
Originariamente Scritto da
fiammasavona
CONSIDERAZIONE PERSONALE in merito al Comunicato Stampa del Presidente del Comitato Centrale del MSFT, Leonardo Rocco Tauro
Premetto col dire che voterò SI a questo referendum. Detto ciò, la considerazione che segue ha una chiave di lettura strettamente personale, e pertanto, non vuole assolutamente inficiare e/o sostituirsi in alcun modo, all'opinione esposta dal Presidente C.C, Signor Leonardo Rocco Tauro, che continuo a stimare, anche se non approvo. Cercherò di illustrare le mie personali considerazioni, motivando le quali non ne condivido il contenuto della suddetta, e le direttive interne dettate dalla linea politica del Movimento. Iniziamo con un breve sunto storico. La Costutizione Italiana entra in vigore il 1 Gennaio 1948. E' composta da 139 articoli, dei quali, i primi 12 riguardano i principi fondamentali, i rimanenti sono suddivisi in altrettanti due parti: (13÷54) Diritti e doveri dei cittadini; (55÷139) L'ordinamento della Repubblica. In passato, si è cercato di cambiarla ed ammodernarla, e per ben 7 legislature, ciò non è stato reso possibile. Le cause? E’ nata purtroppo dalla cosiddetta “resistenza”. Nel 2001, il "centro-sinistra" (da solo!!!), ha approvato la modifica del Titolo V (Comuni,Province,Regioni). Un disastro. Addirittura, il principio della tutela dell'interesse nazionale è stato soppresso, sottraendo allo Stato materie nel campo energetico ed infrastrutturale, delegandole alle Regioni che, guarda caso hanno raddoppiato a livello esponenziale i loro costi di bilancio, andando a gravare in tutto e per tutto sui malcapitati contribuenti. E Pantalone paga!!! La prima domanda. Erano forse sulla luna, il Movimento Sociale Fiamma Tricolore ed i suoi Colonnelli, quando la "tutela dell'interesse nazionale", che oggi si cerca timidamente di difendere nascondendosi dietro un ago, veniva indegnamente soppressa? Se non erro, la Riforma reintroduce la sacrosanta tutela dell'interesse nazionale (CHE E' SEMPRE GARANTITA DAL CAPO DELLO STATO), sopprimendo a sua volta quella modifica il cui meccanismo era denominato "regionalismo differenziato". Ed ancora. Che vol dire "...il nostro è un forte No, molto diverso dal No del centro-sinistra" ? E' paradossale il fatto di come ci si lamenti di questa jurassica Costituzione, e nello stesso tempo non si voglia, anzi, si faccia di tutto per mantenerla tale. E non mi si venga a raccontare che lo si fa esclusivamente per "interesse nazionale". Una ragione di fondo la si può trovare nell'assoluta mancanza di idee. Come certamente in tutti questi anni, abbiamo più volte palesato, fino a riuscire a compromettere la nostra "Identità", con lo scellerato accordo alle Politiche 2006; Dal quale ne siamo usciti con le ossa rotte, ed a mani vuote. Torniamo a Noi. In tema di federalismo fiscale, non è assolutamente vero che si creano regioni di serie A e di serie B. Iniziamo con lo sfatare un'altra diceria, creata ad hoc, per seminare allarmismo. Se oggi, la maggior parte delle entrate fiscali che lo Stato centrale gira a Regioni ed Enti Locali, vengono investite in sprechi e chissà cos'altro, favorendo la proliferazione di apparati assistenzialisti, il dopo-Riforma, garantirà: 1) servizi più funzionali al cittadino contribuente; 2) Maggiore responsabilità nei confronti di quei sedicenti Governatori "spreconi", che dovranno motivare ai loro cittadini contribuenti come i loro soldi vengono spesi. E non è poco. Lo Stato federale è risaputo costa meno ed è più efficiente. Aggiungo, la legiferazione subirà un processo di gran lunga migliore a quello attuale. A prescindere dal numero degli "arraffoni" parlamentari che saranno diminuiti di ben 177 unità (nel 2011), quel vetusto iter burocratico di approvazione di una legge, sarà radicalmente cambiato. La suddivisione delle competenze per Camera (legge su base nazionale) e Senato (su base regionale), garantirà una maggiore rapidità nell'approvazione delle leggi. Altro che Assemblea Costituente e metodologie varie per eleggerla (e poi, in quanto tempo si dovrebbe riuscire a fare tutto questo? basterebbe una legislatura soltanto, o come certamente succede in Italia, l'elastico si allungherebbe a dismisura?). Quindi, i motivi per cambiarla ci sono, e sono validi. Concludo. In democrazia, o se vogliamo riderci sopra, diremmo il governo del popolo, l'unico momento in cui il popolo è veramente sovrano, è quando questa si palesa in forma diretta. E l'unico "grimaldello" a disposizione del popolo è il referendum. Uno strumento di democrazia perfetto, se utilizzato per rispondere a consultazioni, per le quali è sempre utile utilizzare la testa per ragionare, e non per dividere le orecchie. Saluti, Francesco Crea - MSFT Federazione Savona