
Originariamente Scritto da
demos77
Dopo la levata d'accuse qualche mese fa, da parte dell'ingenua e subdola sinistra, per la vicenda della pillola abortiva in sperimentazione a Torino, oggi si scopre che tale prodotto effettivamente è dannoso alla salute, che è "indefettibile" la somministrazione del farmaco all'interno di una struttura sanitaria posto che il rapporto rischio/benefici, ha ampliamente dimostrato come i primi siano di gran lunga maggiori e più deleteri per la salute delle donne. Non lo dice Storace, ma le stesse associazioni femministe, che condannano il farmaco...e la sperimentazione.
Oggi risulta iscritto nel registro degli indagati ( per violazione della legge sull'aborto) il medico che avviò per primo la sperimentazione in quel di Torino; quello stesso medico difeso strenuamente dalla sinistra quando il Ministro della salute Storace intese rivedere il protocollo di somministrazione del farmaco acciocchè venisse somministrato all'interno di una struttura sanitaria, con la necessaria assistenza sanitaria.
La sinistra disse no..."Storace è il solito fascista illiberale!".
Probabilmente, rimane ancora ignorante...e lo sarà a lungo poichè la discultura, il pregiudizio è il nuovo tratto caratteriale della "nuova sinistra" (vedi bene: corazzata Potemkin)
Una campagna ideologica indifferente alla salute delle donne ha diffuso, intorno alla RU 486, la pilllola abortiva, il mito di un aborto facile. Il nuovo farmaco è apparso come un simbolo di libertà femminile e di progresso.
La realtà è drammaticamente diversa: l'aborto chimico è più rischioso, doloroso, traumatico di quello effettuato con altri metodi. Inoltre dura molto più tempo, e riversa ogni responsabilità su chi lo subisce, sollevando i medici e le strutture sanitarie da molti problemi. Le donne che ne hanno fatto esperienza hanno segnalato spontaneamente centinaia di eventi avversi: infezioni, emorragie gravi, crampi, allergie, vomito, diarrea, complicazioni cardiache e respiratorie.
Quel che è più grave, è che di RU486 si muore. Fino ad oggi sono 11 le donne morte nel mondo occidentale; ogni caso è stato scoperto e denunciato a fatica, da parenti, da associazioni femministe o cristiane, e solo di rado dalle autorità sanitarie. La Food and Drug Administration, che aveva consentito nel 2000 l'uso del farmaco negli Usa, è stata costretta a porsi ufficialmente il problema della rara infezione che ha ucciso quattro giovani donne in California in meno di due anni; e la maggiore rivista medica internazionale ha stabilito che l'aborto chimico ha una mortalità 10 volte superiore a quello chirurgico.
Ad affermarlo sono professori ordinari di chimica, ricercatori di tutto il pianeta!
Vallo a spiegare alla sinistra!