Appartiene forse al cristianesimo ?Originariamente Scritto da lupo1982
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Appartiene forse al cristianesimo ?Originariamente Scritto da lupo1982
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in generale ai monoteismi ovviamente.Originariamente Scritto da Akarat
Compresi i comunistiOriginariamente Scritto da lupo1982
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Certo. Questo secondo la logica "secolarizzata" del bene e del male.Originariamente Scritto da Akarat
Per il resto rinvierei al mio post in intero che mi permetto di riproporre perché ci consente, io credo, di superare anche la questione dialettica sul monoteismo. Vi sono infatti dei non monoteisti altrettanto negativi e pure dei monoteisti che hanno superato abbondantemente quelle griglie profane approdando a livelli spirituali che razionalmente sembrerebbero loro preclusi.
Rieccolo il post.
Il bene e il male?
Da un punto di vista teologico o moralista?
Di solito i moralisti, di qualunque colore siano (cristiani o antifascisti, comunisti o millenaristi poco importa) sono convinti di combattere per il Bene (di cui hanno generalmente anche una codificazione precisa). Ne hanno bisogno per darsi forza. Altrimenti non potrebbero combattere serenamente per ragioni ONTOLOGICHE.
Essere nietzscheanamente al di là del bene e del male non significa essere relativisti ma essere disposti a superare quelle stampelle.
Se però andiamo oltre, ad un livello un po' superiore, dovremmo chiederci cosa è il Bene e cosa è il Male. Al di là delle vulgate clericali troppo spesso destinate al proselitismo facile, anche nel cristianesimo serio la visione si approssima molto a quella tradizionale che per gli Elleni era più o meno questa. Il Bene è vicinanza alla luce (in senso intimo, simbolico, figurato e metafisico al contempo) e, quindi, all'autonomia, nel senso della capacità d'imporsi da soli LA legge (e non una legge qualunque ma nemmeno una legge codificata ché quella serve a chi non sa camminare da solo, a chi non è uomo eretto). Il Male è invece "assenza di relazione", oscurità in senso lato e soprattutto in quanto incapacità di guardare dentro se stessi, di darsi la legge e la gerarchia (che rimanda al Sacro).
La questione che giustamente Nietzsche pone sul tavolo però è questa.
Se vuoi lottare per il Bene in quanto parte di un codice che si trova sulla colonna sinsitra dei buoni e non su quella destra dei cattivi, non andrai mai da nessuna parte. O, aggiungo immodestamente io, rafforzerai l'ordine costituito che è mediocre quando non sovversivo. Se il Bene lo trovi al di là del Bene nella rispondenza ontologica alla tua natura allora realizzi qualcosa di significativo. Nella logica della virilità spirituale; e questo a prescindere dal tuo eventuale sentire religioso e dalla tradizione del sacro alla quale intendi aderire.


come dice gaber:Originariamente Scritto da Akarat
qualcuno era comunista perchè era così ateo che aveva bisogno di un altro Dio!


sicuramente ci sono dei non-monoteisti altrettanto negativi, ma bisogna ammettere che tutti in questa società sono influenzati dal monoteismo e dalla mentalità monoteista.Originariamente Scritto da metapolis
di monoteisti che hanno superato invece le griglie, mi viene in mente, in letteratura Tolkien, che aveva ben identificato il Male come qualcosa in agguato dentro se stessi e la lotta al Male come qualcosa di interiore, non come una crociata contro il diverso.


In effetti il cristianesimo introduce una distinzione ontologica tra bene e male: Dio è il bene assoluto, quindi il bene è ontologicamente superiore al male (e qui entra la questione del perchè se Dio è bene ed è assoluto, esiste il male), per il paganesimo e le religioni orientali l'assoluto è prima del bene e del male, quindi è sia bene che male, che quindi sono ontologicamente equivalenti. Per questo il male non può essere eliminato, nè demonizzatoOriginariamente Scritto da Akarat


però va detto, per onor di cronaca, che alcuni autori cristiani cercano di superare questa distinzione.Originariamente Scritto da Arjuna
ad esempio S.Agostino, identificando il Male come assenza di Bene, esce completamente dalla logica demonizzante.
purtroppo, Agostino resta molto più nominato che studiato.


Io non mi riferivo agli autori cristiani più o meno teologici (Agostino) o realmente tradizionali al punto da essere metacristiani e non semplicemente cristiani (Tolkien).
Mi riferivo al sentire comune. Resto convinto del fatto che IL cristianesimo non esista se non come sforzo totalitario strutturale e di superficie ma che in realtà esistano miliardi di versioni di cristianesimo, o meglio di forme di assunzione del cristianesimo.
Va da sé che la strutturazione teologica clericale, che è più dettata da necessità di semplificazione per governare che non da imperativi metafisici, non aiuta nessuno ad uscire dall'individualismo, dal dualismo, dal pressapochismo e dal banalismo al quale non tanto il monoteismo quanto il monopolio oligarchico e, in moltissimi casi, l'usurpazione spiritule, sembrano condannarlo.
Tuttavia ci sono gli strumenti per chi sia animato da sano sentire, da un minimo di percezione metafisica e da qualcosa di diverso che non il sentirsi qualcuno nella condanna e nella diminuzione degli altri. Molti uomini comuni attraversano così le barriere poste dal pensiero clericale, ivi comprese le stereotipizzazioni anguste del Bene e del Male e approdano all'essenza naturale, alla propria natura, a se stessi. Giungono così, malgrado gli ostacoli posti loro dai "pastori" a una conoscenza più-che-razionale del giusto e dunque al naturale e doveroso accantonamento delle categorie codificate che servono solo a governare al piccolo passo i greggi dei mediocri con la scusa che altrimenti rischiano di essere preda dei lupi.
E tra chi sfugge ai "pastori" ci metto pure uomini di chiesa, frati come Francesco o anche sacerdoti che hanno un "sentire" che per i potenti puzza di zolfo.
Originariamente Scritto da metapolis
QUOTO.
Abolizione della confessione SUBITO.
Il percorso verso di sè è obbligatoriamente Interiore ,
Fermiamo i facili profeti dal ditino puntato e dal ricatto facile
io ? non colpevole! è e sarà il nostro motto.
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