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Risultati da 31 a 40 di 49

Discussione: pipa

  1. #31
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    Predefinito Sul riposo della pipa

    La pipa ha diritto ai suoi periodi di riposo, come ogni "lavoratore". fuori di metafora, bisogna darle il tempo di asciugarsi perfettamente perchè ogni fumata la impregna di umori. E' per questa ragione che il fumatore deve possedere e usare più di una pipa. La fama della pipa puzzolente è nata quando si fumava in una sola, sempre quella, senza darle il tempo di asciugare e magari senza mai pulirla. C'è il riposo breve, dopo ogni fumata, per dar modo alla pipa di raffreddarsi: c'è quello più lungo che serve appunto all'eliminazione dell'umidità.
    Quando e quanto si deve riposare? Dopo tre-quattro fumate successive (sempre intervallate per il raffreddamento): questo per il quando. Sul quanto è difficile essere precisi. In genere una curva esige riposi lunghi; altrettanto si dica di una con molto legno. Per pipe piccole possono bastare 24 ore, se sono in luogo ben areato. Due-tre giorni sono già una buona media, ma qualche pipa pretende una settimana per riacquistare il suo equilibrio fisico e chimico. Il consiglio è dunque di concedere riposi piuttosto lunghi. la pipa a riposo non va tenuta chiusa in scatole o cassetti, deve avere aria (questo chiaramente non significa metterla all'aperto).
    Una questione importante ora: la pipa a riposo deve stare a testa in giù o a testa in sù? Questo è uno dei tanti temi di discussione tra i fumatori. Il fatto che la stragrande maggioranza delle rastrelliere o portapipe comporti la "testa in giù" farebbe propendere per questa soluzione. Chi la sostiene dice che in questa posizione l'aria circola meglio e quidi si ottiene un'asciugatura più rapida e completa; inoltre, tenendo la testa in alto, si provocala discesa nel cannello e nel bocchino della porcheria rimasta nel fornello fino a far formare all'imboccatura una goccia che si solidifica a contatto con l'aria e poi, quando si rimette la pipa in bocca, si scioglie con tutte le conseguenze negative del caso ( tra le quali la voglia di vomitare). In effetti, il passaggio dello scovolino dopo la fumata (passaggio assolutamente indispensabile a parer mio) elimina l'umidità e il resto da bocchino e cannello, ma non (o non tutta) quella rimasta sul fondodel fornello.
    Proprio a questo si riferisce il rilievo più fondato che viene dai fautori della "testa in sù". Sostengono, infatti, che con la testa in basso si ha una penetrazione supplementare di nicotina e catrami nella grana del legno dilatato dal calore. Il rilievo ha una sua validità, ma non si deve dimenticare la gunzione assorbente e filtrante della crosta di carbone, che viene periodicamente rimossa.
    Ora a voi la scelta. L'importante è capire che il riposo della pipa non è un elemento accessorio della cura della pipa, ma è senza dubbio l'emento fondamentale per poter avere sempre gustose fumate profumate e soddisfacenti.

    A luta continua

  2. #32
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    Predefinito Lo scovolino

    dato che sul post immediatamente precedente ho parlato dello scovolino come strumento necessario nella cura della pipa ho pensato di approfondire l'argomento.
    Innanzitutto lo dico chiaramente: non sia mai abbastanza lodato l'ignoto inventore di questo piccolo aggeggio che troppi fumatori si ostinano ad ignorare o a usare con inconcepibile parsimonia. E' un accessorio fondamentale, di grande utliità, dai molti impieghi. Gli scovolini sembrano tutti uguali, ma non lo sono, anche se il principio della fabbricazione è sempre quello:un filo metallico attorcigliato, rivestito di cotone o di ciniglia. ci sono però quelli con l'anima di filo di ferro e quelli che impiegano l'acciaio, ovviamente più robusti (e indispensabili per bocchini dal foro molto stretto). ci sono tuttavia sensibili differenze anche nella qualità del rivestimento e nel modo in cui è composto. Così, gli scovolini fatti con materiale scadente hanno tendenza a lasciare nel cannello e nel bocchino filamenti e peluzzi fastidiosi; altri hanno scarso potere assorbente e quindi non assolvono la funzione essenziale di raccogliere l'umidità.
    In commercio ne esistono a forma detta conica, con più cotone a un'estremità e quindi la capacità di asciugare bene anche i cannelli più larghi. Un altro tipo ha, mescolate al cotone, piccole setole di nailon e perciò risulta più rigido e unisce alla capacità di asciugare anche quella di raschiare. Per le stesse due funzioni ci sono scovolini divisi in due parti, una con il solo cotone, l'altra anche con le setole (le due parti si distinguono perche una è bianca e la seconda colorata). Esistono scovolini di tutti i colori, ma le preferenze vanno in genere al bianco, anche se un mazzo multicolore nel vaso è piacevole a vedersi.
    La lunghezza normale è sui sedici centimetri, insufficiente per le pipe di modello canadese (e ancora di più per le churchwarden); si rimedia attorcigliando le estremità di due scovolini.
    Lo scovolino si può usare poco prima della fumata ma soprattutto va usato dopo la fumata, passandolo quanttro o cinque volte, per asciugare e pulire, in modo che la pipa vada a riposo senza dover smaltire anche l'umidità superficiale. Io consiglierei anche una ripassatina con la punta dello scovolino all'imboccatura.

    A luta continua

  3. #33
    Viribus Unitis
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    Predefinito La fumata...

    Eccoci, dunque, al momento topico: la fumata.
    Per un novellino che viene dal fumo delle sigarette risulterà molto complicato fare una fumata lenta, non voluttuosa, come la pipa giustamente richiede. Anche questo è un fatto puramente soggettivo, per carità, ma non fa mai male ripeterlo: la pipa non è una sigaretta. La sua funzione non è quella di soddisfare un bisogno fisiologico, ma solo di garantire un momento di sano relax. Alla luce di questo bisognerà aspirare lentamente, assaporando il fumo, per poi espirarlo.
    Un tiraggio eccessivo, vale la pena dirlo, potrebbe comportare un surriscaldamento del fornello che, a lungo andare, potrebbe portare conseguenze devastanti per la radica. Attenzione, dunque, a dosare bene la forza della tirata.
    Come accennato prima può capitare, spesso, che la pipa si spenga. E' normale, e, in quel caso, non si può fare altro che riaccenderla, ripigiando il tabacco con il curapipe e riprendendo la nostra fumata.
    A parer mio lo spegnimento della pipa può anche essere un momento per contribuire al raffreddamento del fornello che, per quanto possano essere state adottate tutte le precauzioni, finisce sempre per riscaldarsi un po'.
    In sintesi, approfittate dello spegnimento per far riposare la vostra amica, non potrà che trarne giovamento.
    Alla fine della fumata, prima delle operazioni di rito ben esposte da Sandinista, si deve procedere con una pulizia sommaria del fornello e del bocchino. Attenzione, però: mai svitare il bocchino con la pipa ancora calda, si rischia di compromettere in maniera irreparabile l'attaccatura dello stesso con la radica. Lo smontaggio del bocchino per la dovuta "scovolata" del dopo fumata deve essere fatto solo ed esclusivamente a pipa spenta e fredda. Anche qui la parola d'ordine è evitare gesti pacchiani e frettolosi.
    La prima cosa da fare, alla fine della fumata, è, ovviamente, rimuovere la cenere. A parer mio è bene, però, aspettare a rimuoverla visto che, a fine fumata, aiuta ad assorbere l'umidità che si è inevitabilmente formata all'interno della pipa. Quando sarà il momento di rimuoverla basterà mettere a testa in giù la vostra amica, e il grosso della cenere cadrà da solo. La rimanenza potrà essere asportata con il curapipe.
    A proposito di umidità, bisogna fare un piccolo accenno ad un fenomeno che si verifica spessissimo durante una fumata: il fenomeno della "raganella". Consiste, in estrema sintesi, in uno strano gorgoglio interno alla pipa, udibile durante la fumata. Anche quello è un fenomeno normale, ed è dovuto all'umidità del tabacco che esce fuori. Il rimedio è solo uno: interrompere la fumata, inserire uno scovolino nel bocchino e non muoverlo. Bisogna tenerlo dentro per un po' e, quando lo sfilerete, noterete che sarà bagnato. Bene, quella è l'acqua che stava danneggiando la vostra fumata, quindi siete autorizzati a gettare via lo scovolino con rabbia e con disgusto.
    Per le successive operazioni di pulizia della pipa vi rimando agli ottimi post di Sandinista, ricordandovi solo di effettuarle a pipa spenta e fredda, per i motivi poc'anzi citati.

    Un saluto a tutti.

  4. #34
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    Predefinito

    X Sandinista, su altri forum ci siamo scontrati ma qui devo dire che hai scritto in modo impeccabile.

    Io preferisco in assoluto due pipe una in gesso con cannello lunga 40 cm.
    (da sera, si lascia piena di burbon quando non in uso) e una fatta con canna di bambù, leggerissima, da barca.

    Tabacco mi faccio fare una mistura da L.J. PERETTI Co. Boston, Mass (2 1/2 Park Sq.) la N° 432

  5. #35
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    Predefinito La stagionatura

    Citazione Originariamente Scritto da ricard
    X Sandinista, su altri forum ci siamo scontrati ma qui devo dire che hai scritto in modo impeccabile.

    Io preferisco in assoluto due pipe una in gesso con cannello lunga 40 cm.
    (da sera, si lascia piena di burbon quando non in uso) e una fatta con canna di bambù, leggerissima, da barca.

    Tabacco mi faccio fare una mistura da L.J. PERETTI Co. Boston, Mass (2 1/2 Park Sq.) la N° 432
    Ti ringrazio. Non redo che tu abbia bisogno di molti consigli ma dato che hai parlato di tabacco, ho pensato di parlare della stagionatura del tabacco stesso e della radica.

    Secondo i tipi, i tabacchi esigono periodi più o meno lunghi di stagionatura o maturazione, con o senza fenomeni fermentativi. Tutto questo mentre sono ancora in foglia, dopo la cura (essiccazione) e prima della lavorazione. In qualche caso ci può essere un breve periodo di stagionatura anche a prodotto finito.
    Quanto alla radica, se vi raccontano di anni e anni distagionatura, potete sorridere. Primo: non è necessaria. Secondo: può essere dannosa perchè il legno va lavorato quando conserva ancora un certo grado di umidità. terzo: ben pochi potrebbero permettersi un lungo immobilizzo del capitale rappresentato dalla scorta di radica. Due-tre anni, fra segheria e depositidella fabbrica, sono più che sufficienti. Agli esperti (non io) basta guardare gli abbozzi per rendersi conto se sono pronti per la lavorazione; se non si accontentano del responso degli occhi, due abbozzi stagionati battuti l'uno contro l'altro mandano un "suono" inconfondibile.

    A luta continua

  6. #36
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    Ho appena scoperto questo forum e già l'adoro... Non dirò la mia su caricamento/accensione/pulizia perchè è stato già detto tutto... e meglio di come lo spiegherei io... Passero quindi a consigliarvi alcuni tabacchi che reputo ottimi

    Cellini "classico riserva"

    Primo punto a suo favore... prodotto con tabacchi italiani miscela di Virgin-Grade & Black Cavendish dalle coltivazioni di Abruzzo e Toscana (l'avreste detto? )...
    Ottima combustione, non crea (se caricato [+ o -]come spiegato nei posts precedenti) problemi in fase di accensione, e necessita di una "manutenzione" pressocchè nulla in fase di fumata...
    Gusto: dato che non sono un somelier, non so dirvi se sappia di "grafite" o cuoio o ammenicoli vari... so solo che si percepisce chiaramente un sapore "di bosco" (i fumatori + esperti capiranno a cosa mi riferisco...) ed un lieve retrogusto aranciato... E' un tabacco di forza moderata, adatto a fumate lunghe e possibilmente in compagnia, dato che il suo aroma è molto apprezzato (nè ho le prove!!) anche dai non fumatori...

    So di non essere stato molto chiaro, quindi avete solo una scelta... PROVARLO... non ve ne pentirete...

    A presto per una altra recensione...

  7. #37
    Bambino dalla testa tonda
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    Oggi pomeriggio mi sono comprato una pipa Savinelli (Oscar Dry leggermente curvata):


  8. #38
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    Citazione Originariamente Scritto da Charlie Brown Visualizza Messaggio
    Oggi pomeriggio mi sono comprato una pipa Savinelli (Oscar Dry leggermente curvata):

    Ottima scelta. Le Savinelli sono davvero ottime. Sai per caso di quale legno sia la radica?

    A luta continua

  9. #39
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    Citazione Originariamente Scritto da Sandinista Visualizza Messaggio
    Ottima scelta. Le Savinelli sono davvero ottime. Sai per caso di quale legno sia la radica?

    A luta continua
    Accidenti, non lo so proprio e non riesco neppure a trovare questa informazione. Sul depliant allegato, c'è solo scritto che è una radica "stagionata per molti anni in modo assolutamente naturale". E' la prima volta che mi avvicino seriamente al mondo delle pipe: mi sono indirizzato ad un oggetto basico, dotato di Balsa System... speriamo bene!

  10. #40
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    e credo che da te non ci scappi neanche se sei Eddie Merckx
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    Per pima cosa i miei più vivi complimenti per i messaggi fin qui scritti. Per uno che vuole provare a fumare la pipa come me è proprio stata una lettura molto interessante.
    A casa ne ho una, che penso sia vecchissima e che facilmente apparteneva a qualche mio parente ma da quando mi ricordo è in casa. L'ho anche utilizzata una volta a carnevale che mi ero vestito con la bombetta, ecc.
    La mia domanda è potrei utilizzare quella pipa per provare oppure è meglio comprarne una?
    Se è meglio comprarne una cosa costa più o meno?
    Grazie per le risposte

 

 
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