



Buon giorno a tutti, volevo postare il seguente, poi ho visto il post di
"LUTTO" e mi accodo.
Il silenzio degli innocenti…
Nel panorama politico sempre isterico ed arruffato, nella cronaca quotidiana di queste settimane che ci hanno abituato a scandali e malversazioni, da quelle finanziarie a quelle sportive, mentre il governo si arrovella per quadrare i conti, (spero attraverso il recupero dell’evasione fiscale), nessuno, (forse anche perché presi dall’euforia della finale Italiana a Berlino), sente il bisogno di una piccola riflessione sulle tragedie quotidiane chiamate “morti bianche, quelle morti che sembrano avvenire senza sangue….."![]()
Grazie Signor Presidente Napolitano!
Fonte: L'Unità.
Morti bianche: dopo la tragedia di Salerno, nuovo appello di Napolitano
La morte di due operaie, una di quindici anni e l'altra di 49, in una fabbrica di materassi a Montesano sulla Marcellana (Salerno), ha colpito l'attenzione del presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, che, la scorsa settimana, aveva lanciato un forte appello a fermare le morti bianche.....(segue articolo)


Posto questo, dal manifesto di oggi:
Il materassificio nel garage, andato a fuoco a Montesano, non è «un caso limite nè isolato» nell’economiasommersae parallela del salernitano.
Prendevano due euro l’ora le due operaie morte nel rogo. E neppure questa è un’eccezione.
«E’ la paga di molti immigrati che lavorano al nero nelle serre della Piana del Sele», dice Franco Tavella, segretario della Cgil di Salerno.
In provincia l’incidenza del lavoro irregolare è stimata all’80% in agricoltura, poco meno nell’edilizia.
Il lavoro nero, e minorile, abbonda nel commercio. Per il tessile abbigliamento è difficile persino fare delle stime. C’era un polo tessile nel salernitano. E sparito alla fine degli anni ’80, lasciando dietro di sé un pulviscolo di micro-laboratori improvvisati che, osserva Tavella, è esagerato chiamare «aziende». «Sono la somma di illusioni e sofferenze», dice Ines Picardi, segretaria regionale della Filtea Cgil: un ex lavoratore del settore mette insieme due tavoli, uno stanzone, un po’ di materiale e chiama a lavorare lamoglie, la cugina, la dirimpettaia.
Donne in prevalenza, qualche volta poco più che bambine.
«La Cina noi l’abbiamo in casa», aveva commentato
il segretario della Cgil appena giunta la notizia del rogo di Montesano. Conosciuti i particolari della tragedia,pare più calzante il paragone con gli sweatshops del Bangladesh.
L’ultimo tentativo di tenere in vita o far nascere aziende tessili «vere» nel salernitano, nella zona di Fosso Imperatore, risale al 2000. 110 miliardi di lire buttati al vento. Fallite anche le politiche di emersione. Solo una decina di aziende salernitane hanno aderito alla «sanatoria generalizzata» offerta dal governo Berlusconi con i "Cles", i Comitati locali per l’emersione.
Un buco nell’acqua pure i «contratti di gradualità»: l’opportunità di mettersi in regola per le aziende che si impegnano ad applicare gradualmente il contratto nazionale.
«Per quanto uno offra, il cavallo non beve», commentaTavella. E’ una smentita per chi, come il sociologo Luca Meldolesi, sostiene che l’economia meridionale è «costretta» al nero.
Basterebbe offrirle condizioni agevolate e uscirebbe alla luce del sole. Il segretario della Cgil di Salerno si è convinto del contrario: «Le ditte stanno in nero perché fanno profitti, inseguire i farabutti è tempoperso». La segretaria regionale della Filtea Cgil, invece, continua a crederci alle politiche di emersione. «Finora non hanno funzionato perché si sono limitate a offrire sanatorie per il pregresso. Nessun aiuto viene dato alle aziende per diventare davvero tali, per stare sulmercato. La legalità deve essere conveniente per tutti i soggetti coinvolti. Compresi i lavoratori. Nell’ipotesi che loro azienda emerga, chi paga i contributi che non sono stati versati?».
Tavella invoca repressione e controlli, «in provincia di Salerno c’è un morto sul lavoro ogni 15 giorni». Posti come il materassificio di Montesano vanno sicuramente chiusi, afferma Peppe Errico, segretario della Camera del lavoro di Napoli. Ma oltre alle repressione che si fa?
«Proviamoci ancora con i contratti di gradualità», risponde Errico, «noi mettiamoci più costanza e le imprese onestenon restino alla finestra.
Conviene pure a loro costringere chi fa concorrenza sleale a mettersi in regola».
Anche sotto il Vesuvio ci sono tanti sottoscala cheproducono scarpe e magliette «da bancarella». La maggior parte dal sottoscala non è mai uscito. Qualcuno ci è tornato, dice Ines Picardi, dopo aver tentato un salto che non è riuscito.
La segretaria regionale tiene a precisare che non tutto il tessile-abbigliamento campano è da buttare. «Melluso,Nada e Marinella sono marchi che tengono». E sono le uniche aziende dove il sindacato è presente.
Muore in acciaieria
Un altro tragico incidente è avvenuto ieri in un’acciaieria a Firalpi di Lonato in provincia di Brescia. Un capoturno di 56 anni è stato trafitto alla testa da un tondino incandescentementre controllava una macchina che poco prima si era inceppata. L’uomo è morto sul colpo. Nello stesso
stabilimento due anni fa aveva già perso la vita un operaio immigrato.
In Italia 4 al giorno
Secondo l’Oil (Organizzazione internazionale del lavoro) la stima globale delle morti collegate al lavoro ammonta a 2,2milioni ogni anno. I lavoratori subiscono 250 milioni di incidenti, di cui almeno 335.000 sono di esito fatale,molti dovuti a sostanze
tossiche e pericolose, oltre ai 160 milioni i casi di malattie professionale o comunque legate all’attività svolta.
In Italia, secondo l’Anmil, nel 2005 gli infortuni sul lavoro ammontavano a 1273 (circa 4 al giorno) di questi 1093 avvenuti dell’ambito dell’industria, del
commercio e dei servizi, crescendo complessivamente del 14,17% rispetto al 2004. Inoltre è stata registrata la tendenza a denunciare solo gli infortuni più gravi, con esiti che danno diritto ad indennizzo in capitale o in rendita per il lavoratore, facendo passare gli altri con permessi o giorni di malattia.
In crescita nero ed evasione
Questa la conclusione tratta da due recenti rapporti del Censis, per cui soprattutto al Sud negli unltimi anni si è registrata una crescita dei livelli di
irregolarità del lavoro autonomo che dal 15,7 sarebbe passato al 16,2%; mentre quello dipendente totalmente irregolare si è elevato dal 26% al 27,9%.
Cresce anche la quota dei lavoratori al limite della regolarità ( dal 21,3% al 22,5%), oltre alle forme elusive di lavoro subordinato che per l'Istat costituiscono più della metà del dato complessivo.
La piaga del lavoro minorile
Nonostante la percentuale scesa del dal 16% al 14% dal 2000 al 2004, nel mondo il numero diminori lavoratori nella fascia di età dai 5 ai 17 anni è ancora di 218 milioni.Mentre durante gli stessi anni in Italia sono aumentate del 29,75% le malattie professionali denunciate da minorenni.
Una lavoratrice addetta alla confezione di arredi. Nelle fabbriche del legno e del tessile le donne sono la grande maggioranza, spesso precarie
o in nero, e sono dunque le più colpite in caso di incidenti sul lavoro.
Foto Roberto Canò
Al primo piano una scuola, nello scantinato
il lavoro nero. A Montesano, il giorno dopo il rogo
Dove si muore per 2 euro all’ora


Morire a 15 anni per 2 euro l'ora.
C'è chi ha detto come fosse un'accusa: "vogliono che il figlio dell'operaio sia uguale al figlio di un ricco".
E' vero, è quello che vogliamo: vogliamo che nessuno debba vendere la sua vita a 15 anni in questo modo.


Originariamente Scritto da Nelson
Straquoto!


!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!Originariamente Scritto da Nelson


15 anni è l'età della scuola, della speranza, dei sogni a occhi aperti. L'età in cui una ragazzina sogna il suo futuro.
Ma quale futuro poteva sognare chi a 15 anni per due euro all'ora si trovava rinchiusa a lavorare in uno scantinato?
A lei hanno tolto la speranza, la gioia di vivere prima ancora che averle tolto la vita. Tra il tanto schifo che ogni giorno la vita ci propina, questo è uno dei peggiori. Una società che non riesce a proteggere i deboli non è una società civile e chi dei deboli approfitta compie un atto che grida vendetta.
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Morire sul lavoro è atroce, sul lavoro si muore troppo spesso e quasi sempre perchè le norme di sicurezza non vengono rispettate. E' ora che questo Paese riscopra la Legge e le Regole e per chi non le rispetta la punizione DEVE essere esemplare.Originariamente Scritto da stefanopelloni
Non si può, non si deve, morire di lavoro, non si può, non si deve morire a quindici anni.
Ancora una considerazione, su questo 3d non c'è stato un intervento dei fan della cosidetta CdL. Dove sono i vari malik, il "dirigente" peraltro chiamato in causa da Stefano Pelloni, i vari e tanti "bianconeri" ecc. ecc.. Debbo ritener che a costoro dei lavoratori che muoiono non interessa nulla. Meglio contnuare a piazzare qualche post sui 300 milioni di morti assassinati dai comunisti.![]()
Stefano, alle bandiere abbrunite dei lavoratori romagnoli, aggiungi un nastro nero anche da parte mia.


Lei ha drammaticamente ragione, di gente fatta in quel modo ne esiste tanta. Troppa.Originariamente Scritto da Gallo Senone
Le dirò, vedendo spesso l'odio ed il livore che questa gente mette nelle sue discussioni potrei anche pensare che sotto sotto potrebbero averci goduto. Questa E' la grande differenza.


Rilancio questo 3d e lo faccio con grande amarezza e rabbia. Ma come, muoiono due lavoratrici, di cui una di 15 anni che lavorava per DUE euro/ora e nessuno di Destra, anzi della Destraccia italiana, sente il dovere morale di esprimere un po' di soliodarietà per queste povere vittime? Ma come, questa figuri sempre pronti ad attaccare i lavoratori fancazzisti, ora non trovano la dignità di esprimere solidarietà per le vittime e condanna per chi sfrutta in maniera così vergognosa i lavoratori? Ricordiamoci sempre di DUE EURO/ora.![]()