazione che essa vede il provvedimento come MANCETTA e non come strumento per stimolare la crescita.

    Altro esempio e' come la Confindustria tratta il problema del costo del lavoro :
    si lamenta continuamente dicendo che fatto 100 cio' che percepisce il lavoratore in Italia costa all'impresa 184 mentre in UK costa solo 145.

    http://64.233.183.104/search?q=cache...t&ct=clnk&cd=2
    tabella 3

    Dicesse la stessa cosa in questo modo :

    fatto 100 il costo all'impresa in Italia il lavoratore mette in tasca 54,3 in U.K. 68,8 direbbe la stessa cosa ma poi si scoprirebbe che il 100 in Italia vale 21,39 euro in U.K. 24,71 euro.

    http://epp.eurostat.ec.europa.eu/por...omy&scrollto=0

    Purtroppo questa Confindustria ( oramai sarebbe piu' giusto chiamarla CONSERVIZI ) e gli industriali associati sono unfit per un paese moderno.
    La competitivita' non si guadagna solo con il costo del lavoro ma innovando il portafoglio prodotti , innovando i processi per ottenere i prodotti , aumentando il valore aggiunto ai prodotti gia' offerti coni qualità ,affidabilità, servizio , facilità d’uso,disponibilità , tempi di consegna,assistenza post vendita,aspetto estetico,reputazione e sua conoscenza presso i potenziali acquirenti.
    Queste azioni per il recupero della competitivita' hanno pero' per i nostri imprenditori almeno due difetti :
    a) hanno insito un certo rischio ed i nostri imprenditori aborrono il rischio tanto da avere ridimensionato l'attivita' manifatturiera , pur matura ed a riischio piu' basso , per impegnarsi nei servizi ( tlc , autostrade , energia ) dove , con governi ed authorities compiacenti , rischio e competizione sono nulli.( CONFINDUSTRIA ---> CONSERVIZI )
    Si stacca una bolletta il cui importo garantisce il profitto qualunque siano i costi e la loro inefficienza.
    b) richiedono impegno mentre la riduzione del costo del lavoro ha effetti , pur modesti ed effimeri ( fino al prossimo contratto integrativo ) , anche se l'"imprenditore" e' a Portofini in Sardegna , Sainkt-Moritz od ad attendere ad uno dei cento convegni ove si parla di tutto tranne che di politica industriale.

    La competitivita' e quindi la crescita secondo me non si stimola con CONFINDUSTRIA ma contro QUESTA CONFINDUSTRIA.
    Basterebbe INVESTIRE i quattrini in validi AMMORTIZZATORI SOCIALI che permettessero di lasciare morire le imprese decotte e quindi privare i loro proprietari di un profitto qualunque sia la conduzione.
    Basterebbe un sistema bancario che anzicche' finanziare le inefficienze di gran parte dell'industria attuale finanziasse nuovi veri imprenditori.
    Purtroppo anche qui occorrerebbe piu' impegno da parte delle banche perche' dovrebbero , ammesso siano strutturate a farlo , analizzare BUSINESS PLANS per evitare di finanziare iniziative fallimentari.
    Finanziando le inefficienze delle imprese decotte non si assumono invece rischi perche' queste , al momento giusto , porranno il ricatto occupazionale e lo Stato , cioe' noi , risolvera' puntualmente il problema.

    Ho votato Prodi , con la stessa alternativa lo rivoterei ad occhi chiusi ma dubito che il suo governo , ammesso ne avesse la volonta' ( ed una parte l'avrebbe ) , ne abbia la forza.

    L'intreccio INDUSTRIALI UNFIT e BANCHE e' potentissimo ed all'Economia abbiamo un banchiere italiano.
    Il problema non è Berlusconi , il problema sono gli italiani!

    DISSIDENTE POLITICO IN REGIME DA OPERETTA!
    OH CINCILLA' ... OH CINCILLA'!

  10. #10
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    A me della Confindustria non frega nulla e ho una bassa considerazione di Montezemolo e degli industriali italiani in genere, più bravi quando sono monopolisti (vedi Telecom, Mediaset, Autostrade ecc,) che a competere.
    Purtroppo non possiamo fare a meno dell'industria e di un'industria che compete per il semplice motivo che DOBBIAMO importare energia, materie prime e tecnologia che non abbiamo in casa.
    Per questo, al di là dei giudizi morali sugli industriali, che condivido si deve stimolare la competitività delle nostre imprese.
    Se poi qualcuno all'ombra dei pini sogna il campo dei miracoli o il paese dei balocchi, sono affari suoi.
    Aggiungo che la ripresa economica aiuta a risolvere il problema del debito, ma la ripresa senza la competitività semplicemente non c'è. E la ripresina che c'è, l'uno virgola qualcosa di aumento di PIL del 2006 è troppo poco,
    Una famiglia indebitata PRIMA riduce le spese ed intanto che lo fa cerca di aumentare le entrate. Chi ha puntato solo all'aumento delle entrate senza badare alle spese è quasi sempre fallito.
    L'economia è una scienza triste ma facile ed accessibile a tutti

 

 
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