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  1. #1
    fumo_di_londra
    Ospite

    Predefinito appello dei costituzionalisti per il SI

    Sì al referendum
    per il dialogo e la riforma

    Il referendum confermativo del 25 e 26 giugno sulla riforma costituzionale costituisce un’importante occasione per compiere una scelta di modernizzazione delle nostre istituzioni.

    Il testo sottoposto a referendum:
    1. rafforza la figura del Primo ministro quale leader responsabile di una coalizione; rafforza i poteri del governo in Parlamento e i poteri del Primo ministro all’interno del governo e della maggioranza; egli può nominare e revocare i ministri, come è dappertutto fuorché in Italia, e può proporre al Capo dello Stato lo scioglimento anticipato, potere bilanciato da quello attribuito alla Camera di evitare lo scioglimento stesso mediante l’approvazione di una mozione nella quale la maggioranza espressa dalle elezioni indichi il nome di un nuovo Primo ministro;
    2. affida al Presidente della Repubblica un ruolo di garanzia, disciplinando l’esercizio dei poteri presidenziali di più immediata valenza politica (nomina del Primo ministro e scioglimento) in modo da ridurre il rischio di dannosi dualismi;
    3. supera finalmente, con una scelta coraggiosa, il bicameralismo indifferenziato (un’assurda anomalia italiana), limitando il rapporto fiduciario alla sola Camera dei deputati; si tratta di una scelta essenziale, sia per realizzare un assetto di tipo federale, che presuppone l’istituzione di una Camera federale come sede di raccordo tra Stato e Regioni, sia per evitare che un’eventuale divaricazione nella composizione politica delle due Camere pregiudichi la governabilità e lo stesso bipolarismo;
    4. riduce di un quinto il numero totale dei parlamentari;
    5. corregge in più punti le irragionevoli soluzioni introdotte nei rapporti Stato-Regioni dalla revisione costituzionale operata nel 2001 dal centrosinistra. Quella riforma ha minato gravemente la funzionalità del nostro sistema normativo e istituzionale e ha provocato un fortissimo contenzioso tra Stato e Regioni, ha diffuso incertezza tra i cittadini, le imprese, gli operatori economici. Il testo ora proposto al voto dei cittadini reintroduce il limite dell’interesse nazionale, riconduce allo Stato una serie di materie impropriamente inserite tra le materie di competenza regionale e, nonostante quel che sostengono parole d’ordine falsificanti, attribuisce in esclusiva alle Regioni competenze legislative (in tema di sanità, istruzione e polizia amministrativa) che esse già possiedono.
    La riforma non “spezza l’unità del Paese” – anzi la ricrea – né impone la “dittatura del premier”. Essa introduce, invece, innovazioni che consolidano a livello costituzionale l’evoluzione reale della forma di governo, assicurando i necessari cambiamenti istituzionali per la definitiva trasformazione della nostra in una democrazia dell’alternanza, in sintonia con le grandi democrazie europee, ferma restando la intangibilità dei principi fondamentali della Costituzione vigente.
    Se prevarrà il “No”, la spinta conservatrice pregiudicherà per molti anni a venire qualsiasi tentativo riformatore della Carta del 1948 che non è più adeguata ad affrontare le grandi sfide del nostro tempo.
    Non ci nascondiamo il fatto che la riforma meriti di essere successivamente integrata con alcuni correttivi, che riguardano in particolare:
    • il complesso procedimento legislativo che appare farraginoso, e che rischia di determinare conflitti di competenza tra le due Camere paralizzando l’iter formativo della legge;
    • la forma di governo, ove alcune rigidità finiscono per attribuire poteri di veto e di ricatto a componenti minoritarie della maggioranza;
    • la composizione e il ruolo del Senato, non pienamente rappresentativo delle Regioni e dotato di poteri decisionali che pregiudicherebbero la funzione di indirizzo del Governo;
    • lo statuto dell’opposizione solo abbozzato e che va rafforzato.
    Queste incongruenze e difetti riguardano però, in particolare, quelle parti della riforma che entrerebbero in vigore solo in un secondo momento: nel 2011 o nel 2016. E’ questa un’opportunità che consente di conciliare l’esigenza di emendare con urgenza il Titolo V con quella di apportare correzioni, da effettuarsi con metodo auspicabilmente bipartisan, alle parti della riforma che necessitano ancora di riconsiderazione.
    Del resto, lo stesso Presidente della Repubblica, nel suo messaggio dopo il giuramento, ha affermato che dopo il voto “si dovrà comunque verificare la possibilità di nuove proposte di riforma capaci di raccogliere il necessario largo consenso in Parlamento”.
    Per queste ragioni, i sottoscritti ritengono che il “Si” alla riforma costituisca oggi l’unica possibile scelta per rendere le nostre istituzioni adeguate alle mutate esigenze della società italiana e per giungere a una riforma condivisa e quindi alla legittimazione reciproca degli schieramenti politici.
    E si appellano a quanti non hanno abbandonato la speranza che il nostro Paese possa rinnovare le sue istituzioni, perché votare “Sì” al referendum significa impedire che l’ennesima occasione vada perduta.

  2. #2
    Repubblica
    Ospite

    Predefinito

    Ma chi cazzo sarebbe questi costituzionalisti???

  3. #3
    fumo_di_londra
    Ospite

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    Citazione Originariamente Scritto da Repubblica
    Ma chi cazzo sarebbe questi costituzionalisti???
    Tarcisio AMATO, ordinario di storia delle dottrine politiche nell'Università di Salerno
    Paolo ARMAROLI, ordinario di diritto pubblico comparato nell’Università di Genova
    Pierluigi BARROTTA, associato di filosofia della scienza nell'Università di Pisa
    Sergio BELARDINELLI, ordinario di sociologia nell'Università di Bologna - sede di Forlì
    Giorgio BEONI, docente al Politecnico di Milano
    Giuseppe BUTTÀ, ordinario storia delle dottrine politiche nell'Università di Messina
    Leonardo CANNAVÒ, ordinario di Metodologia e tecnica della ricerca sociale nell'Università La Sapienza di Roma
    Eugenio CAPOZZI, associato di storia contemporanea nell'Università di Napoli
    Emanuele CASTRUCCI, ordinario di filosofia del diritto nell'Università di Siena
    Francesco CAVALLA, ordinario di filosofia del diritto nell'Università di Pisa
    Achille CHIAPPETTI, ordinario di diritto pubblico nell’Università La Sapienza di Roma
    Claudio CHIOLA, ordinario di diritto pubblico nell’Università La Sapienza di Roma
    Dino COFRANCESCO, ordinario di storia delle dottrine politiche nell'Università di Genova
    Mario COMBA, ordinario di diritto pubblico comparato nell’Università di Torino
    Luigi COMPAGNA, ordinario di storia delle dottrine politiche nell'Università Luiss-Guido Carli di Roma
    Raimondo CUBEDDU, ordinario di filosofia politica nell'Università di Pisa
    Roberto DE MATTEI, associato di storia moderna nell'Università di Cassino e Vice Presidente del CNR
    Giuseppe de VERGOTTINI, ordinario di diritto costituzionale nell’Università di Bologna
    Eugenio DI RIENZO, Università La Sapienza di Roma
    Gianni DONNO, ordinario di storia contemporanea nell'Università di Lecce
    Roberto FESTA, ordinario di filosofia della scienza nell'Università di Padova
    Tommaso Edoardo FROSINI, ordinario di diritto pubblico comparato nell’Università di Sassari
    Carlo FUSARO, ordinario di diritto pubblico comparato nell’Università di Firenze
    Sandro GHERRO, ordinario di Diritto Ecclesiastico nell'Università di Padova
    Fabio GRASSI ORSINI, ordinario di storia contemporanea nell'Università di Siena
    Maurizio GRIFFO, associato di storia delle dottrine politiche nell'Università di Napoli
    Guido GUIDI, ordinario di diritto pubblico comparato nell’Università di Urbino
    Prof. Francesco GULLO, già Preside della Facoltà di Giurisprudenza ed ora Professore Emerito di Diritto Amministrativo presso l’Università di Padova
    Leonardo LA PUMA, ordinario di storia delle dottrine politiche nell'Università di Lecce
    Giorgio LOMBARDI, ordinario di diritto pubblico comparato nell’Università di Torino
    Vittorio MATHIEU, Accademia dei Lincei
    Manlio MAZZIOTTI di CELSO, emerito di diritto costituzionale nell’Università La Sapienza di Roma
    Luigi MELICA, ordinario di diritto pubblico comparato nell’Università di Lecce
    Luca MEZZETTI, ordinario di diritto costituzionale nell’Università di Bologna
    Luciano MONTI, docente di politica regionale europea alla Luiss Guido-Carli di Roma
    Gianfranco MORRA, docente di Sociologia dei processi culturali nella Facoltà di Scienze politiche dell’università di Bologna
    Ida NICOTRA, ordinario di diritto costituzionale nell’Università di Catania
    Giovanni ORSINA, associato di storia contemporanea nell'Università Luiss-Guido Carli di Roma
    Giuseppe PENNISI, ordinario di economia Scuola Superiore della Pubblica Amministrazione, Roma
    Francesco PERFETTI, ordinario di storia contemporanea nell'Università Luiss Guido-Carli di Roma
    Roberto PERTICI, ordinario di storia contemporanea nell'Università di Bergamo
    Angelo Maria PETRONI, ordinario di filosofia della scienza nell'Università di Bologna e Direttore della Scuola Superiore di Pubblica Amministrazione
    Giorgio PICCI, ordinario di ingegneria dell'informazione nell'Università di Padova
    Giovanni PITRUZZELLA, ordinario di diritto costituzionale nell’Università di Palermo
    Paolo PITTARO, associato di diritto penale nell'Università di Trieste

    Domenico SACCO, associato di storia contemporanea nell'Università di Lecce
    Giulio Maria SALERNO, ordinario di diritto pubblico nell’Università di Macerata
    Giorgio SPANGHER, ordinario di procedura penale nell’Università La Sapienza di Roma e componente del CSM
    Mario TRAPANI, ordinario di diritto penale nell’Università di Roma Tre
    Sofia VENTURA, associato di scienza politica nell'Università di Bologna - sede di Forlì
    Nicolò ZANON, ordinario di diritto costituzionale nell’Università di Milano Vincenzo ZENO-ZENCOVICH, ordinario di diritto comparato nell'Università di Roma Tre

  4. #4
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    Lo hai azzittito

  5. #5
    Repubblica
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    Citazione Originariamente Scritto da alex86
    Lo hai azzittito
    Ho molte cose da fare prima di rispondere a uno che si fa vedere il giorno del voto e non vede che è da un mese che discutiamo...

  6. #6
    W IL POPOLO DELLE LIBERTA'
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    Se ti riferisci a me, sono giustificato dal fatto che ho avuto molto da studiare

  7. #7
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    Citazione Originariamente Scritto da alex86
    Se ti riferisci a me, sono giustificato dal fatto che ho avuto molto da studiare
    Si riferiva al nostro amico fumo.

    Allora fumo, tutto bene? Come sta Buttiglione?

  8. #8
    ALTRA FACCIA DELLA MONETA
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    Citazione Originariamente Scritto da fumo_di_londra

    Il testo sottoposto a referendum: [LIST=1][*]rafforza la figura del Primo ministro ...;[*]affida al Presidente della Repubblica un ruolo ... disciplinando l’esercizio dei poteri presidenziali di più immediata valenza politica...;[*]supera ... il bicameralismo ...;[*]riduce di un quinto il numero totale dei parlamentari;[*]corregge in più punti le ... soluzioni introdotte nei rapporti Stato-Regioni dalla revisione costituzionale operata nel 2001 ... introduce, invece, innovazioni che consolidano a livello costituzionale l’evoluzione ... della forma di governo ...

    Non ci nascondiamo il fatto che la riforma meriti di essere successivamente integrata con alcuni correttivi, che riguardano in particolare:
    • il complesso procedimento legislativo che appare farraginoso, e che rischia di determinare conflitti di competenza tra le due Camere paralizzando l’iter formativo della legge;
    • la forma di governo, ove alcune rigidità finiscono per attribuire poteri di veto e di ricatto a componenti minoritarie della maggioranza;
    • la composizione e il ruolo del Senato, non pienamente rappresentativo delle Regioni e dotato di poteri decisionali che pregiudicherebbero la funzione di indirizzo del Governo;
    • lo statuto dell’opposizione solo abbozzato e che va rafforzato.
    .
    Ma è esattamente quello che diciamo noi, questi sono alcuni dei motivi per cui BISOGNA VOTARE NO

  9. #9
    ALTRA FACCIA DELLA MONETA
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    Non so se sono stato chiaro, intendevo dire NO.

  10. #10
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    Raimondo CUBEDDU, ordinario di filosofia politica nell'Università di Pisa
    Roberto DE MATTEI, associato di storia moderna nell'Università di Cassino e Vice Presidente del CNR
    Giuseppe de VERGOTTINI, ordinario di diritto costituzionale nell’Università di Bologna
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    Francesco PERFETTI, ordinario di storia contemporanea nell'Università Luiss Guido-Carli di Roma
    Roberto PERTICI, ordinario di storia contemporanea nell'Università di Bergamo
    Angelo Maria PETRONI, ordinario di filosofia della scienza nell'Università di Bologna e Direttore della Scuola Superiore di Pubblica Amministrazione
    Giorgio PICCI, ordinario di ingegneria dell'informazione nell'Università di Padova
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    Paolo PITTARO, associato di diritto penale nell'Università di Trieste

    Domenico SACCO, associato di storia contemporanea nell'Università di Lecce
    Giulio Maria SALERNO, ordinario di diritto pubblico nell’Università di Macerata
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    Mario TRAPANI, ordinario di diritto penale nell’Università di Roma Tre
    Sofia VENTURA, associato di scienza politica nell'Università di Bologna - sede di Forlì
    Nicolò ZANON, ordinario di diritto costituzionale nell’Università di Milano Vincenzo ZENO-ZENCOVICH, ordinario di diritto comparato nell'Università di Roma Tre
    Magna Carta intende essere una di tali realtà, con specifico riferimento al liberalismo, che è per noi, oltre che una tradizione politica, un sistema di pensiero e di vita.

    Per ciò che riusciamo a realizzare e per quanto sapremo operare dobbiamo ringraziare, innanzitutto, i circa cento specialisti e studiosi che costituiscono il vero capitale di Magna Carta e che mettono disinteressatamente a disposizione la loro competenza.

    Un ringraziamento altrettanto grande e doveroso va ai nostri finanziatori, presenti e futuri, alle imprese e agli individui che hanno creduto e crederanno nella Fondazione e che con la loro generosità ci permettono di affrontare impegni sempre crescenti.

    Un grazie particolare va infine al Presidente del Senato, Marcello Pera. Senza il suo appoggio e il suo contributo, la cui tenacia è pari solo alla discrezione, la stessa costituzione di Magna Carta non sarebbe avvenuta

 

 
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