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Discussione: L'Arcangelo Michele

  1. #31
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    Predefinito Re: Rif: L'Arcangelo Michele

    Citazione Originariamente Scritto da Silvia Visualizza Messaggio
    Enrico Baccarini


    SULLA VIA DI SAN MICHELE ARCANGELO


    Un'antica via di pellegrinaggio, santuari disposti lungo una direttrice misteriosa e la figura di un arcangelo protettore e guerriero sono gli elementi fondanti che caratterizzano il mistero della Via Michelita, un'antichissima rotta di pellegrinaggio che toccò i principali paesi dell'Europa antica. .... ma anche perché collegate da una linea ideale che prese il nome di Via Sancti Michaelis, una via di pellegrinaggio tra le più antiche e battute nel passato assieme alle consorelle Santiago de Compostela, Roma, la Terra santa e non ultima la Via Francigena. A fianco dei tre santuari noti dedicati all'arcangelo e costituenti i tre centri fondanti della Via Michelita, ....]
    ... Ah! Quindi non sarebbero più sulla via Francigena ...

  2. #32
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    Predefinito Re: Rif: L'Arcangelo Michele

    Citazione Originariamente Scritto da Silvia Visualizza Messaggio
    Enrico Baccarini


    SULLA VIA DI SAN MICHELE ARCANGELO


    Un'antica via di pellegrinaggio, santuari disposti lungo una direttrice misteriosa e la figura di un arcangelo protettore e guerriero sono gli elementi fondanti che caratterizzano il mistero della Via Michelita, un'antichissima rotta di pellegrinaggio che toccò i principali paesi dell'Europa antica. Questa curiosa via di pellegrinaggio si è rivelata nel corso delle ricerche qualcosa di estremamente più vasto e profondo. Oggi quasi del tutto dimenticata se non per i tre importanti e monumentali monasteri che ancora raccontano le antiche gesta e peregrinazioni di migliaia di fedeli. La Via Michelita è un enigma storico unico nel suo genere per la precisione, non tanto geometrica quanto spaziale, con cui i tre eremi sono stati costruiti. Sorvolando la nostra Europa, il principe delle schiere celesti, con la sua armatura scintillante e le sue ali possenti, pare abbia scelto i luoghi più suggestivi, e in certi casi inaccessibili, ove apparire e far erigere in suo nome santuari destinati al culto. Suggestione e mistero sembrano pervadere le chiese e le abbazie che portano il suo nome, non solo per il fascino e la bellezza che sembrano promanare, ma anche perché collegate da una linea ideale che prese il nome di Via Sancti Michaelis, una via di pellegrinaggio tra le più antiche e battute nel passato assieme alle consorelle Santiago de Compostela, Roma, la Terra santa e non ultima la Via Francigena. A fianco dei tre santuari noti dedicati all'arcangelo e costituenti i tre centri fondanti della Via Michelita, sono stati identificati altri punti posti in asse con la stessa immaginaria diagonale tracciata "dalla spada" di san Michele. Con la sua arma scacciò, secondo la leggenda, Lucifero dal Paradiso lasciando impressi sulla Terra i segni del suo gesto purificatore. Proprio in concomitanza di tali luoghi, nei secoli, san Michele sarebbe apparso a devoti e fedeli chiedendo che venissero eretti santuari in suo nome.

    Lo spunto per questa ricerca nacque diversi anni fa quando, casualmente, ci si accorse della strana correlazione dei tre principali santuari europei in cui viene venerata la figura dell'arcangelo. Non eravamo stati certo i primi a notare questa curiosa linea che sembrava tagliare in due l'Europa, ma la possibilità di aver visitato i tre luoghi aveva fatto nascere la volontà di ripercorrere i precedenti viaggi, nonché di poter comprendere meglio il significato recondito della loro natura. Solo successivamente ci saremmo accorti di altre locazioni che ampliavano tale diagonale celeste comprendendo l'importanza che questo cammino di pellegrinaggio rivestì nei secoli. Come le prime cattedrali gotiche rispecchiarono specularmente la trasposizione della costellazione della Vergine in Terra, così la Via Michelita, l'arcana via di pellegrinaggio fu non solo un cammino di speranza, ma anche un percorso di iniziazione, una via di illuminazione attraverso cui giungere ad un contatto con il divino.




    Il culto michelita, assieme alla sacra via che oggi porta il suo nome, si diffonde in Europa lungo un'ipotetica asse diagonale che unisce la francese Mont Saint Michel alla Sacra di San Michele in Piemonte fino a giungere a Monte Sant'Angelo in Puglia. Nel suo dipanarsi osserviamo anche come nel tratto italiano buona parte dello sviluppo della Via Michelita sembri associarsi con quello della ben più nota Via Francigena, costituendo quasi una cerniera ideale tra le due proprio nell'abbazia della Chiusa, meglio nota come Sacra di San Michele in Val di Susa. La prima nozione storica pervenutaci di un cammino che porti questo nome può essere verosimilmente fatta risalire all'870 d.C., a cui risale la data della prima testimonianza certa di un pellegrinaggio al santuario di Mont-Saint-Michel e alla tomba di Sant'Oberto effettuata dal monaco Bernardo, autore del testo Itinerarium. Nella forza della fede dei pellegrini nacque così la Via Sancti Michaelis, uno tra gli itinerari di pellegrinaggio più importanti per la devozione nell'antichità. Della sua memoria e delle sue tracce ci rimangono però oggi solo flebili barlumi ondeggianti nella brezza del tempo. La Via Michelita costituiva l'ossatura e il fulcro stesso di questi cammini, si poneva come la matrice fondante della stessa idea di "viaggio" inteso come percorso di crescita, di evoluzione spirituale, di ricerca interiore. Tale cerca, come veniva definita nel periodo rinascimentale, originava spesso da un bisogno interiore, da una domanda o dubbio, come anche da una percezione che l'individuo si poneva davanti alla necessità di iniziare un cammino, di scoprire un percorso. Assistiamo così alla proliferazione di santuari e pievi dedicate all'Arcangelo Michele, piccole chiese, come quella di Montesiepi nei pressi della più nota abbazia di San Galgano (SI) dove ancora oggi si conserva quella "spada nella roccia" infissa dal Santo senese, oppure anche di edifici più elaborati come la chiesa di San Michele in Foro a Lucca, fino a veri e propri complessi abbaziali come la chiesa di Sant'Angelo in Formis presso Capua (LT).

    Abbiamo osservato l'importanza che la figura di san Michele riveste all'interno del mondo cristiano, la sua storia e i significati che gli furono attribuiti fin dalle sue prime manifestazioni. Il tempo non ha cancellato la sua memoria, né eroso le tracce che la sua spada, all'alba dei tempi, avrebbe lasciato sulla Terra nell'atto di scacciare Satana, l'angelo ribelle, dal paradiso. San Michele si pone come il baluardo, dopo Dio, nella lotta alle tenebre e al maligno. Nel corso della ricerca rileviamo come i santuari a lui dedicati, incomprensibilmente disposti lungo una direttrice diagonale, non comprendano solamente le abbazie di Mont Saint- Michel e le due italiane, ma anche un numero estremamente più vasto di santuari a lui dedicati. Ricerche inglesi mostrano come questi stessi santuari si affianchino, e siano speculari, a precedenti culti solari in cui la figura/divinità predominante sembra essere il dio Apollo. Nasce così, a fianco della Via Michelita, la Linea Michelita con ben 15 locazioni: Skellig Michael (Irlanda), St Michael's Mount (Cornovaglia, UK), in Francia Mont Saint-Michel, Bourges; in Italia la Sacra di San Michele, Castiglione Garfagnana (LU) e il Monte Gargano (FG); in Grecia Kerkyra, Corfù, Delfi, Atene, Delos, Lindo; il Monte Carmelo in Palestina. Non è inverosimile pensare che il tutto possa connaturarsi all'interno di una geometria sacra di cui si sono perse le origini ed in cui la sovrapposizione di templi e figure non ha fatto altro che preservarne la memoria ai posteri. A tutto ciò si deve aggiungere che esiste un'altra linea michelita, tutta inglese che ripercorre non meno di una decina di luoghi sacri. Come può essere spiegata razionalmente la presenza di queste strutture dedicate all'Arcangelo Michele su uno stesso allineamento per migliaia di chilometri? Perché questa ipotetica linea giunge fino al Monte Carmelo? Gli studi non sono ancora conclusi, ma l'ipotesi che una antica sapienza si sia preservata nel tempo e nello spazio sembra oggi più che mai una certezza.



    La "linea di San Michele" in Inghilterra

    Stralcio da un articolo di Enrico Baccarini, Il Giornale dei Misteri n° 464 (ottobre 2010)
    Come al solito Silvia riesci a trovare le immagini pertinenti! Grazie del tuo prezioso impegno e aiuto costante. Un abbraccio

  3. #33
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    Predefinito Re: Rif: L'Arcangelo Michele

    Citazione Originariamente Scritto da P 6 Visualizza Messaggio
    ... Ah! Quindi non sarebbero più sulla via Francigena ...
    Sinceramente non capisco cosa intendi dire. Anche se è possibile, e anzi probabile, che la Via Francigena e la Via Michelita in certi punti si intersechino, sono chiaramente due percorsi distinti...








    Citazione Originariamente Scritto da sideros Visualizza Messaggio
    Come al solito Silvia riesci a trovare le immagini pertinenti! Grazie del tuo prezioso impegno e aiuto costante. Un abbraccio
    Grazie a te.

  4. #34
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    Predefinito Re: Rif: L'Arcangelo Michele

    Citazione Originariamente Scritto da Silvia Visualizza Messaggio
    Sinceramente non capisco cosa intendi dire. Anche se è possibile, e anzi probabile, che la Via Francigena e la Via Michelita in certi punti si intersechino, sono chiaramente due percorsi distinti...





    Fa sempre piacere scoprire che l'Italia è più grande della Spagna e della Francia , comunque resta sempre in diagonale essendo a forma di stivale.

    Questa via Michelita, da quando è citata nei testi antichi ?
    Ultima modifica di P 6; 17-04-12 alle 10:31

  5. #35
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    Predefinito Re: Rif: L'Arcangelo Michele

    Citazione Originariamente Scritto da P 6 Visualizza Messaggio

    Questa via Michelita, da quando è citata nei testi antichi ?
    Non ne ho la più pallida idea, ma pare fosse molto battuta nel Medioevo da pellegrini che volevano assicurarsi una "buona morte".

  6. #36
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    Predefinito Re: Rif: L'Arcangelo Michele

    Citazione Originariamente Scritto da Silvia Visualizza Messaggio
    Non ne ho la più pallida idea, ma pare fosse molto battuta nel Medioevo da pellegrini che volevano assicurarsi una "buona morte".
    pare

    ... è la via Francigena !
    Tra l'altro sono più vie perchè alcune sono delle varianti ... è normale che ci siano lungo la via medioevale molte sacre/abbazie dedicate a San Michele ... e che queste vie abbiano delle direttive che vanno da sud-est a nord-ovest
    Come è normale che non siano perfettamente allineate ... salvo sui siti web

  7. #37
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    Predefinito Re: Rif: L'Arcangelo Michele

    Citazione Originariamente Scritto da P 6 Visualizza Messaggio
    pare

    ... è la via Francigena !
    Tra l'altro sono più vie perchè alcune sono delle varianti ... è normale che ci siano lungo la via medioevale molte sacre/abbazie dedicate a San Michele ... e che queste vie abbiano delle direttive che vanno da sud-est a nord-ovest
    Come è normale che non siano perfettamente allineate ... salvo sui siti web
    Assolutamente no... I tre grandi luoghi micheliti erano e sono il santuario del Gargano, la Sacra in Val di Susa e Mont Saint-Michel (in Normandia). Distano un migliaio di chilometri l'uno dall'altro e sono uniti da una retta ideale che, prolungata, arriva a Gerusalemme... Questa è cosa diversa dalla via Francigena.

    Poi, in concreto, è ovvio che stiamo usando espressioni convenzionali (le "vie" erano in realtà ragnatele di sentieri alternativi, prescelti a seconda del clima, delle ricorrenze religiose e di altre variabili)... infatti nell'antichità compiere un viaggio era qualcosa di estremamente arduo e pericoloso... quindi si sviluppò fin dall'epoca romana la tendenza a delineare percorsi comuni che rendessero il più possibile agevoli gli spostamenti... predisponendo lungo gli itinerari posti di soccorso e di ricovero, fortificazioni con soldati armati addetti alla sicurezza, ecc.

    La diffusione del culto michelita, dunque, e la progressiva individuazione dei relativi luoghi sacri con il sorgere dei santuari, pose man mano esigenze nuove.. ma da un punto di vista logistico si cercò di sfruttare il più possibile quanto già esisteva... Perciò fra la via Francigena e la Michelita vi erano ampi tratti in comune, il che era evidente, logico e voluto... ma non certo coincidenza...
    Ultima modifica di Tomás de Torquemada; 19-04-12 alle 01:26
    "Tante aurore devono ancora splendere" (Ṛgveda)

  8. #38
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    Predefinito Re: Rif: L'Arcangelo Michele

    Citazione Originariamente Scritto da Tomás de Torquemada Visualizza Messaggio
    Assolutamente no... I tre grandi luoghi micheliti erano e sono il santuario del Gargano, la Sacra in Val di Susa e Mont Saint-Michel (in Normandia). Distano un migliaio di chilometri l'uno dall'altro e sono uniti da una retta ideale che, prolungata, arriva a Gerusalemme... Questa è cosa diversa dalla via Francigena.

    Poi, in concreto, è ovvio che stiamo usando espressioni convenzionali (le "vie" erano in realtà ragnatele di sentieri alternativi, prescelti a seconda del clima, delle ricorrenze religiose e di altre variabili)... infatti nell'antichità compiere un viaggio era qualcosa di estremamente arduo e pericoloso... quindi si sviluppò fin dall'epoca romana la tendenza a delineare percorsi comuni che rendessero il più possibile agevoli gli spostamenti... predisponendo lungo gli itinerari posti di soccorso e di ricovero, fortificazioni con soldati armati addetti alla sicurezza, ecc.

    La diffusione del culto michelita, dunque, e la progressiva individuazione dei relativi luoghi sacri con il sorgere dei santuari, pose man mano esigenze nuove.. ma da un punto di vista logistico si cercò di sfruttare il più possibile quanto già esisteva... Perciò fra la via Francigena e la Michelita vi erano ampi tratti in comune, il che era evidente, logico e voluto... ma non certo coincidenza...
    Vai a spiegarglielo per esempio alle APT e guide turistiche della Sacra di San Michele che NON è sulla via francigena ma bensì sulla via michelita
    ... di "michelita" ci sono solo i "micheliti" che sono una congregazione fondata nell'ottocento, e che tra l'altro forse neanche loro percorrono "la via michelita"
    Che ci siano stati dei devoti/culto del San Michele e che ci siano parecchie costruzioni ("luoghi" come dici tu) dedicate a San Michele è cosa ovvia ... ma la "Via Michelita" la trovi solo su certi siti web
    Ultima modifica di P 6; 19-04-12 alle 10:38

  9. #39
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    Predefinito Re: L'Arcangelo Michele

    PS: da quello che so la Via Francigena non è neanche "fondata" su qualche antica via romana, anche se ovviamente coinciderà sicuramente in alcuni punti su vie più antiche

    Via Francigena - Wikipedia

    La Via Francigena, anticamente chiamata Via Francesca o Romea e detta talvolta anche Franchigena, è parte di un fascio di vie che conduceva alle tre principali mete religiose cristiane dell'epoca medievale: Santiago de Compostela, Roma e Gerusalemme. I primi documenti d'archivio che citano l'esistenza della Via Francigena risalgono al XIII sec. e si riferiscono a un tratto di strada nel territorio di Troia in provincia di Foggia. Il percorso di un pellegrinaggio che il vescovo Sigerico nel X sec. fece da Canterbury per giungere a Roma rappresenta una delle testimonianze più significative di questa rete di vie di comunicazione europea in epoca medioevale, ma non esaurisce le molteplici alternative che giunsero a definire una fitta ragnatela di collegamenti che il pellegrino percorreva a seconda della stagione, della situazione politica dei territori attraversati, delle credenze religiose legate alle reliquie dei santi.
    Storia [modifica]

    Il pellegrinaggio a Roma, in visita alla tomba dell'apostolo Pietro era nel medioevo una delle tre peregrinationes maiores insieme alla Terra Santa e a Santiago di Compostela.[1] Per questo l'Italia era percorsa continuamente da pellegrini di ogni parte d'Europa. Molti si fermavano a Roma, gli altri scendevano lungo la penisola fino al porto di Brindisi e da lì si imbarcavano per la Terra Santa. Una tappa importante prima di giungere a Brindisi era il Santuario di San Michele Arcangelo a Monte Sant'Angelo, sul Gargano, in provincia di Foggia. Nella maggior parte dei casi i pellegrini seguivano le Strade consolari romane. I pellegrini provenienti soprattutto dalla terra dei Franchi in età post carolingia cominciarono a valicare le Alpi ed entrare in Italia. Con l'itinerario primitivo si entrava in territorio italico attraverso il Colle del Moncenisio (talvolta transitando anche dal Colle del Monginevro), dando così alla strada il nome di Francigena, cioè proveniente dalla Terra dei Franchi. La via prese quindi a far parte di quella vasta rete di strade e percorsi che segnava l'Europa di pellegrinaggio e che univa tutti i maggiori luoghi di spiritualità del tempo.

    La presenza di questi percorsi, con la grande quantità di persone provenienti da culture anche molto diverse tra loro, ha permesso un eccezionale passaggio di segni, emblemi, culture e linguaggi dell'Occidente Cristiano. Ancora oggi sono rintracciabili sul territorio le memorie di questo passaggio che ha strutturato profondamente le forme insediative e le tradizioni dei luoghi attraversati. Un passaggio continuo che ha permesso alle diverse culture europee di comunicare e di venire in contatto, forgiando la base culturale, artistica, economica e politica dell'Europa moderna; è nota la frase del poeta Goethe secondo cui la coscienza d'Europa è nata sulle vie di pellegrinaggio.

    A partire dal 1994 la Via Francigena è stata dichiarata "Itinerario Culturale del Consiglio d'Europa" assumendo, alla pari del Cammino di Santiago di Compostela, una dignità sovranazionale.
    L'itinerario di Sigerico [modifica]



    La relazione di viaggio più antica risale al 990 ed è compiuta da Sigerico, arcivescovo di Canterbury di ritorno da Roma dove ha ricevuto il Pallio dalle mani del Papa. L'arcivescovo inglese descrive le 79 tappe del suo itinerario verso Canterbury, annotandole in un diario. La descrizione del percorso è assai precisa, unicamente per ciò che riguarda i punti di sosta (Mansio). Le informazioni contenute nella cronaca di Sigerico sono molto utili per stabilire quale fosse il tracciato originario della Francigena tra Canterbury e Roma.

    Un'altra testimonianza di pellegrinaggio sulla Via Francigena è quella risalente al XII secolo dell'abate islandese Nikulás da Munkaþverá[2][3]. Di questo autore si sa ben poco ed anche il nome è incerto: Nikulás Bergsson o Bergþórsson. Era un monaco benedettino, nel 1154 ritornò in Islanda da un pellegrinaggio in Terra Santa e nel 1155 fu consacrato abate del monastero di Munkaþverá (circa 15 km a sud di Akureyri), fondato in quell’anno dal vescovo Björn Gilsson della Diocesi di Hólar. Qui egli rimase fino alla morte, avvenuta intorno agli anni 1159-60.

    Il resoconto del suo pellegrinaggio dall'Islanda in Terra Santa è contenuto nel Leiðarvísir (Itinerarium). Il viaggio si colloca cronologicamente tra il 1152 ed il 1153, mentre la scrittura dell'itinerarium avvenne fra il 1154, anno del rientro in Islanda, ed il 1160, anno indicato dalle fonti come quello della sua morte. Il viaggio inizia dall’Islanda, attraversa un tratto di mare verso la Norvegia fino alle coste della Danimarca; passa quindi in Germania occidentale (contrariamente a Sigerico che attraversa la Francia) e, risalendo il corso superiore del Reno, passa per la Svizzera e l'Italia. La parte italiana non differisce sensibilmente da quella di Sigerico nella parte toscana verso Roma, ma poi prosegue sull'Appia Traiana per l'imbarco dai porti pugliesi. Dopo l'Italia, infatti, inizia un nuovo percorso marittimo che, toccando in più punti coste ed isole della penisola balcanica e della Grecia, conduce fino all’Asia minore in Turchia e poi a Gerusalemme.

    Vengono fornite dettagliate descrizioni di strade, luoghi, chiese e monumenti di interesse religioso - e non solo - attraversate dai viaggiatori e pellegrini scandinavi che si recavano in Terra Santa. Si legge che ad Utrecht "gli uomini prendono il bordone e la bisaccia e la benedizione per il pellegrinaggio a Roma". Sono menzionate, tra le altre, le città di Magonza, Strasburgo, Basilea, Solothurn e a Vevey (sul lago Lemano) incontra franchi, fiamminghi, inglesi, tedeschi e scandinavi diretti a Roma[4

    ......
    Ultima modifica di P 6; 19-04-12 alle 10:49

  10. #40
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    Predefinito Re: Rif: L'Arcangelo Michele

    Citazione Originariamente Scritto da P 6 Visualizza Messaggio
    Vai a spiegarglielo per esempio alle APT e guide turistiche della Sacra di San Michele che NON è sulla via francigena ma bensì sulla via michelita
    ... di "michelita" ci sono solo i "micheliti" che sono una congregazione fondata nell'ottocento, e che tra l'altro forse neanche loro percorrono "la via michelita"
    Che ci siano stati dei devoti/culto del San Michele e che ci siano parecchie costruzioni ("luoghi" come dici tu) dedicate a San Michele è cosa ovvia ... ma la "Via Michelita" la trovi solo su certi siti web
    Ah, se lo dicono le guide turistiche... ostridicolo:ostridicolo:ostridicolo:

    Peccato che la realtà storica sia un pochettino diversa...

    Sull'asse viario della Via Appia Traiana, a Benevento, si innesta un suggestivo cammino, detto Via dell'Arcangelo, o Via dell'Angelo, o Via Micaelica, meta antichissima di pellegrinaggi da tutta l'Europa cristiana longobarda e germanica.

    L’apertura della Via Micaelica, come inizio del “peregrinare a livello europeo”, può essere datata al 708, quando sul Monte Tumba, in Normandia, viene fondato il Santuario di “Saint Michel au peril de la mèr”, su reliquie fatte prelevare dal Gargano dal Vescovo Oberto e costruito a sua imitazione. A partire dal X secolo viene costruita sul Monte Pirchiriano, in Val di Susa, la Sacra di San Michele, a metà strada tra Normandia e Gargano, come il terzo grande luogo di culto dell’Angelo in occidente. Ed ecco delinearsi il percorso della Via che vede come tappe più importanti Mont Saint Michel–Le Puy en Velay–Sacra di San Michele in Val di Susa-Roma– Benevento-Monte Sant’ Angelo sul Gargano.

    Il Gruppo di ricerca “Terre Alte” (...) nel 2005 riporta in auge l'antica Via Micaelica o Cammino dell’Arcangelo, percorso unitario lungo l’antica Traiana da Benevento al Gargano che, con il Cammino di Santiago di Compostela e con la Francigena, è stato una delle direttrici viarie più importanti di pellegrinaggio del Medioevo.


    Il Cammino Dell'arcangelo – Via Francigena
    "Tante aurore devono ancora splendere" (Ṛgveda)

 

 
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