Humala: no, al TLC con gli Stati Uniti
| Lunedi 26 Giugno 2006 - 131 | Cristiano Tinazzi |
Il neopresidente Alan García si è dichiarato favorevole al Trattato di Libero Commercio con il Cile. Tutto fa pensare che Perù e Cile quindi, si uniranno in una alleanza commerciale ancora più stretta.
Già esiste un accordo di complementarietà economica (ACE). La stipula del TLC, sulla falsariga di quelli proposti dagli statunitensi, comprenderà circa l’83 per cento dei prodotti che verranno quindi scambiati senza tasse o barriere doganali. “Si tratta di un flusso di libero commercio, senza ostacoli” ha detto García. Il neopresidente ha le idee chiare su dove orientare l’economia del Paese e con quali direttive. La strada intrapresa però è a senso unico. E’ la strada del liberismo sfrenato e della completa soggezione ai diktat Usa e del Fondo Monetario Internazionale. L’iniziativa di sottoscrivere il TLC è partita dal governo cileno, che ha anche proposto al Perù la sua inclusione negli accordi commerciali tra Cile e Paesi asiatici. Al momento però García non può ancora sottoscrivere nessun accordo, in quanto non ufficialmente in esercizio.
Sull’altro fronte dei TLC, ovvero quello sottoscritto dall’ex presidente con gli Stati Uniti, il leader nazionalista Ollanta Humala ha chiesto a Alan García di rifiutare la ratificazione del trattato e ha ribadito che appoggerà tutte le manifestazioni di protesta che verranno fatte nel Paese per contrastarlo. Durante una conferenza stampa, l’ex candidato alle presidenziali ha ricordato che García durante la sua campagna elettorale aveva promesso che avrebbe revisionato il Trattato firmato lo scorso aprile a Washington. Ad ogni modo, il presidente ha annunciato che il Partido Aprista Peruano (PAP) ratificherà l’accordo quando sarà messo in discussione al Congresso, che terminerà i suoi lavori il 28 di luglio. Humala, che ha partecipato alle ultime presidenziali come candidato del partito Unión por el Perú (UPP), ha detto che García dovrebbe dire ai suoi deputati di non ratificare il Trattato, per coerenza con le promesse fatte precedentemente e ora , pare, disattese. Humala considera l’accordo commerciale con gli Stati Uniti come un pericolo per il Paese a causa delle conseguenze negative che potrebbero derivare in vari settori, soprattutto quelli agricoli, dopo la messa in atto dell’accordo stesso e chiede da tempo un referendum consultivo su questo spinoso accordo commerciale.
Il governo del presidente uscente, Alejandro Toledo, confida che il Trattato possa essere ratificato nelle prossime settimane dall’attuale Congresso, prima del cambio esecutivo e legislativo dei poteri il prossimo 28 luglio. Il comandante Humala, da parte sua, sostiene la necessità di un incontro con García il prossimo lunedì per discutere sopra il TLC e sulla riforma costituzionale. Sarà dura che il neopresidente cambierà le sue posizioni dopo l’incontro (se avverrà) con Humala. Garcia è il degno successore di Toledo e la sua precedente esperienza come presidente del Paese andino ha dimostrato come le ricette liberiste maldestramente usate nel passato e che vorrebbe riutilizzare porteranno il Paese sull’orlo del fallimento e della disperazione.
Cristiano Tinazzi




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