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Discussione: Città contro campagna

  1. #11
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    Citazione Originariamente Scritto da Pericle
    Chess, sei sicuro che fosse Rudy e non fossi io?

    E' la mia tesi da sempre, le realtà più urbanizzate più progressiste di quelle meno urbanizzate, e l'ho notata proprio rilevando anche in Italia la stessa tendenza che avevo già notato negli USA e in GB, e tu avversasti questa teoria, mentre non ricordo Rudy averla mai esposta, anche perché lui è un conservative, quindi forse non gli farebbe piacere ammettere che le realtà più borghesi e dinamiche siano le più progressiste.

    Ricordavo Rudy, ma se sei stato tu, chapeau!

    In effetti io ho avversato questa tesi, che mi sembrava che offrisse un'analogia con un Paese dalla conformazione sociale molto diversa da quella italiana. Però i dati del referendum (e in parte delle politiche) sembrano invece sostenerla, o comunque offrono un segnale che le cose si stanno evolvendo inq uesta direzione. Potrebbe essere uno spunto d'analisi molto più fecondo della presunta "questione settentrionale"

  2. #12
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    Citazione Originariamente Scritto da chessmate
    Ricordavo Rudy, ma se sei stato tu, chapeau!

    In effetti io ho avversato questa tesi, che mi sembrava che offrisse un'analogia con un Paese dalla conformazione sociale molto diversa da quella italiana. Però i dati del referendum (e in parte delle politiche) sembrano invece sostenerla, o comunque offrono un segnale che le cose si stanno evolvendo inq uesta direzione. Potrebbe essere uno spunto d'analisi molto più fecondo della presunta "questione settentrionale"
    Il modello bible belt, certo. Ricordo che in quella discussione io invece sostenni la tesi. Portando come riprova la "cintura nera" attorno a Roma.

  3. #13
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    Citazione Originariamente Scritto da chessmate
    Il risultato del referendum sembra evidenziare anche in città un fenomeno che un altro forumista, Rudy, aveva ipotizzato, prendendo ispirazione dagli Stati Uniti. All'epoca avevo contestao la sua tesi, ma mi sembra che invece possa avere qualche fondamento.

    Come negli Usa, le città tendono a votare "liberal", mentre le campagne (diciamo i paesi e i borghi sotto i 50.000 abitanti) votano "conservative".

    La cosa pare dimostrata dal fatto che, ina una Lombardia e Veneto dove il SI' ha prevalso, nei capoluoghi di regione (Milano e Venezia) e in gran parte dei capoluoghi di provincia (Pavia, Cremona, Brescia, Padova, Vicenza, Mantova, Rovigo, perfino Treviso) ha invece vinto il NO.

    Da notare la vittoria del NO anche nelle provincie afferenti ai capologhi di Regione, e nei paesini della cintura dei capoluoghi di provincia (penso al caso di Pavia). Oviamente in queste zone abitano persone che fanno comunque riferimento al capoluogo, per lavoro, svago, situazioni di vita, e quindi vanno considerate "cittadine" o comunque metropolitane.

    Secondo voi è una tendenza che proseguirà? O c'è un altra spiegazione di questo risultato singolare del NO nelle città?
    no... non concordo perche' i dati sembrando dimostrare che questo e' vero per il neo-nuovo-nord (cioe', da lunedi', m'hanno insegnato, quello che sta sopra il Po).

    Credo invece che le dinamiche sociali siano piu' veloci in alcune grandi citta' (nel bene, ma, soprattutto, nel male). Milano fu la capitale leghista..... come poco prima fu la citta' da bere (l'una anticipa l'altra.... ci pensate, gli stessi amanti del mondo "easy-money" poi alla caccia "dei ladri" per poi dare al caccia a chi cacciava i ladri....). Insomma, schizzofrenia. Il che e' diverso da una New York sempre progressista (almeno alle presidenziali)...

  4. #14
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    Per il referendum: nelle grandi città ci sono più meridionali.

  5. #15
    Hanno assassinato Calipari
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    Citazione Originariamente Scritto da cyber81
    Certo che è Vendola, è il Presidente della mia regione! Beh che te ne pare?
    mitico

    Sta facendo bene?

  6. #16
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    Citazione Originariamente Scritto da chessmate
    Il risultato del referendum sembra evidenziare anche in città un fenomeno che un altro forumista, Rudy, aveva ipotizzato, prendendo ispirazione dagli Stati Uniti. All'epoca avevo contestao la sua tesi, ma mi sembra che invece possa avere qualche fondamento.

    Come negli Usa, le città tendono a votare "liberal", mentre le campagne (diciamo i paesi e i borghi sotto i 50.000 abitanti) votano "conservative".

    La cosa pare dimostrata dal fatto che, ina una Lombardia e Veneto dove il SI' ha prevalso, nei capoluoghi di regione (Milano e Venezia) e in gran parte dei capoluoghi di provincia (Pavia, Cremona, Brescia, Padova, Vicenza, Mantova, Rovigo, perfino Treviso) ha invece vinto il NO.

    Da notare la vittoria del NO anche nelle provincie afferenti ai capologhi di Regione, e nei paesini della cintura dei capoluoghi di provincia (penso al caso di Pavia). Oviamente in queste zone abitano persone che fanno comunque riferimento al capoluogo, per lavoro, svago, situazioni di vita, e quindi vanno considerate "cittadine" o comunque metropolitane.

    Secondo voi è una tendenza che proseguirà? O c'è un altra spiegazione di questo risultato singolare del NO nelle città?
    grazie Chess...
    adesso non ho tempo di postare a riguardo.. lo farò il prima possibiile... diciamo che tutto sta nella definizione di "città" e di "complesso urbano".

  7. #17
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    Citazione Originariamente Scritto da yurj
    La città dipende da dinamiche economiche e sociali diverse dalla campagna.

    Ad esempio in città puoi conoscere persone sempre nuove, puoi avere una vita diversa rispetto a un paesetto dove DEVI essere come vuole il resto della popolazione, pena la rottura di coglioni eterna.
    In sostanza è cosi'.
    X questo amo la città ed aborro la campagna

  8. #18
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    Semplice, in campagna sei più isolato e tendono a mantenersi le stesse idee di 1000 anni fa, idee da orda primordiale, da paleolitico glaciale, idee di stampo selvatico e preistorico. Nei grandi centri c'è più fervore culturale, c'è più civilità, c'è più ciò che distingue l'uomo dalla bestia.
    ..Perchè i giudici invece di applicare la legge la interpretano

  9. #19
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    Citazione Originariamente Scritto da yurj
    La città dipende da dinamiche economiche e sociali diverse dalla campagna.

    Ad esempio in città puoi conoscere persone sempre nuove, puoi avere una vita diversa rispetto a un paesetto dove DEVI essere come vuole il resto della popolazione, pena la rottura di coglioni eterna.
    E' molto parziale vederla così.
    In realtà nelle città le tendenze del territorio si annacquano. Essere in una zona rossa o bianca rimane importante nella provincia dove c'è poco rimescolamento, ma nelle città ci sono frequenti trasferimenti di persone, e un generale rimescolamento verso la media, anche perchè si mescolano un po' tutte le professioni e i tessuti sociali. Infatti non solo al Nord il capoluogo di una provincia di destra è più a sinistra ma nelle regioni rosse spesso il capoluogo è più a destra della provincia rimasta molto rossa.
    Poi in generale la città come in tutto il mondo è più progressista, un po' perchè c'è più cambiamento, un po' perchè ci sono molti più dipendenti statali, professori, artisti, intellettuali. Se poi questi rappresentino il meglio della società, poi, è opinabile.
    E infine noto che ci sono profezie autoavverantesi: ovvero sta accadendo che la città diventa sempre più di sinistra proprio perchè è tale e attira persone attratte dalla multietnicità, dalla vita urbana moderna, ecc, insomma, di sinistra, mentre spesso il bancario, il professionista, in genere di destra, è portato a trasferirsi in qualche comune di provincia con le villette e le zone residenziali, stile Segrate, e così la provincia diventa più di destra.
    E attenzione che le città stanno perdendo abitanti da un 20 anni e la provincia li sta aumentando. A Pavia solo il 18% circa degli abitanti della provincia vive nel capoluogo, che ha perso il 20% degli abitanti negli ultimi 20 anni.
    Against all odds

  10. #20
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    Propenderei per la minore cultura esistente in campagna e nei piccoli centri rispetto alle aree metropolitane. che fa prevalere in quelle zone le idee semplici ed i ragionamenti "di pancia". Quanto alla contrapposizione campagna-conservatori, città-liberal non sono affatto d'accordo in quanto la nostra destra tutto è meno che conservatrice. Nella Lega e in Forza Italia c'è soprattutto populismo e qualunquismo anarcoide

 

 
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