«Ragazzi come si sta bene tra noi, tra uomini, ma perché non siamo nati tutti finocchi?» (Il Melandri)Originariamente Scritto da lupo1982
O forse era qualcun altro di Firenze?![]()
«Ragazzi come si sta bene tra noi, tra uomini, ma perché non siamo nati tutti finocchi?» (Il Melandri)Originariamente Scritto da lupo1982
O forse era qualcun altro di Firenze?![]()


Non apparenza, ma proprio nell'essenza. Il Bene si può intuire alla luce della ragione naturale. Debellare il male è impossibile, solo Dio alla fine dei tempi lo farà. Spergiurare è sempre peccato.Originariamente Scritto da lupo1982
«Beato chi, in mezzo alla confusione dei princìpi contraddittori, libero da ogni ricerca di popolarità, discepolo fin nelle minime cose di questa Chiesa a cui appartiene l'avvenire del tempo e quello della eternità, avrà saputo attraversare una così terribile crisi senza aver sacrificato sulla via la sia pur minima parte di verità».
Dom Prosper Guéranger


spergiurare è sempre peccato?Originariamente Scritto da Patrizia
gli inquisitori non la pensavano così, e sono stati i servi più fedele della Chiesa.


mah, c'erano dei manuali ufficiali... e non erano così fedeli, alcuni si vendevano... Giovanna D'Arco docet... di inquisizioni ce ne furono diverse, parlare così in generale è sciocco. Non mantenere un giuramento è gravissimo, non mantenerlo verso un eretico è come mentire, e viola un comandamento.
«Beato chi, in mezzo alla confusione dei princìpi contraddittori, libero da ogni ricerca di popolarità, discepolo fin nelle minime cose di questa Chiesa a cui appartiene l'avvenire del tempo e quello della eternità, avrà saputo attraversare una così terribile crisi senza aver sacrificato sulla via la sia pur minima parte di verità».
Dom Prosper Guéranger


Frau Nicolau EymrichOriginariamente Scritto da Patrizia
manuale dell'inquisitore
ottima lettura, te la consiglio.
"Sii astuto come un cervo"
"O icchè tu dici? I' cervo unnè mica astuto, semmai astuto come una volpe"
"Si ma la volpe un c'ha le corna!"
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Dialogo tra il Necchi e il Mascetti al ritorno da Pisa......Originariamente Scritto da schwarzewolf
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Il bene e il male?
Da un punto di vista teologico o moralista?
Di solito i moralisti, di qualunque colore siano (cristiani o antifascisti, comunisti o millenaristi poco importa) sono convinti di combattere per il Bene (di cui hanno generalmente anche una codificazione precisa). Ne hanno bisogno per darsi forza. Altrimenti non potrebbero combattere serenamente per ragioni ONTOLOGICHE.
Essere nietzscheanamente al di là del bene e del male non significa essere relativisti ma essere disposti a superare quelle stampelle.
Se però andiamo oltre, ad un livello un po' superiore, dovremmo chiederci cosa è il Bene e cosa è il Male. Al di là delle vulgate clericali troppo spesso destinate al proselitismo facile, anche nel cristianesimo serio la visione si approssima molto a quella tradizionale che per gli Elleni era più o meno questa. Il Bene è vicinanza alla luce (in senso intimo, simbolico, figurato e metafisico al contempo) e, quindi, all'autonomia, nel senso della capacità d'imporsi da soli LA legge (e non una legge qualunque ma nemmeno una legge codificata ché quella serve a chi non sa camminare da solo, a chi non è uomo eretto). Il Male è invece "assenza di relazione", oscurità in senso lato e soprattutto in quanto incapacità di guardare dentro se stessi, di darsi la legge e la gerarchia (che rimanda al Sacro).
La questione che giustamente Nietzsche pone sul tavolo però è questa.
Se vuoi lottare per il Bene in quanto parte di un codice che si trova sulla colonna sinsitra dei buoni e non su quella destra dei cattivi, non andrai mai da nessuna parte. O, aggiungo immodestamente io, rafforzerai l'ordine costituito che è mediocre quando non sovversivo. Se il Bene lo trovi al di là del Bene nella rispondenza ontologica alla tua natura allora realizzi qualcosa di significativo. Nella logica della virilità spirituale; e questo a prescindere dal tuo eventuale sentire religioso e dalla tradizione del sacro alla quale intendi aderire.
Bene o Male intese proprio come categorie 'profane'. Un manicheismo 'storico, politico e religioso' inaugurato con il processo di Norimberga. Pensiamo alla demonizzazione (ovviamente in senso cristiano) dei fascismi, il cosiddetto 'male assoluto', cui viene contrapposta la bontà liberale, democratica. Oppure alla volontà di potenza de l'Occidente, il Polo del Bene contro il Male del mondo, il terrorismo di Al-Qaeda.Se vuoi lottare per il Bene in quanto parte di un codice che si trova sulla colonna sinsitra dei buoni e non su quella destra dei cattivi, non andrai mai da nessuna parte. O, aggiungo immodestamente io, rafforzerai l'ordine costituito che è mediocre quando non sovversivo. Se il Bene lo trovi al di là del Bene nella rispondenza ontologica alla tua natura allora realizzi qualcosa di significativo. Nella logica della virilità spirituale; e questo a prescindere dal tuo eventuale sentire religioso e dalla tradizione del sacro alla quale intendi aderire.
Tali categorie artificiali non trovano posto nel nostro essere camerati.
Non esistono beni o mali assoluti, nè parziali, ma azione 'disinteressata' per ristabilire l'Ordine. Ciò corrisponde ovviamente a 'ripiegarsi su se stessi' e comprendere la propria natura e agire di conseguenza.


è una logica che è completamente estranea alla cultura classica.Originariamente Scritto da Akarat
l'Hostis, poteva essere Iustus o no, ma non veniva mai demonizzato.
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