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Discussione: La RU 486

  1. #41
    disillusa
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    Citazione Originariamente Scritto da azerty
    Disturbi a livello gastrico (dolori, bruciori...), episodi emorragici (sangue al naso, dalle gengive, dall'apparato gastro-intestinale), spasmi bronchiali, eruzioni cutanee, ronzii alle orecchie, riduzione delle piastrine e ritardo di parto.
    C'è gente che prende sostanze che possono dare questi effetti... sono dei pazzi?
    Azerty, io sono favorevolissima alla RU486! Sottolineavo solo il fatto che si tratta di un farmaco che provoca l'aborto e che è normale che sul bugiardino ci siano scritte certe cose. Il che non è indice di gravissima pericolosità o di morte certa, ma solo di sensata precauzione!

  2. #42
    Verrà un giorno...
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    "Sono io oppure sei tu la donna che ha lottato tanto perchè il brillare dei suoi occhi non lo scambiassero per pianto"
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    Citazione Originariamente Scritto da lauralaura
    Azerty, io sono favorevolissima alla RU486! Sottolineavo solo il fatto che si tratta di un farmaco che provoca l'aborto e che è normale che sul bugiardino ci siano scritte certe cose. Il che non è indice di gravissima pericolosità o di morte certa, ma solo di sensata precauzione!
    Sì...come dire son problemi vostri però non chiudete gli occhi, per pregiudizialità politico/ideologiche.
    Il dott. Francesco D'Agostino, presidente del Comitato nazionale di bioetica, che non è un pinco pallino, pur non arrivando a condannare del tutto l’uso della pillola abortiva, ha osservato che, contrariamente a quanto possa apparire a prima vista, la pillola non è affatto sicura per la salute delle donne, ma anzi comporta dei rischi oggettivi.
    L’annuncio italiano giunge mentre crescono, negli Stati Uniti, le preoccupazioni sugli effetti collaterali della pillola RU-486. Il farmaco è stato infatti legato a quattro decessi in California e in Canada. Le morti sono dovute ad infezioni batteriche, favorite - secondo un certo numero di esperti - dall’uso della pillola.
    L’11 maggio, alcuni scienziati si sono riuniti per discutere sul ruolo che la pillola abortiva avrebbe svolto in questi decessi, secondo l’Associated Press di quel giorno. Le opinioni sono risultate divergenti, come riportato dal servizio. Alcuni esperti hanno sostenuto che l’uso della pillola RU-486 favorisca la proliferazione batterica, mentre altri hanno ritenuto necessario un maggiore approfondimento scientifico prima di poter trarre delle conclusioni.

    Maggiore rischio di morte

    James McGregor, ostetrico del Health Sciences Center dell’Università del Colorado, ha affermato che il rischio di morte derivante da aborto chimico come quello procurato dalla pillola, è nell’ordine di 1 su 80.000. Si tratta di una probabilità notevolmente maggiore rispetto a quella di 1 su 1 milione derivante dall’aborto chirurgico. “Consiglio di ridurre o di eliminare il mifepristone, o almeno di pensarci”, avrebbe affermato McGregor, secondo l’AP.

    Al Congresso, la Sottocommissione sulla giustizia penale, la sicurezza farmacologica e le risorse umane, della Camera dei rappresentanti, ha svolto audizioni da cui sono emersi elementi relativi ai pericoli inerenti l’uso della pillola, secondo il Washington Post del 17 maggio.

    Considerando i dati di fatto relativi ai decessi e ai gravi effetti collaterali, il produttore di questo farmaco avrebbe dovuto ritirarlo dal mercato già da tempo”, ha affermato Michelle Gress, consigliere della Sottocommissione e portavoce del presidente Mark Souder.

    Souder è uno degli 83 cofirmatari di un disegno di legge diretto a vietare la commercializzazione di questo farmaco. La proposta viene chiamata “Legge Holly”, dal nome di Holly Patterson, la diciottenne californiana morta per shock settico dopo aver fatto uso della pillola.

    Secondo un comunicato preparato dal personale della Sottocommissione della Camera, la Food and Drug Administration (FDA) “ha riconosciuto che il farmaco è stato associato alla morte di 8 donne, a 9 episodi di minaccia di morte, 232 ricoveri ospedalieri, 116 trasfusioni ematiche, e a 88 casi di infezione”. Il comunicato osserva infine che fino al 31 marzo scorso vi sono stati complessivamente 950 casi negli Stati Uniti di “eventi avversi” legati alla pillola.

    Preoccupazioni per la pillola RU-486 sono state espresse persino da una fonte insospettabile: un editoriale del New York Times. Pubblicato il 10 aprile, l’articolo afferma che le notizie sui decessi delle donne “rendono il trattamento con la RU-486 molto meno attraente rispetto a prima”.
    Il libro che ho citato in apertura del tread libro si chaima: “La favola dell'aborto facile: Miti e realtà della pillola RU486” (ed. Franco Angeli).

    Il libro, ben documentato, evidenzia un fenomeno interessante che è in atto in Italia: l’alleanza tra i movimenti femminista e pro-vita. Eugenia Roccella, coautrice del libro, proviene da un ambiente fortemente di sinistra e laico. È stata una delle protagoniste del movimento di emancipazione della donna in Italia negli anni ’70. L’altra autrice, Assuntina Morresi, è una cattolica pro-vita.

    Le due donne hanno unito le forze per pubblicare questo libro, che raccoglie le ultime informazioni sui pericoli, sia fisici che psicologici, derivanti dalla pillola abortiva.
    Uno degli obiettivi di fondo del libro è di contestare l’idea che il ricorso alla pillola abortiva sia una sorta di soluzione indolore. Alcuni militanti pro-vita temono che la pillola possa rendere l’aborto più conveniente. Mentre gli abortisti la difendono perché la considerano un’alternativa meno traumatica rispetto alla procedura chirurgica.
    In realtà, spiegano Roccella e Morresi, l’aborto procurato con mezzi chimici è più lungo, più difficile e più incerto rispetto al metodo chirurgico. Usare la pillola abortiva richiede molteplici visite in clinica. E solo nel 3% dei casi l’aborto avviene entro le 48 dall’assunzione della prima pillola, secondo i dati della FDA.
    La pillola, inoltre, provoca normalmente alcuni sintomi come dolori addominali, crampi, nausea, emorragie, cefalea e vomito. La parte più dolorosa di tutto il processo è quella in cui il feto viene infine espulso dal corpo della madre, che può durare anche diverse ore.
    Secondo le autrici, una cauta stima del numero dei decessi nel mondo provocati da aborti chimici ne indicherebbe 13 (fino al mese di marzo). Il numero effettivo potrebbe tuttavia essere maggiore, osserva il libro, poiché, in generale, i mezzi di comunicazione preferiscono non riportare i casi di morte o di altri problemi causati dalla pillola.
    Gli effetti collaterali della pillola, infine, vanno oltre gli aspetti fisici. Molte donne, il 56% secondo uno studio citato dal libro, vede con i propri occhi il corpo del feto abortito. Questa esperienza traumatica può scatenare incubi e flashback nella donna.Sempre che la pillola non si sia rivelata fatale.

    Per concludere, la sig.na Rosy Bindi ha affermato che probabilmente "c'è scarsa conoscenza e sperimentare il farmaco non vuol dire metterlo in commercio". L'affermazioni dell'esponente della Margherita vengono subito dopo l'apertura di Livia Turco alla sperimentazione del farmaco ( anche in altri centri in Italia).

  3. #43
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    Citazione Originariamente Scritto da demos77
    Sì...come dire son problemi vostri però non chiudete gli occhi, per pregiudizialità politico/ideologiche.
    Il dott. Francesco D'Agostino, presidente del Comitato nazionale di bioetica, che non è un pinco pallino, pur non arrivando a condannare del tutto l’uso della pillola abortiva, ha osservato che, contrariamente a quanto possa apparire a prima vista, la pillola non è affatto sicura per la salute delle donne, ma anzi comporta dei rischi oggettivi.
    L’annuncio italiano giunge mentre crescono, negli Stati Uniti, le preoccupazioni sugli effetti collaterali della pillola RU-486. Il farmaco è stato infatti legato a quattro decessi in California e in Canada. Le morti sono dovute ad infezioni batteriche, favorite - secondo un certo numero di esperti - dall’uso della pillola.
    L’11 maggio, alcuni scienziati si sono riuniti per discutere sul ruolo che la pillola abortiva avrebbe svolto in questi decessi, secondo l’Associated Press di quel giorno. Le opinioni sono risultate divergenti, come riportato dal servizio. Alcuni esperti hanno sostenuto che l’uso della pillola RU-486 favorisca la proliferazione batterica, mentre altri hanno ritenuto necessario un maggiore approfondimento scientifico prima di poter trarre delle conclusioni.

    Maggiore rischio di morte

    James McGregor, ostetrico del Health Sciences Center dell’Università del Colorado, ha affermato che il rischio di morte derivante da aborto chimico come quello procurato dalla pillola, è nell’ordine di 1 su 80.000. Si tratta di una probabilità notevolmente maggiore rispetto a quella di 1 su 1 milione derivante dall’aborto chirurgico. “Consiglio di ridurre o di eliminare il mifepristone, o almeno di pensarci”, avrebbe affermato McGregor, secondo l’AP.

    Al Congresso, la Sottocommissione sulla giustizia penale, la sicurezza farmacologica e le risorse umane, della Camera dei rappresentanti, ha svolto audizioni da cui sono emersi elementi relativi ai pericoli inerenti l’uso della pillola, secondo il Washington Post del 17 maggio.

    Considerando i dati di fatto relativi ai decessi e ai gravi effetti collaterali, il produttore di questo farmaco avrebbe dovuto ritirarlo dal mercato già da tempo”, ha affermato Michelle Gress, consigliere della Sottocommissione e portavoce del presidente Mark Souder.

    Souder è uno degli 83 cofirmatari di un disegno di legge diretto a vietare la commercializzazione di questo farmaco. La proposta viene chiamata “Legge Holly”, dal nome di Holly Patterson, la diciottenne californiana morta per shock settico dopo aver fatto uso della pillola.

    Secondo un comunicato preparato dal personale della Sottocommissione della Camera, la Food and Drug Administration (FDA) “ha riconosciuto che il farmaco è stato associato alla morte di 8 donne, a 9 episodi di minaccia di morte, 232 ricoveri ospedalieri, 116 trasfusioni ematiche, e a 88 casi di infezione”. Il comunicato osserva infine che fino al 31 marzo scorso vi sono stati complessivamente 950 casi negli Stati Uniti di “eventi avversi” legati alla pillola.

    Preoccupazioni per la pillola RU-486 sono state espresse persino da una fonte insospettabile: un editoriale del New York Times. Pubblicato il 10 aprile, l’articolo afferma che le notizie sui decessi delle donne “rendono il trattamento con la RU-486 molto meno attraente rispetto a prima”.
    Il libro che ho citato in apertura del tread libro si chaima: “La favola dell'aborto facile: Miti e realtà della pillola RU486” (ed. Franco Angeli).

    Il libro, ben documentato, evidenzia un fenomeno interessante che è in atto in Italia: l’alleanza tra i movimenti femminista e pro-vita. Eugenia Roccella, coautrice del libro, proviene da un ambiente fortemente di sinistra e laico. È stata una delle protagoniste del movimento di emancipazione della donna in Italia negli anni ’70. L’altra autrice, Assuntina Morresi, è una cattolica pro-vita.

    Le due donne hanno unito le forze per pubblicare questo libro, che raccoglie le ultime informazioni sui pericoli, sia fisici che psicologici, derivanti dalla pillola abortiva.
    Uno degli obiettivi di fondo del libro è di contestare l’idea che il ricorso alla pillola abortiva sia una sorta di soluzione indolore. Alcuni militanti pro-vita temono che la pillola possa rendere l’aborto più conveniente. Mentre gli abortisti la difendono perché la considerano un’alternativa meno traumatica rispetto alla procedura chirurgica.
    In realtà, spiegano Roccella e Morresi, l’aborto procurato con mezzi chimici è più lungo, più difficile e più incerto rispetto al metodo chirurgico. Usare la pillola abortiva richiede molteplici visite in clinica. E solo nel 3% dei casi l’aborto avviene entro le 48 dall’assunzione della prima pillola, secondo i dati della FDA.
    La pillola, inoltre, provoca normalmente alcuni sintomi come dolori addominali, crampi, nausea, emorragie, cefalea e vomito. La parte più dolorosa di tutto il processo è quella in cui il feto viene infine espulso dal corpo della madre, che può durare anche diverse ore.
    Secondo le autrici, una cauta stima del numero dei decessi nel mondo provocati da aborti chimici ne indicherebbe 13 (fino al mese di marzo). Il numero effettivo potrebbe tuttavia essere maggiore, osserva il libro, poiché, in generale, i mezzi di comunicazione preferiscono non riportare i casi di morte o di altri problemi causati dalla pillola.
    Gli effetti collaterali della pillola, infine, vanno oltre gli aspetti fisici. Molte donne, il 56% secondo uno studio citato dal libro, vede con i propri occhi il corpo del feto abortito. Questa esperienza traumatica può scatenare incubi e flashback nella donna.Sempre che la pillola non si sia rivelata fatale.

    Per concludere, la sig.na Rosy Bindi ha affermato che probabilmente "c'è scarsa conoscenza e sperimentare il farmaco non vuol dire metterlo in commercio". L'affermazioni dell'esponente della Margherita vengono subito dopo l'apertura di Livia Turco alla sperimentazione del farmaco ( anche in altri centri in Italia).

    Dunque, nè Eugenia Roccella nè Assuntina Moresi sono medici: ergo, non sono abilitate a prendere posizione in merito a una questione tecnica esclusivamente medica. Siete duri a capire, eh? Quanto al farmaco, per esempio io l' estate scorsa ho avuto una reazione allergica a un farmaco da banco, l'Aleve, assolutamente innocuo per la stragrande maggioranza delle persone e che non mi aveva mai dato effetti collaterali: avevo la metà sinistra del viso talmente gonfia che non riuscivo più a parlare, sono dovuta andare di corsa al pronto soccorso e mi hanno fatto flebo, antistaminici e cortisone d'urgenza. Tutti questi effetti indesiderati erano scritti sul foglietto illustrativo. Ciò non toglie che l'Aleve non è un farmaco pericoloso.

  4. #44
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    Citazione Originariamente Scritto da bsiviglia
    Dunque, nè Eugenia Roccella nè Assuntina Moresi sono medici: ergo, non sono abilitate a prendere posizione in merito a una questione tecnica esclusivamente medica. Siete duri a capire, eh? Quanto al farmaco, per esempio io l' estate scorsa ho avuto una reazione allergica a un farmaco da banco, l'Aleve, assolutamente innocuo per la stragrande maggioranza delle persone e che non mi aveva mai dato effetti collaterali: avevo la metà sinistra del viso talmente gonfia che non riuscivo più a parlare, sono dovuta andare di corsa al pronto soccorso e mi hanno fatto flebo, antistaminici e cortisone d'urgenza. Tutti questi effetti indesiderati erano scritti sul foglietto illustrativo. Ciò non toglie che l'Aleve non è un farmaco pericoloso.
    ...

  5. #45
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    Citazione Originariamente Scritto da MrBojangles
    ...

    Non ti preoccupare: sparì tutto nel giro di 4 o 5 giorni. Ho scritto questa cosa per far capire che un farmaco è comunque un veleno (farmaco viene da pharmakon che in greco vuol dire veleno) e che è ridicolo quello che viene scritto qui. Nonostante quello che mi è successo, infatti, io sono convinta che l'Aleve non è affatto un farmaco pericoloso, data la legge dei grandi numeri. Io, naturalmente, scoperta questa mia personale ipersensibilità, ora uso l'Aulin ma tutti possono tranquillamente continuare a usare l'Aleve. La stessa cosa, naturalmente, è valida per RU 486.

  6. #46
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    Citazione Originariamente Scritto da bsiviglia
    Non ti preoccupare: sparì tutto nel giro di 4 o 5 giorni. Ho scritto questa cosa per far capire che un farmaco è comunque un veleno (farmaco viene da pharmakon che in greco vuol dire veleno) e che è ridicolo quello che viene scritto qui. Nonostante quello che mi è successo, infatti, io sono convinta che l'Aleve non è affatto un farmaco pericoloso, data la legge dei grandi numeri. Io, naturalmente, scoperta questa mia personale ipersensibilità, ora uso l'Aulin ma tutti possono tranquillamente continuare a usare l'Aleve. La stessa cosa, naturalmente, è valida per RU 486.


    Nemmeno il frumento è "pericoloso"; ma, vallo a dire ad un celìaco.

    Al solito: ideologia (politica o religiosa che sia) fa sempre a cazzotti con scienza e razionalità.



    (bacetti alla guancina)

  7. #47
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    Citazione Originariamente Scritto da perlavita
    La Ru486 non è bandita dal mercato, ma è in commercio solamente nei paesi dove la casa produttrice del farmaco non può essere incriminata.
    per curiosita', quanti anni hai?

    e poi, per tua informazione, in ogni paese esistono entita' che AUTORIZZANO, sulla base dell' utilita' e della chiarezza delle controindicazioni (che deriva da sperimentazioni molto lunghe).
    se un farmaco e' in commercio non e' perche' non e' stato arrestato chi lo produce, ma perche' ha superato i test clinici.

  8. #48
    perlavita
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    Citazione Originariamente Scritto da antonio
    una docente di "chimica fisica", nientemeno.

    solo una piccola notazione:
    questi sono studi da tossicologi/epidemiologi, da esperti in farmacovigilanza, non da chimica-fisica.
    inoltre PuBmed non e' una rivista.

    questo per chiarire alcuni aspetti, ferma restando la condanna per l'ingegno dell'uomo piegato alla ideazione di armi di distruzione di massa, quale apunto e' la RU486.

    una notazione per il post di cui sopra:
    la traduzione automatica di FDA e' veramente risibile: "per l'alimento e la gestione della droga"..

    e' l'ente federale americano per la sicurezza alimentare e dei farmaci.

    se l'RU486 causa la morte fra le donne che vi ricorrono, poi, tanto meglio.
    non si vede perche' non si abbia da dire nulla sulle morte di un innocente, per definizione, quale e' il figlio nel grembo materno, e invece preoccuparsi della sicurezza del farmaco per la madre che di quel figlio vuole sbrazzarsi come un "clandestino a bordo" , come dicevano le femministe.

    la preoccupazione per la sicurezza dle metodo abortivo da parte di alcuni antiabortsti..mi lascia perplesso.
    io sono antiabortista e se questo metodo non e' sicuro non me ne frega niente, anzi..
    l'aborto e' un crimine a prescindere dal metodo impiegato e dalla sua sicurezza.
    in un caso solo credo avrebbe potuto produrre buoni risultati: se a farne uso fosse stata la madre di Silvio Viale e di altri macellai come lui, una vergogna, al pari di tutti ginecologi abortisti, per l'intera classe medica.
    Mi preoccupo anche della donna. Perchè la pubblicità ingannevole degli abortisti in ferma perenne è pericolosa anche per la donna che vuole abortire.

    Sono contro la pena di morte per chi uccide dieci persone; sarei ipocrita ad esserlo per chi ne uccide uno.

  9. #49
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    A me basta che delle donne si preoccupino le donne stesse, almeno quando si tratta di scelte riguardanti la loro salute nel campo della procreazione. Invece quanti uomini bigotti che si occupano dell'utero e quanti preti che parlano di centralità della famiglia senza mai essersene fatta alcuna.
    Sarebbe come un convegno di donne che si occupa dei problemi della prostata.
    Colleghi uomini mai come stavolta vale l'undicesimo comandamento: fatevi i cazzi vostri!!

  10. #50
    disillusa
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    Smettetela di riportare notizie tratte da pubblicazioni non scientifiche, non hanno valore.
    E sappiate che alcuni medici cavalcano la questione della pericolosità della RU486 per motivazioni di tipo economico, ovvero per evitare che introducendo questa pillola, le donne smettano di andare ad abortire in cliniche private a pagamento, già oggi alcuni si fingono obiettori in ospedale per poi operare a pagamento, spesso anche oltre i termini consentiti dalla legge.

 

 
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